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La Jaguar in fiamme, tra avvoltoi e trasparenza

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La foto della Jaguar in fiamme in una strada di Rumpt (Gelderand), in Olanda, ha fatto rapidamente il giro dei siti di tutto il mondo. Perché non si tratta di un’auto qualunque, ma di una I-PACE, la prima vettura elettrica della marca inglese. 

Un falò nella notte, in Olanda

Diciamo subito che fortunatamente nessuno si è fatto male. Ma è chiaro che bisogna capire al più presto che cosa ha scatenato quello che, in apparenza, sembrerebbe un fenomeno di autocombustione. Interpellati dai colleghi del sito americano Electrek (guarda), i responsabili della Jaguar hanno risposto di non avere al momento una spiegazione. Ma di avere iniziato ad esaminare la I-Pace, assieme alle autorità olandesi, per capire che cosa è successo nella notte tra venerdì e sabato. In attesa di notizie più precise, vorremmo mettere in chiaro due cose:

I precedenti con Tesla e le prove di crash

1- È normale che, con lo scetticismo che ancora circonda l’elettrico, ci sia chi approfitta di ogni incidente di percorso per gridare allo scandalo. Una Jaguar in fiamme non fa notizia. Una Jaguar elettrica in fiamme sì, eccome. È accaduto anche con gli incendi che nei mesi scorsi hanno riguardato le Tesla (qui l’articolo). Ovviamente bisogna distinguere tra incendi verificatisi a seguito di gravi incidenti (qui un caso in Canton Ticino) e fenomeni di fiamme improvvise, senza urti. Casi di thermal runaway.

Le fiamme scatenatisi dal pianale di un Model S Tesla a Los Angeles.

Giusto dire che, al momento, non ci sono statistiche che dimostrino una criticità particolare delle auto elettriche per quel che riguarda gli incendi. Anzi. E va aggiunto anche che tutte le severe prove di crash effettuate da enti indipendenti, come EuroNCAP, hanno dimostrato che le auto a batterie sono assolutamente sicure. Come dimostra, da ultimo, proprio il test a cui è stata sottoposta la I-Pace (guarda).

Ora però diciamo che cosa è successo

2- Quanto detto sopra non significa che non occorra la massima trasparenza in casi come questi. Evitiamo le zone d’ombra che hanno accompagnato l’industria dell’automobile negli ultimi decenni, con guasti e malfunzionamenti negati spesso con protervia e arroganza. Se davvero con l’elettrico si vuole voltare pagina, lo si faccia aprendo un rapporto più leale con i i consumatori. Evitando di dare un aiuto involontario ai plotoni di detrattori che aspettano il primo scivolone con il fucile puntato. Quindi: una volta accertate le cause di questi falò, informiamone gli automobilisti e, se necessario, corriamo subito ai ripari. Senza buttare la polvere sotto al tappeto.

La foto in alto è tratta dal portale olandese Autobahn