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La ricarica in hotel, così utile, così sconosciuta

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credit: Bulgari Hotels

 

La ricarica in hotel? In un Paese turistico come l’Italia è ormai imprescindibile.  Ma purtroppo la preparazione degli albergatori e del personale è ancora scarsa. Ce ne siamo già occupati nell’agosto scorso (qui l’articolo), ma da allora poco è cambiato. Ecco qualche indicazione utile.

La ricarica in hotel: Tesla la prima a crederci

                                      di Paolo Mariano

L’Italia da sempre attira un turismo fatto di ospiti che si spostano in auto da diversi paesi d’Europa. Tesla ha da subito capito che anche da noi sarebbe stata una buona idea far trovare dei punti di ricarica in corrente alternata ai propri clienti presso gli hotel di destinazione. Li ha chiamati proprio Tesla Destination Charger (qui il sito) e ad oggi sono migliaia le strutture che ne dispongono.la ricarica in hotel Molti hotel, poi, si sono organizzati in autonomia, per mettere a disposizione dei propri ospiti delle colonnine o delle semplici wall-box di ricarica.  Tuttavia, molto spesso, ciò che accade è che le strutture non sono preparate alla vera gestione delle necessità del cliente, perché semplicemente non le conoscono. Quali sono dunque le potenziali problematiche? A che cosa dovrebbe far attenzione il titolare della struttura al fine di garantire davvero un buon servizio al cliente? Ecco quattro punti fermi.

La ricarica in hotel: che sia realmente disponibile (1)

Chi si sposta con un’auto elettrica ha bisogno che gli stalli di ricarica in hotel siano anzitutto realmente disponibili.  Molto spesso gli albergatori il primo passo lo fanno anche. Ma alle volte più per scrupolo personale che con il vero intento di offrire un servizio: insomma, per poter rispondere di si, quando qualcuno chiede se la colonnina c’è. Purtroppo questo non è sufficiente. Così molte strutture acquistano una wall-box, ad esempio da 3,7 KW, la fanno installare nel parcheggio dell’hotel, ma non riservano il posteggio alle sole auto elettriche.

la ricarica in hotel
Ricariche elettriche in un hotel in Alto Adige, una delle zone meglio attrezzate.

Se il cliente contatta preventivamente la struttura, la reception risponde che “certo, la colonnina c’è”. Ma magari, quando il cliente arriva, la wall-box non è accessibile. Oppure è occupata da un’altra auto elettrica, che utilizza lo stallo come parcheggio privato per tutto il periodo del soggiorno. E alla reception non capiscono nemmeno dove sia il problema: “beh, ne ha bisogno subito? Questa sera poi magari si libera…”. Ma il viaggiatore elettrico su quella colonnina vuole poterci contare, ha bisogno di poterlo fare. Non è un pieno di gasolio, dura ore. E le nostre auto abbiamo bisogno di caricarle quando non le utilizziamo. Non possiamo passare le giornate di vacanza andando a controllare ogni due per tre se il posto è libero! Il consiglio agli albergatori è: se la vostra scelta è quella di una wall-box di proprietà, offrendo la ricarica gratuita, dotate il parcheggio di un numero sufficiente di stalli.

La ricarica in hotel: al bando app, badge, QR code…(2)

Molti albergatori si affidano a società esterne che si occupano di installare la colonnina e gestiscono la manutenzione e l’erogazione delle ricariche. Questo non si tramuta quasi mai in un buon servizio al cliente, specie perché il personale non sente di dover dare assistenza su una commodity che non è offerta direttamente dall’hotel. Chi raggiunge la destinazione delle proprie vacanze, magari dopo un viaggio di ore, desidera parcheggiare, collegare il cavo di ricarica e dirigersi spedito alla reception. Non vuole certo tribolare con istruzioni a monitor, app da scaricare, QR code da leggere, carte di credito da registrare e ricariche da avviare in remoto! Si trova in una struttura che lo ospita e dove già paga dei servizi.

la ricarica in hotel
L’Eco-Hotel Notre Maison a Cogne, in Valle D’Aosta (photo via Ecobnb).

Perché complicare la vita all’ospite quando una wall-box di proprietà costerebbe meno stress al viaggiatore? Il costo dell’investimento e delle ricariche è facilmente recuperabile nel costo del soggiorno, se proprio non si decide di offrirlo al cliente, almeno in una fase iniziale. Il suggerimento è quello di rendere le operazioni di ricarica quanto più semplici possibili. Un cliente che tribola è un cliente insoddisfatto, anche se la colonnina non è la vostra. Non conviene a nessuno.

Prenotabili, meglio se ad uso solo di chi soggiorna (3)

Chi si muove in elettrico vorrebbe poter avere la certezza di contare sull’hotel che ha individuato, dove ha prenotato la propria vacanza. Non solo che disponga di stalli dotati di wall-box o colonnine di ricarica per auto elettriche. Ma che possa garantirne la disponibilità effettiva al momento dell’arrivo e per tutto il periodo del soggiorno, a qualsiasi ora. Per questo tipo di servizio il cliente è disposto a spendere anche qualcosa in più, o comunque a preferire la vostra struttura rispetto ad altre.

la ricarica in hotelNon è così complicato da realizzare. Se, da albergatore, stimo la presenza in hotel ad esempio di non più di 4 clienti con auto elettrica che soggiornino contemporaneamente, mi doterò di 4 stalli con wall-box e attiverò un sistema di prenotazione dei posti. Non ho spazio a sufficienza? Beh, anche un solo stallo con wall-box, ma prenotabile, vale molto di più di quattro stalli dotati di wall-box, ma che non si è certi di trovare liberi al bisogno.

Veloci? Non è così fondamentale (4)

Certo, su una nuova installazione, potendo scegliere, non starei oggigiorno al di sotto degli 11 kW di potenza, ma anche wall-box da 7,4 kW possono andare bene. In fondo, come detto poc’anzi, il cliente vuole poter caricare quando comunque non utilizzerebbe l’auto, quindi mentre è in piscina, a cena, o di notte. Le ore a disposizione sono generalmente molte, e quindi fa poca differenza se l’auto è pronta in 4, 8 o 12 ore. Quello che piuttosto è importante valutare è un sistema di controllo dinamico dei carichi, Questo consente un’occupazione intelligente della potenza disponibile in funzione di quante auto sono collegate e della relativa richiesta.

ricariche a 14 kW nell’Hotel Olympia, in Alto Adige.

Questo articolo vuole essere un primo spunto per poi far circolare esperienze concrete già fatte di chi ha provveduto da tempo all’installazione. E, naturalmente, per condividere i racconti dei clienti. Potete scrivere nello spazio per i commenti, qui sotto, o alla mail info@vaielettrico.it

 

 

 

 

 

6 COMMENTI

  1. Ritengo che questo tipo di articoli sia assai utile. Si riportano aspetti che chi non utilizza auto elettriche neanche prende in considerazione.

  2. Grazie Ivan per il suo feedback. L’intento è proprio quello di fornire la prospettiva dell’utente, con le sue esigenze. Spesso chi si occupa dell’implementazione dei punti di ricarica in hotel non ne conosce le dinamiche di utilizzo e si affida a installatori che a loro volta le ignorano. L’idea è fornire degli spunti affinché i soldi spesi siano ben investiti, i clienti siano soddisfatti e le strutture valorizzate. Si tratta di un fatto culturale. Un albergatore ad esempio sa benissimo che i clienti hanno piacere di avere un luogo dove depositare i propri bagagli il giorno della partenza, nel caso in cui decidano di non lasciare subito la città. Devono semplicemente imparare le nuove dinamiche legate alla ricarica dell’auto.
    Anche perché, probabilmente, tra qualche anno si tratterà di una commodity imprescindibile per le strutture ricettive. Meglio essere preparati.

  3. Ottimo articolo di chi ha le idee chiare.

    Purtroppo nel 99% dei casi chi si occupa di queste cose in un hotel ma anche nelle istituzioni non sa di cosa parla e non ha l’intelligenza di informarsi e capire cosa serve veramente…

  4. Mario, si, hai ragione.
    Infatti il mio è proprio un tentativo di informare/ formare a un’implementazione consapevole gli albergatori.
    Paolo

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