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La Renault Captur, le batterie della mini… Vaielettrico risponde

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La Mini Cooper SE, oggetto di una delle due domande dei lettori.
La Renault Captur, le batterie della mini… Ci scrivono due lettori. Mario per condividere la sua scelta di un’ibrida plug-in e chiederci se si è trattato di un buon affare. Giancarlo per informazioni su come sia più opportuno gestire le batterie della Mini elettrica. Ricordiamo che potete inviare i vostri quesiti alla mail info@vaielettrico.it.

Ho preso la Renault Captur a km zero con 10.000 euro di sconto, ho fatto bene? (1)

Ho preso una Renault Captur e-tech plug-in, la scelta è stata fatta visto ne ho trovata una a 10000€ in meno causa “km zero”. Mi hanno dato 10000€ per la mia “vecchia” Dacia Sandero e un buon finanziamento e principalmente perché mi consente quei 50-55km in elettrico quasi puro. E la ricarica la posso fare con soli 12A a casa in una nottata. L’opzione “puro elettrico” l’ho scartata in quanto non ho possibilità di ricaricare in tempi utili (a Trieste e dintorni le colonnine sono scarse, sul posto di lavoro non se ne parla). E a casa di fare allacciamenti più “consistenti” ho una certa difficoltà (distanze dalla rete principale, linea portante debole ecc.). Secondo voi è stato un buon affare? Gli incentivi non li ho presi visto che l’auto (km zero) era già immatricolata ma la differenza tra 36000€ e 26000€ era allettante. Mario Crevato.

La Renault Captur? Se fa solo 50 km al giorno…

La Renault Captur Plug-in Hybrid: doppio motore, elettrico benzina, con batteria da 9,8 kWh. La scelta giusta?

La Renault Captur? Se fa solo 50 km al giorno…

Risponde Paolo Mariano – Partiamo dalle sue possibilità di ricarica. La Renault Captur e-Tech Plug-in ha una batteria da 9,8 kWh. Da quanto ci scrive, immaginiamo che effettui le ricariche utilizzando il caricabatterie dotato di schuko in dotazione con l’auto.Se così fosse, cogliamo l’occasione per ricordare che a volte gli impianti non sono dimensionati per resistere ad assorbimenti sopra ai 2 kW per tante ore. Si rischiamo quindi surriscaldamenti e incendi. Quindi, se è questo il sistema che sta utilizzando, e se non l’ha già fatto, le consiglio di far verificare l’impianto da un elettricista. Che eventualmente lo predisporrà adeguatamente.

la renault capturAttenzione all’aumento dei consumi in inverno!

Ora, se lei ricarica la batteria da 9,8 kWh della sua Renault Captur utilizzando il caricabatterie schuko da 2,3 kW (10A), impiegherà in media 4 o 5 ore. E dice che questo le consente di effettuare poi, quasi completamente in elettrico, i circa 50/55 km dei suoi spostamenti cittadini quotidiani. Consideri che in inverno questa autonomia elettrica diminuirà. Se d’estate lei si sposta, quasi esclusivamente in elettrico, con un consumo cittadino attorno ai 20 kWh/100km, è ragionevole immaginare che d’inverno questo consumo potrà arrivare intorno ai 28 kWh/100km, limitando l’autonomia elettrica a circa 35 km. Con un intervento quindi del motore termico che, d’inverno, potrà arrivare a dover coprire fino al 40% della sua percorrenza giornaliera.

Calcoliamo i consumi della sua plug-in…

Proviamo a mettere giù qualche numero: immaginiamo, per semplificare, di dividere l’anno in due parti. La bella stagione, quando lei si sposta solo in elettrico alla media di 20 kWh/100km, e l’inverno, quando il suo consumo elettrico sale a 28 kWh/100km e viene integrato dal consumo di benzina (stimiamo circa 5 litri/100km). Stimiamo circa 9.000 km percorsi in elettrico alla media di 20 kWh/100km, per un totale di 1.800 kwh e un costo di circa 360 Euro. Stimiamo altri circa 9.000 km (invernali) di cui 5400 percorsi in elettrico alla media di 28 kWh/100km (1512 kWh) e 3.600 km percorsi a benzina (180 litri di benzina a 1,50 Euro al litro), per un totale di spesa di circa 570 Euro. In un anno la sua spesa si aggirerà attorno ai 930 Euro (energia + carburante).

E se fosse stata ad esempio una Hyundai Kona?

Immaginiamo ora che al posto della sua Renault Captur lei avesse acquistato ad esempio una Hyundai Kona XTech City 39 kWh. L’auto è proposta al prezzo di 35.800 euro. Meno di 30.000 euro al netto dell’incentivo statale senza rottamazione. Forse, anche presso un concessionario Hyundai, la sua Dacia Sandero sarebbe valsa almeno un’ulteriore ribasso fino a raggiungere lo stesso prezzo finale di 26.000 euro, o forse anche un prezzo inferioreMa in questo caso avrebbe poi avuto una full electric, esente dal bollo per cinque anni e con successive riduzioni. Oltre a costi di assicurazione e manutenzione inferiori e una complessità meccanica notevolmente più bassa. Il che si traduce in meno probabilità di manutenzioni straordinarie negli anni.

Un’elettrica, a parità di stile di guida, consuma meno

La Hyundai Kona 39 kWh è accreditata di consumi che, in città, possiamo considerare a una media di 15 kWh/100km. Ovvero 13/14 kWh/100km in estate e circa 17 kWh/100km in inverno. Questo significa che i circa 8,5 e i circa 7 kWh necessari a “ricaricare” i suoi 50 km giornalieri potrebbero tranquillamente essere ricaricati alla potenza di 2,3 kW in meno di 4 ore in inverno e in circa 3 ore in estate. Qualora l’auto poi, come credo, fosse in realtà ferma per più tempo in garage, questo le garantirebbe di ricaricare anche di più, accumulando km preziosi per eventuali necessità ulteriori. Esistono delle soluzioni di ricarica in grado di adattarsi in modo flessibile ai limiti dell’impianto garantendo sempre l sicurezza necessaria. Proprio di recente abbiamo parlato di Juice Booster 2di Juice Technology. Nel suo caso potrebbe sfruttare la possibilità di regolare la potenza di ricarica ad esempio anche a 8 o 10 Ampere.

juice booster
Juice Booster 2. Si tratta di un kit costituito dal cavo (completo di controller) e una serie di adattatori intercambiabili: tutto il necessario per ricaricare la nostra auto a qualsiasi presa. Sempre con noi.

E i consumi? Anche quelli sarebbero inferiori, quindi…

Anche i consumi sarebbero inferiori a quelli che ha oggi con la sua plug-in: circa 2750 kWh all’anno, per un totale di 550 euro. Poco più della metà dei consumi attuali. A Trieste ho contato oltre 20 colonnine per un totale di 34 punti di ricarica, di cui 2 Fast.  Ci chiede se ha fatto un buon affare acquistando la sua Renault Captur Plug-in. A mio avviso avrebbe potuto tranquillamente puntare su un modello full electric. Come visto, le sarebbe costato probabilmente meno. In ogni caso forse avrei comunque evitato un ibrido plug-in. Per un semplice motivo: presenta una complessità tale da portare con sé tutti gli svantaggi del termico, senza buona parte dei benefici dell’elettrico). Magari ci ragioni per il prossimo cambio!

la renault captur“La mia Mini è spesso ferma. Come mi comporto con le batterie?” (2)

“Possiedo una Mini Cooper SE Electric che uso come seconda macchina, quindi rimane molto tempo nel Box: Procedo regolarmente alla ricarica della batteria di trazione, verificando che la carica, come consigliato dalla Casa non rimanga per molto tempo sotto l’80% della carica nominale. Ho un dubbio che nessuna concessionario Mini ha saputo chiarirmi, ho sempre avuto risposte diverse a volte contraddittori. Mi chiedo se la BATTERIA DEI SERVIZI  possa essere tenuta sotto carica in tampone (carica batt specifico C TEK) come facevo con una mia vettura a benzina. Se provo a mettere sotto carica la batteria dei servizi per mantenerla alla massima carica, si verifica sempre un” impulso” costante che fa accendere la strumentazione combinata. Senza che vi appaia alcuna indicazione specifica (come si verifica durante la carica della batteria di trazione). Considerato che questi impulsi sono ripetitivi, temo si possa danneggiare qualche circuito elettricoChiesto parere a varie concessionarie, alcuni affermano la possibilità di tenere una carica a tampone per la batteria. Altri che un circuito interno provvede autonomamente a mantenere la giusta carica. Ho misurato più volte con un tester elettronico la tensione della batteria, questa però varia dalle iniziali <<14 v alle attuali <12,,5 V. Quindi a macchina ferma sembra non ricaricarsi, bensì comportarsi come una normale auto a combustione dotata di alternatore, che carica solo ad auto in moto.  Giancarlo Pozzi

La batteria da 12 volt non dovrebbe mai scaricarsi

Risponde Paolo Mariano –  Sono stupito nel leggere che il costruttore raccomanda di non lasciare la batteria per molto tempo sotto l’80%. Normalmente il consiglio è di evitare lasciare la batteria scarica per molto tempo al di sotto del 20% (d’estate) e del 40% (d’inverno). Personalmente, se utilizza poco l’auto, le consiglierei di caricarla tranquillamente anche fino all’80%. Ma mettendola poi in carica comodamente quando scende al di sotto del 40%. Senza doversi preoccupare di tenerla sempre all’80%. Per quanto riguarda la batteria da 12 volt, questa, nell’auto elettriche non è ricaricata da un alternatore, ma da un convertitore DC/DC dalla batteria di trazione. Tale ricarica può avvenire tanto quando l’auto è in movimento quanto quando l’auto è ferma. A decidere quando far scattare la ricarica è l’elettronica di bordo. In questo caso non mi preoccuperei di monitorare la tensione della batteria 12 voltSe la batteria di servizio si scaricasse senza essere ricaricata da quella di trazione, sarebbe da considerare un malfunzionamento. Probabilmente nel libretto di uso e manutenzione  troverà indicazioni dettagliate su come comportarsi in caso di fermo prolungato dell’auto. Fermo superiore a qualche settimana. 
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11 COMMENTI

  1. Dipende, viaggio con una megane plugin, ho la possibilità di caricarla al lavoro ,consumo medio 2 litri ogni 100 km, in autostrada consuma 4litri ogni 100 km , per le mie esigenze è perfetta. Vacanza 3 Settimane in Puglia ricarica “gratis “ nella casa affittata .
    Come si fa a dire che non serve a nulla

  2. Le plug in sono una eccezionale tecnologia di transizione per tanti.
    Nelle tratte extraurbane tranne forse le Tesla, forse, auto comunque costose ed ingombranti, non per tutti, le auto elettriche ti costringono a compromessi rispetto a quelle a benzina o gasolio. Ci sono coloro (pochi e concentrati in siti web come questo) che non lo riconoscono o perché hanno un impiego dell’auto molto particolare o perché la ideologia ha sopravvento sulla realtà.
    La cosa interessante è che per determinati impieghi l’auto plug in può essere più ecologica di una equivalente solo elettrica. Oltre ad essere di solito meno cara. Fare batterie al litio costa caro, anche all’ambiente e una grande batteria si ammortizza in anni e solo se si usa regolarmente per buona parte della sua capacità.
    Una grande batteria oggi costa più di una piccola insieme ad un motore a scoppio e trasmissione.
    Portare appresso una grande batteria in tratte solo cittadine è una grossa zavorra, normalmente con massa molto superiore a quella data da un motore a benzina spento, una trasmissione e un serbatoio di benzina mezzo vuoto.
    Tra qualche anno probabilmente cambierà molto ma
    insomma oggi un phev va preso in considerazione e in alcuni casi è la scelta migliore.

    Ma chi è accecato dalla ideologia questo non lo capisce.

    Lo capiscono però i milioni di europei che stanno comprando phev.

  3. Da quanto scrive il lettore sembra che abbia trovato una Captur a 10.000 € in meno di listino e che poi il venditore abbiamo tolto altri 10.000 € di una vecchia Sandero. Champagne! E invece non è così… il venditore è stato bravo, perché la Captur plug-in si può acquistare anche a meno.

    A parte questo, è da folli pensare che 12A@230V sia una corrente alla portata di qualsiasi presa elettrica… chi vende auto alla spina dovrebbe avere una certa responsabilità nel consigliare come ricaricare

  4. X l’ utente della mini , altro che ansia da ricarica , qui c’è ansia da batteria in toto , se la batteria tradizionale è buona non rimani a piedi , tranquillo

  5. Quoto la risposta di Mariano. Per il resto ci sono le colonnine basta un rapido controllo, mi sembra più che altro solo un problema d’ansia! Per il resto rafforzi la mia opinione che le plug-in non servono a nulla ad oggi e sempre di più nei prossimi anni… Non so come fanno ad acquistarle le persone mah, si fanno ipnotizzare ben bene 😀 😀

    • Bastava leggere bene, ha spiegato il perché non ha preso una elettrica pura, poi se x te si deve prenderla ugualmente elettrica ok

        • Il sig. Mario scrive:
          “ L’opzione “puro elettrico” l’ho scartata in quanto non ho possibilità di ricaricare in tempi utili (a Trieste e dintorni le colonnine sono scarse, sul posto di lavoro non se ne parla).”
          I tempi di ricarica di una full electric sono persino inferiori a quelli di una plug-in (a parità di km).
          Non mi sembra di aver ignorato il punto del lettore, ma se mi è sfuggito qualcosa, sono qui.

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