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La nuova vita elettrica dei Taxi neri di Londra: è boom di richieste

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La London Electric Vehicle Co. (LEVC), aumenterà del 50% la produzione dei Taxi neri di Londra (LEGGI) e li esporterà in tutto il mondo.  Infatti la domanda è esplosa e per farvi fronte LEVC dovrà potenziare le linee produttive ed assumere 100 dipendenti in più. Un caso di successo per il costruttore rilevato dalla cinese Geely, che ora si prepara a produrre nche un furgone elettrico..

LEVC, con sede vicino a Coventry, ha venduto 2.500 dei suoi veicoli ecologici nel 2019 e ha dichiarato che prevede di raddoppiare la sua produzione esportandoli in 20 Paesi fuori dal Regno Unito. Brexit permettendo, verrebbe da aggiungere. Ad oggi il 90% della produzione resta nei confini britannici. Domani l’export toccherà il 40% e le vendite interne saranno solo il 60% del fatturato.

Dal 2014 Geely ha investito 500 milioni di sterline in una nuova fabbrica nella cittadina inglese di Ansty. Entro il 2022 dovrebbe raggiungere la piena capacità produttiva sfornando 22 mila veicoli elettrici all’anno.

Oltre a TX Taxi e TX Shuttle in stile vecchi Taxi neri di Londra, la società, che è stata salvata dalla bancarotta dai cinesi nel 2013, prevede di lanciare un nuovo furgone elettrico nel quarto trimestre i quest’anno. Servirà per i collegamenti dell’ultimo miglio nei centri storici della città.

Il taxi nero LEVC TX è in produzione dal 2017. E’ l’erede del leggendario black-cab TX4 termico. È in realtà un veicolo elettrico ibrido dotato di range extender.

Nel 2006 la Manganese Bronze, produttrice degli storici Taxi neri di Londra, era entrata in joint venture con Geely per creare nuovi modelli di taxi da produrre tra Inghilterra e Cina, condividendo i costi di sviluppo. Ma nel 2012 Manganese Bronze andò in crisi e Geely rilevò il 100% del ramo taxi fondando la London Taxi Company e acquisendo i diritti di produzione del modello TX4. Dal 2017 ls società venne ribattezzata LEVC (London Electric Vehicle Company) dedicata esclusivamente alla produzione del nuovo taxi elettrico range extended, con motore sviluppato dalla Volvo nel frattempo entrata nel gruppo Geely. 

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  1. 4 anni fa venne presentato a Ginevra il BUDD-e, il van EV di Volkswagen che in 4 metri e 60 cm offriva tutto: un’abitabilità senza confronto e una disposizione del sistema di riscaldamento e condizionamento dell’aria, completamente integrato nella parte anteriore dell’auto per abbassare l’emissione sonora.

    Comfort e silenzio, le parole d’ordine per viaggiare in relax.

    Questo interessante van elettrico sembrava voler essere il primo veicolo elettrico prodotto da Volkswagen.

    Purtroppo lo aspettiamo ormai da 4 anni, ma non è l’unico.

    Oltre a BUDD-e manca pure il discendente di quello che fu il veicolo più famoso ed internazionale di Volkswagen dopo il Maggiolino, inventato per caso, tanto tempo fa da un signore dei Paesi Bassi, tal Ben Pon che ebbe un’idea vedendo all’interno dello stabilimento dei maggiolini Volkswagen di Wolfsburg l’autopiastra, una piattaforma motorizzata per il trasporto interno di merci e dei telai di prova dei maggiolini.

    Ben Pons, immaginò su quell’autopiastra un furgone con molto spazio e un carico utile di almeno 750 kg.

    Ben immaginò il Bulli.

    Per rendere immediata la produzione del Bulli sulla stessa linea del Maggiolino propose di adottarne il ​​motore, la trasmissione e i’assale anteriore.

    La mancanza dei primi veicoli di prova era l’aerodinamica.

    Il Bulli opponeva un’elevata resistenza all’aria e conseguentemente un consumo eccessivo.

    Una mancanza che una volta colmata dono’ sex appeal al Bulli.

    La parte anteriore venne arrotondata, in modo da raggiungere il coefficiente di resistenza di 0,44 e il consumo fosse di 10 litri per 100 km.

    Il risultato di vendita superò di gran lunga le aspettative e il Bulli divenne il van icona del XX secolo.

    In Italia, Dante Giacosa seguì lo stesso principio.

    Squartò una Fiat 600 per posizionarvi una carrozzeria monovolume a guida assai avanzata. Il risultato fu deludente 240.000 contro il milioni di Bulli venduti ovunque per chiunque.

    In tempi non sospetti, il papa’ delle attuali 500, Panda e del Cubo, creò una nuova Multipla con 6 posti in tre file per meno di 4 mt. di lunghezza.

    La creatura giolitiana seguì la stessa sorte della precedente giacosana: fu incompresa.

    Oggi servono dei MultiVan elettrici, una Fiat Multipla, un Bulli, un Budd, mezzi che aspettano tutti, ovunque nel mondo.

    https://www.youtube.com/watch?v=tmESM7LrZr0

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