Il 21 maggio, a Roma, Vaielettrico sarà media partner dell’evento organizzato da ECCO Climate su due vincoli che frenano la diffusione dell’auto elettrica in Italia, entrambi legati al fisco: i costi della ricarica e il ritardo nella transizione delle flotte aziendali. Su entrambi i fronti è possibile e urgente intervenire, agendo sulla leva fiscale. Lo spiega a Fuoco Amico Caterina Molinari, Senior Analist Finanza del think tank italiano su crisi climatica e transizione energetica ECCO. Non c’è nulla da inventare. L’hanno già fatto altri Paesi europei ottenendo risultati sotto gli occhi di tutti: quote di adozione di veicoli elettrici triple o quadruple rispetto alle nostre.
Le tasse sul pieno in kWh 4 volte più alte per le elettriche
Aprendo il dibattito dal titolo “Flotte aziendali, infrastrutture di ricarica, oneri e fiscalità: quali leve per lo sviluppo del mercato dell’auto elettrica in Italia?” Caterina Molinari e Massimiliano Bienati partiranno dai sorprendenti risultati di un loro recente studio sulla fiscalità comparata di elettricità e carburanti fossili. «La ricarica di un’auto elettrica è tassata 1,5 volte più del pieno di gasolio o benzina, e fino a 4 volte se avviene presso colonnine pubbliche HPC a media tensione – svela Molinari -: questo spiega perchè le tariffe italiane siano tra le più alte d’Europa e fino al 70% più alte di quelle francesi o spagnole».
Il paradosso della ricarica: più tasse sugli elettroni che sulla benzina
Sembra un paradosso, ma Caterina dimostra quanto sia infondata la convinzione che il carburante fossile sia super tassato. Se infatti calcoliamo l’energia utilizzata da un’ICE e una EV con una metrica comune- il kWh – scopriamo che per ogni km percorso lo Stato incassa in accise, tasse e oneri parafiscali molto più da un’auto elettrica che da una a combustione interna. E la maggiore efficienza energetica dall’auto elettrica viene penalizzata anzichè premiata.

ECCO: oneri generali e di sistema via dalle tariffe
Caterina Molinari sintetizza così la proposta di ECCO: «La transizione energetica è nell’interesse della collettività per almeno tre motivi: ambientali, economici e di indipendenza energetica. La collettività dovrebbe farsi carico di rimodulare gli oneri fiscali e parafiscali sull’elettricità in misura sufficiente a riconoscere un vantaggio economico a chi passa dalla mobilità termica a quella elettrica».
Concretamente, si tratterebbe di scorporare dalle tariffe elettriche gli oneri generali e quelli di sistema. Il costo annuo per lo Stato sarebbe di 100 milioni, quando per la defiscalizzazione delle accise sui carburanti fossili, se ne sono già spesi 500 in venti giorni. ECCO ha calcolato l’importo sulla base dell’energia erogata dall’intera rete di ricarica pubblica a un parco auto elettrico di circa 400.000 veicoli.
Sulle flotte aziendali elettriche il Fisco non perdona
Quegli stessi veicoli che, non consumando carburante, hanno già consentito di risparmiare 230 milioni di euro in importazione di petrolio, dall’inizio della crisi in Medio Oriente ad oggi. «Ma se in nostro parco auto elettrico fosse lo stesso della Germania, 1,5 milioni, ne avremmo risparmiati 700» chiosa la Molinari.

Di questi vantaggi fiscali beneficerebbero anche le flotte aziendali, che oggi, ancora prevalentemente termiche, pesano per il 60% sulle emissioni carboniche dell’intero sistema del trasporto leggero. Le flotte coprono il 40% circa delle nuove immatricolazioni, ma solo il 5-6% di queste sono elettriche in Italia. ECCO pensa che accelerare la transizione fra le auto aziendali avrebbe un impatto decisivo per lo sviluppo del mercato. Soprattutto su quello dell’usato, con l’arrivo di molte migliaia di veicoli recenti a fine leasing a prezzi accessibili per l’automobilista medio.
Le azioni proposte sono: sul lato azienda detraibilità Iva e ammortamento anticipato parametrati alle emissioni di CO2; sul lato driver, tassazione del fringe benefit ridotta per le auto a basse o zero emissioni.
Un messaggio alla politica: toglieteci dall’incertezza
Più in generale, ECCO chiede al governo una linea politica chiara e continuativa nel tempo. Che indichi all’industria e ai cittadini un percorso preciso verso i target di decarbonizzazione concordati con Bruxelles (e sempre più lontani a causa di provvedimenti ondivaghi e scoordinati). «Ci aspettiamo che la politica esca dall’incertezza – conclude la Molinari – e affermi con forza che la transizione produce, competitività, resilienza e autonomia energetica, oltre che potenzialità di risparmio per tutti i cittadini».
L’evento del 21 maggio si terrà a Roma, a partire dalle ore 15.00, presso lo Spazio CEOforLIFE CLUBHOUSE, Piazza Montecitorio 116. E’ organizzato da ECCO Climate in collaborazione con Vaielettrico, nell’ambito della settimana della sostenibilità promossa da ASviS. Prevede due dibattiti:
- la tavola rotonda “tecnica” di cui abbiamo parlato, moderata da Mauro Tedeschini e Massimo Degli Esposti per Vaielettrico
- Un Keynote speech di Enrico Giovannini, co-fondatore e direttore scientifico di ASviS su “Sviluppi normativi e coerenza con gli obiettivi di transizione energetica e climatica nei trasporti” su cui si confronteranno istituzioni e politici
- concluderà i lavori Matteo Leonardi, Presidente ECCO.
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Questo aspetto della tassazione più alta che gli altri carburanti e ‘ nota da vario tempo…. Ma nessuno interviene. Perché?
Situazione simile alla tassazione del gas o gpl per riscaldamento da una parte e Pellet dall’altra…. Ovviamente iva diversa