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La Shell compra Ubricity, la rete di ricarica del Regno Unito

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La Shell compra Ubricity, la più capillare rete di ricarica del Regno Unito. Segno che anche i big del petrolio investono sulla transizione all’elettrico.

La Shell rileva così una rete con 2.700 stazioni

Ubricity (qui il sito) è stata fondata nel 2008, agli albori della mobilità elettrica con una duplice mission. Ovvero fornire ricariche con energia pulita in qualsiasi luogo sia possibile parcheggiare un’auto. A Londra, per esempio, utilizza i lampioni dell’illuminazione stradale come colonnine. Oggi ha sedi nella capitale inglese e a Berlino e gestisce oltre 2.700 punti di ricarica su strada.

la shellQuesta acquisizione segna l’espansione di Shell nel mercato in rapida crescita della ricarica per veicoli elettrici. E fornirà competenze critiche, aiutandoci a scalare la nostra offerta complessiva”, ha spiegaato Shell in una nota. Il prezzo concordato per l’acquisto non è stato divulgato. Gli azionisti di Ubricity sono Heinz Dürr, EarlyBird, EDF Deutschland, IBB, next47 e Honda Il gigante petrolifero, spesso nel mirino degli ambientalisti, punta a diventare un’azienda energetica a zero emissioni entro il 2050.

Lo shopping dei big del petrolio (Total in testa) continua

Lo shopping dei big del petrolio nell’elettrico continua, dunque. A ottobre era stata la volta di Total a rilevare l’altra rete di ricarica più importante di Londra, Source London. Lanciata nel 2010, la rete di Source London EV comprende attualmente circa 1.600 punti di ricarica pubblici su strada. La Total (qui l’annuncio ufficiale) si è impegnata non solo a investire per ampliarli e rinnovarli. Ma anche ad alimentare le colonnine con energia rinnovabile, fornita dalla sua controllata Total Gas & Power Limited.

la shell La gestione dovrà avvenire con una certa attenzione, sotto lo sguardo delle municipalità della capitale. Source London è stata infatti sviluppata in collaborazione con i London Boroughs, i quartieri della metropoli inglese, e viene percepita dai cittadini come un servizio pubblico. Attualmente rappresenta più della metà dei punti di ricarica in funzione nella capitale.

 

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2 COMMENTI

  1. Speriamo non finisca come quanto Texaco e non ricordo più chi acquistarono a parte di Toyota (se non ricordo male) che costruiva le RAV4 elettriche.

  2. Le Big Oil stanno comprendendo la portata della rivoluzione elettrica.
    Pertanto chi ha capito: sta investendo, cifre comunque limitate.

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