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La Ioniq 5, l’auto elettrica più attesa dell’anno

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La Ioniq 5, il Suv compatto che il gruppo Hyundai si appresta a lanciare.

La Ioniq 5 è probabilmente  l’auto elettrica più attesa dell’anno. Nasce in casa Hyundai ed è un Suv compatto, dalle linee molto pulite e una nuova base tecnica.

La Ioniq 5, Suv compatto dalla ricarica super-veloce

Il Gruppo Hyundai-Kia è stato in tutti questi anni uno dei pionieri dell’elettrico, grazie anche al know-how del made in Corea nella produzione delle batterie. Questo modello apre una nuova epoca, sia dal punti di vista tecnologico, sia dal punto di vista stilistico. Sul primo aspetto ricordiamo che la Ioniq 5 nasce su una piattaforma modulare specificamente progettata per l’elettrico, la e-GMP ( Electric-Global Modular Platform ).

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Un salto forse ancora più ambizioso rispetto al passaggio effettuato dalla Volkswagen con la piattaforma MEB. Con numerosi vantaggi. Quello che più salta agli occhi è il funzionamento a 800 V, in grado di supportare ricariche fino a 350 kW di potenza. Chi già possiede un’altro elettrica può capire bene quale sia la conseguenza concreta nei tempi di rifornimento. L’energia necessaria per un’autonomia di 100 km nelle stazioni HPC si recupera in soli cinque minuti, mentre ne servono 18 di minuti per riportare le batterie dal 10 all’80%. “Extra time is for you“,  ovvero “il tempo guadagnato è per voi“, spiega la Hyundai nel sito web dedicato alla Ioniq 5.

La Ioniq 5
La ID.4, il Suv elettrico Volkswagen in arrivo.

Suv sempre più centrali anche nell’era EV

L’enfasi che il gruppo Hyundai sta mettendo sul lancio della Ioniq 5 dimostra che i Suv anche con l’elettrico restano centrali nell’offerta dei costruttori. Anche la Nissan, dopo il calo di vendite accusato negli ultimi mesi dalla Leaf, sta puntando tutte le sue carte sull’Aryia, un altro prodotto in arrivo nei prossimi mesi. E la stessa Volkswagen ha più volte fatto capire che il modello su cui punta per raggiungere grandi numeri anche nell’elettrico è la ID.4, ancora più della ID.3. Nonostante che quest’ultima sia l’auto che dovrebbe raccogliere l’eredità della Golf nella nuova era della mobilità sostenibile. La Ioniq 5, invece, arriva invece ad arricchire un’offerta Hyundai che al momento punta soprattutto sulla Kona, un altro Suv compatto.

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11 COMMENTI

  1. Non chiamiamolo SUV e non chiamiamola la figlia dell’EV 45.
    Chiamiamolo crossover, nello stile ispirato alla Pony disegnata da Giorgetto Giugiaro nel 1974.
    Ma non solo.
    La Ioniq 5 sembra sia stata anticipata dalla concept car Hyundai EV 45 presentata al Salone di Francoforte nel 2019.
    Se così fosse, resta l’amaro in bocca perché allora, non arriveranno le linee pure, tese e sportive dell’EV 45 che tanto ricordava la Lancia Delta di Giorgetto Giugiaro con influenze a poppa dell’indimenticata Fiat 127 di Pio Manzu’.
    Con l’EV 45, Hyundai sembrava avesse realizzato la miglior Lancia Delta EV che potessimo immaginare.
    Sulla piattaforma e-GMP, una sola critica: perché non è stata realizzata in lega di alluminio?
    Per il resto, null’altro da dire, ma purtroppo non è questa la EV 45 che aspettavamo.
    Hyundai ha commesso il peggior peccato che potesse commettere: prima ci fa vedere la EV 45, poi non la realizza.
    Ci penserà Lancia?
    https://www.youtube.com/watch?v=l4Z-ga7qWcs&t=29s

  2. Guido un’auto elettruca aziendale, faccio circa 35mila km annui. Comprerò una elettrica per me quando avranno 700 800km reali di autonomia, la stessa spina da usare su tutti punti di ricarica e potrò ricaricare pagando con bancomat o carta di credito.

    • Luciano, considerato che i Tesla Superchargers, non sono mai distanti fra loro più di 200 km, e che una model 3LR percorre circa 4/500 km con un pieno di elettroni, che cosa ti ostacola?

      • Faccio 2 conti. Guidando una elettrica in città faccio curca 20kwh h/100km. Se vado in extraurbano arrivo anche a 30 o più in autostrada non sfruttando la frenata rigenerstiva. Se parto da casa e devo fare 500km (mi capita frequentemente) conumo oltre 150kwh. Se non ho quella autonomia devo fermarmi per strada e allungare i tempi. Di quanto? Su una collonina da 160kw circa mezz’ora non facendo il pieno ed arrivando a destinazione che quasi devo attaccare il telefonino per caricare l’auto. Poi io sarò una mosca bianca con 30 35mila km/anno

    • Se uno cerca una scusa si inventa fantomatici problemi per non comprare, offuscato prima di tutto la sua mente, L’errore più grave che i fan boy delle fossili cercano di sminuire i gas di scarico confrontandoli con smaltimento batterie, ma non parlano del ciclo petrolio fino al serbatoio, dei disastri petroliferi e dei sottoprodotti delle raffinerie e delle petroliere o oleodotti e dispersioni, non parlano delle nanoparticelle metalliche dei motori fossili, e molto altro. La morale della favola è che le auto elettriche inquinano anche loro ma le fossili lo fanno decine di volte di più svegljatevi

  3. Però sarebbe il caso che ognuno di noi faccia uno sforzo per evitare di avvelenare le città in cui quasi tutti abitiamo.. Quindi a fronte di un cambiamento di mentalità degli irriducibili del termico ci sarebbe l’aria più respirabile e più salute..

  4. Io possiedo da pochi mesi una egolf, autonomia dai 180 ai 300 km (dipende molto, purtroppo, dalle temperature). Il grosso handicap è il tempo di ricarica e il fatto che, attualmente, in autostrada ci sono pochissimi punti di ricarica, se tutti acquistassimo auto elettriche i rifornimenti diventerebbero così numerosi da non essere più un problema, un caffè e taac la macchina è carica. Niente inquinamento, contentissimo dell’acquisto!

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