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La Jeep Renegade Phev farà 50 km in elettrico

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Jeep Renegade PHEV

La Jeep Renegade PHEV promette di essere una vera ibrida plug-in, con un’autonomia in elettrico di almeno 50 km. Fino a 100 “in condizioni ideali”. E un serbatoio benzina quindi ridotto, con una capacità ridotta a 39 litri.

La Jeep Renegade PHEV: motore elettrico e trazione sulle ruote dietro

Si sa che sulle auto ibride aleggia sempre il sospetto, spesso avanzato da associazioni ambientaliste, che in realtà in elettrico percorrano ben poco. Il gruppo FCA arriva un po’ in ritardo nell’offerta di ibride plug-in. Ma promette di arrivarci bene, con modelli non da numeri di nicchia, ma in grado di fare concorrenza alle versioni a gasolio e a benzina. E soprattutto di avere una discreta autonomia a emissioni zero. La prima ad arrivare sul mercato, nella primissima parte del 2020, sarà appunto la versione ricaricabile con la spina della Jeep Renegade, prodotta a Melfi.

La Jeep Renegade PHEV

Marco Pigozzi, il capo del product marketing di Jeep, ha assicurato alla rivista inglese AUTOCAR (qui l’articolo) che anche il prezzo sarà aggressivo. Il motore elettrico sarà montato sull’asse posteriore, assicurando la trazione delle ruote dietro, con una potenza di 134 cavalli. Con la possibilità di ricaricare la batterie anche rigenerando l’energia liberata in frenata e in decelerazione. Il motore a benzina, un quattro cilindri, avrà invece una potenza di 177 cavalli, con cambio automatico a sei velocità

Pesa 120 kg in più della versione a gasolio

La cosa interessante è che i tratti in elettrico saranno percorsi con la sola trazione posteriore. Oppure si andrà solo a benzina con la trazione anteriore. O infine a trazione integrale come un ibrido a benzina, con il generatore in assistenza al motore termico. In questa modalità la potenza complessiva arriva a 237 cavalli, con un’accelerazione da 0 a 100 in circa 7 secondi. Il peso complessivo, nonostante l’inserimento di un secondo motore elettrico, supera di 120 kg quello della versione a gasolio della Renegade. Non tantissimo

La Jeep a GinevraAl momento non ci risultano invece comunicazioni sulla capacità della batteria. Un dato che peraltro non è stato resto noto neppure per la nuova 500 elettrica, che verrà presentata a Ginevra. Le celle dovrebbero essere Samsung. Il pacco-batterie della Jeep Renegade PHEV dovrebbe comunque avere una certa capacità visto lo spazio che occupa. È stato montato nel tunnel centrale del pianale e in piccola parte sotto i sedili posteriori. L’abitacolo ha lo stesso spazio interno delle Renegade termiche. Solo nel bagagliaio si è perso un po’ di spazio (15 litri) per ospitare il sistema di gestione elettronica.

 

 

 

 

 

 

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6 COMMENTI

  1. Io aspetto la Compass perchè la moglie vuole il bagagliaio più grande. Speriamo arrivi subito.

    Ma prevedo di usarla quattro giorni a settimana e metà dei km (compresi tutti quelli in città) come zev. Per la ricarica ho la presa nel box in città e nei week end i pannelli solari della casetta in campagna.

  2. Provare la tesla 80kw Arese ponte di legno charge a Roncadelle de no col cavolo ci arrivava…sveglia gente…prima di parlare possederle.

  3. Compliance car all´europea, la dimostrazione che le prossime normative CO2 sono ancora ben lontane dall´essere sufficienti a far realizzare ai costruttori dei prodotti validi

  4. Personalmente, preferirei di gran lunga un full electric, ma vivendo in montagna ed avendone bisogno, di veri 4×4 abbordabili non ne ho ancora visti, purtroppo (e il pickup tesla non lo definirei abbordabile). In realtà, mancino 35-40.000 km/anno, ma quasi tutti di spostamenti nel raggio dei 20-30 km da casa (accompagnamenti a scuola, recupero dal treno di arrivi vari, approvvigionamento di beni varii). Spero che il prezzo di questo modello sia effettivamente accessibile perché rappresenta una opportunità per situazioni come la mia.

  5. Anche se tutto sommato meglio un PHEV di un veicolo a benzina, tutto l’impianto Plugin hybrid ha una grossissima falla ignorata da pressochè tutti: l’utilizzo quotidiano che ne viene fatto alla fine si traduce in un impiego al 85% a benzina e solo il 15% elettrica e questo è dovuto ancora alla comodità (come distribuzione) e velocità di rifornimento: (statistiche americane) e scarsa educazione dei consumatori:
    https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0965856414000500

    Come dicono in Toscana “tutto fa, come diceva quello che pisciava in mare per affogare la suocera”, e quindi anche l’idea che un veicolo a benzina sia sostituito da un PHEV è già meglio di nulla, però questa fase di transizione PHEV, cosa che le grandi compagnie fanno solo per evitare di modificare gli impianti manufatturieri, rallenta l’impatto sull’ambiente quando con una giusta educazione dei consumatori si potrebbe tranquillamente saltare questo inutile step.

    Altra cosa ignorata riguardo ai PHEV è che avendo ancora la componentistica di un motore termico continua a portarsi dietro i costi di manutenzione che invece vengono completamente annientati da un veicolo puro elettrico BEV.

    Quindi consiglierei innanzitutto di scegliere sempre un veicolo a batteria puro elettrico ma se proprio volete comprare un ibrido, per favore cercate di utilizzarlo al meglio nella parte elettrica altrimenti è tutto vano.

    • Con la mia Hyundai Ioniq Plug-in ho percorso da Luglio 8000 Km di cui oltre 6000 in elettrico. Uso il motore termico solo per le percorrenze sopra i 60 Km, che nel mio caso non sono frequenti. E ricarico la batteria col fotovoltaico (sole permettendo) 😉

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