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La scommessa di Bettery: la batteria “liquida”

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La novità è di quelle che potrebbero cambiare il mondo, almeno quello della mobilità elettrica: una batteria cinque volte più capace delle attuali, molto più leggera, ricaricabile con un pieno di liquido, come il serbatoio di una normalissima auto a benzina.

La stanno mettendo a punto due ricercatrici dell’Università di Bologna, Francesca Soavi e Francesca De Giorgio, che ne hanno fatto una start up, Bettery, premiata l’altro giorno sotto le Due Torri come terza arrivata nella competizione Star Cup promossa dalla società regionale per il trasferimento tecnologico Aster. La tecnologia, già brevettata dalle due scienziate, si chiama Nessox e si basa su una combinazione liquida di litio e ossigeno che può essere caricata a parte in serbatoi statici e velocemente immessa nelle celle batteria in sostituzione del liquido esausto.

La soluzione di accumulo di energia elettrica è già stata validata in laboratorio e ha già collezionato una lunga serie di riconoscimenti in Italia e all’estero, Silicon Valley compresa.  Ma le due Francesca dovono ora mettere a punto soluzioni per far uscire  Nessox dai laboratori e farla entrare in fabbrica per la produzione industriale su vasta scala. Un secondo problema da risolvere riguarda le modalità di rifornimento, ipotizzando una rete di distribuzione. A questo proposito sono già in corso contatti con grandi costruttori multinazionali di batterie per auto e per altri impieghi industriali.

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