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La ricarica è un parking, di nuovo a Riva…

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Ci risiamo: a Riva la stazione di ricarica è occupata da due auto parcheggiate.

La ricarica è un parking e capita di nuovo a in una stazione AGS di Riva del Garda, dove Paolo Mariano ha girato un video che ha già fatto 150 mila visualizzazioni. Riproponendo un problema che ricorre nelle località di vacanza.

la ricarica è un parkingLa ricarica è un parking e rifornire è impossibile

Le foto che vi mostriamo sono state scattate la sera del 24 aprile, alla vigilia della Festa di Liberazione. Ce le ha inviate un lettore, con questo breve racconto: Passando per il parcheggio di via Cannella a Riva del Garda, ero tentato di fare una piccola ricarica alle colonnine da 22 kW, ma…. Sorpresa! Due auto non collegate occupavano entrambi gli stalli. Una addirittura aveva i cavi sul cruscotto (forse per non farsi multare?!?). Erano le 9 di sera, ma gli stalli a pagamento si pagano fino alle 10. Per un istante sono stato tentato di mettere la mia Skoda Enyaq di traverso, collegarla ed aspettare per divertirmi un po’, ma poi ho lasciato perdere. Sono pur sempre in vacanza, ed una rissa anche solo verbale non è nelle mie corde…. Grazie per il vostro lavoro, molto obiettivo ed utile.

Nelle località turistiche il vizietto è sempre più diffuso

Sia chiaro: non vogliamo mettere in cattiva luce una bellissima località come Riva del Garda. Anche in occasione del video che vedete sopra, con un caso identico, abbiamo rimarcato che la Polizia Locale è intervenuta con prontezza. Anche se in un quadro normativo non semplice da applicare. Il problema è generale: con l’arrivo della stagione turistica e il traffico che aumenta, ovunque le piazzole di ricarica vengono usate tranquillamente come parcheggi. Senza rispetto per chi poi deve rifornire. Non è solo un abuso fa sanzionare. È anche un mettere in cattiva luce le località interessate, che spesso ospitano turisti in arrivo dal Nord Europa in auto elettrica. Ergo: serve maggiore severità, oltre a chiare indicazioni che non si tratta di parcheggi. Del resto chi mai parcheggerebbe nello spazio in cui si fa benzina nei self service?

Phoenix
Vesper
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10 COMMENTI

  1. Salve,
    anch’io ho avuto lo stesso problema a Riva del Garda per almeno 2 volte.
    Postazioni sempre occupate da auto non in carica.
    Ad esempio nel parcheggio del porto c’è sempre anche un’auto aziendale plug-in, con cavo collegato per tutto il weekend ( Da applauso ).

    La situazione migliorerà quando le forze dell’ordine inizieranno a multare, solo così impareremo a rispettare le regole.

    PS
    Da notare che il lago di Garda è famoso per tolleranza zero sui parcheggi fuori dalle aree apposite o con biglietto scaduto.

    Ciao

    • Se nel porto “c’è sempre anche un’auto…” un’azione che può avere un certo effetto è fare un esposto che imposterei riguardante il problema generale ma che si potrebbe dettagliare con l’esempio dell’auto collegata per l’intero weekend, identificandola con numero di targa e giorni e orari in cui è stata vista collegata alla colonnina. Gli esposti hanno i loro tempi, però possono portare a sviluppi positivi perché non possono essere ignorati dalla PA, quindi un minimo di accertamenti devono inevitabilmente essere effettuati.

  2. È un bel problema e non credo ci siano soluzioni tecniche economicamente adottabili per evitare il parcheggio abusivo..l’unica cosa auspicabile è una presa di consapevolezza da parte delle forze dell’ordine preposte,una tolleranza zero come per il telefono alla guida..ma credo venga sottovalutato il problema( forse anche per mancata formazione sul funzionamento del sistema di ricarica)….mentre se l’auto è collegata e la ricarica è finita già oltre il tempo margine,come già detto in altro post,si dovrebbe procedere d’ufficio da parte del gestore alla comunicazione forze dell’ordine per notifica successiva di contravvenzione…per ogni ricarica ti devi autenticare…se le persone non sono educate le devi educare🖖

    • Concordo su tutto, Greta, ma, riguardo alla determinazione del tempo trascorso una volta terminata la ricarica per determinare se vi sia violazione del Codice della Strada, è purtroppo vero il problema sollevato nel video di Paolo Mariano a fine articolo.
      Se infatti la colonnina non mostra un chiaro indicatore di quanto tempo sia trascorso dal completamento della ricarica, le forze dell’ordine che intervengono – e qui sta il primo problema: SE intervengono… – non sono in grado di applicare immediatamente l’art. 158 h-ter del Codice della Strada (consultabile sul sito dell’ACI), e non possono fare altro, come hanno correttamente riferito a Mariano nel video, che annotare l’ora del loro intervento e ritornare dopo 1 ora per verificare se il veicolo non in ricarica è ancora parcheggiato nello stallo riservato alla ricarica.
      E questo, purtroppo, credo sia un problema davvvero grosso, perché mi risulta che praticamente NESSUNA colonnina ad oggi installata abbia tale indicatore di tempo trascorso dal completamento della ricarica.
      Occorrerà quindi:
      — o che i costruttori di colonnine decidano volontariamente di integrare tale nuovo indicatore nelle nuove colonnine e, dove possibile, di aggiornare il software del display anche in quelle già installate [soluzione migliore e più veloce, ma probabilmente utopistica…]
      — oppure che la presenza di tale indicatore diventi un requisito di legge almeno per le nuove colonnine, ma sperabilmente venga richiesta anche per quelle già installate [soluzione forse altrettanto utopistica?]

  3. Leggo molto spesso di queste lamentele (giuste) per occupazione abusiva di stalli per la ricarica. Purtroppo un mal costume, che si spera nel futuro migliorerà. Però non trovo corretto (come anche in coda a questo articolo) paragonare uno stallo davanti a una colonnina di ricarica a una pompa self-service per il carburante. Le stazioni di servizio sono sempre state (tranne in rarissimi casi) delle aree ben delimitate e non dei parcheggi. Questo non giustifica ovviamente, ma spiega almeno in parte il parcheggio selvaggio: in molti casi le colonnine hanno tolto dei parcheggi che prima erano per tutte le auto, mentre successivamente solo per auto in ricarica. La situazione si “normalizzerà” con la maggiore diffusione di auto elettriche, ma secondo me sarà comunque utile e auspicabile anche una riconversione di parte delle stazioni di servizio tradizionali in equivalenti elettriche. Chiaramente tutto ciò funzionerà quando e se la durata di una ricarica sarà paragonabile al tempo necessario per un rifornimento.

    • Anche i distributori hanno tolto spazio ad altre attività e a possibili parcheggi, sinceramente non vedo la differenza. Ci sono cartelli che indicano chiaramente che è vietata la sosta negli stalli di ricarica, in un Paese civile non è che uno se non è d’accordo si fa giustizia d sé. Mettiamoci nei panni di chi ha fatto una devozione dal suo percorso perché le app danno quelle colonnine libere, arriva lì e sono inaccessibili: non è il massimo…

      • Nessuno deve farsi giustizia da sé, ci mancherebbe. Il mio commento era anche relativo a una differenza sostanziale tra colonnine di ricarica e stazioni di servizio: le prime sono totalmente self service, anche nella posizione (a parte l’approccio Tesla con i suoi supercharger), le seconde no e sono in aree delimitate in un modo più evidente di un po’ di vernice verde per terra.
        Sono convinto che, se per ipotesi assurda avessimo una pompa di benzina a bordo strada e ci fosse solo un cartello con scritto “Sosta consentita solo durante il rifornimento”, prima o poi qualcuno troverebbe un’altra auto parcheggiata lì abusivamente.
        Comunque, ma non è una polemica – solo una constatazione, è vero che anche i distributori hanno tolto spazio, ma ormai fanno parte del contesto e vista la capillare distribuzione, molto raramente oggi ne vengono aggiunti e praticamente mai all’interno delle zone urbane.
        Al contrario le colonnine aumentano a pieno ritmo (e per fortuna dicono gli utenti delle elettriche): allo stesso ritmo però calano i parcheggi a bordo strada, in molte città dove per vari motivi le auto sono sempre più osteggiate.

    • Quindi se al posto della colonnina avessero configurato 2 posti per disabili, gli abusivi sarebbero ugualmente giustificati?

  4. Per frequenta quelle zone sarebbe opportuna la segnalazione all’URP se non addirittura un esposto, in modo che il problema risulti segnalato e che la polizia locale sia sensibilizzata a fare maggiori controlli e intervenire almeno nei casi in cui è evidente che le auto non sono in ricarica, come nel caso di auto termiche o elettriche non collegate alla colonnina.

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