La jungla dei prezzi di ricarica, il vero problema


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La jungla dei prezzi di ricarica allontana dall’elettrico. Prima ancora del costo/kWh, pesa la complessità nella scelta e gestione delle app.

La jungla dei prezzi, centinaia di offerte da studiare

la jungla dei prezzi

La conferma ci arriva continuamente dai lettori. Da ultimo nei commenti all’articolo in cui si parlava di un’altra lamentela, quella relativa alla difficoltà di capire quanto si è speso per ricaricare. Ecco per esempio quel che scrive Marco:La vera polemica dovrebbe essere che non è possibile che io debba fare un contratto per avere una tariffa agevolata. Se vado da un distributore di benzina e vedo 2 euro al litro, il prezzo finale è 2 euro al litro per TUTTI. Non è che se hai l’abbonamento con quel partner la paghi 1 euro, se paghi col bancomat paghi 2 euro + una tantum per la connessione di 40 cent. Senza contare che essendoci diverse decine se non centinaia di possibili contratti, ognuno paga un prezzo differente. Vogliamo parlare del fatto che se vuoi un prezzo agevolato devi pagare un tot al mese?! Ma stiamo scherzando?”.

La parola d’ordine dev’essere: semplificare

la jungla dei prezzi
Le tabelle dell’Osservatorio per la ricarica lenta, in AC. Altrettante tabelle vengono aggiornate mensilmente per le colonnine DC-Fast e per le HPC Fast. Un ginepraio.

Già, stiamo scherzando? Quel che lamentano gli automobilisti non è che mancano le colonnine, come sostiene chi parla di auto elettriche per sentito dire. È che devi perdere un sacco di tempo per capire qual è l’offerta migliore per le tue esigenze. E tenerti continuamente aggiornato, perché può cambiare tutto nel giro di pochi giorni. Basta scorrere le tabelle dell’Osservatorio che Adiconsum e TariffEV aggiornano mensilmente per rendersi conto di quale ginepraio sia la situazione di prezzi e abbonamenti. Noi lo abbiamo scritto più volte e lo ripetiamo: i gestori delle colonnine devono sedersi a un tavolo e trovare una soluzione comune. Nel loro interesse, in primis, se vogliono che la mobilità elettrica decolli e le ricariche siano maggiormente utilizzate. E nell’interesse dei clienti, che nella vita vogliono occuparsi d’altro che studiare quale abbonamento conviene.

Leggi anche: “Benzina a due euro e più, adesso rido io”

Voglio sapere quanto spendo

Visualizza commenti (34)
  1. E’ da anni che io affermo quello che è stato detto in questo articolo e cioè che il problema non sono le colonnine di ricarica che mancano, ma è la GIUNGLA o la BANBELE come ho sempre chiamato io il MODO con cui si ricarica e le differenze tra gli innumerevoli fornitori. Le APP, gli abbonamenti i prezzi tutti diversi e non di poco sono sempre stati il maggior freno alla crescita delle auto BEV.
    I fornitori, invece di accordarsi si fanno la gierrra e il risultato è che i consumatori rimangono abbarbicati alle auto termiche dove tutto è semplice e lineare mentre i gestori delle colonnine endono poco.
    Speravo che VaiElettrico mi stesse a sentire e organizzazze un SONDAGGIO per dimostrare ai fornitori di kW quello che gli utenti vorrebbero. VaiElettrico lo avrebbe potuto fare visto che dispone di migliaia di email dei suoi iscritti. Se lo avesse fatto si sarebbe potuto dimostrare ai fornitori di kW quanrto stuipide sono le loro scelte e forse si potevano indurre a cambiare. Ma anche se mi era stato promesso che il sontaggio si sarebbe fatto, nulla è invece accaduto ed è per questo che smesso di inviare i miei articoli al sto. Ora sembra che si è scoperta l’acqua calda e si continua comunque a rimanere vittime della stupidità dei gestori delle colonnine. Se avessi e email dei possessori di BEV il sondaggio lo orgaizzerei io, ma purtroppo non ho queste notizie che invece VaiElettrico ha. Invito quindi i lettori a insistere con VaiElettrico affinchè organizzi il sondaggio che potrebbe servre a risolvere finalmente il problema

    1. Caro Franco ed anche Gianni, posto che semplificare i processi e le scelte e’ sempre meglio in tutto, non sono d’accordo sull’approccio al problema, mi spiego. Si continua a dibattere facendo sempre il paragone con il classico rifornimento di benzina/diesel.
      Le Bev sono smartphone con le ruote e come questi vanno gestiti. Si ricaricano quando non li usi e si utilizza un contratto (abbonamento) ad hoc per utilizzarli; lo stesso vale per le Bev, le ricarichi quando non la usi e utilizzi un abbonamento per farlo.
      Il sottoscritto utilizza un abbonamento con A2A per cariche lente nel quotidiano (Fino a 100 kW) e ora Atlante, prima Electrip, per le HPC.
      Certo, un minimo devi mantenerti aggiornato ma questo vale x tutto (assicurazioni, banca, gas, luce, ecc.).

      1. Caro JO io capisto come ti sei organizzato ma non devi pensare, come spesso accade, che se a te le cose vanno bene come sono ora debba essere ovvio che vadano bene a tutti i possessori di BEV.
        E’ per questo che avevo proposto a Massimo Degli Esposti di organizzare un SONDAGGIO. Se lo avesse fatto, come per la verità mi aveva promesso, oggi sapremmo come la pensa la maggioranza dei proprietari di BEV e se avessimo scoperto che sono tutti contenti come te si sarebbe chiusa la questione, mentre se la maggioranza avesse espresso il desiderio di rendere più semplice la ricarica pubblica delle batterie (almeno come quano lo è un rifornimento di carburante), allora si sarebbe potuto mostrare il risultato ai gestori delle colonnine e ottenere i cambiamenti necessari per andare incontro alla clientela. E avere una cleintela soddisfatta sarebbe utilissimo anche a chi l’energia elettrica la vende.
        Aggiungo che dopo la EQA Mercedes che ho avuto per 4 anni, ora ho la mia seconda elettrica 100% (una MoelY Long Range) e avendo una mia coloonnina a cas oltre che un notevole impianto fotovoltaico non ho quasi bisogno delle colonnine pubbliche; ma ciò nonostante mi batto da tempo per cercare di mettere fine alla GIUNGLA delle colonnine pubbliche.

  2. Immaginate se i cellulari fossero com’è il Wi-Fi 3 entrati in una cella o anche in una regione mi devo iscrivere al provider con i dati a privacy carta di credito E via di seguito, Forse così i cellulari non sarebbero esistiti.
    Abbiamo il roaming sia nazionale per cui in caso di necessità un provader punti di zare i trasmettitori di un altro come tutti sappiamo poi abbiamo all’estero comodo Anche se fate attenzione nel principato di Monaco si paga in Bosnia si paga tantissimo.
    Però a parte queste eccezioni non abbiamo problemi le differenze di prezzo sono gestite dai provider rimase accordi tra, noi possiamo usare il telefono e in effetti il modello euro Peo ha avuto successo ed è usato in tutto il mondo.
    Ecco per le ricariche bisogna arrivare a una situazione analoga, Dall’auto vengo avvisato della necessità di ricarica mentre viaggio mi si indicano alcune possibilità condiversi distanze stalli liberi e via di seguito.
    Ed eventualmente anche i prezzi se io ho delle riduzioni abbonamenti benefitharie questi vengono memorizzati dal sistema e vengono calcolati automaticamente.
    Quando ho scelto la mia destinazione lo stallo viene riservato per quella cer ora, Ho il tempo di raggiungerlo se nel frattempo sta ricando un altro gli si viene bloccata le gora le rogazione in tempo in modo trovare lo stallo libero faccio la mia ricarica e me ne vado.
    Non devo fare altro il sistema riconosce il mio mezzo auto ha avuto maticamente dalla presa, Tutta la logica e l’interfaccia può essere sicuramente installata sotto Terra Nes Nessun totem lettore schermi tastierini nulla un protocollo unico che viene eletto a contatto con la presa.
    Ci vuole tanto a fare questo son sicuro che avverrà non so quando emi chiedo come mai il sistema cellulare è stato implementato e evoluto in pochi anni mentre invece quello delle ricariche nonostante gli enormi favori fiscali ricevuti è ancora molto Arretrato beh sicuramente un motivo sono il forte interessi perché una ricarica completa costa come diversi anni di un telefono cellulare

  3. Edwin Abbott

    Considerando che, in Italia, nel XXI secolo, continuano a sequestrare milioni di persone sotto il sole, in coda, per farsi dare qualche spicciolo di pedaggio, ossia con le autostrade, sono fermi al famoso “fiorino” di Troisi nel XV secolo, figuriamoci se, davanti al problema dei problemi, che, secondo alcuni, rivaleggia, nei palazzi romani, con la cura per il cancro e la fusione nucleare – “Come mi faccio pagare gli elettroni che questi fanatici si prendono con una prolunga vestita a festa?” – sono capaci di trovare una soluzione, semplice, facile, affidabile e sicura.

    Anzi, sicuramente qualcuno la ha già escogitata, ma qualche ministro, prima di andare a cena con l’AD di ENI, la ha cassata e ha lanciato un’indagine per terrorismo contro l’inventore.

  4. Per quanto mi riguarda, al netto della ancora poche auto elettriche in circolazione, non può e non deve esserci differenza di prezzo fra colonnine AC, DC, HPC.
    Avranno costi di installazione diversi ma vendono sempre lo stesso prodotto e potenzialmente più sono veloci più energia erogano.

    Ho chiesto ad A.I. il costo presunto per l’installazione delle diverse tipologie di potenza.
    Ho preso per ognuna il costo più elevato e l’erogazione minima di potenza:

    AC:
    stima costo complessivo € 7.000
    Kwh massimi erogabili per giorno 7*24 = 168
    Prezzo Kwh nella mia simulazione € 0,40
    Giorni teorici per ammortizzare interamente il costo: 119

    DC:
    stima costo complessivo €50.000
    Kwh massimi erogabili per giorno 50*24 = 1200
    Prezzo Kwh nella mia simulazione € 0,40
    Giorni teorici per ammortizzare interamente il costo: 119

    HPC:
    stima costo complessivo € 120.000
    Kwh massimi erogabili per giorno 150*24 = 3600
    Prezzo Kwh nella mia simulazione € 0,40
    Giorni teorici per ammortizzare interamente il costo: 95

    Chiaro che ancora non è questa la realtà ma è altrettanto chiaro che più erogano più e prima guadagnano.
    Perchè dobbiamo sempre essere in mezzo ai casini se non per la volontà di rallentare la transizione energetica e speculare (in senso economico) su tutto?

    1. Sai che hai ragione… Pure il prezzo dei carburanti cambia molto, molto meno se rifornisci da un vecchio distributore a 2 pompe, magari Senza pensilina sopra… mentre nei mega-impianti a 4 o 6 pompe (e pure gas) i prezzi sono addirittura inferiori (proprio perché ammortizzano il costo impianto col maggior prodotto venduto)…

      Perché i kWh devono costare il doppio se erogati più rapidamente?

      Le corse in taxi quanto costano di più se viene un autista con Mercedes rispetto ad uno con la Renault o la Skoda ?

      1. @damiano I: boh… forse perchè la pecca maggiore di una EV è la velocità di ricarica… quindi chi ha fretta è disposto a pagare di più.
        Solo che, quanti sono che pagano di tasca propria?
        Chi ha soldi “da buttare” (a parte che chi li ha se può non li butta oppure lo fa per proprio sfizio e quindi vale tutto) si prende auto di un certo valore, magari Tesla dove ricarica a meno, parecchio meno.
        Tutti gli altri, finchè potranno., se ne rimarranno lontani.

        1. si.. ma ci fanno pagare un “servizio veloce” che poi veloce non è in molti casi (auto con curva ricarica sfavorevole, temperatura batteria non ottimale, altre problematiche di rete non imputabili all’erogatore..).
          Quello che contesto io è che pagare due/tre volte tanto questa presunta “velocità”; allora cosa farà BYD o CATL quando entreranno nel mercato italiano con impianti da 1.5MW di potenza? 3€/kWh ?

          Con la stessa logica le stazioni rifornimento carburanti con tettoia, bar ed altri servizi dovrebbero far pagare questi “lussi” sul costo/litro… invece proprio grazie alla maggior capacità distributiva possono ammortizzarne i costi e fare tariffe migliori… E’ stata una storica battaglia in Italia far sparire ove possibile i piccolissimi impianti con 1 o 2 pompe dai centri cittadini, che magari eran comodi per chi abitava in zona però erogavano poche tonn. prodotto complicando enormemente il rifornimento (che ovviamente avviene sempre con autobotti.. che viaggian su strada con personale.. non come le colonnine che vengon collegate con un cavo alla sottostazione e poi fai solo manutenzione…).

    2. Il tasso di utilizzo medio delle colonnine in Italia non arriva al 2%. Significa che il numero di ricariche è mediamente meno di una ogni 4 giorni. Rifaccia i suoi calcoli sul ritorno degli investimenti partendo da questo dati, poi ne riparliamo.

      1. Direi che era nella premessa.
        Ma nel mio modo di vedere la cosa, se le strade non si riempiono di EV e se queste auto non sono caricate alle colonnine anzichè nel garage di casa, anche l’investimento su 10 colonnine AC rischia fortemente a non ripagarsi mai.
        Sempre a mio modo di vedere, a certi prezzi a pochi viene la voglia di prendere una EV (a parte chi ha il garage… mi ripeto lo so!) e rimane comunque sempre il punto che il prodotto che acquisto (kwh) è uguale in tutte le colonnine.
        Comunque nessun problema (per me) avanti così, tanto io ricarico a casa ed i luoghi di villeggiature che frequento sono pure nel raggio di 200 Km.
        Certo si può sempre contare sul diesel a 3 €…

        1. https://www.quotidiano.net/economia/perche-il-diesel-costa-di-piu-in-europa-la-guerra-delle-raffinerie-e-il-calo-del-petrolio-potrebbe-non-bastare-x2fslt8t

          Il prezzo “limite” attuale del Diesel a 3€ è solo il livello Attualmente raggiunto.
          Le cause che ne han portato il costo a questo livello son tutte li, e ogni giorno di guerra che passa vengono colpiti ulteriori impianti e quindi i prezzi son destinati purtroppo ad impennarsi, fino a punto che quello indispensabile (per trasporti commerciali, agricoltura e alcuni usi industriali) verrà “contingentato” , mentre tutti gli altri carburanti (GPL compreso) aumenteranno per la maggior domanda (ho già pubblicato in altro commento un link ad articolo Reuters sulla situazione già critica degli impianti GNL americani, spinti al limite e senza necessarie pause di manutenzione da tempo….), visto che comunque pure il GNL passa per il 28% della domanda mondiale da Hormuz… e se viene bloccato totalmente…. (film già visto nel 1973/74).

  5. Nessuno ne parla ma bisogna anche ricordare che buona parte delle colonnine hanno pure goduto di contributi pubblici per l’acquisto e l’installazione (soldi europei, statali e regionali) per cui è vergognosa questa situazione di libertà assoluta in cui gli operatori praticano prezzi alti senza trasparenza e spesso senza fare manutenzione adeguata. Qualcuno dovrebbe indagare sull’uso di questi fondi pubblici.

  6. La verità è che il mercato delle ricariche è una giungla in continuo cambiamento con prezzi non esposti, app che cambiano impostazioni da un giorno all altro e prezzi che in alcuni casi convengono meno dei carburanti tradizionali. Mettici pure che anche tra i professionisti del settore (venditori di auto nuove in primis) c è una ingnoranza che mette paura (fatevi un giro per i concessionari e poi mi dite) ed ecco qua che ci troviamo con % di vendita irrisore. …

  7. Già scritto qui e su altri siti, come mai le colonnine per la ricarica non hanno un display con il prezzo di vendita? E perché non hanno questo obbligo? Al momento penso sia solo per fare guadagnare le compagnie fornitrici.

  8. pinco pallino

    chiaramente mai comprerò auto elettrica a queste condizioni, per me le basi del comfort sono : girare la chiave e con 20 euro in tasca comprare 20 euro di carburante x per girare dove voglio. ma sembrano a voi concetti tanto strani e non vi capisco 😀 e se vi imponessero varie app e una “tessera RDIF o come si chiama o cosa sia” per far la spesa/comprare 2 cose al supermercato /negozio come reagireste? tutti felici e la considerereste “progresso”? 😀 io proprio no. io spero in auto elettriche economiche, unico requisito che cercherei sarebbe autonomia decente e punto. tutto il resto non mi interessa. per una colonnina di ricarica chiederei giusto “innovative tecnologie” quali un tetto per ripararsi da sole-estremo e pioggia e darei per scontato un utilizzo “contanti-carta-bancomat senza ulteriori complicazioni” come un qualsiasi distributore self service, mi sembra ovvio.

    1. Con 20 euro di carburante, caro @pinco pallino, rischi di fare un giro attorno al quartiere al massimo….
      oltretutto stanno già ripartendo casi (in cronaca) di furti di carburante (specie ai danni di camion … coi grandi serbatoi esterni), un po’ come capitava a me ai tempi della scuola (facile trovar la moto “svuotata”), ma anche negli anni di lavoro mi son arrivate in officina vetture con tubi carburante tagliati, o perfino serbatoio trapanato per rubar benzina….

      il veloce abbandono delle fonti fossili (da cui dipendiamo pesantemente in Italia ed il cui alto costo di importazione fa “scappare” all’estero tante produzioni = stipendi=tasse=servizi pubblici + pensioni…) è l’unica via per tornare ad avere lavoro in Italia, agricoltura sostenibile e prodotti sani, città vivibili per minor inquinamento/rumore/calore, costi sanitari molto più bassi (meno polveri iper sottili..almeno quelle dovute ai trasporti..i più vicini ai nostri polmoni)

      Poi tutte le altre tue richieste, in particolare di semplificazioni e miglioramenti son condivisibili…e per fortuna stanno arrivando… ed arriveranno man mano che sarà più alta la richiesta.

  9. Forse non vi è chiaro un punto. Quando si arriverà, se si arriverà ad una “semplificazione” delle tariffe secondo voi a quale prezzo tenderanno? Quello basso (oggi pagato 0,49 con atlante su HPC) o quello alto? Non vi piacciono le complicazioni? Scegliete un buon operatore che faccia roaming casomai prendete pure la tessera e amen! Ma se si può, con una minima fatica, pagare anche meno della metà perché deve essere un problema?

    1. Alessandro D.

      Una delle regole non scritte più interessanti di tutto “il commercio” è quella che vuole che uno che in una qualsiasi transazione è immediatamente disposto a farti in maniera quasi immotivata un forte sconto rispetto al prezzo di listino, è perchè stava cercando di imbrogliarti quando ti proponeva a prezzo pieno quel che voleva venderti.
      Tipo i doppi sconti di Poltrone e Sofà che non finiscono mai.
      Ecco qual’è il problema.

      1. Il prezzo di listino… non esiste! Ormai il prezzo è quasi completamente svincolato dal costo di produzione/acquisto ma dipende da quanto il cliente è disposto a spendere. Altrimenti non esisterebbero carte pokemon da migliaia di euro…detto questo il prodotto è identico il prezzo è più basso quindi… dove è la fregatura?

        1. Alessandro D.

          Nel momento in cui le dicono che un bene costa X, ma se fa un abbonamento allora senza fiatare costa subito X/2, la fregatura dovrebbe esserle talmente ovvia che se ciò non accade è perchè lei è lieto di farsi fregare.

          Il prezzo vero è X/2 e X è un prezzo artificialmente alto e utile a “spaventare” il cliente dirottandolo sulla fidelizzazione e convincendolo che sta facendo un affare.
          Fatto così, e per di più in posizione di monopolio di fatto, non è un simpatico espediente comerciale, è una cavolo di truffa legalizzata. E se non lo capisce o ritiene che non sia così, mi dispiace per lei.
          Anzi, no, mi dica dove abita che vengo a venderle di tutto.

          Poi lo so anch’io che questo è il sistema, ma sono abbastanza convinto che ci sia ancora una certa differenza tra accettarlo obtorto collo e farselo andar bene dicendo pure grazie.

  10. La giungla delle tariffe, delle promo valide se paghi in un modo e non in un altro, delle app che appaiono, spariscono e riappaiono ma ad altre condizioni, delle modalita’ di pagamento alcune delle quali ti espongono alle truffe di terze parti (i Qr code appiccicati con l’adesivo sulle colonnine in sostituzione del lettore del bancomat).
    Agli operatori si lascia fare quello che desiderano, senza che nessun istituzione si prenda la briga di porre dei limiti e dei seri paletti a tutela del consumatore.
    L’ho gia’ raccontato altrove ma quest’esempio chiarissimo di come gli si lasci fare lo ripropongo qua:
    – Neogy e’ il principale gestore dei punti di ricarica dell’Alto Adige (quinto in Italia con oltre 1500 colonnine: https://www.truenumbers.it/colonnina-ricarica-auto-italia/), ne ha quasi il monopolio. Azienda controllata da Alperia (per l’Alto Adige) e da Dolomiti Energia (per il Trentino). Societa’ interamente a capitale pubblico (controllate dalle due Provincie, e da diversi Comuni)
    – Fino a meta’ giugno era possibile caricare tramite l’app Neogy (con loro RFID no in quanto non disponibile) a delle tariffe molto convenienti, almeno sulle loro colonnine ubicate in AA.
    – Ma improvvisamente dismettono la loro app, senza ovviam. curarsi di comunicarlo ai numerosi clienti registrati (pur avendone disponibili tutti i loro contatti)
    – O meglio, indicando in app di scaricarsi la loro nuova app Alperia Charge, ma “dimenticandosi” di specificare anche che quella e’ riservata soltanto ai loro clienti luce e gas
    – e vabbe’, sulle loro colonnine si puo’ sempre andare in roaming con RFID o app di terze parti … peccato che in genere le tariffe siano estremamente piu’ alte!
    – ma non tutto e’ perduto dai, c’e’ pur sempre il loro “direct payment” (https://www.neogy.it/rete-di-ricarica/direct-payment.html), ovvero il loro adesivo QR appiccicato alle colonnine a permetterci – in sostituzione del banale apparecchietto per il contactless che sarebbe invece necessario – di accedere alle loro buone tariffe. Si certo, se c’e rete, se tutto va bene (spesso solo dopo vari tentativi), dopo aver pazientemente inserito tutti i propri dati, la carta, il cvv, il pin, il codice che ti arirva poi dalla banca, etc etc.
    – o forse rischiando invece di perdere tutto, perche’ se quell’adesivo l’avesse sostituito nottetempo un truffatore … amen, “direct payment” un par di ciufoli!
    DI questa vicenda se ne parla anche qui: https://www.forumelettrico.it/forum/cessazione-di-neogy-e-passaggio-ad-alperia-t46322.html

    Chiedere che si faccia come avviene presso le colonnine dell’A22, tariffe convenienti e pagamento semplicissimo tramite l’apparecchietto del contactless, pare proprio troppo troppo difficile …

  11. Aggiungo: interesse della politica ad un una questione che diventerà rilevante nel breve futuro, visto il prezzo dell’ energia fossile, ZERO.
    Diventerà rilevante solo nel momento in cui penseranno a come trasferire le accise e le tasse che paghiamo per i carburanti, al kW erogato per mezzi elettrici.

  12. Analisi che condivido, una maggiore semplicità ed immediatezza delle operazioni di ricarica alle colonnine pubbliche sicuramente aiuterebbe… è vero che ormai bisogna essere attenti a tutto (contatti luce, telefono etc…) per non avere fregature, ma è anche vero che c’è una quota considerevole di persone che non vuole (legittimamente) “sbattersi” e preferisce la comoda semplicità e piuttosto pagare anche qualcosa di più. Ne conosco più di qualcuno così…

  13. Giusto, vorrei cambiare la mia Giulietta 2.0 TD ma non so cosa scegliere, abito in condominio, non ho box, ovvero con la auto odierne non si arriva ad entrare. Dovrebbero trovare un sistema come per i carburanti: inserisco il bancomat e faccio la ricarica. Io ho più di 70 anni uso l’auto solo nei WE per circa 200 Km autostrada e strade statali., ma ultimamente stanno diventando complicate, peggio degli smartphone, 100 app. di cui 90 % non si usano se poi aggiungiamo anche le app per la ricarica…

    1. Alessandro D.

      Visto il suo profilo, le direi di tenersi la Giulietta finchè va. Bellissima macchina che per inciso ho avuto (benzina però)

    2. contrariamente ad Alessandro D. sig. @Sergio le sconsiglio di continuare a tenere una vettura a gasolio, per evitare problemi di eccessivi costi nel futuro (anche a breve, coi rincari carburante eccessivi, e con le necessità di manutenzione ordinaria e straordinaria crescenti nel tempo – si informi quanto costa adesso il solo cambio-olio motore…); oltretutto ci sono pure rischi legati alle ormai diffusissime truffe sui carburanti dei distributori (faccia qualche ricerca, troverà casi di sequestri da nord a sud Italia) che portano a gravissimi costi per ripristino motore/iniettori (pure difficili a volte da recuperare, occorre riuscire a dimostrare che è dipeso proprio da “quel distributore!”).

      Per i pochi km che fa, se cambia con una BEV seminuova (meglio se ex km0 / aziendale e con garanzia casa, soprattutto se ancora estendibile), che magari gode pure del risparmio tassa proprietà per qualche anno (e ricarica con abbonamento alle colonnine delle zone e nei supermercati frequentati), altrimenti ne prenda una a benzina efficiente… meglio se non troppo complicata da costosi accessori di cui non fa uso….

      1. E’ il mio pensiero, non che abbia problemi ad utilizzare le attuali tecnologie, ma spesso non si usano: es. avevo lo start-stop, ora si è guastato, ma visto che in città non uso l’auto non mi serviva mai, per cui lo lascio guasto.

        1. @Sergio lasci pure perdere lo start/stop che massacra la batteria 12V e per risparmiare 3 gocce di gasolio le fa stare il motore a temperature troppo basse (specie nei viaggi brevi che fa) compromettendo il regolare funzionamento del filtro antiparticolato (e quindi maggior emissione PMx & NOx) . Pure all’ auto Ibrida di mia madre (ottuagenaria) è felicemente deceduto dopo il primo anno….senza rimpianti.

          Le consiglio però di approfittare dei tanti lanci commerciali in programma dopo settembre nelle concessionarie…. Cerchi di provare su strada anche qualche BEV (con un ben disponibile tecnico affianco..meglio se sono del reparto consegna che venditori 😉 ) giusto per verificare se si può trovare bene con la guida delle BEV/NEV … Magari non la comprerà nuova…ma potrà sempre mettersi alla ricerca di una simile tra le tante occasioni…
          Nel mondo le vendite di auto elettriche stanno aumentando molto rapidamente…e a breve la richiesta farà sicuramente aumentare pure le quotazioni delle usate …

          Un modello con almeno 50kWh di batteria non le farà rimpiangere il distributore di gasolio 😉

    3. Edwin Abbott

      Sergio, pensa che l’auto elettrica, presa in giro dai tanti boccaloni in giro come “lavatrice con le ruote”, ha invece proprio nell’essere un elettrodomestico come il trapano, o l’aspirapolvere, o appunto la lavatrice, il suo vero punto di forza.

      Per fare girare le ruote, non ha bisogno di una filiera industriale che si estende per migliaia di chilometri sulla superficie e sotto la superficie del pianeta devastandolo, ma, nel caso migliore, di pochi metri, per i fortunati possessori di pannelli fotovoltaici e garage.

      Per tutti gli altri, il problema vero è come “attaccare la lavatrice con le ruote alla presa della corrente”. Detto così sembra di ordinaria complessità. Anche avendo più di 70 anni, non sembra che “attaccare una spina” sia un processo esotico e complesso come andare su Marte.

      Evidentemente “qualcuno” ha interesse che la semplice, quotidiana azione di “attaccare la spina” dell’elettrodomestico automomobile sia percepito e rimanga normativamente complicato e costoso.

      Domandati perché.

      1. Infatti il problema non è attaccare la spina, io in casa ho tutto elettrico, ma basterebbe che ci siano meno complicazioni, app, abbonamenti per pagare di meno ecc.

  14. La mia considerazione è molto semplice “Questo è il mercato” e questo non dimentichiamolo vale anche per i carburanti e per molto altro, se vuoi risparmiare cerchi il distributore o la colonnina più conveniente, se non vuoi perdere tempo prendi il primo che ti capita

    1. Almeno i distributori di carburante hanno il prezzo esposto. Le colonnine elettriche sono pari alle segreto di Fatima

  15. Aggiungo inoltre che in numerosi comuni un singolo gestore ha la quasi totalità delle colonnine pubbliche (nel mio comune, Alba è EnelX) assicurandosi l’assenza di concorrenza e potendosi permettere qualunque prezzo (0,65€ a 11kw su tutto il territorio).
    Dovrebbero vietare a livello provinciale (33%) e comunale (50%) un livello massimo responsabilità di un singolo gestore per evitare “trucchi” (tipo enelX si prende il comune A, Plenitude il comune B, e entrambi fanno il prezzo che vogliono)

  16. Purtroppo tutto è diventato una giungla, dal fare contratti telefonici a luce gas e così via ormai si perdono giornate della vita per arrabattarsi in questi gineprai.

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