Home Auto La Kona EV esplosa in garage: ultimi aggiornamenti

La Kona EV esplosa in garage: ultimi aggiornamenti

19
CONDIVIDI
Kona EV incendio
La Kona EV distrutta dopo l'esplosione a Montreal

La Kona EV esplosa in garage a  Île-Bizard, nei pressi di Montreal (Canada) sta suscitando interrogativi sulla sicurezza delle auto elettriche. Ecco i fatti.

Il proprietario, Piero Cosentino: “Non era in carica”

Il Suv della Hyundai era parcheggiata nel garage di un uomo chiaramente di origini italiane, Piero Cosentino. All’improvviso si è udito un boato, un’esplosione che ha mandato in frantumi parte del tetto e divelto la porta della rimessa, accanto all’abitazione principale, in un quartiere residenziale. Cosentino ha immediatamente allertato i Vigili del Fuoco, che sono intervenuti domando in pochi minuti l’incendio.

La casa di Piero Cosentino
La casa di Piero Cosentino, con il garage distrutto dall’esplosione (foto: Mathieu Daniel Wagner/Radio-Canada).

Ma le cause dell’esplosione non sono affatto chiare. L’uomo ha spiegato che la Kona EV non era in carica, ma semplicemente parcheggiata. E il capo dei Vigili del Fuoco, Louise Desrosiers, ha detto all’emittente CBC (qui l’articolo)di non avere ravvisato all’interno del garage alcun altro oggetto che possa avere innescato un incendio“. Fortunatamente non c’era nessuno nella zona dell’esplosione, ma Cosentino ha rimarcato: “Fossimo stati lì vicino, ora saremmo all’ospedale”. 

Il precedente con la Tesla un mese fa in Belgio

Piero Cosentino
Piero Cosentino (foto: CBC)

Non ci sono precedenti di incendi o tantomeno esplosioni che abbiano riguardato la Kona EV. L’auto era stata acquistata a marzo da Cosentino e da allora mai aveva dato origine a problemi. Ed è quindi giusto aspettare la conclusione dell’indagine per capire che cosa è successo. Ai primi di giugno (qui l’articolo) una Tesla Model S ha preso fuoco ed è andato completamente distrutta durante la ricarica in un Supercharger situato ad Anversa, in Belgio. “Il conducente aveva parcheggiato nel Supercharger situato nel Novotel di Luithagen-Haven. Quando è tornato, poco dopo, la sua Tesla e il Supercharger erano distrutti. Probabilmente a causa di un problema tecnico prima della ricarica“, aveva riferito un testimone.

AGGIORNAMENTO del 30/7/19. LE INDAGINI

La Kona distrutta (foto Mathieu Wagner/CBC/Twitter)

Hyundai Canadain una mail alla testata specializzata, Automotive News Canada, ha fatto sapere di essere in contatto con Piero Cosentino, con le autorità e i Vigili del Fuoco di Montreal per capire l’origine dell’incidente, che ancora non è nota. “Come sempre in questi casi, la sicurezza dei nostri clienti è la nostra priorità e siamo determinati a chiarire al più presto quello che è successo“, ha scritto il portavoce Jean-François Taylor. Gabrielle Fontaine-Giroux, del Montreal Fire Department ha spiegato che è troppo presto per stabilire le cause “Stiamo assicurando un adeguato follow-up all’evento con l’ausilio di esperti di auto elettriche“. Dal canto suo l’autorità che vigila sulla sicurezza dei trasporti, Transport Canada, ha fatto sapere che fornirà a breve una prima ricostruzione dell’accaduto.

Incendio Tesla Model S
L’incendio di una Tesla Model S in un garage di Shangai

I PRECEDENTI

Automotive News ricorda i precedenti di diversi casi di incendio avvenute in Cina con auto elettriche: il rogo di una Tesla a Shangai (qui il nostro articolo) e soprattutto i tre incendi che hanno riguardato vetture della Nio. Nel primo caso la Tesla ha stabilito che un singolo modulo della batteria era stato interessato dall’incendio, facendo sapere di avere rivisto il setting dei veicoli per proteggere ulteriormente le batterie (qui altri dettagli).  Mentre la Nio ha richiamato le 4.803 auto vendute. Automotive News ricorda comunque un report datato 2017 dell‘NHTSA, l’ente federale Usa per la sicurezza nei trasporto. Secondo il quale I rischi di incendio legati ai materiali contenuti nelle batterie al litio sono comparabili, o forse leggeremente inferiori, ai rischi di incendio di un’auto a benzina o diesel.

— CHE COSA PUÒ ESSERE SUCCESSO – Le ipotesi del prof. Claudio Rossi, dell’Università di Bologna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

19 COMMENTI

  1. Le auto elettriche sono delle bombe a quattro ruote? Fortuna che non ce scappato il morto. A proposito ho sentito una assicurazione automobilistica che le assicurazioni in Italia aumenteranno e non di poco per tutti i proprietari di auto elettriche perché gli sono giunte notizie che le auto elettriche si incendiano facilmente, purtroppo, e non sto scherzando, cavolo tra qualche anno volevo prendermi una elettrica

    • “ho sentito” dove? Sarebbe interessabnte sapere le fonti delle notizie… perchè in giro c’è tanta gente che parla e poca che sa.

    • Non vedo motivo di creare inutile allarmismo: le auto a metano/gpl si incendiano ed esplodono molto piu frequentemente e facilmente di quelle elettriche. Spulciando le varie notizie quotidiane un’auto benzina/diesel/metano/gpl va in fiamme quasi quotidianamente. Ieri promeriggio è esplosa una metano al casello di Vicenza pagando il pedaggio. Ma si sa che IL NUOVO per noi italiani è sempre IL MALVAGIO e quindi che l’elettrico venisse screditato era prevedibile. Per completare il commento: io per la mia EV pago 102€/anno di assicurazione, ed avendo un ottimo rapporto con il mio assicuratore ho la conferma che non ci sono avvisaglie di imminenti aumenti, ne motivo per temerne. In compenso non pago il bollo, circolo sempre, carico gratis ed entro nelle ZTL 😉

      • In effetti sarebbe meglio aspettare che le indagini dicano che cosa è successo prima di “sparare” sulle auto elettriche. Comunque: il tema va monitorato e ogni incidente va studiato a fondo per poi apportare correttivi, se servono. Qui non ci sono tifosi, ci sono persone che vorrebbero capire.

  2. Concordo sulla necessità di aspettare l’esito delle indagini. Per ora continuo a caricare la mia EV solo a bassa potenza (3,7 Kw) per evitare surriscaldamento e far durare la batteria più a lungo

    • Ecco sollevato il vero problema: le cariche veloci. Sottopongono le batterie ad uno stress molto elevato, cosa che le rende instabili e ne accorcia la vita. Andrebbero utilizzate consapevolmente e con parsimonia, specie quando non indispensabili.

      • Questo lo diciamo da tempo: anche le Case, come la stessa Volkswagen con la nuova gamma in arrivo, consigliano normalmente di ricaricare a casa in AC e di usare le superfast solo in viaggio, quando si ha più fretta di rifornire.

      • In realtà è ben indicato sui libretti di uso e manutenzione che si può caricare in AC (di solito fino a 7.2, Tesla fino a 11) con apposita wallbox, previa verifica tecnica di elettricista qualificato, ovviamente. Le ricariche Fast sono sicuramente poco sane per le batterie, a causa dell’aumento di temperatura che inducono, soprattutto se queste sono sprovviste di sistema di raffreddamento

  3. Per qualsiasi coclusione è ancora presto.
    A mio zio una decina di anni fa è bruciata la macchina di pochi anni mentre andava in un breve tragitto…ma non è uscito nel giornale… eppure ha rischiato la vita dato che tutto è avvenuto in fretta… successo zona Savona…

    Qualche anno fa sono passato e stava bruciando una macchina in Diano d’Alba via farinetti…anche qui chi era a bordo è sceso…strano anche qui non ho letto nulla nei giornali…

    Ah dimenticavo…erano macchine a combustione!

  4. Salve comunque anche io ciò una kona a benzina e la batteria mi ha lasciato per strada 5 volte a termine di in anno. E uno schifo essendo macchine nuova

  5. Il rischio di incendio di un diesel è praticamente inesistente, 100 volte inferiore a quello del benzina, se si butta un fiammifero acceso in un secchio di gasolio si spegne il fiammifero, come sarebbe a dire che “I rischi di incendio legati ai materiali contenuti nelle batterie al litio sono comparabili, o forse leggeremente inferiori, ai rischi di incendio di un’auto a benzina o diesel.”?
    Come si fa a dire che una cosa è simile ad altre 2 completamente diverse?
    O la frase non è stata riportata correttamente, o l’NHTSA USA non sa di cosa parla, d’altra parte loro non sanno neppure cosa sia il diesel automobilistico, e probabilmente nemmeno l’elettrico.

    • Le auto diesel prendono fuoco eccome, anche molto piu spesso delle benzina. La ragione? Si chiama DPF o FAP…in fase di rigenerazione porta la zona circostante a temperature superiori agli 800gradi. Guaine, fili, plastiche, insonorizzazioni…un disastro insomma. Senza poi considerare le autocombustioni dei diesel con il livello alto di olio dovuto alle rigenerazioni frequenti che diluiscono il lubrificante.
      Quindi il problema non è IL GASOLIO, che ovviamente non brucia. Ma tutto il resto che sta intorno al motore.
      Le diesel senza DPF/FAP (ormai lo hanno tutte purtroppo) non bruciavano.

Comments are closed.