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La Lancia si spegne, datele una scossa

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Aiuto, la Lancia si sta spegnendo. Ormai le è rimasto un solo mercato, l’Italia. E un solo modello: la Ypsilon. Rilanciamo la proposta: se FCA le desse una scossa?

Dal secondo al nono posto, tempo scaduto

Le cifre, anzitutto. Nei primi due mesi del 2018 in Italia si sono vendute 8.435 Ypsilon. L’anno scorso erano state quasi 13 mila (12.979 per la precisione). Un crollo che ha ragioni evidenti: stiamo parlando di una macchina che ha ormai 15 anni. La lanciò nel 2003 Luca De Meo, quando era agli inizi della sua brillante carriere (oggi è il numero uno di SEAT). In questi tre lustri è stata imbellettata fin che si vuole, con un sacco di versioni, ma l’età resta, in un mercato che si rinnova continuamente. L’anno scorso era al secondo posto nella classifica delle più vendute, oggi è scivolata al nono e presto uscirà dalla top ten (guarda i dati ufficiali) . Il futuro? Non c’è. Il grande capo Sergio Marchionne da tempo ha scelto l’Alfa Romeo tra i due marchi premium italiani. Scelta legittima, in un gruppo che non ha risorse infinite.

Rinnoviamo la proposta: Lancia marchio elettrico

Il concept Lancia Fulvia Coupé (2003)

Dispiace comunque vedere un marchio con la storia della Lancia spegnersi così, nel disinteresse generale. E allora noi rilanciamo una proposta che già avanzammo a ottobre (guarda). Perché non facciamo della Casa che fu creata dal grande Vincenzo Lancia il brand elettrico del gruppo? Molti concorrenti stanno affrontando questa nuova sfida con marchi nuovi (vedi Geely-Volvo, che ha creato Polestar). In fin dei conti FCA ha in casa un brand storico che è destinato a breve a restare inutilizzato. Certo, sappiamo bene che Marchionne non vede di buon occhio le auto spinte da motori a batterie. Ma è difficile pensare che a giugno, quando presenterà il nuovo piano industriale, si ostini a ignorare una sfida che tutti i grandi concorrenti stanno affrontando con convinzione. Un ritorno al futuro, per Lancia…Voi che cosa ne pensate? 

8 COMMENTI

  1. Sarebbe bello, sarebbe nel solco di quello che è stata la Lancia. Non sarà mai.

    • Vero, ma sognare non costa nulla. Sarebbe bello se nascesse una start up italiana e FCA concedesse quel marchio. Ai tempi di Vincenzo Lancia, la Casa torinese era un gioiello tecnologico, si tratterebbe di rinverdire quei tempi. Ed è un peccato accompagnare un marchio così nel cimitero (già affollatissimo) dei brand automobilistici defunti: Talbot, Autobianchi, Simca…

  2. Mauro, tutto condivisibile e anzi un plauso a chi continua a scrivere e parlare di Lancia. È un dovere morale per un addetto all’automobile mondiale.
    Però attenzione. L’attuale generazione Ypsilon NON ha 15 anni.
    Ne ha 7!
    È datata 2011 ed era completamente nuova. Ovviamente sarebbe già quasi in età da rimpiazzo, sicuramente.
    Corregga quanto prima per piacere.
    Mi raccomando continui a parlare del marchio più straordinario e versatile della storia. Grazie!

    • Grazie per la puntualizzazione, ma la vettura ricalca in gran parte quella che mi mostrarono a Mirafiori nel 2003 un terzetto formato da Fabrizio Longo (ora capo di Audi Italia), Luca De Meo (ora presidente della SEAT) e Flavio Manzoni (ora capo del design Ferrari). Certo, è cambiato il pianale, al posto della vecchia Punto quello della Panda 2003, macchina che ricordo bene perché in copertina su Quattroruote fu uno dei maggiori successi dei miei dieci anni di direzione. La Ypsilon del 2011, che ha fatto miracoli, a mio modesto parere nacque già un po’ vecchietta e oggi va a confrontarsi con modelli ben più freschi. Nonostante tutto, vendichi, ma il tempo non perdona. Comunque, viva la Lancia e i laicisti!

  3. Credo anche io che sia arrivato il momento di sostituire Marchionne (uomo di finanza che, senza mezzi termini, ha salvato il Gruppo FIAT dal baratro finanziario e dalle fauci dei costruttori tedeschi) con un manager di sviluppo e innovazione, che continui il lavoro già in parte svolto su Ferrari, Maserati, Alfa Romeo e Jeep e che ridia linfa vitale a Lancia (con auto premium elettriche e anche, perchè no, di lusso, come nel caso di New Stratos) e Fiat (continuando il lavoro con 500 e gli altri modelli generalisti).

    • Il ciclo di Marchionne, per sua stessa ammissione, è finito. L’interrogativo che accompagna il lavoro del suo successore è: che cosa troverà nei cassetti in termini di nuovi progetti? Forse lo scopriremo a giugno, quando l’attuale capo di FCA presenterà il suo ultimo piano industriale, dopo 15 anni di lavoro durissimo. L’impressione è che negli ultimi anni si sia troppo frenata sullo sviluppo di nuovi modelli, per conseguire risultati finanziari obiettivamente impensabili fino a qualche anno fa. Ma forse già il profilo del successore di Marchionne ci dirà dove si va a parare: se sarà un uomo di finanza, probabile che si continui sulla linea attuale.

  4. L’unica speranza e in realtà SOGNO è che abbiano il coraggio di VENDERE IL MARCHIO.

    Sappiamo con certezza che anche recentemente importanti personaggi storici Lancia hanno portato alle dirigenze FCA importanti cordate sia italiane che estere e proposte di acquisto da altri gruppi stranieri x il marchio Lancia ma Fca ha sempre risposto che c’è “ferma intenzione di non vendere il marchio Lancia”. La motivazione è purtroppo non perchè c’è un futuro piano di rinascita del marchio ma semplicemente perche Lancia in mano ad altri sarebbe FORTEMENTE negativo averlo contro la solita e maledetta alfaromeo su cui Fca sta investendo oltre 5 miliardi e NIENTE, nè Lancia ma purtroppo nemmeno Fiat e persino maserati possono intaccare il mercato di quel marchio su cui sta puntando… purtroppo cosa che si fa da 30 anni senza ritorno e che si è anzi trasformato come il tumore di Lancia e di tutto il gruppo Fiat.

    • Noi insistiamo, contro tutto e contro tutti: uscito Marchionne, FCA ne faccia il marchio elettrico del gruppo. Vincenzo Lancia da Fobello è stato un grande innovatore, torniamo alle origini, aprendo un nuovo capitolo in un nuovo secolo

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