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La Sion ha 5 mila ordini. Ma il difficile viene ora

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La Sion è ricoperta da pannelli solari, che con 330 celle devono assicurare 30 km di autonomia

I ragazzi di Sono Motors annunciano che la loro creatura, la Sion, ha raggiunto le 5 mila prenotazioni. Un bel traguardo per l’auto elettrica ricoperta di pannelli solari. Ma il difficile viene adesso. Nel passaggio dal progetto alla produzione.

Molti ordini da Gemania-Austria-Svizzera, l’Italia…

Ricordate il terzetto di giovanotti di Monaco che a marzo ha giratoanche  l’Italia in lungo e in largo per raccogliere prenotazioni per la loro originale citycar? Il prezzo annunciato era di 16 mila euro, più il noleggio delle batterie, sul modello proposto dalla Renault per la Zoe. I tre fondatori, Laurin Hahn, Jona Christians e Navina Persteiner, proponevano un’offerta molto semplice: più paghi di anticipo, più alto sarà lo sconto. Ovvero: se versi 500 euro, lo sconto sarà dell’1%. Se ne sganci 2 mila, si sale al 2%. Poi: sconto del 3% se anticipi 8 mila euro e del 4%se invece paghi tutto subito, ovvero 15.360 euro. In pochi mesi, secondo quanto annunciato, si è arrivati al traguardo dei 5 mila pre-ordini. Soglia minima che la Sono si era posta per passare alla fase due, ovvero la produzione. Per la precisione siamo a quota 5.132, con un potenziale giro d’affari (a macchine consegnate) di circa 100 milioni di euro. Comprensibile l’euforia dei tre soci, orgogliosi di portare sul mercato europeo con la Sion “la prima macchina che autoproduce parte dell’energia elettrica che consuma”. La carrozzeria in policarbonato  è infatti ricoperta con pannelli solari, che con 330 celle sarebbero  in grado di assicurare 30 km di autonomia al giorno. Il resto, per arrivare agli annunciati 250 km “di autonomia reale”, lo fa un pacco batterie da 35 kWh. Non solo: secondo Navina, che è la direttrice creativa, il tour europeo di promozione sarebbe servito anche a raccogliere suggerimenti dai potenziali clienti. Suggerimenti serviti per la parte finale dello sviluppo. Gli ordini sono partiti per l’80% dal triangolo Germania-Austria-Svizzera. Ma qualcosa, dicono i tre ragazzi, è arrivata anche da Spagna, Italia e persino Stati Uniti.

Ma il difficile viene con la produzione

Il difficile, però, viene adesso. Passare dal progetto alla costruzione di un’auto affidabile, che rispetti tutti gli standard di sicurezza e qualità, è impresa complicata. Soprattutto se non si ha alle spalle l’esperienza di un grande costruttore. Ne sa qualcosa Tesla, che con i famosi ‘colli di bottiglia’ incontrati nella produzione del Model 3 ha rischiato l’osso del collo, a un passo dal fallimento. La Sono parla di produrre la Sion “in cooperation with a European contract manufacturer“, ovvero di un’azienda che costruisce per conto terzi. Ma non svela il nome del partner, nonostante che le prime consegne siano previste per la seconda metà dell’anno prossimo. E che molti ordini siano stati accompagnati dal saldo dell’intera cifra, non solo dell’anticipo. Ma i tre ragazzi-imprenditori di Monaco ostentano sicurezza. Promettono che la Sion sarà anche la prima auto in grado non solo di assorbire energia, ma anche di cedere ad altri l’energia prodotta o comunque immagazzinata. E ci sarà anche una app per affittare la Sion con un apposito car sharing. Tempo un anno e mezzo sapremo se Laurin, Jona e Navina sognano o son desti.

 

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