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La ricarica è un servizio pubblico: proporrò al mio Comune…

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ricarica servizio pubblico
Una Volvo in ricarica in un palo dell'illuminazione pubblica, vicino a Oxford Street.

Roberto vuole suggerire agli amministratori del proprio Comune di dotarsi di una rete di ricarica notturna a bassa potenza per auto elettriche, gestita direttamente come servizio pubblico. Ci chiede un consiglio e noi non possiamo che applaudire alla sua idea, che è anche la nostra. Ricordiamo ai lettori che possono inviarci quesiti e suggerimenti all’indirizzo info@vaielettrico.it.

ricarica servizio pubblico

A Seattle, negli Usa, l’amministrazione cittadina ha stabilito che la ricarica per auto elettriche è un servizio pubblico. Pertanto ha lanciato un progetto per installare colonnine “on demand”

Una sola colonnina per 10 mila abitanti, più i turisti

Buongiorno,
dopo alcuni contatti con l’Amministrazione del mio Comune, una cittadina molto turistica in provincia di Savona di circa 10.000 abitanti, sono riuscito ad interessarli al tema delle auto elettriche. Negli incontri che avremo l’Amministrazione vorrebbe, siccome non sono molto esperti in materia, che li introducessi all’argomento e facessi alcune proposte per migliorare la situazione delle infrastrutture di ricarica presenti sul territorio.

Allo stato attuale nel Comune è presente una stazione di ricarica Enel X molto datata con due prese AC ed una presa DC 50 kW (in manutenzione da settimane). Sicuramente uno dei passi da fare sarà quello di individuare altre aree comunali interessanti e proporre agli operatori di installare delle proprie colonnine (in particolare Plenitude è totalmente assente in zona). Ma mi sarebbe piaciuto cercare di coinvolgere l’Amministrazione in maniera più diretta.

In particolare, la mia idea principale era quella di cercare di agevolare i residenti senza posto auto di proprietà (la maggior parte) con l’installazione nei parcheggi pubblici di prese a bassa potenza  (anche 2-3 kW) per la ricarica notturna, in modo da incentivare l’adozione di auto elettriche anche da parte di coloro che non hanno la possibilità di ricaricare in garage.

Si potrebbe rendere utilizzabili tali prese tramite una scheda RFID fornita dal Comune con durata annuale per i residenti e per periodi inferiori per i non residenti con differenti tariffazioni, ad esempio.

Allo stato attuale quali sono le soluzioni commerciali per realizzare un progetto del genere senza una spesa eccessiva, in modo che l’Amministrazione possa attrezzare i vari parcheggi con un buon numero di punti di ricarica con una spesa ragionevole?

Un punto di ricarica per chi non ha garage

Ho letto sul vostro sito di sistemi per sfruttare a tale scopo le linee elettriche dei lampioni pubblici, ma poi quali colonnine alimentare? A mio parere per una cosa del genere dovrebbero essere prese da pochi kW di potenza. Con bilanciamento del carico sulla linea in modo da dividere un tot di potenza tra tutte. Lo scopo infatti non sarebbe quello di fornire una ricarica “mordi e fuggi” ma un servizio ai residenti che tengono l’auto in strada di notte. Esiste qualcosa del genere in commercio?

Quali altre proposte potrei portare all’attenzione dell’Amministrazione per migliorare la situazione dei punti di ricarica?

ricarica servizio pubblico
Servono più ricariche e meno costose, anche nei lampioni: qui i charging-point di Ubricity a Londra.

La “ricarica democratica” è una nostra battaglia

Risponde Massimo Degli Esposti Caro Roberto, complimenti per l’intraprendenza, il senso civico e anche il contenuto innovativo della sua intuizione. Quella per una nuova modalità di ricarica, che noi abbiamo chiamato “ricarica democratica”, è una battaglia che Vaielettrico conduce da tempo. Ne ha parlato Paolo Mariano (leggi) e più di recente io stesso, raccontando il progetto di Demos Fuochi e della sua AZeco. Esperienze simili già si trovano all’estero: a Londra, Berlino, Parigi, Valencia e perfino in Italia, a Pescara. Ma in tutti questi casi, si tratta di sperimentazioni “mediate” da un operatore della ricarica privato che sfrutta in concessione i cablaggi dell’illuminazione pubblica e i lampioni per installare propri punti di ricarica.

Va da sè che un’ infrastruttura del genere non è remunerativa se troppo capillare. Ma se non è capillare e non riesce a portare fuori dai cortili recintati la stessa esperienza della ricarica domestica, non risolve il problema di chi, sprovvisto di posto auto privato, è costretto a lasciare il proprio veicolo in strada.

Investimenti sì, ma il progetto è scalabile

Ecco perchè la nostra proposta, come la sua, è di considerare la ricarica delle auto elettriche un servizio pubblico e come tale erogato direttamente dall’ente locale, alla stregua dell’illuminazione pubblica o delle soste a pagamento. AZeco ha brevettato i dispositivi necessari ad abilitare la rete di illuminazione pubblica (cabine di alimentazione e lampioni) alla doppia funzione in notturna, e alla sola ricarica durante il giorno.

E ci risulta che stia trattando con produttori di wall box domestiche per sviluppare un caricatore ad hoc con le caratteristiche e le funzioni che lei ipotizza. Una volta adeguata la rete interrata e collegati i supporti, l’infrastruttura potrebbe essere scalata, aggiungendo punti di ricarica al crescere della richiesta.

Certo, per i Comuni si tratterebbe di pianificare un discreto investimento. Ma ci sono fondi statali già destinati al rinnovo delle illuminazioni urbane. E un progetto del genere potrebbe attingere anche agli stanziamenti del PNRR, che assegna oltre 60 miliardi di euro alla transizione energetica.

L’intoppo potrebbe essere nella legge

Un secondo ostacolo potrebbe venire dalla disciplina del mercato dell’energia. I Comuni beneficiano infatti di tariffe elettriche agevolate, ma solo per gli usi istituzionali. Non sono in grado di dire se rivenderla a loro volta sia oggi consentito. Se così non fosse, basterebbe rivedere la normativa introducendo un meccanismo ad hoc.

Le auguro, caro Roberto, di trovare la massima sensibilità negli amministratori del suo Comune, che potrebbe diventare il primo esempio di “ricarica democratica” di tutto il nostro Paese.

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24 COMMENTI

  1. La ricarica come servizio pubblico non lo trovo corretto, almeno è prematuro, piuttosto andrebbero aggiornate le norme sull’urbanizzazione, ancora oggi vengono costruite case senza posti auto o predisposizione in strada per la ricarica… anzi si eliminano i posti auto per far posto ad appartamenti.

    Come dovrebbe essere incentivata la ricarica sui posti di lavoro, lascio parcheggiata l’auto 10 ore al giorno a 2 metri da una spina industriale e se chiedo di attaccarmi pare di fare l’elemosina.

  2. Non sono sufficientemente competente in materia per dire la mia, quindi starò alla finestra a vedere come va a finire.

    Premesso che non sono competente in materia (lo ripeto una terza volta? Ci siamo capiti …), però c’è qualcosina che non mi torna: non credo che il comune possa mettersi a fare concorrenza ai privati e vendere corrente ai residenti. La materia è disciplinata e mi sembrerebbe un po’ strano che mentre lo stato dopo tanti anni, per espressa volontà della comunità europea, sta abbandonando il servizio pubblico nazionale per i contratti luce, esce dalla porta per rientrare dalla finestra e fornire il “servizio” di ricarica (servizio, non contratto luce, c’è il cavillo …). Anche perché se facessero tutti così, le società private che stanno investendo contando di coprire tutta Italia (e non certo per beneficienza) credo si arrabbierebbero un po’, voi che dite? Non sarebbe concorrenza sleale verso il privato che non potrebbe permettersi tariffe popolari e che sarebbe obbligato a rinunciare? E se anche il comune si appoggiasse ad un privato, non sarebbe comunque un’alterazione del mercato? Immaginiamo che il comune faccia un bando di gara e vinca Plenitude, quindi il comune paga Plenitude e rivende il servizio ai cittadini a prezzo dimezzato, pagando lui la differenza di prezzo: chiaramente né A2A né Ionity verranno mai in quel comune perché non potrebbero competere con quelle tariffe e si creerebbe una situazione di monopolio.

    C’è ancora un’altra cosa che non mi torna. Sempre per rispettare la normativa, il comune dovrebbe creare una sua società ad-hoc per la gestione dei dati, le garanzie contrattuali, etc. etc. Una società pubblica ad-hoc per offrire il servizio di ricarica? Mah, i cittadini pagano le tasse al comune per far fare al comune alcune cose (che non fa) perché mai il comune dovrebbe occuparsi del rifornimento delle auto di privati cittadini? Chi paga lo stipendio agli amministrativi, ai legali, ai tecnici oltre alle spese vive (corrente, card, uffici, sedi …)? Siamo sicuri che sia il modo migliore e più efficiente di fare le cose? Abbiamo i comuni indebitati fino all’osso che non riescono neanche a fare la manutenzione delle strade, dei fiumi e dei fossi e vogliamo chiedere loro di mettersi a gestire colonnine di ricarica (che è un mestiere difficilissimo)? Tra l’altro con pessime economie di scala, perché mentre il privato compra decine di migliaia di colonnine da un fornitore e si può permettere i costi di sviluppo e personalizzazione dei firmware perché è un’attività che poi “scala”, quanto costerebbe questo al comune? Comuni che non hanno siti web aggiornati e sicuri (qualcuno ha detto Palermo?) che si mettono ad aggiornare i protocolli di roaming e di sicurezza delle colonnine con patch per bug 0 days? E quale sarebbe il vantaggio per il cittadino? Sotto forma di tasse, quel servizio gli costerebbe il quadruplo rispetto all’acquisto da un privato o si pensa che papà Pantalone stampi ancora moneta?

    Terzo punto: la corte dei conti non avrebbe nulla da dire? Insomma se un comune avesse aperto in passato, che so, un suo distributore di metano o gpl per fare rifornimento non ai mezzi pubblici ma a quelli privati dei residenti, credo che la corte dei conti qualcosa la direbbe, sbaglio?

    Quarto punto: degenerazione. Io ricarico la mia Kia EV6 in qualità di residente (pagando, ad esempio, 0.15 € / kWh) quindi il giorno dopo vado a “rivendere” tramite il V2L la mia corrente all’auto elettrica di un residente di un comune limitrofo (facendomi pagare 0,30 € / kWh): lui paga meno che alla colonnina privata (0.52 € / kWh) e io ci faccio la cresta sopra, senza colpo ferire e non c’è modo di essere “sgamato” (potrei ben essere un “pilota” dal piede pesante e consumare quindi tanto perché corro oppure uno che usa la corrente della batteria della mia auto per alimentare il barbecue con cui ogni sera organizzo picnic: tutto lecito).

    Potrei continuare con obiezioni per altri 30 giorni, ma credo possa bastare questo primo assaggio …

    • Grazie Enzo per gli spunti interessanti e niente affatto banali che vanno sicuramente sviscerati a dovere.
      Sicuramente questo servizio per non andare in concorrenza con le società private dovrebbe avere delle caratteristiche ben precise: essere a bassa potenza e rivolto ad un numero ben ristretto di persone (es. residenti) così che le colonnine private abbiano ancora senso di esistere per chi sarebbe escluso. In secondo luogo, io pensavo ad un pagamento forfettario annuale e non a consumo. La falsariga a cui mi ispiravo è quella dei parcheggi a pagamento comunali: i non residenti li pagano con tariffazione oraria, i residenti pagano un tot all’anno per avere un bollino che permette loro di parcheggiare senza limiti di tempo nelle stesse aree. Mi rendo conto che sono cose diverse e ci sono discipline e leggi diverse, per questo stavo cercando di capire se da qualche parte è stata realizzata una cosa simile e con che modalità. Ho visto il caso di Londra, sto cercando di approfondire come funziona pur essendo all’estero. In Italia invece ho visto il caso di Padova, che però non mi è molto chiaro: mi pare di aver capito che è stato realizzato da un gestore esterno cui il comune ha dato in concessione i cavi dell’illuminazione pubblica.
      Insomma si tratta di un’idea che va valutata ed approfondita per valutarne fattibile e modalità, quindi grazie molte per le obiezioni molto interessanti!

      • Padova e Londra sono casi simili: a Londra, come ho già scritto qui [ https://www.vaielettrico.it/la-ricarica-e-un-servizio-pubblico-proporro-al-mio-comune/#comment-82026 ], c’è un privato che vede la corrente a 0.2775 €/kWh e la ricarica è lentissima, max 5.5 kWh (e in molte zone max 3 kWh). Il prezzo è più basso dei privati che però offrono ricariche in AC fino a 22 kWh ad un costo medio di 0.52 €/kWh che però può scendere significativamente con abbonamenti. Considera che ricaricare a 3 kWh significa anche avere molta più corrente che si “disperde” in ricarica, in pratica fino al 20% non finisce nella tua batteria (il problema esiste con tutte le ricariche, anche quelle in DC, ma è più evidente con quelle in AC a bassissima potenza).

        Quindi il comune dovrebbe verificare che i lampioni sono adatti ad essere trasformati in colonnine, trovare un privato che prenda in mano il servizio, lo gestisca e lo manutenga, quindi dovrebbe “bruciare” dei posti auto riservati alla sosta di tutti per riservarli alla sosta di pochissimi, ovvero circa lo 0.15% del parco circolante (oggi le elettriche in Italia rappresentano il 4% del venduto ma rispetto al parco circolante credo rappresentino lo 0.3% di cui il 60% secondo VaiElettrico ricarica a casa nel suo box auto). Motivo per cui nessuna azienda sarebbe realizzata a un simile sbattimento perché una cosa è fare questo a Milano, Londra, New York, Seattle, un’altra cosa è farlo in un comune in provincia di Savona dove le economie di scala non consentirebbero mai di arrivare al prezzo di 0.28 €/kWh di Londra: verrebbe un costo molto più alto, almeno il triplo. Tu pensa a quanto costa all’azienda privata già solo il costo del progetto, lo studio del bando, l’acquisto di poche unità, il tecnico che fa l’installazione, il tecnico on demand, il servizio di controllo a distanza, l’aggiornamento ota, il supporto clienti e tutto questo per una realtà come un comune in provincia di Savona? Mah, vi serve un benefattore, non un’impresa …

        In pratica tutto questo giro e tutto questo sbattimento per fare cosa alla fine? Aggiungere un tipo di ricarica in più, anziché a 22 kWh a 3 kWh (con cui non si riesce neanche a fare il “pieno” all’auto pur lasciandola in carica tutta la notte), con un prezzo che è molto simile a quello della 22 (quando fatta con gli abbonamenti del caso). Ma non fate prima a chiedere al comune di fare come fanno gli altri, ovvero individuare degli stalli per la ricarica e fare un bando per invitare i privati a piazzarli lì?

        La cosa più utile che può fare il comune è proprio uno studio sulle abitudini degli automobilisti per individuare le zone dove è più utile installare gli stalli. Proprio questo tipo di decisione è considerata delicatissima e complicatissima perché i comuni non hanno i dati: quindi se il comune fa i compiti a casa anziché individuare le zone come suggerito dall’usciere Francesco che è il sindaco de facto del comune e tutto lui sa, se fa il bando allegando lo studio fatto che dimostra che quelle zone sono estremamente interessanti, i privati si fionderanno e tutta l’operazione sarà un successo.

        Infine non dimentichiamoci che queste colonnine probabilmente in futuro saranno tutte superate col v2x che consente ricariche wireless senza quindi l’ORRORE e lo SCHIFO ASSOLUTO (scritto con font a 300 pixel, in rosso, grassetto e sottolineato) dei cavi di ricarica che sono un pugno nell’occhio, un modo sporco (che schifo raccogliere un cavo da terra, peggio ancora quando piove!), deprecabile, pericoloso (anche per i pedoni, soprattutto i non vedenti) e antidiluviano di ricaricare un’auto quando invece la ricarica potrebbe avvenire in modalità wireless e senza fili, semplicemente avvicinando l’auto alla colonnina.

    • non hai idea di quanta gente rubi diesel e benzina , nei depositi , nelle officine ..
      sicuramente ci saranno disonesti anche con l’elettrone …
      per quanto riguarda il vehicle to load , il limite di kia hyundai è 3 kW
      ci sono persone disposte a farsi pagare 1 euro l’ora per un serviszio di qualsiasi tipo
      anche se fossero 2 euro ..
      naaa ..
      più facile e redditizio fregare 100 l di gasolio in 5 minuti a una cisterna parcheggiata ..

      io spero che con le rinnovabili , il costo dell’elettrone , almeno quello diurno scenderà
      secondo me ,è probabile che il prezzo dell’elettrone notturno nei prossimi decenni salirà
      i francesi , non avranno il surplus di energia notturna che hanno ora da venderci;
      diventerà importante e necessario poter ricaricare durante il giorno , sul lavoro o presso supermercati e centri commerciali

      • Nello ma rubare diesel è un reato, rivendere la corrente della propria batteria ancora no. Ipotizziamo che io tenga l’auto per 12 ore in carica e le altre 12 ore rivenda l’energia. Vendendola con un sovrapprezzo di 0.3 € / kWh, ipotizzando di caricare a 5.5 kW come a Londra, in un’ora guadagno 1,65 €, in 12 ore sono 19,8 €, in 30 giorni sono 594 €, in un anno sono 7128 €, in 10 anni sono 71280 €. Se il mio sovrapprezzo fosse di 0.15 €/kWh guadagnerei la metà, ovviamente.

        In futuro, con l’adozione del protocollo V2X (Vehicle To Everything), basato sulla ricarica wireless a 5.9 Ghz, per un veicolo potrebbe essere possibile ricaricare con la spina dalla colonnina mentre via wireless ricarica h24 un veicolo parcheggiato nello stallo affianco il tutto senza che visivamente nessuno si accorga di nulla, il che porterebbe il mio guadagno a 142560 euro in 10 anni.

      • bho a Roma hanno messo i controlli con le telecamere presso le colonnine ..
        se si supera il tempo limite ..
        arriva i carro attrezzi

        comunque, non è un discorso di legge , è un discorso etico ..
        se sai che per principio è sbagliato ..
        perchè lo fai ?
        la differenza tra un paese civile e uno anarco fattelicazzituista (cit. Crozza Razzi)
        è tutta qua
        se serve una legge anche per le regole basilari di convivenza civile ..
        si spiega lo stato mafi-fascio-sovietico-fantozziano in cui viviamo
        doove solo a Roma ci sono più avvocati che in tutta la Francia .

        ieri mio fratello , mi ha raccontato
        di una fermata dell’autobus a Roma dove c’era una fila interminabile di bottiglie vuote appoggiate al muro
        un cittadino ,probabilmente esasperato ha attaccato un biglietto su su ogni bottiglia con scritto:
        ZOZZO !!
        probabilmente quei macachi che continuavano a metterle , erano troppo ubriachi per leggere ,
        oppure non capivano l’italiano, oppure ..
        tanto non mi fanno niente !!

  3. Senza ironia
    La trovo un’ ottima idea x risolvere il problema cronico dei posti privati notturni perché questo è il vero problema per ricaricare le elettriche.
    Ma l’occupazione del suolo pubblico…..!?
    Semmai gli amministratori comunali saranno in grado di sposare questa idea che, ripeto, trovo brillante pensate che la sosta notturna non la faranno pagare?….
    In nome di cosa poi…
    Stiamo sempre li…è sempre un magna magna.
    Tanto per rimanere in tema di siringhe economiche ai consociati ho letto che in SVIZZERA il governo ha chiesto ai dipartimenti deputati di presentare una proposta di “accisa sui veicoli elettrici” entro il 2023…..!!!
    Sara’ l’imposta del futuro…..?!
    Rimango sintonizzato ed aperto a nuove soluzioni veicolari….ma non ancora ..non ancora.

  4. Non dimenticate le pensiline fotovoltiche ..
    secondo me le colonnine di ricarica senza pensiline fotovoltaiche ;
    sono tristissime !

  5. Hai ragione Antonio che siamo nella preistoria, ma voglio dirti una cosa da piccolo inventore,noi non dobbiamo copiare nessuno ma essendo il paese del sole e soprattutto del vento dobbiamo soltanto sostituire i pali della luce fornita da una centrale a gas ho a carbone con dei pali a conduzione solare ed eolica e così avremo energia pulita senza aspettare che il figlio di Stalin apra e chiuda i rubinetti.

  6. Mi complimento per l’intraprendenza, ma vanno apprezzati anche quegli amministratori locali che hanno avuto l’umiltà di chiederle una mano riconoscendo la loro scarsa conoscenza dell’argomento.

    • Sì, sono assolutamente d’accordo! Al di là del fatto che si riesca a realizzare qualcosa di concerto è comunque apprezzabile che si siano interessati all’argomento e vogliano approfondirlo con un privato cittadino

  7. Non solo a Londra. Io li ho visti nei paesini dell’interland londinese: Woking, Guildford, west byfleet, ottershow, chertsey, insomma, la zona Surrey dove io ho vissuto per 7 anni fa negli anni 70.
    In Italia? Siamo alla preistoria!

  8. Caro Roberto e caro Massimo degli Esposti sono 2 anni che predicò per le ricariche nei pali della luce ci sono già a Londra e a Berlino, ma vorrei ricordare ad entrambi che i pali della luce in Italia sono 11 . Milioni e basterebbe un pannello solare in ognuno di questi e avremmo luce gradis e ricariche ecologiche.Aggiungo e concludo in Italia se non 6 raccomandato dal presidente del consiglio ho della repubblica non ti ascolta nessuno. Anche questa rubrica non risponde nessuno.

  9. Sembra una proposta molto valida, che sicuramente va studiata a livello organizzativo e per far sì che i comuni non ci rimettano, ma molto valida. Speriamo diventi sempre più capillare!

  10. Ma a Londra, come fanno? Ok la legge è totalmente diversa, ma ne ho sempre letto senza mai capire come gestiscono il pagamento, quantomeno a livello tecnico potrebbe essere utile per degli spunti, dato che deve essere capillare aggiungere sistemi di riconoscimento e attivazione/disattivazione della carica su ogni singola presa potrebbe far lievitare i costi in modo abbastanza importante.

    Da noi, almeno per ora che i numeri son pochi, magari si può bypassare con una iscrizione comunale, un po come oggi negli alberghi ti possono addebitare un forfettario per l’uso della carica senza fatturare il consumo. Alla iscrizione paghi un tot e hai la possibilità di caricare quanto vuoi (che date le potenze in gioco dovrebbe essere facile fare dei conti per tarare un giusto costo) tramite un token rfid che può essere anche messo su cellulare (ovviamente che abbia nfc) con una sua durata.
    Questo è un servizio che serve principalmente ai residenti, ai turisti del weekend interessa relativamente sceglieranno un hotel con carica per la notte e di giorno più probabile serviranno le fast (son due cose complementari e servono sia fast che very slow) se è una zona di turismo più lungo, chi viene per farsi la stagione estiva farà richiesta online qualche giorno prima allegando la prenotazione hotel o dell’appartamento per avere un token che ha validità per quelle date, per chi ha una seconda casa si può pensare a un canone annuale scontato per la minor presenza o dei token attivi solo nei weekend e festività canoniche, che ne so dal 24 dicembre al 7 gennaio o qualcosa del genere.

    Purtroppo c’è sempre da gestire lo spettro della civiltà dellautomobilista italiano medio, ovvero chi occuperà i parcheggi dove ci sono queste ricariche avendone diritto dato che non è pensabile riservare tutti quegli stalli solo perché sono tre metri più vicini degli altri, o peggio quelli che pur di rifarsi ulteriormente andranno a ricaricare pacchi batterie quando saranno più leggeri da trasportare ehehe

    • A Londra c’è Ubricity (Shell). A parte che Londra non è più EU e quindi fanno ciò che vogliono, ma comunque mi pare alla fine sia un privato a gestire il tutto. Qui trovi i costi: https://www.zap-map.com/charge-points/public-charging-point-networks/ubitricity-network/ (24p/kWh – che credo equivalga a 0.2775 €/kWh – ma puoi sottoscrivere anche abbonamenti, si paga da app). La ricarica è lentissima (max 5.5 kW, in altre zone max 3 kW) e considera che a 3 kW la percentuale di corrente in più che paghi che non diventa è energia è tanta. Con queste velocità, alcune persone non riuscirebbero a fare il pieno anche lasciandola tutta la notte …

      • Ah ecco la spiegazione, è un gestore esterno anche lì. Allora sinceramente non so se esistano casi, forse qualcuno sporadico, in cui è il Comune stesso ad installare le colonnine.

        • Ci sono casi di Comuni che hanno installato uno o due colonnine, in genere fornendo un servizio di ricarica gratuito

    • qualunquemente. E non scordiamoci: più pilu per tutti! Cazzu cazzu cazzu pilu pilu pilu

      (per la redazione che non vede film in tv: non ho scritto una volgarità, è una citazione di un personaggio di Antonio Albanese, non mi bannate)

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