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La ricarica ultrarapida da sola non è la soluzione. Ecco perchè

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ricarica ultrarapida
Massimo Nordio insiste: serve una rete capillare di ricariche HPC, per i viaggi lunghi.

Un rete capillare di stazioni di ricarica ultrarapida (HPC) potrà consentire di usare l’auto elettrica come si è usata fin qui l’auto termica? In altre parole, “andando a ricaricare” quando la batteria è scarica, come si andava al distributore quando era vuoto il serbatorio? Nicola Carlon, che da anni viaggia in Tesla Model 3, pensa di no, e qui ci spiega perchè. E pur pensando che la ricarica ultrarapida sia una necessità nei lunghi viaggi, spiega perchè il futuro dell’elettrica di massa sia legato invece allo sviluppo della ricarica domestica e dei destination charger.

ricarica ultrarapida
La ricarica ultrarapida (HPC) di Enel X in Corso Francia 212, a Roma, inaugurata nel marzo scorso.

di Nicola Carlon∗

Iniziamo con un po’ di conti per capire come mai le colonnine ultrafast non rappresantano una soluzione concreta al “problema” della ricarica di un’auto elettrica. La mia Tesla Model 3 consuma 0.16kWh/km e ad una colonnina di ricarica ultrarapida da 250kW (Supercharger Tesla) ricaricherei teoricamente alla velocità di…1.562 chilometri in un’ora. Quindi, se collegassi la mia auto per 1 ora intera, avrei teoricamente accumulato l’energia per fare circa 1562km. Traducendo in minuti, con la colonnina più veloce disponibile oggi potrei ricaricare la mia auto elettrica ad una velocità di 26km/minuto.

La velocità della pompa di carburante è irraggiungibile

Un distributore di carburante, al contrario, eroga in media 35-40 litri al minuto e, assumendo che un’autovettura endotermica sia ottimizzata per percorre circa 20km/L, è un po’ come dire che questa si ricarica ad una velocità di circa 700km/minuto: 27 volte tanto rispetto alla mia Tesla.

Questo perché la densità di energia dei carburanti è molto superiore. Per il diesel vale 45.5 MJ/kg ovvero 12.638Wh per chilo, contro i 250Wh/kg di una batteria al litio di nuova generazione: 50 volte tanto.

Vi chiederete: come mai il diesel ha un’energia 50 volte quella del litio ma poi quando ricarico è solo 27 volte più veloce? Semplicemente perché la velocità di ricarica è espressa in km/min e bisogna considerare che il motore elettrico è molto più efficiente del diesel. Il motore elettrico ha un rendimento di circa il 90% mentre il motore diesel nel migliore dei casi del 38% e gran pate dell’energia si trasforma in calore. Quindi possiamo fare una battuta dicendo che la macchina si muove per un effetto secondario. È come paragonare i led a basso consumo alle vecchie lampadine ad incandescenza che in primis, producono calore e poi, per una fortuita legge della fisica, emettono un po’ di luce nel visibile (cit. Prof. Meneghesso, DEI, UniPd).

Da questi conti è facile concludere che è praticamente impossibile ragionare sulla ricarica elettrica paragonandola con la pompa di benzina: puntare solo sulle colonnine di ricarica ultrarapida è quindi una battaglia persa in partenza.

In più, per avere molte colonnine a quella potenza serve necessariamente un’infrastruttura adeguata che non potrà esser disponibile ovunque. Per non parlare del fatto che la richiesta di elevate potenze in modo discontinuo e non prevedibile è la cosa peggiore che si può fare ad una rete elettrica.

La soluzione? Ricarica ovunque, quando l’auto è ferma

Negli anni 2000 caricavo il mio Nokia 3310 una volta alla settimana, adesso carico lo smartphone praticamente una volta al giorno. I motivi per cui nessuno si lamenta sono 2:
1. Lo smartphone ci permette di fare molte più cose quindi accettiamo il compromesso.
2. Lo smartphone può essere caricato di notte mentre non lo sto utilizzando.

Venendo all’auto elettrica:

1. L’auto elettrica ha la coppia subito disponibile, il baricentro basso, una sicurezza
elevatissima, inquina di meno ed è silenziosa e quindi il compromesso diventa accettabile.
2. La macchina posso caricarla anche quando non la uso, come col mio smartphone.
Sostanzialmente, questa delle rincorsa a ricariche sempre più velpci è una non soluzione ad un problema che non esiste.

Bisogna “semplicemente” cambiare comportamento. Prima ci si fermava a fare carbutante in viaggio perché il tempo di fare il pieno era al di sotto dei 5 minuti; però le auto stanno ferme per il 90% del tempo ed è proprio questo tempo che andrebbe sfruttato per la ricarica.

Arrivo a destinazione e attacco la spina

E qui arriva il vero problema: non tutti hanno un garage dove possono installare una colonnina, anche lenta, per ricaricare la propria auto elettrica durante la notte.
La soluzione? I destination charger.

ricarica ultrarapida
Un Destination Charger di Tesla

Se tutti potessero ricaricare quando vanno al lavoro, al supermercato, al cinema, al ristorante, in spiaggia, in piscina o in palestra, il “problema” di fermarsi per ricaricare si trasformerebbe nell’opportunità di ricaricare quando si è fermi.

E la stessa cosa vale per i viaggi delle vacanze. Non ha senso dover uscire a Trento, rimanendo imbottigliati nella coda al casello, per caricare in un Supercharger in zona industriale, o mangiare un panino ad uno scadente fast food di autogrill (con buona pace per il delizioso bufalino) per poi arrivare in hotel con i chilometri sufficienti giusto per tornare indietro, se invece puoi ricaricare quando arrivi a destinazione.

Ovviamente se la destinazione è molto distante bisogna per forza fare delle soste ad una fast; ma questa deve restare un’eccezione. Avere la possibilità di caricare a destinazione significa comunque eliminare una sosta.

A questo punto c’è un nuovo servizio per gli hotel più importante della piscina, dell’opzione vegana e perfino del wi-fi: la colonnina di ricarica! Che il gestore decida di offrirla gratuitamente o a pagamento, che sfrutti i pannelli solari che ha installato oppure no, l’importante è dire: “certo che ce l’abbiamo, siamo nel 2021!

Colonnine in ogni hotel: è il nuovo paradigma

E qui entra in gioco EViaggio.it (qui il sito) che aiuta i gestori a farsi trovare da chi viaggia in elettrico (leggi). E aiuta  noi viaggiatori a trovare il destination charger giusto, raccogliendo tutte le informazioni utili sulla colonnina (connettore, potenza, disponibilità) e soprattutto ci permette di recensire non solo l’hotel (non vogliamo fare concorrenza a booking) ma anche lo specifico servizio di ricarica che ci ha offerto. Ha funzionato correttamente? Il posto era illuminato? Era libero dalle immancabili endotermiche di guidatori “distratti”? Qualcuno si è scordato di restituire la card o di scollegare l’auto a fine ricarica?

Essendo un progetto non a scopo di lucro, EViaggio ha bisogno di tutti voi: se conoscete una struttura con colonnina, potete registrarvi ed inserirla in autonomia. Poi noi contatteremo il gestore in modo che possa rivendicare la pagina sul sito per aggiornare le informazioni e rispondere alle recensioni in modo da migliorare il servizio.

∗ Nicola Carlon, ingegnere informatico specializzato in robotica e computer vision.
Lavora in ambito dell’automazione industriale ed ha ideato e realizzato il portale
EViaggio.it, entrato a far parte della startup innovativa di cui è co-founder Flexsight
s.r.l. come progetto non a scopo di lucro per la mobilità sostenibile.

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52 COMMENTI

  1. Non mi convince molto il discorso di dover caricare l’auto quando non si usa, soprattutto se non si può caricare a casa, non mi convince primo perché le colonnine non sono cosi diffuse che dovunque vai ne trovi una, ma non mi convince anche perché la maggior parte delle colonnine in italia sono lente, e per ricaricare ci vogliono molte ore, mentre caricare spesso alle fast non e molto consigliato per preservare la batteria.

    • Oggi purtroppo è così. Il punto è che bisogna agire su più fronti se vogliamo sostituire tutto il parco auto. E installare solo ultrafast non è la soluzione, questo volevo dire.
      Per l’elettrico non c’è un unica soluzione come la pompa di benzina che è sempre quella. Ma ci devono essere soluzioni diverse per tutte le esigenze. E chi può dovrebbe caricare l’auto mentre non la sta usando proprio per liberare le ultrafast che per forza di cose non potranno essere di ugual numero.

    • Alex, si fidi di ciò che racconta chi usa l’auto elettrica. La ricarica prevalente, dopo quella domestica, è quella in corrente alternata lenta. Che magari viene ripetuta più volte al giorno, con rabbocchi di un’ora o due, il tempo di sbrigare due faccende in centro, vedere un film, pranzare al ristorante, partecipare a una riunione di lavoro. Poichè il 90% dei tragitti sono nell’ambito della propria città, ognuno si costruisce una mappa mentale delle colonnine disponibili e le trova a colpo sicuro. Nelle grandi città, fra l’altro, questo facilita il parcheggio. Il loro numero crescerà parallelamente alla diffusione delle auto a batterie. E’ un business, quindi non si capisce perchè chi vende energia non dovrebbe approfittarne.

      • Forse non sono stato abbastanza chiaro, io l’auto la uso solo per andate al lavoro in settimana, dove non posso caricare la macchina, ai supermercati dove vado a fare la spesa non ci sono colonnine, e comunque per fare la spesa non ci metto ore, e uno dei problemi in Italia e che la maggior parte delle colonnine sono lente, quello e un problema, capisco il discorso più saranno le macchine elettriche e più colonnine ci saranno, ma è anche vero che uno prima di spendere un sacco di soldi ci pensa due volte se ci sono poche colonnine.

    • Ma lo sai che un auto è ferma per il 90% del tempo ? Il caricarla quando è ferma è la soluzione migliore .
      Magari con piccoli biberonaggi .
      In un ora a una lenta carichi 60 km di autonomia

      • Scusa, quale parte di non ci sono colonnine dove lavoro o dove vano a fare le spesa non ai capito? La macchina starà ferma anche il 90% del tempo, ma se le colonnine sono pochissime o peggio ancora inesistenti tanto vale, questo secondo me e un grosso ostacolo che ne blocca la diffusione, forse insieme al fatto che d’inverno quando fa freddo e ghiaccia possono perdere fino al venti percento di autonomia.

    • Se non vuoi acquistare auto elettrica dillo pure , ma scrivere tante inesattezze no .
      La ricarica lenta carica 60 km in un ora , se vuoi cercare le colonnine vai su nextcharge per capire quante ce ne sono in zona .
      Per capire ancora meglio ti consiglio di azzerare il contakm tutte le mattine così verifichi che tipo di autonomia ti serva

      • Ma che ragionamenti sono? Quello che sto dicendo e che le auto elettriche non sono per tutti, anche se vuoi comprarla ci sono problemi, e non mi sembra che la soluzione sia fare finta di niente, come dice l’articolo la soluzione sarebbe avere colonnine di ricarica ovunque, ma attualmente non e affatto cosi. In oltre ce il problema che la batteria perde circa il venti percento di carica d’inverno, che se ci fossero batterie ovunque come dice l’articolo non sarebbe un problema, ma ancora non e affatto cosi, si spera che adesso che si e messa una data sulla fine dei motori Termici le cose cambino, ma anche in quel caso non ne sarei cosi sicuro, dopo tutto siamo in italia.

        • Facciamo una cosa: dicci dove abiti e proviamo noi a dirti quante colonnine avresti a disposizione. E’ vero che con il freddo (tre o quattro mesi?) l’autonomia cala del 20%, ma non è che per questo resteresti a piedi. Insomma, se non sei un commesso viaggiatore i problemi ricarica-autonomia potrebbero interessarti poco o nulla. Già oggi, voglio dire. Ge lo dimostrano le testimonianze dirette di centinaia di nostri lettori.

  2. @Nicola Condivido le tue riflessioni: tutta una serie di aziende / attività come
    RISTORANTI
    HOTEL
    SUPERMERCATI
    GESTORI DI PARCHEGGI
    Possono offrire un servizio innovativo, investendo comunque cifre basse.
    Tesla ad esempio offre Wallbox che caricano fino a 22 kW partendo da 400€ ivati a cui bisogna aggiungere l’istallazione .

  3. Ragionamento poco logico.
    Un termica la carichi spesso al pieno senza pensare ai km che farai.
    Con una elettrica invece, pensando che la carichi quando sta ferma, usi la fast per arrivare a destinazione.
    Ergo, considerando che anche nei lunghi viaggi una sosta ogni 3/4 ore sia ragionevole, basterebbe che le fast ti permettessero di farne circa altrettanti in tempi rapidi.
    Già con 250 kW di potenza si riescono a ricaricare 250 km in 10 minuti, a mio avviso salendo ancora un po’ di potenza si raggiungerebbe un tempo di ricarica sopportabile dalla gran parte degli utenti.

    • Matteo mi permetta e mi perdoni l’ironia (tale vuole essere mi raccomando).
      Vede? Io e lei non abbiamo capito un bel niente. Perchè per l’autore dell’articolo quella della rincorsa a delle ricariche sempre più veloci è una non soluzione a un problema che non esiste. Ovvero sia: siccome per me questo non costituisce un problema (e fin qui legittimo) allora non costituisce un problema per nessuno. Facile così… 🙂

    • Sarebbe giusto se non fosse che ho il dubbio che questo possa scalare con 40 milioni di veicoli. Lo so che ci vorranno 20 anni per la trasformazione completa però le ultrafast ad oggi sono veramente poche e immagino anche complicate da installare. Invece una presa industriale a 16A per caricare l’auto di notte o mentre si è al lavoro dovrebbe essere più facile da installare. Chiaro che le ultrafast serviranno in tutti gli altri casi ma secondo me chi può cambiare abitudini con la giusta infrastruttura lo può fare e ne guadagnano tutti. Io ho fatto così e per me è comodissimo, il mio tempo di attesa alla colonnina non dura più del secondo che ci metto a collegare la presa.

      • Alessandro D. Come ho scritto sotto ad un altro commento è chiaro che ci sono persone con esigenze diverse ed è proprio per voi che gli altri dovrebbero caricare mentre l’auto è ferma. Altrimenti vi occupano gli stalli delle fast in autostrada anche se poi devono arrivare in hotel per rimanerci per giorni. Non credo che si potranno installare più di 20 ultrafast in un autogrill ma sono pronto a cambiare idea quando la tecnologia lo permetterà.

        • Io sposo il tuo progetto di sensibilizzazione sulle ricariche presso hotel , che onestamente oggi se ti va bene ti danno una shuko o grazie a Tesla un destination charger .
          Ma questo non elimina la necessità delle fast autostradali .
          Come fa Tesla a fare 30 stalli alla volta ?
          Li supporta con unità di storage che bufferizzano ?

    • Nei grandi viaggi nessuno lo nega. Ma i grandi viaggi si fanno in autostrada o sulle grandi direttrici. E si fanno solo alcune volte all’anno. Tutte le notti, invece, ogni auto è ferma, o a casa o in hotel. Il ragionamento, se l’ha capito, era questo e non mi pare diverso dal suo.

      • Il ragionamento è correttissimo se partiamo dal suo presupposto che I Grandi Viaggi si fanno due o tre volte l’anno. Io li faccio due o tre volte al mese. Tanti altri anche più spesso. Liquidare il tutto dicendo che è un non problema è quantomeno semplicistico. Le colonnine ultrafast non sono la soluzione di tutti i problemi ma per uno come me Non le nascondo che mi fanno una sostanziale differenza tra il poter pensare di acquistare seriamente una vettura elettrica o il dover continuare business as usual basandomi su benzina è speso anche sul diesel visto che tante volte sono in giro col furgone. E torno a ripetere, quelli che fanno trasferte come me non sono quattro gatti. Tutto qui

        • ho dovuto dare la mia elettrica a mia figlia, perchè grazie ad un incarico professionale deve fare molti più chilometri di me, sono tornato all’endotermico e confesso sto pensando alla seconda elettrica quando avere una sola autorimessa cambia la prospettiva e occorrerà fare i turno e mia figlia dovrà caricare l’auto sul luogo di lavoro dove ha a disposizione diverse ricariche. Tornare dal benzinaio è una tortura e sono d’accordo con l’autore dell’articolo, le auto elettriche devono ricaricarsi come si ricaricano i cellulari, ma personalmente torno al mio vecchio amore del battery swap, che permetterebbe di sprecare meno energia con batterie più leggere. A me basterebbe una batteria da 30 Kwh e il battery swap mi permetterebbe lunghi tragitti, magari utilizzando batterie da 50 Kwh con tempi di sosti paragonabili se non migliori di quelli del pieno di carburante. Se l’obiettivo è quello dell’efficienza energetica a mio parere quella dovrebbe essere la strada, batteria piccola per chi la utilizza in città e cambio della batteria quando si fanno viaggi lunghi. Se il problema sono i viaggi lunghi quella sarebbe la soluzione più evoluta ed efficiente. Cmq lodevole l’iniziativa di raccogliere in un unico articolo le destinazioni con la possibilità della ricarica.

  4. Tutto davvero molto condivisibile finchè si parla di turismo o conunque di ritmi relativamente lenti. Però il mondo è bello perchè è vario. Per esempio: io minimo due volte al mese (ma spesso di più) ho un “giro di trasferta” che a volte corrisponde a poco meno di 700 km, in una giornata che inizia alle 5.00 del mattino e termina alle 22.00 la sera. Non mettetemi in croce, la vita è così, ci mantengo più che dignitosamente la famiglia. Partirei carico di batteria, non si discute, ma poi ritmi serrati, non ho tempo per divagare alla sacrosanta ricerca di colonnine troppo distanti dal mio stretto itinerario, spesso dove arrivo manco ci sono, comunque non posso ovviamente essere certo che sono libere proprio quando arrivo io e se sono a bassa potenza, visto che magari mi fermo a volte solo mezz’ora, mi aiuterebbero ben poco. Per me fare delle soste ad una fast sarebbe tutto tranne che un’eccezione. Sarebbe la soluzione. E infatti per me il passaggio all’elettrico puro avverrà solamente quando come minimo in autostrada ci sarà una rete ultrafast “credibile” (ora ho una plugin che di fatto viaggia in elettrico 26 giorni al mese… di fatto sempre, tranne in autostrada). Poi santo cielo, ovvio che il discorso giusto è caricarla nei tempi morti. Ma bisogna avere sia la struttura sia i tempi morti. E non è che quelli che si trovano ad avere esigenze e situazioni simili alla mia siano quattro gatti. Anzi… insomma non c’è un solo ecosistema (cit. Paolo Mariano). C’è che per forza di cose ognuno ha quello più adatto ai suoi bisogni.

      • Eh guardi, poter fare un rabbocco ultrafast di in quarto d’ora mi farebbe assai comodo anche a destinazione mi creda… ma tanto tanto… specie col freddo… e pensi il paradosso: magari arrivo su un cantiere dove c’è pure la trifase. Solo che se gli dico ” Dai raga, staccate tutto un’oretta o due che papà deve fare il pieno alla macchina…” secondo la trifase dove me la infilano? (Ridiamo per favore)

        • Vede che è proprio lei, non noi, a dire “quel che va bene a me deve andare bene a tutti”? Ho alcune centinaia di conscenti e nessuno lavora in un cantiere, con o senza trifase. Il 90% va in ufficio o in fabbrica e lì resta otto ore. Di notte dorme a casa o in hotel. Nelle giornate di viaggio, si ferma un’ora e mezza a pranzo e altrettanto a cena.

          • Io non ho detto così, mi spiace. Io ho detto molto chiaramente che la soluzione migliore è ricaricare nei tempi morti oppure a casa se è possibile, e che questo tipo di discorso è perfetto Se non si hanno dei ritmi pressati e se si può disporre di un ecosistema affidabile e di cui si ha certezza. Non ho detto contento io contenti tutti. Tant’è che vi ho raccontato che nelle giornate in cui non devo fare questi tour de force io giro felicemente con una plugin le dirò di più! Mi faccio anche bastare i 40 km che la batteria mi concede col freddo. Lei conosce solo gente “regolata” (mi passi il termine)? Guardi, un po’ la invidio. Ma non è dicendo che il mio “non è un problema” che risolvo. Magari fosse così facile.

          • La gente “regolata” in Italia ammonta a quasi 20 milioni di lavoratori. Se quelli “regolati” potranno caricare l’auto nei numerosi tempi morti, quei 600-700 mila “sregolati” come lei troveranno sempre una superfast libera a cui attaccarsi.

    • Sono d’accordo che nel tuo caso l’unica soluzione sono le fast e le ultrafast. Mi domando però quante persone ci siano con le tue esigenze rispetto a tutte le altre. Sicuramente la rete di ricarica veloce deve essere presente in tutte le autostrade ma in un autogrill non potranno installare 100 stalli di ricarica quindi tutti quelli che possono caricare in altro modo non dovrebbero occuparti lo stallo a te che non hai alternative.

      • Tanti, ma tanti che non hai idea. Ma non Te lo dico con cattiveria Credimi. Ti faccio un esempio: gli agenti di commercio. Nel 2020 ce n’erano Censiti quasi 250.000. Questi arrivano, magari stare un’oretta da un cliente, poi devo andare da un’altra parte e via così fino a sera. Poi chiaro che trovi quello che magari ti fa ricaricare in ditta per un’oretta non si discute… però non puoi prenderla come norma e regola. Anche perché converrai con me che magari fa un po’ anche brutto dovunque arrivi alzare il ditino e chiedere ” scusi, posso caricare?…” e poi tante altre volte non è proprio possibile. E se magari c’è un’oretta per mangiare, Se attorno a te ci sono colonnine a 11 o 22 kW magari non ti bastano. E questa magari è tutta gente che fa delle giornate Dov’è la ruota in autostrada non le mette nemmeno .Poi chiaro che sto generalizzando. E che volendo le soluzioni si trovano sempre. Però da qui a dire che in assolito la cosa è un “non problema” … ecco, diciamo che io ci amdrei più cauto. 😉

        • 250.000 su 46 milioni di veicoli circolanti sono lo 0.5% Detto questo anche se fossero stati lo 0.1 % non volevo sminuire il loro problema. Volevo dire alla restante maggioranza di cambiare le abitudini quando possibile proprio perché non ci potrà essere una ultrafast per ognuno di loro.

          • Sul fatto che la restante maggioranza, ma dico il più possibile, debba cambiare abitudini, non solo sono d’accordo, ma sono così daccordo che sto lavorando in prima persona per installare una rete di ricarica in tutti i condomini dove ho dei beni in gestione. Però vedi che ci sono anche persone cone me che per x giorni al mese rientrano perfettamente nel profilo (tant’è che ho una plugin come forse hai letto, se sto nella mia zona giro in elettrico che è una meraviglia) e poi anche a loro gli casca l’asino. Gli agenti di commercio erano solo un esempio fra i tanti.

        • Un mio amico fa agente di commercio in Veneto fa dai 300 e a volte 400 km giorno , devi anche avere il tempo di incontrare i clienti , ha una vecchia Tesla S e arriva a casa a tutte le sere .
          Non penso vi siamo molti che fanno più di 300 km giorno

          • Dario, buon per lui lo dico di cuore.. Io di km a volte ne faccio anche 800, e finchè la tesla non farà furgoni spesso mi toccherà farli col transit. (Il che implica che no, purtroppo l’opzione “comprati una tesla” per adesso non è praticabile. In futuro chissà). Il mondo è bello perchè è vario.

    • Molto condivisibile. Ciò che tu stai dicendo, indirettamente, e che mi pare nessuno coglie, è che siccome si va verso la fine del termico e quindi il 100% degli automobilisti dovrà passare all’elettrico, serve una soluzione che soddisfi tutti, una soluzione “contenti tutti”. E concordo con te che le destination charge accontentano solo qualcuno, perciò la pensiamo uguale.

      P.s.: hai avuto più successo di me, se l’avessi detto io sarei passato x hater, tu sei stato trattato meglio, accetti un contratto da prestanome? 😉

      • Io volevo dire, e mi dispiace di essere stato frainteso, che non c’è un’unica soluzione.
        Perché l’unica soluzione sarebbe avere un’erogazione di energia pari a quella del carburante attuale, cosa impossibile con la tecnologia di oggi.
        La chiave è accettare invece diverse soluzioni, una per ogni esigenza: sei in autostrada e devi raggiungere il prima possibile la destinazione? Usi un’ultrafast. Devi andare al supermercato e sei a corto di carica? Quando arrivi ti colleghi alla fast, non cerchi una ultrafast ti giri i pollici 15 minuti e POI vai al supermercato. Idem per gli hotel, se puoi carichi lì di notte anziché cercare una ultrafast poco prima di arrivare.

  5. Sostituzione completa della batteria noleggiata negli attuali distributori. Abbassamento del costo automobile perché la batteria è sempre a noleggio, pago la ricarica e i giorni precedenti noleggiati. Una quota come garanzia quando si acquista la macchina.

    • Temo che lei semplifiche un po’ troppo. Quanto tempo pensa e quali attrezzature pensa che ci vogliano per sostituire una batteria da 400 kg ad alta tensione? Lo farà l’ex benzinaio? E quante, e di che tipo ne terrà in deposito? Come le ricaricherà tutte?

    • Oltre all’infrastruttura poi c’è il problema dell’usura. Sono sicuro che le batterie a noleggio si usurano di più perché l’utente ci fa meno attenzione e quindi quando fai lo swap non sai cosa ti capita. Oppure dovrebbero rigenerarle più spesso. Lo swap può aver senso nei piccoli veicoli dove la batteria pesa meno. Come sta facendo Gogoro a Taiwan

    • Io non sono un matematico statistico , ma per fare swap penso che servano almeno il doppio delle batterie rispetto alle auto più tutta la logistica .

      • Eh….se leggo “swap” mi tocca dire qualcosa in merito al fatto che è proprio questa la soluzione e lo è veramente per tutti. Ringrazio l’autore dell’articolo che molto precisamente ha quantificato in MW il rabbocco di carburante diesel o benzina che sia si parla di MW Signori cerchiamo di fissare questo dato (dai 3 ai 6 MW). Non è pensabile concepire la ricarica con queste prestazioni…..non ci arriverà l’auto e non ci arriverà la rete se non a costi insostenibili. Lo swap opportunamente gestito (lo ribadisco) è la soluzione perché dividerebbe produttori di auto dai produttori di batterie creando i due prodotti frutto di ricerca e sviluppo in settori dove ognuno riuscirà ad ottenere il meglio riducendo i costi a tutto vantaggio del cliente finale. Chiaro che ci vorranno molte più batterie che auto in circolazione (3 a 1 o forse più non sarà un problema) ma si potranno ricaricare in posti centralizzati dove fare il V2G oltre che avere un modulo a casa sempre carico da poter fare swap in autonomia. Le batterie saranno a moduli standard tali da poter essere movimentati con facilità e si contabilizzerà solo l’energia imbarcata. Ogni auto avrà alloggiamenti in base all’autonomia che si deciderà di concederle. Poi ogni auto può viaggiare anche con batteria installata in un solo alloggiamento (e qui si capisce che il rapporto di tre a uno potrebbe essere diverso) andando a pieno carico solo per i viaggi lunghi a tutto vantaggio dell’efficienza. Chiaro che chi non è proprietario ma la prende a noleggio non se ne curerà ma è proprio per questo che ci sono i software di controllo e francamente…..cosa può fare un utente per danneggiare una batteria che ha solo una maniglia e i connettori?? È fin troppo chiaro che siamo partiti col piede sbagliato nel mondo delle auto elettriche si doveva partire da subito con batterie standard e allora non saremmo stati qui a discuterne. Siete d’accordo?

        • Lo Swap potrà essere una soluzione valida in zone cittadine e circoscritte per Ciclomotori e Quadricicli
          Il ciclomotore ad esempio di Seat prevede una batteria asportabile ,tipo trolley che pesa 40 kg , altri ciclomotori ne hanno 2 da 15 kg !!
          La nuova offerta ENI XEV prevede 3 batterie da 40 kg che un muscoloso benzinaio dovrà cambiare in 5 minuti !!!
          Per le auto avremo un fattore di peso 10 , e la logistica sarà semplicemente impossibile .
          Esempio : vado a vedere gran premio di Imola , con quanti camion dovrò portare le batterie per gestire il ritorno ?? O dovrò aspettare il puzzolente camion dopo ?
          Pensiamo anche che 10 Min a swap ,se ho una coda di 6 auto aspetto già un ora !!
          Come puoi capire avremo cariche lente casa ,hotel , supermercati e cariche veloci su tratti a lunga percorrenza .

        • Per danneggiare intendevo caricarla al 100% e tenerla ferma, o scendere sotto al 10% e caricarla sempre ad ultrafast. Anche se dipende dalla tecnologia c’è modo e modo di caricare. Comunque in effetti la cosa può essere gestita da software limitando virtualmente la capienza.
          Il vero problema comunque è mettere d’accordo tutte le case automobilistiche. Già sui connettori abbiamo avuto problemi (vedi chademo) figurarsi sull’intera batteria.

          • Sì sì è il vero problema appunto mettere d’accordo tutti la cosa se succederà sarà epocale/epica d’accordissimo. Se si partiva dall’inizio con lo standard già definito 20 anni fa era meglio ma è come dire che se mia nonna aveva la ruota allora era una carriola. Le batterie saranno modulari dal peso di 25 kg per 15 kWh, comodamente movimentabili da chiunque…..al limite il ragazzo della stazione o il carrellino robotizzato verranno in aiuto pagando il “servito”…… Ora che faranno lo standard avremo le auto volanti. Però è anche colpa nostra che non abbiamo apertura mentale dopotutto ci meritiamo ciò che abbiamo se rifiutiamo l’innovazione prima di capirne i benefici…..

  6. Gli alberghi dobbiamo convincerli noi utenti chiedendo sempre se hanno la colonnina e scegliendo quelli che ce l’hanno (e magari parlargli di EViaggio 😉).
    Riguardo alla DC non sono d’accordo per gli hotel dove si carica di notte. Piuttosto metterei più colonnine ma gestite dall’hotel in modo che possano ricaricare le auto in sequenza. Secondo me la scomodità più grande è doverla scollegare a fine ricarica. Dovrebbe esserci una presa per ogni parcheggio e un bello scheduler centralizzato (ma è deformazione professionale 😁)

    • Mah questa soluzione la vedo più utile per situazioni tipo aeroporti con auto ferme per qualche giorno, in modo da caricarle e poi spostare la carica ad altre
      Per gli hotel c’è da considerare che molti, soprattutto quelli più grandi, lavorano tanto con le sale conferenze affittate per eventi riunioni o quant’altro, situazioni in cui non esiste il pernottamento e cmq gente che arriva spesso da lontano per poi ripartire verso casa/ufficio (e sicuramente non ha intenzione di prendere una stanza e passare la notte fuori per usare la ricarica lenta hehe)
      Servirà sicuramente un mix di colonnine lente anche a 11kw che cmq in 8h ricarichi la qualunque e una parte a potenze un po maggiori per poter riempire un 60kw in un paio d’ore, in ogni caso trovo imprescindibile in queste situazioni il cavo dedicato allo stallo, non per altro, ma servirà veramente in futuro avere tutte le auto abilitate a scambiare energia con la rete per stabilizzare picchi, senza una connessione continua è difficile e anche con una carica a induzione credo (ma qua non son proprio sicuro) sia abbastanza poco utile date le bassissime potenze in gioco, l’ottica dovrà essere che ogni stallo ha la sua ricarica, le soluzioni per limitare ingombri costi etc verranno via via che si diffondono, certo non è pensabile che oggi un centro commerciale metta duemila colonnine per ogni stallo, ma tra tot anni dovrà essere la norma.
      Anche credo vada superato in qualche modo il metodo di pagamento da app, qui tutti usiamo smartphone agilmente e solo per il fatto di essere qui a leggere abbiamo una dimestichezza tecnologica ben superiore alla media, c’è però tutta una grande fetta di popolazione che avrebbe serie difficoltà anche solo a raccapezzarsi coi cavi per non parlare di avere 3 app diverse (ma anche una sola non farebbe molta differenza) per pagare, tanti non han la carta di credito perché gli è inutile e spesso un costo, per gli acquisti online c’è la ricaricabile che è sicura e non collegata al conto ma sarebbe scomodo per queste cose e cmq non facile da gestire per tutti.
      La dico brutta ma un sistema automatico tipo nfc che paga tramite l’auto sarebbe la cosa migliore, quando colleghi paga l’auto e così chiunque fa una sola configurazione e gliela fa il concessionario, magari con convenzione bancomat o addebito diretto, ci sarebbe cmq il filtro sicurezza (e risarcimento) della casa costruttrice, sulla colonnina metti giusto lo schermino magari per scegliere la potenza in base al prezzo magari con una stima dei tempi così è a prova di “vecchio col cappello “

  7. Ho fatto un giro su App ,mi piacerebbe che fosse citato

    Disponibilità. Si No anche a Terzi e non solo clienti della struttura

    Costi. Si No

    Disponibilità H24

      • Come coinvolgi le strutture per registrarsi ?
        Hai fatto una checklist da inviare via email , io chiederei anche foto geolocalizzata della colonnina .

        • Essendo un progetto non a scopo di lucro non abbiamo budget per fare un rastrellamento del genere.
          Per questo ci affidiamo agli utenti: tutti possono aggiungere una destinazione con ricarica e poi noi contattiamo l’hotel chiedendogli di verificare le informazioni inserite rivendicando la loro pagina in modo che la possano gestire in autonomia.
          Da quel momento in poi la gestione è loro quindi le recensioni servono anche per correggere eventuali incongruenze.

  8. Ciao ,progetto e viaggio interessantissimo servirebbe a convincere molte strutture alberghiere ,servizi a proporre ricariche

    Ma ci servirebbe un piano di upgrade delle 22 kW sottoutilizzate a 11 in magari 30 40 kW in DC con storage posteriore nel caso non si riesca a salire in potenza .

    • Sì una bella pensata sarà proprio la differenza che distinguerà le strutture ricettive nel futuro prossimo. Purtroppo fintanto che non si avranno batterie standard da poter imbarcare si dovrà pur ricaricare le auto elettriche e farlo tipo destination charger è l’attuale soluzione più conveniente.
      Complimenti Nicola Carlon.

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