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La ricarica bidirezionale con l’impianto di casa dall’Audi

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La ricarica bidirezionale: progetto Audi-Hager per un utilizzo intelligente della batteria. La vettura assorbe o cede energia a seconda del fabbisogno domestico. 

La ricarica bidirezionale: l’auto, un accumulatore mobile

Garantire la stabilità della rete elettrica, ridurre i costi dell’energia e contribuire alla tutela dell’ambiente: ecco gli obiettivi perseguiti da Audi e dal Gruppo Hager. L’integrazione dell’auto con l’impianto elettrico domestico costituisce il cardine di un progetto di ricerca volto allo sviluppo della ricarica bidirezionale. Un sistema che garantisce notevoli vantaggi soprattutto in abbinamento a un sistema fotovoltaico.

la ricarica bidirezionaleL’energia solare in eccesso può essere accumulata temporaneamente e ceduta in funzione delle necessità. Risolvendo il principale problema dell’auto-produzione da rinnovabili: lo stoccaggio, legato all’incostanza delle produzioni. Ma grandi batterie (fino a 95 kWh di capacità) come quella dell’Audi e-tron possono fungere da accumulatori mobili. E addirittura, secondo la Casa di Ingolstadt, coprire il fabbisogno energetico di una villetta unifamiliare per una settimana.

La ricarica bidirezionale adatta alle villette

la ricarica bidirezionaleIl sistema è semplice: nelle ore in cui l’auto non viene utilizzata e resta in garage, accumula l’energia prodotta dall’impianto solare. E al tramonto può “restituire” all’impianto domestico quanto è riuscita ad accumulare. Il meccanismo è sintetizzato da una sigla, V2H, che sta per Vehicle to Home, molto simile al già conosciuto V2G, il Vehicle to Grid (cessione alla rete). E ha un vantaggio: mentre il V2G avviene di solito con ricavi molto modesti, nel caso del V2H la valorizzazione è piena, dato che si utilizza quel che si produce. Alleggerendo la bolletta e, potenzialmente, trovando un’alternativa di fornitura in caso di black-out della rete. L’uovo di Colombo? Mica tanto: l’Audi fa presente che nella pratica questa cessione “richiede tecnologie altamente versatili“.

L’auto per stoccare l’energia da solare e riversarla quando serve

La sperimentazione è stata effettuata con una e-tron con un sistema di ricarica “molto vicina al modello di serie”. Alimentato con una wall-box a corrente continua a corrente continua con potenza massima di 12 kW e con un accumulatore domestico da 9 kW. Grazie alla tensione costante, il collegamento tra il sistema fotovoltaico e la vettura è avvnuto senza inverter, a tutto vantaggio dell’efficienza.

Secondo l’Audi, la ricarica bidirezionale sarà adatta soprattutto alle villette unifamiliari con impianto fotovoltaico di proprietà. L’auto assorbe la corrente prodotta dai pannelli solari e in eccesso rispetto al fabbisogno del momento. E, con una normale tariffa di rete a fasce orarie, si può utilizzare l’energia accumulata nelle ore più costose. Tutto improntato alla massima semplicità d’uso. “Il cliente connette l’auto e il resto avviene automaticamente“, assicura Martin Dehm, responsabile del progetto per Audi. “Il sistema di ricarica intelligente della ricarica controlla lo status della batteria, massimizzando l’efficienza della rete“.

la ricarica bidirezionale

SECONDO NOI. L’auto non è più un pezzo di ferro che ti viene venduto a sé. Con l’elettrico diventa il perno di un sistema che dialoga con la tua casa e con il resto del mondo. È un universo di servizi che qualcuno dovrà e vorrà vendere. Saranno i concessionari delle Case? Abbiamo seri dubbi che abbiano capacità e voglia di farlo.

— Leggi anche: la Renault sperimenta la ricarica bidirezionale

 

3 COMMENTI

  1. Cioè, fatemi capire bene. Questa macchina di giorno è in carica per accumulare energia dal fotovoltaico, di notte è in carica per rilasciare l’energia… ma 78000€ per una batteria da accumulo de costo modesto di 7-8000€ no? Se devo tenere la macchina sempre attaccata, non la posso usare mai…

    • La macchina la puoi usare quando vuoi, ma quando è ferma la usi come accumulatore. Poi, se non hai bisogno di usarla per viaggiare, sposti l’energia accumulata sull’impianto domestico. Ma non è che si compri l’auto per quello, l’avresti comprata a prescindere.

  2. Magari fosse un problema delle case automobilistiche e basta. Vabbè io mi sono occupato di questa cosa diversi anni fa e magari la faccenda nel frattempo é cambiata.

    Anni fa comunque telefonando ai vari produttori di inverter tutto mi hanno risposto la stessa cosa: “ma che sta a di’ sto qua”?

    Per qualche ragione puoi ottenere i bottoni per cambiare i dati a schermo del loro LCD, é normalissimo. Non é normale avere anche solo un protocollo documentato magari in seriale per parlare alla logica interna.

    Loro evidentemente considerano (consideravano?) La cosa un vantaggio competitivo (il tenere tutto segreto, chiuso) mente invece potrebbe essere un catalizzatore di business (aperto, interconnesso). Ci arriveremo prima o poi?

    Nel frattempo lo si fa o di nascosto o tramite “walled garden” per chi può, cosa che al mercato tra l’altro piace!

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