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La prova della Leaf di un elettro-scettico: sentite…

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La Nissan Leaf usata per questa prova, concessa per 48 ore da una concessionaria di Pisa.

La prova della Leaf firmata da un elettro-scettico, che ha approfittato dell’offerta  Nissan di avere a disposizione il modello elettrico per 48 ore. Sentite un po’…Il nostro si chiama Enzo e ha provato la Leaf presso una concessionaria di Pisa. È un irriducibile delle auto tradizionali. E proprio per questo il test è interessante

la prova della Leaf“Premessa d’obbligo: il sottoscritto non è l’utente tipico di un’auto elettrica e questa recensione va considerata come caso atipico. Destinato ad una nicchia di lettori che, per sintetizzare, potremmo limitare a chi, quando si parla di guida, pensa più a Davide Cironi che a Greta Thunberg. La recensione è  lunga e dettagliata, per chi non avesse voglia di leggerla tutta sintetizzo in 2 parole le considerazioni principali. È più veloce di quel che vi aspettate (e nel traffico batte la vostra berlinetta sportiva) senza consumare tanto. Adesso, per chi vuole approfondire, la recensione completa“.

La prova della Leaf firmata da chi guida una 124 Abarth

la prova della Leaf
La Fiat 124 Abarth.

Che ci fa il possessore di una 124 Abarth e di una 350Z roadster alla guida di una Leaf elettrica? Ancora non lo so come ci sono capitato. Forse perché nei confronti in rete con persone che la pensano diversamente da me cerco comunque di imparare qualcosa. E  c’è una frase che il possessore di un’auto elettrica usa spesso contro gli scettici come il sottoscritto: “Non puoi capire finché non la provi“. E gli “elettrici” devono credere davvero in questo mantra, se un po’ tutte le Case auto stanno offrendo lunghi test drive a potenziali acquirenti. La Nissan aveva appena lanciato una 48 ore di test gratuito, e allora perché non approfittare? Tutto semplice, si compilail form sul sitodella Nissan, si viene richiamati e si concorda un giorno per il ritiro. Devo aver chiamato per primo nella mia città perché l’auto era disponibile da subito. Così corro a ritirarla dal concessionario. Lascio la mia auto da lui e me ne parto subito con una Leaf nuova fiammante col pieno di energia. Premessa: al telefono avevo precisato che non ero interessato ad un preventivo, così ho perso poco tempo in concessionaria ed ero già alla guida.

La prova della Leaf: “Non frenare col piede sinistro…”

Non sono stato assalito da quel “wow” che tanti possessori esclamano la prima volta, perché divorando siti specialistici sapevo cosa aspettarmi. Non solo nelle linee, ma anche negli interni e nel funzionamento, l’auto non fa nulla per metterti a disagio, è tutto abbastanza intuitivo. Il venditore del concessionario mi ha semplicemente mostrato i cavi del bagagliaio e lo sportellino di ricarica. E mi ha detto di non frenare col piede sinistro (ma io gli ho risposto che sarebbe stata la prima cosa che avrei fatto).

la prova della Leaf
La prova della Leaf del nostro lettore si è svolta con uno dei test-drive di 48 ore che la Nissan propone da ottobre.

Mi ha fatto vedere come funziona il “cambio”: retromarcia, folle, marcia avanti in 2 modalità D o B. Tutto facile, salgo e parto e dopo qualche metro sono già in modalità tester”. Anzi no. Prima devo abituarmi all’auto elettrica, anzi prima devono abituarsi i miei concittadini. Un automobilista autoctono mi apre lo sportello in faccia mentre supero la sua auto parcheggiata. Lo capisco. Aveva appena spento il motore, non aveva sentito suoni provenire dall’esterno  L’ho schivato, ma ho fatto in tempo a fissare il volto stupito di chi ha appena rischiato di incidentare un’astronave“.

La prova della Leaf: “È silenziosa, senti tutto il  resto”

Ma torniamo al nostro primo impatto. Tutto come mi aspettavo, tranne l’odore di auto nuova. Non è il solito odore, quest’auto odorava di Big Bubble alla ciliegia, ma era un odore tenue, non di quelli che dispiacciono. Lo so, è un dettaglio, ma da mio padre ho ereditato il culto dell’odore delle auto nuove, ma questo è un po’ diverso. Forse dipenderà dall’uso di qualche materiale ecologico o forse quell’odore proveniva da componenti meccanici che su un’elettrica non ci sono.

la prova della LeafPreferivo il vecchio odore ma questo almeno non è cattivo. E a proposito di aria: l’aria condizionata (non bizona) è rumorosa. O forse no, non lo so, il punto è che se non c’è il rumore del motore di sottofondo senti molto tutti gli altri rumori. L’aria condizionata, il rotolamento dei pneumatici, il traffico… Alla fine i decibel percepiti nell’abitacolo (a finestrini chiusi) sono gli stessi di un’auto normale. Insomma l’effetto “silenzio e pace” non c’è, tranne quando parti in una stradina isolata: nei primi metri sì, è decisamente più silenziosa.

“Da 0 a 150 ha sempre la stessa coppia micidiale”

Come va questa macchina? E’ davvero veloce. La potrei paragonare a qualche modello americano con trasmissione automatica e compressore volumetrico, ha una coppia costante e mostruosa. I dati non le rendono giustizia, i 300 e passa Nm di coppia potrebbero farla paragonare ad una Giulietta turbodiesel. Ma qui la coppia è perenne, da 0 a 150 km/h hai sempre la stessa coppia micidiale che tira come la pazza e, senza dover cambiare marce, nel traffico vola. La prova della LeafA 150 Km/h si pianta, peccato, ma ci si arriva in un lampo. Anzi, a causa della silenziosità, sospetto che i possessori di auto elettrica debbano temere i nuovi autovelox cittadini più di tutti. Questo è il primo punto: sapevo che le elettriche sono così, ma non me le immaginavo proprio così. Sì, capisci che sono l’inizio di una nuova era quando le provi. Ricordate 30 anni fa quando uscirono i primi scooter moderni (dall’Honda Vision in poi)? All’improvviso il popolo dei motociclisti dovette dividere la strada con questi “cosini” senza marce e senza ruote decenti, che spopolavano. Sulla carta meno prestanti, ma sfrecciavano nel traffico come matti e grazie al cambio a variazione continua sorpassavano con tanta agilità. Alla fine hanno conquistato metà del mercato delle moto. 

“Un potente maxi-scooter a 4 ruote”

E questa è la mia personale definizione di questa elettrica e delle sue cugine: sono dei maxi-scooter a 4 ruote più potenti delle normali auto benzina. Nel senso che mediamente, per andare da un punto A a B con una guida fatta di qualche sorpasso e qualche accelerata, arriverete prima con un’ elettrica. Piuttosto che con un’auto a benzina. Comoda e veloce allo stesso tempo, talmente veloce che in più occasioni mente e cuore se la sono suonata di santa ragione. Col primo che cercava di imporre al secondo, spesso invano, di non azzardare l’ennesimo sorpasso. Tanta coppia e tanta potenza provocano, non c’è che dire.

 Peccato che le belle sorprese finiscono qui. Cominciano i difetti. E partiamo proprio dalla sportività. È incredibile che un’auto con un motore così performante abbia dei sedili così poco avvolgenti, non tengono per nulla. Le curve si fanno aggrappati al volante, anzi no, è troppo leggero anche quello e non si sa a cosa tenersi. Gli aiuti alla guida sono poco efficaci: l’alert di cambio corsia (che ho disattivato per sempre dopo 3 minuti) non ha alcuna utilità e mette solo ansia. La frenata assistita dorme un po’, a volte avvisa a volte no, meglio non farci affidamento“.

“Il programma Sport? No, c’è il programma Eco…”

“Il controllo di trazione non è disattivabile (e ti pareva …), ma si riesce ugualmente a fare una rotondina con le ruote fischianti. Le sospensioni sono votate al confort (notevole, considerando il peso), ma il rollio è più da Renault 4 che da Megane RS. Il freno guadagna la sufficienza, con un pedale un po’ spugnoso, ma che se stimolato a dovere non si tira indietro (forse anche grazie alla complicità del sistema di recupero dell’energia). Non c’è un programma sport, ma c’è un programma eco, che una volta attivato trasforma la vostra auto scattante in una auto dei Flinstones. Se state pensando di comprare una Leaf e camminarci col programma Eco, risparmiate i soldi per qualcosa di più economico.

l display centrale della Nissan Leaf con le immagini delle telecamere posteriori per le manovre in retro.

Ciliegina sulla torta, i pedali sono decentrati e spostati a destra: io che sono abituato a frenare col sinistro e accelerare col destro avevo il piede tutto storto. L’auto non è votata alla sportività e non è una sorpresa. Sorprende però è che una Casa metta su strada un’auto con un motore molto potente e con così poca attenzione a ciò che c’è intorno. Non mi vengono in mente modelli equivalenti a benzina, i produttori quando adottano motori così potenti equipaggiano l’auto di sedili avvolgenti e sospensioni adeguate. Sarei curioso di vedere a che velocità quest’auto supera il test dell’alce ...”.

“Consuma pochissimo in città, illuso habitat naturale”

Dopo le prestazioni, la vostra curiosità sarà rivolta ai consumi. Quando leggo le recensioni, mi stupisce che l’unico dato chiaro e netto è il consumo che l’autore è riuscito ad ottenere cercando di non esagerare col gas. Non a caso i consumi rilevati sono sempre molto vicini a quelli dichiarati dai costruttori. E se nella vita reale c’è chi guida così, ci sono anche tante diverse necessità. C’è quella volta che avrete una fretta mostruosa perché vostra moglie sta partorendo e voi siete a 30 km dall’ospedale. C’è quella volta che siete bloccati nel traffico, c’è la scampagnata fuori porta e anche i giorni del lockdown dove la strada è tutta vostra. Con un’auto a benzina o diesel avete imparato che guidando piano il consumo è quello dei giornali, ma guidando forte c’è mediamente un 30% in più. Come si comporta un’elettrica? Secondo la mia breve esperienza con la prova della Leaf, l’auto elettrica consuma pochissimo in città, nel traffico e alle basse velocità: è il suo habitat naturale. Fuori città i consumi si impennano ma restano sempre accettabili (a risentirne però è l’autonomia)“.

“I consumi? Ecco che cosa rilevo, alle varie velocità”

La prova della Leaf volge al termine e azzardo qualche calcolo. Con batteria carica al 100%, forniva una stima di 265 km di autonomia. Quindi, rispettando la loro stima, servirebbero (40/265) = 0,15 kW per km. Considerando il costo al kW pari a 0,20 con ricarica a casa, a cui va aggiunto l’incremento del 15% scattato ad ottobre (quindi 0,23) con ricarica domestica 1 km costa 0,0345 € e un pieno (40 kwh a 0,23) 9,2 €.

I consumi rilevati da Enzo Km effettivi percorsi Riduzione
autonomia in km
Costo in euro
Extraurbano, guida esasperata 18 53 1.83
Urbano 15%, Extraurbano 85%, andatura media – veloce 23 39 1.35
Urbano 15%, Extraurbano 85%, andatura media – veloce 24 39 1.35
Città, andatura lentissima 23 15 0.52
Città, andatura lentissima 11 15 0.52
Città, andatura lenta 9 6 0.21
Urbano, extraurbano, andatura media 22 44 1.52
Urbano 15%, Extraurbano 85%, andatura media – veloce 23 28 0.97
Urbano 15%, Extraurbano 85%, andatura media – veloce 23 40 1.38
Urbano 45%, Extraurbano 45%, andatura lenta causa traffico 38 48 1.66
Urbano 10%, Extraurbano 90%, andatura lenta (modalità eco) 11 7 0.24
Totale: 225 334 11.52

Ho usato come riferimento i km totali e i km di autonomia residui. Nel primo caso, “Extraurbano, guida esasperata” ho percorso 18 km effettivi ma l’autonomia residua si è ridotta di 53 km. Viceversa nell’ultimo caso “Urbano 10%, Extraurbano 90%, andatura lenta (modalità eco)” ho percorso 11 km effettivi, ma l’autonomia si è ridotta di appena 7 km. Il costo in euro è ottenuto moltiplicando i km di autonomia consumati per 0,0345 €.  So già cosa mi rimprovererete: per la prova della Leaf avrei dovuto misurare i kWh effettivamente consumati, ma alla fine sarebbero venuti fuori risultati non dissimili.

SECONDO NOI. La prova della Leaf ha fatto sì che cadessero alcuni dei pregiudizi del nostro irriducibile pisano. Altre riserve restano, ed è un punto di vista che va rispettato. Così come va rispettato l’approccio di chi invece acquista queste auto (che non sono macchine da corsa) perché rispettano maggiormente l’ambiente. A molti la cosa sembra trascurabile. A noi no.

 

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59 COMMENTI

  1. Che dire? complimenti intanto perchè accettare di mettersi nei panni degli altri è sempre segno di maturità.

    Per il resto…bella la guida sportiva, bello il rombo, bella la turbina, belli i sedili racing…etc etc…ma una volta che ci si abitua ad una guida rilassata non si sente la mancanza…e poi per sfogarsi ci sono sempre le piste 😉

  2. Questo fine settimana approfitterò anche io della prova per 48 ore della Nissan Leaf.
    Sono curioso ed ingolosito di provarla!

  3. Attenzione però a non scivolare, seppure magari inavvertitamente, nei frequenti… malintesi circa la differenza tra kW e kWh:

    “… servirebbero (40/265) = 0,15 kW per km. Considerando il costo al kW pari a 0,20 …”

    Probabilmente si tratta solo di sviste (due righe dopo si parla correttamente di “40 kWh”), ma in un contesto di tipo tecnico suonano particolarmente… stonate. :]

  4. Buongiorno
    ottimo articolo e ottime risposte.
    Nel tempo sto valutando sempre più positivamente i vostri articoli e servizi perché lasciate spazio a tutti.
    Dal mio punto di vista avrei solo una domanda:
    il concessionario ha fornito il cavo,come ti sei comportato per le ricariche? Avevi una wallbox? Non credo…
    Grazie in anticipo per la cortese risposta

  5. Apprezzo molto un fan del motore tradizionale che si spinge a provare un’alternativa, ce ne fossero di più! Tuttavia quello che noto è che quando si parla dei punti positivi, si sta parlando in generale dei veicoli elettrici (silenziosità, “sprint”, prestazioni etc.) mentre i fattori negativi sono quasi tutti legati esclusivamente ad un preciso modello. Posso capire che la Leaf possa non piacere, sotto diversi punti di vista, ma questo non rispecchia la categoria! Senza andare sulla Tesla che costa sicuramente di più consiglio di provare la nuova Opel corsa-e full-electric, o la gemella Peugeot 208-e (stesso pianale). Io l’ho acquistata (e incidentata 🙁 entro un mese mi arriverà di nuovo per fortuna…) a maggio ed è un altro mondo. In quel caso puoi anche provare direttamente la stessa identica auto benzina, diesel o elettrica per far un confronto molto valido, escludendo le caratteristiche intrinseche del modello e valutando le differenze legate alla propulsione.
    Sicuramente la modalità eco “spegno” qualsiasi auto, ma nel tragitto casa-lavoro quotidiano risulta essere più che sufficiente dato che comunque sei in coda ai 70 quando va bene… e quando c’è da fare il sorpasso bastano 2click per la modalità sport e sembra di essere su un’altra auto!
    Indubbiamente parliamo di auto pesanti purtroppo, e per questo i motori partono dai 100 Kw, non per proporre un auto prestante! Per quanto riguarda il costo, con incentivi, rottamazione etc l’ho portata a casa (molto accessoriata) per 23.000 €, 5-6000€ in più rispetto alla corrispettiva diesel, ma con una prospettiva di rientro della differenza in soli 4 anni per consumi e manutenzione ridotta…
    Per chi vuole un SUV spazioso e con più autonomia si può guardare la Hyundai Kona elettrica, o la Kia Niro che dovrebbe avere lo stesso pianale/propulsore, e sono in arrivo opel Mokka-e e Peugeot 2008-e. Inizia ad esserci molta scelta insomma, non facciamoci fermare dalla Leaf 😀

    • Io ho fatto la scelta diametralmente opposta alla tua. Avevo inizialmente valutato Corsa-e e e-208 (assieme a e-Niro, Kona-e, ID3, Ioniq), ho scelto la Leaf sacrificando un po’ di autonomia e di piacere di guida in più per avere un’auto con tecnologia più vecchia e qualche caduta di stile negli interni, ma con più spazio a bordo per le uscite domenicali a pieno carico (di bambini 🙂 ), a un prezzo finale simile se non inferiore, sfruttando il fatto che è più facile trovare buone occasioni sulla Leaf che sui tanti modelli recentissimi che vengono venduti, almeno dalle mie parti, a prezzo fisso (listino – incentivi).
      Non sarà una Tesla, ma come rapporto qualità / street price non posso che dirmi estremamente soddisfatto; alla fine viaggio più in elettrico con un’auto con autonomia inferiore ma che, per le mie necessità, posso usare quasi tutti i giorni piuttosto che con una vettura con maggiore autonomia, che mi costringerebbe però a ricorrere più spesso alla monovolume di famiglia per motivi di spazio.

  6. Nissan fa parte dello stesso gruppo a Renault e Dacia .
    Molti concessionari sono in comune ,ma io avrei cercato uno solo Nissan . magari riuscivi meglio .

  7. Ragazzi io ho provato a provare (gioco di parole voluto) la leaf ma:
    Il concessionario dopo avermi tenuto circa 30 min a tel, mi ha detto che per loro, il test drive consiste in un giro attorno alla concessionaria. Alle mie obiezioni la signorina ha anche proposto l’acquisto di una zoe visto che parlavo molto di città e loro sono plurimarca (cosa che nissan non sapeva)
    Alla mia segnalazione a nissan è seguito un placido: “noi diamo la possibilità di scelta della modalità di test drive al concessionario, quindi non possiamo sapere neanche se esiste qualcuno che le può (o vuole) far provare l’auto per due giorni

    Questo non per intaccare la valutazione dell’auto, quanto per richiamare l’attenzione di tutti sul fatto che la pubblicità ingannevole viene fatta impunemente anche da aziende come Nissan

    Scusate lo sfogo

  8. La Leaf è stata lanciata da diversi anni ed oggi non è più al top della tecnologia che nella mia classifica vedo Tesla model 3 Renault Zoe Kia Niro Hiunday Kona . Vedr mo cosa faranno Peugeot e VW .

  9. Praticamente un bidone con motore di lavatrice. Il problema di questa auto e che non usa il liquido per raffreddare le batterie e nemmeno la pompa di calore, per il resto si può migliorare, speriamo che Ariya non sia così !!!!! ma vedendo l’autonomia credo che anche questo modello il refrigerante per le batterie non ce l’abbia, peccato !!!!!

  10. Cironi ė un povero dinosauro ma forse non sa di esserlo…
    Come le persone che continuano a fare quel tipo di lavori artigianali su motori che presto andranno definitivamente in pensione, come loro!
    La prossima volta che sfratta i polli spero che prima lo becchino a dovere!! Ah ah!!

    spero che prima lo becchino a dovere! Ah ah!!

    • Io sto vedendo la serie “Dal pollaio alla pista” su canale motori di Sky, è appena uscita e merita. Forse lui rappresenta anche il “passato” ma non esiste che puoi trovare una persona oggi che ami le auto, ciò che trasmettono e il piacere di guidarle e di “sentirle” tra i possessori di un’auto elettrica, fatta eccezione per le supercar (Lotus, Rimac e pochi altri). Le elettriche sono anche più veloci su strada e col mio mini-test l’ho potuto appurare di persona ma assolutamente non mi hanno trasmesso quella passione e quell’emozione di un’auto a benzina perché non hanno quella speciale dinamica di guida. Per andare a lavoro e per la vita di tutti i giorni le elettriche sono più veloci anche su strada ma, secondo me, ancora non sono stati prodotti modelli che ti permettono di dire “ah, esco a farmi un bel giro con la mia auto”. A meno che per qualcuno questo bel giro non sia camminare in centro città dentro una ZTL.

      • Capisco il tuo punto di vista Enzo. Io ho posseduto 14 auto prima di acquistare la Model 3. Ne ho avuto di tutti i tipi e specie (niente supercar o auto di lusso intendiamoci) ma ho sempre apprezzato le berline con carattere sportivo ed i coupè. Eppure non mi è mai capitato prima di cercare una scusa per uscire e guidare almeno per qualche km la mia Tesla… mai! Il piacere che mi trasmette la sua spinta (senza necessariamente andare oltre i limiti), il suo handling, la sua prontezza nell’inserimento in curva nonostante non sia una “gazzella” onestamente sono impossibili da trovare in una termica di quel costo (soprattutto quello di gestione). Come dici tu, attualmente non è un’auto alla portata di tutte le tasche… ma paragonata ad auto dello stessa fascia di prezzo, non c’è proprio confronto.

  11. Interessante questa recensione da un guidatore sportivo: nonostante l’abbia tirata l’autonomia è scesa tanto ma è rimasta decente. Per un mezzo che viene venduto come la classica macchina media, niente male. Se dovessi guidarla io che non tiro praticamente mai, farebbe un’ottima figura.
    Grazie Enzo del punto di vista diverso. Sono a questo punto curioso di sapere se ci sarà una prossima recensione di un mezzo più sportivo. Sarebbe interessante anche un paragone con la id3 di VW, che credo si inserisca nella fascia della Leaf. Saluti

    • Grazie delle belle parole Gianluigi. La Leaf da 40 kwh, con gli ecoincentivi e senza optional, parte da 27000 euro, un prezzo “abbordabile”, le Tesla sono molto costose per le mie tasche. Certo, so che la Tesla la fa guidare a tutti per un test drive, ma mi sentirei poco corretto verso di loro se accettassi di guidare un’auto che né io né qualcuno della mia famiglia acquisterebbe mai per via del costo elevato. Inoltre, non l’ho scritto nella recensione perché giustamente non interessa voi lettori, per le mie esigenze personali la Leaf è già troppo ingombrante: a me piacciono le auto “corte” che si parcheggiano facilmente ed ovunque perché non avendo figli non ho mai avuto necessità di bagagliaio grande o tanta abitabilità a bordo.
      Credo inoltre davvero in quel paragone con gli scooter e in effetti se oggi dovessi acquistare una moto, una sola moto, se dovessi scegliere tra lo scooter migliore (anche potentissimo) e una moto “tradizionale a marce” (stradale o enduro) continuerei a malincuore a scegliere la seconda perché comunque mi piace molto la guida tecnica. Al momento queste auto non sono rivolte agli appassionati come me, non ci sono cabrio compatte con trazione posteriore, controlli di trazione disinseribili, etc. etc. … in pratica alla praticità, all’efficacia e alle prestazioni “superiori” di un’elettrica personalmente continuo a preferire le auto che piacciono anche a Davide Cironi sebbene devo riconoscere che le elettriche stuzzicano e non poco.

      • Prova una Model 3 performance ,settata track e impostala in curva mentre scarica 470 cavalli scivolanod sulle 4 ruotee poi ne parliamo

        • Eh Daniele se per questo anche una Tesla Roadster sarà tanta roba o una Porsche Cayman ma il problema è che le auto elettriche “divertenti” sono irraggiungibili economicamente mentre a benzina ne trovi tante (tra cui la mia Abarth 124 spider).

          P.s.: VaiDiesel è il mio vecchio nick, ho deciso di cambiarlo in Enzo, quindi chiedo scusa per la “confusione” nelle mie risposte ai vostri commenti

  12. Interessante recensione, ce ne dovrebbero essere di più di questo tenore per ogni auto. Per quanto mi riguarda si confermano le mie impressioni.. ho sempre comprato auto usate e certamente le elettriche pure non fanno al caso mio, per una questione di costo, per una questione di carico (compro solo sw, non voglio problemi di spazio in vacanza con la famiglia), e per una questione di autonomia, visto che faccio molta autostrada. Al momento, spiace dirlo, ma l’impressione è che le elettriche siano ancora concepite per i benestanti di città.

    • Ho gli stessi problemi, ma fra un anno la scelta sarà Tesla model Y ID4 O SKODA Enyaq, che avranno spazio e autonomia da vendere

    • In realtà, oltre che in città, vanno bene anche sulle statali, se si rispettano i limiti. Il problema che tu poni delle autostrade è però concretissimo. A 130 km/h reali (o 136.5 Km/h reali, se si sfrutta la “tolleranza” prevista dalla legge sulla taratura di autovelox e tutor) i consumi si impennano oltre modo. Questo, come determinato dal calcolo dei costi, non è tanto un problema per i costi di ricarica, che restano “accettabili” o paragonabili ad un diesel o benzina, il problema è l’autonomia che crolla e, nel caso della Leaf da 40 kwh, si avvicina a circa 100 km effettivi. Per questo l’autostrada non è il suo habitat, a meno che non ci si pianti lì a 100/110 km/h tirandosi dietro le maledizioni di tutti gli altri automobilisti costretti a continui sorpassi.

      • VaiDiesel, se Leaf 40 kWh potesse percorrere solo 100 km a velocità autostradale, significherebbe un consumo medio di 40 kWh/100 km. Non è così. Se ne percorrono circa 200. 🙂 Ma sicuramente, su questo sono d’accordo, non è un’auto che nasce per essere usata prevalentemente in autostrada.

      • Certo.. ma qui penso a Milano Treviso o Milano Siena che di km son parecchie centinaia, tratte che ogni anno compio 15 20 volte. Autonomie sotto i 500 km sono problematiche da gestire. Il resto tratti urbani in periferia di Milano.. In ogni caso anche tralasciando il discorso sw, il problema dei costi resta esorbitante.. io più di 6000 euro non ho pagato per un’auto, ne ho cambiate tante e tenute per 3 5 anni prima di passare alla successiva. Elettriche decenti usate se va bene le potrò comprare tra 20 anni.

        • Se vuoi divertirti un po’ vai su internet su abrp A Better Route Planner e inserisci itinerari ,modello di auto se c e vento o meno e verifichi quante fermate devi fare in un tuo viaggio .
          Tieni presente che se carichi a casa il costo dell’ elettrico e meno della metà di un diesel , non paghi il bollo ed nelle ZTL non paghi ingresso e parcheggio .
          Buon divertimento con la simulazione dei viaggi

      • Una EV con una batteria da 40 kWh è dedicata principalmente ad un uso cittadino, o al massimo a qualche tratta su statale, non certo a lunghe tratte autostradali. Con la 62 kWh già ci si può permettere qualche licenza in più, ma bisogna fare i conti con la rete di punti di ricarica rapida presenti nel tragitto. Sicuramente una Tesla sarebbe più adatta a questo tipo di spostamenti, grazie alla rete di Supercharger, ma il costo di acquisto salirebbe un po’.

  13. Non si può scrivere che un’automobilista ti apre lo sportello in faccia perché non ti ha sentito arrivare, come non si può scrivere che un pedone attraversa la strada mentre arrivi, perché anche lui non ti ha sentito arrivare. Può succedere se ambedue sono ciechi, ma se lo sono devono essere assistiti nello scendere da un’auto e, da pedoni, viaggiano con bastone bianco e cane addestrato. Oltretutto chi sta per scendere da un’auto normalmente non sente neanche rumore di un motore termico. In tutti questi casi si usa la vista, sempre. Oppure dalle vostre parti è normale mettere a repentaglio la vita altrui aprendo gli sportelli, oppure tentare di suicidarsi attraversando senza guardare se sopraggiunge un’auto o peggio un camion. .

    • Alessandro nel mio caso è andata così. La strada era totalmente vuota e io l’unico veicolo. Noi siamo essere abitudinari e quindi “capisco” l’automobilista che, non percependo alcun rumore (silenzio totale, strada deserta) non si aspettava l’arrivo di un’auto. Poi, certo, concordo con te, è un comportamento sbagliato, magari passava di lì una bici e avrebbe fatto lo stesso un errore ad uscire dall’auto senza prima guardare lo specchietto, però è un dato di fatto che nessuno ti sente arrivare. Io avrei preferito un rumore, ad esempio come quello della Taycan, che aiuti le persone a sentirti arrivare.

      • Il silenzio totale all’arrivo di una EV è una leggenda metropolitana. Già il rumore del rotamento degli pneumatici a basse velocità è superiore a quello del motore (specie di un’auto a benzina). Abito a Bergen, in Norvegia, e di auto elettriche in centro città ce ne sono patecchie: mai avuto problemi da pedone o da autista di una EV a causa dell’assenza del rumore del motore.

  14. sono strumenti demoniaci da hypermiler, una setta da cui io personalmente sto alla larga…Enzo dice così. Il mio parere è che più che per la ricarica, l’E pedal serve a non consumare i freni inutilmente, disperdendo energia e polveri sottili.

    • L’ho guidata troppo poco per essere sicuro di quanto sto per affermare ma nei miei test con l’epedal i consumi aumentano. Ti spiego perché: quando sei in rettilineo e ci sono auto davanti a te ad esempio a 30 metri di distanza e queste iniziano a rallentare, istintivamente anche tu alzi il piede dall’acceleratore. L’epedal fa scattare subito il freno ma in circa la metà dei casi l’auto avanti, dopo una breve frenatina, riprende subito la marcia e la velocità di prima: nel frattempo, a causa della frenata automatica, tu hai perso velocità che devi guadagnare riaccelerando. La somma tra recupero energia in frenata e consumo energia per riaccelerare non è 0 ma negativa per te quindi hai consumato più corrente che non lasciando l’auto “veleggiare” (come se fosse a folle) verso l’altro veicolo, ritardando la frenata a quando effettivamente necessario. Lo so, mi risponderai che basta “dosare” l’acceleratore, ma è talmente difficile che poi la guida diventa stressante. In realtà, a mio avviso, il massimo dell’efficacia la si ottiene senza l’epedal ma anticipando la frenata, ovvero se il veicolo davanti a te rallenta non bisogna arrivarci sotto sotto e inchiodare (come scrivi anche tu, non si recupererebbe tutta l’energia dovendo intervenire anche i freni) ma occorre iniziare a frenare “dolcemente” un po’ prima in modo che la forza frenante sia tutta convertita in energia. Questa strategia di “ottimizzazione del rallentamento” è molto più facile da applicare, efficace e meno stressante che non quella di dosare l’acceleratore con l’epedal. E lo stesso vale anche per la modalità di guida “B”, anche questa frena in rilascio e non ho trovato vantaggi ad usarla. Ripeto, è solo il mio personale parere a seguito di un breve test.

      • Non ho provato la Leaf per cui non posso fare un paragone diretto, ma da possessore di Model 3 LR posso dirti che la guida “one-pedal” richiede poco tempo per abituarcisi, ma due giorni sono comunque troppo pochi. Stesso discorso con la Zoe che abbiamo acquistato per mia moglie.
        Una volta abituati l’efficienza migliora tantissimo ed è possibile farla “veleggiare” facilmente regolandosi con il solo pedale dell’acceleratore.

      • Guido una Leaf da 3 settimane. Io ho un’andatura tranquilla, l’autonomia stimata con il mio stile di guida non è di molto inferiore a quella di omologazione; considerato che vivo in montagna sono soddisfatto. Ovviamente posso solo stimare l’autonomia perché la mia percorrenza giornaliera è sui 100km (800m di discesa e successiva risalita al ritorno) che richiedono circa il 40% di batteria.
        Mi sono fatto questa idea: in condizioni ottimali, in cui è facile veleggiare senza che le condizioni stradali e di traffico non richiedono repentini cambi di velocità, la guida in “D” è la più efficiente, semplicemente perché l’acceleratore “perdona” i rilasci accidentali (potenza di rigenerazione circa 10kW).
        La guida in “B” o con e-pedal (che regola elettronicamente anche l’intervento del freno meccanico) permetterebbe teoricamente le stesse prestazioni a parità di andatura, ma rende più difficile il veleggiamento, decelerando appena si varia la pressione del piede sul pedale. Ovviamente in caso di strade con curve strette, tratti cittadini o di traffico intenso, in cui è necessario decelerare, la guida in “B” (rispetto a e-pedal) non usa il freno meccanico al solo rilascio dell’acceleratore e assicura, finché la frenata rigenerativa (circa 20kW di potenza di picco) è sufficiente a gestire l’andatura, di limitare la perdita di energia. L’e-pedal probabilmente garantisce la massima rigenerazione, ma credo (non ne sono certo) utilizzi in parte anche il freno meccanico dosandolo automaticamente.
        Quando la guida è irregolare o per scelta del guidatore o per le condizioni esterne (traffico, sviluppo del tracciato) attivare la frenata rigenerativa (o l’e-pedal) permette comunque di ridurre le inefficienze di frenata rispetto ad abusare del freno meccanico in “D”.
        Una mia esperienza: quando parto da casa per il lavoro ho circa 800m di dislivello in discesa in 20km, con pendenza variabile e una strada relativamente rettilinea che permette discrete tratte in velocità intervallate da pochi tornanti. Se il traffico me lo consente, cerco il livello di frenata che mi permette di muovermi all’andatura più costante possibile. Mi è capitato di scendere alternando “D” e “B” in funzione della pendenza, e in prossimità di alcuni tornanti, ad acceleratore completamente rilasciato, passare da “D” a “B”, poi attivare per qualche secondo l’e-pedal per permettere alla vettura di rallentare alla velocità idonea per la curva, per poi affrontare la curva nuovamente in “D” e sfruttare la discesa per avere il massimo aiuto in accelerazione in uscita. Più un esercizio di stile che una tecnica di guida da utilizzare regolarmente.
        La modalità ECO infine non fa altro che tagliare potenza al motore. Più che migliorare l’economia di uno stile di guida virtuoso, limita i danni di uno stile nervoso. Personalmente non la sopporto. Sono capace di guidare tranquillamente senza bisogno della balia, sapendo che nei pochi istanti in cui servono davvero ho tutti i cavalli a disposizione.
        Insomma: è più facile battere il record di autonomia in “D” con un adeguato stile di guida e soprattutto sulla strada giusta e con il traffico giusto (cose che dipendono in minima parte dal guidatore) che sperare nei miracoli di “ECO”, “B”, ed e-pedal, utili più per limitare le inefficienze di guida imposte dalle condizioni esterne o dallo stile del guidatore.

        • Arturo, veramente complimenti per questa esposizione sulle differenze degli stili di guida, delle condizioni del traffico e delle “tecnologie assistive” (D B regen e-pedal etc..).

          E’ una lettura estremamente godevole, ma allo stesso tempo asciutta e “pregna” di considerazioni intelligenti e puntuali e che sposo in pieno, alla luce dei miei nove mesi di guida di una eGolf (in pianura principalmente, ma osservando proprio le stesse condizioni generali..)

  15. Mi sembra troppo pessimistico dire che dopo 5 anni restano 114 km di autonomia su un’auto così, il degrado dell’ 20% dopo 5 anni mi sembra tanto, starei più sul 10%.
    Riscaldamento, per vetture con capacità 40kWh, sarebbe bene che per il riscaldamento avessero la pompa di calore per ottimizzare, oppure preclimatizzarla prima della partenza.
    Io penso che quindi quel dato di 114km vada un po rivisto e portato a 170 km, che sono valori sufficienti per uso quotidiano che non prevede di prendere l’autostrada. Per quelle poche volte che si prende l’autostrada si punta alle ricariche Fast.
    Chiaro che se uno tutti i giorni va oltre il raggio di autonomia, non va bene, ma sono casi minoritari.
    Poi in una famiglia che ha due auto, valutare se una delle due possa essere elettrica così per i lunghi viaggi, dove penso che la maggior parte delle volte la coppia viaggia assieme, al limite si usa la termica.

    • Ciao Bernardo, ho scritto in premessa che io appartengo ad una nicchia di automobilisti che tende ad andare ad un’andatura veloce. L’autonomia è calcolato con le mie medie di viaggio (molti tratti ad alta velocità, con sorpassi e frenate brusche e pochi tratti a bassa velocità nel traffico): concordo assolutamente con te che ad andature medie l’autonomia è molto più alta. Per questo ho riportato anche un estratto dei vari percorsi, in questo modo ognuno di voi può fare delle “proiezioni” in base alla propria guida, ad esempio se la vostra guida è quasi tutta in ambito urbano con traffico dai miei test emerge che di fatto l’autonomia effettiva è molto vicina a quella dichiarata.

  16. Bah, posso solo immaginare come guida questo… Forse non conosce il significato di limite di velocità e codice della strada visto quello che scrive…

  17. Se provassi una Model 3 lasceresti immediatamente qualsiasi altra auto .
    Purtroppo per me non scende dalla rampa box , è troppo bassa .
    Ieri ho provato ID3 , auto interessante , spaziosa avrà successo appena supererà i bachi d einfotainment iniziale

  18. Complimenti per la recensione: molto interessante sull’aspetto della guidabilità spesso ignorato a favore del motore e dei consumi, aspetto direi fondamentale parlando di automobili. Dal punto di vista prettamente nerd, segnalo che per caricare 100kwh ce ne vogliono (e se ne pagano) 115 in corrente alternata a causa dell’inverter. Quindi al costo stimato va aggiunto un 15%. Anche questo viene spesso ignorato. Spero di leggere ancora sue recensioni!

    • Ti ringrazio Enrico, utile osservazione, c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare. Io mi sono chiesto anche se c’è un po’ di consumo in più quando si cerca di arrivare al 100% di carica perché si cerca di “spingere” corrente in una batteria già carica ma non so se è solo una mia ipotesi o se in effetti c’è qualcosa di vero.

      • Buona sera Vaidiesel, no, non c’è un consumo maggiore ricaricando vicini al 100%. Il consumo dipende esclusivamente dall’energia che ricarichiamo e dall’efficienza del sistema di ricarica.

        • Grazie per avermi tolto questo dubbio Paolo. Per inciso ho deciso di firmarmi Enzo da oggi in poi, quel commento è uscito come VaiDiesel perché in una finestra del browser è ancora memorizzato dal cookie il vecchio nickname 🙂

          • L’efficenza di carica peggiora solo con l’aumentare della potenza di carica. Se noti, caricando nei fast charge, le batterie scaldano (parecchio) di più: quel calore perso è energia elettrica dispersa. Insomma il kWh pagato non fornisce un kWh nella batteria purtroppo. Ci vorrebbe un calcolo corretto per valutare la differenza economica e di tempi di rientro con un endotermico. Facile dire che il motore elettrico ha un’efficienza del 90%…

      • La carica sino al 100 % specialmente in carica rapida non fa bene ,inoltre se sono in cima alla montagna e carico al 100 farò la discesa con i freni in quanto non vi è spazio per la frenata rigenerativa.
        Le batterie si caricano velocemente nei primi minuti poi rallentano ,per questo suggeriscono di fermarsi per biberonaggi veloci .
        Come quando ,una volta presa in prestito l auto dei genitori facevamo benzina per quello che serviva ,non di più .

  19. Si in effetti ha fatto un quadro piuttosto completo (quella cosa dei Flintstones io non l’ho capita ma sono notoriamente scarpone).

  20. Ringrazio la redazione per lo spazio gentilmente concessomi per questa mia recensione. Per motivi di spazio, giustamente, la recensione è stata tagliata alle parti salienti. Riporto di seguito il resto della recensioni (dettagli minori e qualche considerazione personale).
    ———————————————–
    In 2 giorni ho percorso 225 km con andature molto diverse, senza usare mai (se non per 11 km in tutto) la modalità eco. La guida è stata sempre abbastanza veloce, molto veloce, tranne che per brevi tratti. I 225 km percorsi mi sono costati 11.52 Euro e 334 km di autonomia. Applicando una proporzione, col mio stile di guida poco riguardoso verso la batteria l’autonomia reale di un pieno scende da 265 a circa 178 km.

    Possono bastarmi 178 km di autonomia al giorno? Nel mio caso apparentemente sì, il primo giorno la batteria era al 39.24%, il secondo giorno, dopo una ricarica al 100%, la batteria era al 34.72%, percentuali che però non sono realistiche perché nessun possessore di Nissan Leaf con un po’ di sale nella zucca ricaricherebbe ogni giorno al 100% bensì limiterebbe la ricarica all’80%. Questo impatta anche l’autonomia che, con la mia guida, scende a 142.4 km che cominciano ad essere pochini. Considerando che la Nissan Leaf del 2014 dopo 5 anni aveva una riduzione dell’80% della capacità di carica [ fonte: https://www.greenplanner.it/2020/02/07/degrado-batterie-auto-elettriche/ ], dopo 5 anni avrei un’autonomia di 114 km che non mi consentirebbero di coprire la mia percorrenza quotidiana, soprattutto nei mesi più freddi: meglio puntare sulla batteria maggiorata da 62KWh del modello Leaf e+ che mi consentirebbe maggiore serenità, sebbene a quel punto dovrei verificare i tempi di ricarica e probabilmente dovrei puntare ad un incremento del contatore domestico.

    Se siete giunti fin qui siete proprio dei fan sfegatati di questo modello. E allora concludo con un elenco di appunti che ho preso durante la guida, procedendo in ordine sparso.
    – Navigatore satellitare: tutt’altro che perfetto, occorrono 4 comandi vocali per impostare una destinazione contro un unico comando di un Android Auto qualunque, inoltre per un intero viaggio la mappa è scomparsa e al suo posto c’era solo uno sfondo nero. Risparmiate i vostri soldi ed evitate di acquistare questo pezzo di antiquariato.
    – L’auto a basse velocità è troppo silenziosa e non c’è modo di attivare un suono di avviso (c’è solo per la retromarcia), il risultato è che nessuno vi sente arrivare e gli animali (cani e gatti) sono terrorizzati da quest’auto più che dallo scarico record monza della mia Abarth.
    – Il bracciolo destro è scomodo e poco utilizzabile, alla fine è come non averlo
    – Il led che indica la “marcia” (retro, folle, avanti) è piccolo e quando illuminato dalla luce del sole non si vede
    – Sia l’infotainment che i menu sullo schermo centrale non sono sempre di semplice consultazione
    – Ho provato sia la modalità di guida B (che rispetto alla D tende a frenare di più in rilascio) sia l’epedal (ovvero l’acceleratore che funge anche da freno): come risultato i consumi sono aumentati anziché diminuiti, sono strumenti demoniaci da hypermiler pervertiti, una setta da cui io personalmente sto alla larga
    – Le telecamere della retromarcia sono fa-vo-lo-se

    Considerazioni finali. Sorvolando su questioni trite e ritrite collegate al mondo dell’auto elettrica (dove ricaricare, valore dell’usato, costi complessivi, co2 effettivamente prodotta, etc.) l’esperienza di guida mi ha fatto percepire l’enorme potenziale di quest’auto. I consumi ridotti, anche ad andature molto elevate, mi hanno sorpreso ancor più della potenza stessa. Per gli amanti della velocità l’elettrico oggi però non è ancora una scelta praticabile ma solo per l’assenza di modelli: ad oggi quelli a prezzo “umano” sono o i soliti suv o modelli che puntano tutto sui concetti di green e sostenibilità. Ma la tecnologia è già tutta lì, servirebbe solo un po’ di coraggio da parte dei produttori per proporre qualcosa di veramente sportivo, il problema dell’autonomia non sarà risolto a breve ma per una fetta maggioritaria di acquirenti questo rappresenta un falso problema perché batterie da 40 o 64 KWh soddisfano le esigenze dei più. Ora la domanda c’è, aspettiamo solo un’offerta all’altezza dei nostri palati e delle nostre tasche.

    • Beh, Enzo, visto che hai rotto il ghiaccio non mi limiterei alla prova della sola Leaf, c’è molto altro sul mercato elettrico

    • Intanto grazie del test e delle considerazioni (a volte un punto di vista esterno aiuta a migliorare).
      Penso anche io che la mobilità elettrica si sposi meglio con macchine basse (e magari lunghe) che grazie ad un cx più basso consentirebbero di guadagnare km alle velocità autostradali, aiutando così chi ha bisogno di più autonomia.
      Purtroppo la moda imperante è quella dei suv, alti e con baricentro alle stelle, il contrario di ciò che servirebbe (e a mio modo di vedere il contrario della sportività)

    • Vabbeh.. appunto che valgono per qualunque auto.
      Lexus: infotaiment lento e faragginoso. Poco stabile tanto che spesso ti riavvia. Navigatore completamente inutile. Campanatura esagerata per scaricare la coppia e consuma le gomme asimmetricamente.
      La silenziosità io la vedo come pregio, lo scarico modello tamarro di periferia milanese mi fa cagare. Così come non sopporto più il puzzo di gasolio bruciato, specie quello che si sente nell’abitacolo della mito del mio collega.

    • Strano che non ci fosse il suono di avviso alle basse velocità.
      È obbligatorio dal 2020 anche per le auto immatricolate in precedenza!
      Si spegne oltre 30 km/h.
      Il pilota lo può disattivare ma a quel punto è consapevole del rischio. E alla successiva riaccensione è di nuovo lì.

      • Sulle Leaf più recenti il suono c’è, è un sibilo disattivabile. Molto probabilmente è un’aggiunta talmente recente che il modello dato in prova a Enzo non l’aveva ancora.

  21. Lunedì la proverò anche io per 48 ore.
    Due soli piccolo appunti:
    – L’autonomia residua è chiamata GOM (Guess-O-Meter) ed è totalmente inaffidabile e inaccurata.

    – i 40 kWh sono lordi… io netto di energia utilizzabile è minore.

    Grazie cmq del resoconto, molto interessante!

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