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La guerra in Ucraina secondo Armaroli: “Più rinnovabili o schiavi di Putin”

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«Non abbiamo più tempo per le chiacchiere: la guerra in Ucraina ci dice che se vogliamo affrancarci dalla dipendenza estera per gli approvvigionamenti energetici dobbiamo abbandonare questa follia del gas e concentrare gli investimenti sull’unica fonte che abbiamo in abbondanza, che non inquina e che possiamo mettere in campo da oggi, non fra trent’anni».

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Il prof. Nicola Armaroli

Il professor Nicola Armaroli è uno degli scienziati italiani più accreditati nel campo dell’energia e recentemente è stato arruolato nella squadra dei consulenti del governo. Da anni si batte in favore dell’elettrificazione anche nei trasporti, e per una politica energetica a zero emissioni. E’ Direttore di ricerca del CNR-ISOF a Bologna, membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze, direttore della rivista Sapere.

Intervistato a poche ore dall’offensiva russa he ha aperto la guerra in Ucraina e mentre tutta Europa trema non solo per il rischio di un allargamento del conflitto, ma anche per una devastante crisi energetica, rilancia con forza il suo appello per potenziare la generazione elettrica da fonti rinnovabili.

Abbiamo risorse, tecnologia e spazio per installarle

Non è un problema di risorse, dice, perchè i capitali disposti a finanziare impianti eolici e fotovoltaici abbondano. Non è un problema di tecnologia: eolico, idroelettrico, biomasse, oltre al fotovoltaico sono ampiamente in grado di soddisfare il nostro fabbisogno energetico.

Non è nemmeno un problema di spazio fisico, visto che i consumi italiani equivalgono alla produzione di 2.500 km quadrati di pannelli fotovoltaici, su una superficie territoriale di 301 mila km² (meno dell’1%; già oggi il fotovoltaico soddisfa il 10% del nostro fabbisogno e nessuno si accorge che ci sia).

L’unico vero ostacolo è la burocrazia. Nei paesi anglosassoni, dice Armaroli «una legge di dieci semplci articoli dice tutto quello che devi fare per poter installare un impianto fotovoltaico sul tetto di un’abitazione, di un capannone o a terra su un impianto industriale dismesso o un terreno inutilizzato. Ci vuole tanto fa farne una simile in Italia?».

Basterebbe anche meno per sradicare la cattiva abitudine italiaca di bruciare gas per scaldare l’acqua. «Banali impianti solari termici sui tetti di ogni edificio, oggetti  semplici, economici, prodotti in Italia e diffusi in tutto il mondo, ci permetterebbero di risparmiare ogni anno il gas equivalente a tutto quello che potrebbero produrre a pieno regime i giacimenti italiani».

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Il gas in Adriatico? Ininfluente è una goccia nel mare

Incrementare la produzione nazionale di gas avrebbe pochissimo effetto: «Le nostre riserve totali ammontano ad appena un anno di consumo;  poi?» si chiede Armaroli. L’idrogeno blu ricavato dal gas sempore dal gas dipende, anche se depurato della CO2 attraverso l’improbabile tecnologia della cattura.

Quello verde da elettrolisi dell’acqua è a emissioni zero solo se prodotto con energia elettrica a emissioni zero; paradossalmente potremmo ottenerlo sono avendo una eccesso di elettricità da fonti rinnovabili.

Il nucleare è stato definivamente affossato da Bruxelless che lo consente solo in presenza di siti di stoccaggio delle scorie sufficienti ad ospitare la produzione dei futuri cent’anni, mentre noi non abbiamo ancora individuato un sito per stoccare quelle risalenti agli anni 60-80.

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L’impianto fotovoltaico a tetto più grande d’Europa al mercato di Bologna

Un boost potente alle rinnovabili, dunque, è l’unica opzione praticabile. «Nel 2011 l’Italia installò 11 GW di rinnovabili, poi i numeri sono crollati. Perchè non potrebbe fare altrettanto nei prossimi dieci anni? Se ci riuscisse, e può riuscirci, a fine decennio non sarebbe  più schiava  del gas russo o medio orientale e sarebbe oltre la metà strada per centrare i suoi obiettivi climatici».

Sarà la volta buona? Sì, no, ma forse

Al presente governo Armaroli addebita la colpa di non aver ancora scelto una strada univoca.  Per non scontentare nessuno le tiene aperte tutte. Ma così le risorse si disperdono in troppi rivoli, e in nessuno si ottiene un risultato efficace. Le colpe hanno padri antichi: al riaffacciarsi periodico di una crisi del gas per trent’anni abbiamo solo perso occasioni.

Sarà la volta buona, questa? «Mi capita di incontrare imprenditori visionari, entusiasti e illuminati che accendono in me grandi speranze. Però, alla fine, quelli che parlano e si fanno sentire sono sempre i più conservatori. Vedremo chi vorra ascoltare il governo, fra i due. L’opinione pubblica, però, sta cominciando a capire…»

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35 COMMENTI

  1. Caro Armaroli, unico lume di ragione in questo buio completo di irrazionalità tangentizia.

    Qui serve un ricambio totale della classe politica e dirigente, se no non andremo mai da nessuna parte.

  2. A me sembra che pensare di utilizzare solo fotovoltaico (o anche eolico) sia una follia, almeno allo stato attuale della tecnologia, a me, quando il mio impianto fotovoltaico non funziona perché buio o nuvolo, fa piacere poter utilizzare lo stesso gli elettrodomestici. Pensare di installare parchi batterie, magari al litio? Chiederebbe un fabbisogno enorme di terre rare. Certo che o ci si affranca dal gas di Putin (breve periodo) o si rimane nella trappola dei prezzi alti. A me sembra che l’idea corretta sia quella di usare tutte le tecnologie disponibili: nucleare, rinnovabili e anche gas perché nel futuro immagino continueranno ad essere utilizzate per rispondere ai picchi di richiesta sulla rete che deve rimanere in equilibrio. Per le scorie da nucleare un sito in Italia andrà comunque individuato per cui non vedrei come un problema per realizzare alcune centrali di terza generazione. Ricordo che la Francia non ha avuto sostanziali aumenti nell’energia elettrica

    • Suggerisco di vedere cosa ha messo in piedi il Regno Unito in Marocco con il progetto curato da Xlinks, prima di dire “fotovoltaico ed eolico non bastano”

    • È questo il problema, è perfettamente fattibile, è la soluzione migliore e più economica e il paese è pieno di gente come te che pensa che non si possa fare. Che la chiama “una follia”. Svegliatevi!!! Che se continuiamo a spedire i pochi soldi che ci rimangono a Putin e agli sceicchi quelli ci mangiano vivi!!

    • Così poi arriva un pazzo a caso e ci lancia qualche missile “convenzionale” contro e così noi ci becchiamo le radiazioni. Oppure qualche gruppo di pazzi a caso decide di dirottare qualche aereo e di mandarlo a schiantarsi contro e poi…..E’ già successo.
      L’unica cosa intelligente è non avere le centrali e gli scarti radioattivi e stop.
      E poi comunque non abbiamo mica miniere d’uranio in Italia, dovremo andarlo a prendere in Africa, mettendoci in competizione con Francia, Cina e chi altro?
      Oggi c’è la crisi del gas ma magari tra 10 anni, quando saranno pronte le nuove centrali nucleari, potrebbe scoppiare la crisi dell’uranio o la guerra dell’uranio con qualche stato che pilota sommosse politiche negli stati fornitori.
      L’unica cosa da fare è renderci indipendenti con le rinnovabili e cercare di diminuire sprechi e consumi inutili.

    • L’idea di usare il meno possibile fonti energetiche straniere è così peregrina?
      Affrancarsi velocemente, dopo che abbiamo gettato al vento decenni e miliardi su miliardi, è impensabile ma mese dopo mese possiamo semplicemente migliorare la nostra situazione.
      Sempre se lo vogliamo.

    • Il gas potrebbe essere comprato solo come riserva strategica da stoccare nei sistemi di accumulo esistenti ed essere usato in caso di condizioni climatiche estreme.
      Le rinnovabili devono essere gestite a livello di sistema, l’energia che compro dalla rete deve essere 100% rinnovabile, poi posso avere anche i pannelli sul tetto se proprio mi va di averli. Abbiamo tante ex-aree industriali abbandonate da riempire di pannelli solari.

    • Rispondo al mio messaggio e spero di essere esaustivo:
      1. Incidenti nucleari: io ne conto due uno Cernobyl e l’altro Fukusima, entrambe centrali di seconda generazione, la prima progettata in modo “approsimativo” con le conseguenze che conosciamo, la seconda ha generato (forse) 1 morto, nonostante abbia subito il maremoto più grande mai registrato in Giappone. Se un pazzo sparasse un missile su una centrale francese o svizzera i risultati sarebbero identici che averle sul territorio nazionale. Il costo dell’energia da nucleare rispetto alla materia prima è di circa il 10% per cui non soffre delle fluttuazioni che stiamo vivendo in questo periodo.
      2. Germania (e Danimarca) hanno investito molto sulle rinnovabili, infatti hanno le bollette più care d’Europa proprio a causa dei costi fissi per l’incentivo alle rinnovabili, inoltre un ottimo esempio è proprio la Danimarca, nel 2021 ha soffiato poco vento per cui hanno prodotto poco altro motivo dell’aumento del costo del gas
      3. Le rinnovabili sono assolutamente da incentivare ed il progetto in Marocco è molto interessante, ma comunque restano vincolate alle condizioni meteo, per cui o si trovano dei sistemi di accumulo in larga scala oppure sarà difficile utilizzarle
      4. Le materie prime non si trovano in italia che siano Litio, Uranio o i materiali per costruire i pannelli solari (che peraltro hanno un alto impatto nelle zone in cui vengono lavorati)
      5. Non credo esistano ad oggi batterie in grado di accumulare d’estate per utilizzare l’energia d’inverno, l’unica credo sia l’idrogeno, ma è un processo costoso in termini energetici.
      6. Avremo bisogno nei prossimi anni di avere più energia elettrica e andrà generata o acquistata in qualche modo dall’estero. Tapezzare l’africa di pannelli può essere una soluzione, ma ci legherebbe comunque all’estero per l’approvigionamento.
      7. emissioni CO2 (Germania ha riacceso le centrali a carbone quest’anno) questa è l’urgenza vera se fosse confermato lo scenario catastrofico urge trovare soluzioni da qui ai prossimi 10 anni e secondo me bisogna utilizzare tutta la tecnologia disponibile oggi e continuare a studiare per trovare soluzioni migliori, se domani trovassimo il modo di stoccare l’energia elettrica in modo efficace ed efficiente sarei il primo a pensare che le rinnovabili vadano spinte il più possibile, ma oggi non è così.

      Per concludere ripeto penso che la soluzione ottimale sia la ricerca, ma per la soluzione del problema in una decina di anni sia l’installazione di una base nuclaeare 30/40% del fabbisogno, rinnovabili oggi al 40% vanno spinte e utilizzare il gas per il restante richieste di picco con tecnologia di stoccaggio della co2 così che sia ad impatto zero. Non analizzare la realtà e sognare un mondo in cui l’uomo non abbia un impatto è utopia.

      • Non si deve accumulare energia d’estate per usarla d’inverno. Il sistema deve essere dimensionato per bastare d’inverno. D’estate sarà sovrabbondante. Poi non c’è solo il fotovoltaico ma anche l’eolico. In Italia non se ne può parlare perché i petrolieri non vogliono, altrove si installano turbine eoliche alte 250m in mare.

        • Io ho parlato di rinnovabili non solo di fotovoltaico, comunque la rete, per quanto ne so, deve rimanere in equilibrio tra consumi e produzione. Se hai un surplus di produzione da qualche parte la devi mettere. Di notte se non soffia vento come le accendo le lampade in casa?

          • L’accumulo serve a compensare produzione e consumo. Ad esempio il pompaggio che si fa con le centrali idroelettriche e che oggi viene usato per compensare il fatto che di notte la domanda di energia elettrica è bassa ma la produzione rimane alta perché le centrali termoelettriche sono difficili da regolare e non si possono spegnere del tutto se non con una procedura lunga e costosa.

      • Sicuramente bisognerebbe diversificare il fabbisogno energetico, cercando di spingere il più possibile per le rinnovabili e trovare la soluzione migliore per accompagnare la transizione.
        Al momento siamo i secondo importatori europei di gas russo, dobbiamo abbassare questa quota tenendo conto che ormai è troppo tardi per avviare un programma sul nucleare.
        Solo noi, Germania e Austria non abbiamo centrali nucleari. Evitiamo di arrivare come in Germania con le bollette più alte in Europa e le centrali a carbone tenute attive forzatamente…

        • Le bollette tedesche sono care già da prima del caro gas, incide molto il costo fisso legato agli incentivi per le rinnovabili. Io non sono contro le rinnovabili, anzi ritengo vadano ampliate, ma non si può puntare su questa o quella tecnologia e basta

    • Ci sono anche tecnologie che non richiedono terre rare: sono in vendita già da tempo soluzioni di accumulo con batterie LFP (litio, ferro fosforo) con densità energetica minore che però è un fattore meno importante negli accumulatori “statici”.

      • LFP significa Litio-Ferro-Fosfato. Nemmeno cobalto e nichel sono terre rare. Le terre rate non si usano nella batterie, bensì nei motori elettrici per i magneti.

        • Vero mi sono espresso male, scusate. Ma comunque pensare di utilizzare il litio per fare batterie significherebbe farne esplodere i prezzi e con essi il costo dell’energia. Da qui si parte. Utilizzare tutto lo scibile umano e spingere verso le soluzioni ritenute migliori all’avanzare della tecnologia. Qui non stiamo facendo nulla

          • I prezzi del litio non sono ancora esplosi; in compenso stanno nascendo aziende come Redwood Materials che lo recuperano al 99%. Quindi qualcosa si sta facendo e possiamo farlo: comprare un’auto elettrica, quando sussistono le condizioni d’utilizzo per poterlo fare.

          • I prezzi del litio non sono esplosi, vero, ma se pensiamo di dover dotare il mondo intero di sistemi di stoccaggio e fornire energia a chi oggi non ne ha a sufficienza penso che non possa fare altro che impennare il prezzo. Ammesso che ci sia litio sufficiente. Magari tra qualche anno avremo altre tecnologie che supereranno il problema. Vedremo.

          • Il litio è il quarto elemento più diffuso sulla Terra. Non è infinito ma dovrebbe bastare per elettrificare tutto il parco auto mondiale attuale, puoi verrà riciclato. Certo, altre tecnologie sono in fase di sviluppo (batteria a flusso, batterie zolfo aria ecc.) e altre arriveranno.

    • L’indipendenza potremmo raggiungerla allora con i fagioli, cribbio siamo 60 milioni.

      Poi il vile affarista potrebbe mettere il “beans pass” aggiornato in base alla produzione pro capite di metano, e chi non produce abbastanza tre scatole in più ma mangiare.

      Che dite non è una buona idea, i fagioli salvo errori li produciamo in italia, daremmo una mano all’agricoltura ed un calcio nel popo a putin (nella speranza che non abbia mangiato fagioli anche lui).

    • Tra quanto scritto da Roberto e l’immobilismo attuale perpetrato in modo scientifico ostacolando e disinformando c’è molto spazio ed in mezzo c’è il biometano e idrogeno prodotto nei momenti di eccedenza. I miei pannelli producono 7100 kwh anno e non ne viene sprecato uno. Se ho potuto io con entrate modeste perché non possono artigiani, pmi, commercio, logistica … tutti quelli che ora piangono?

      • Io produco circa 5100kwh, ma non ne vedo sprecato perché le turbogas si adattano velocemente alla richiesta istantanea. Non ho accumulo che l’ho ritenuto antieconomico quando feci l’impianto

          • Gianluca, non ho capito quest’attacco, io ho fatto cessione del credito al 50%, senza accumulo rientrerò nei costi in crica 7 anni, avessi fatto l’accumulo ce ne sarebbero voluti 13 o 14 (non ricordo esattamente). con batterie garantite per 10. Avessi fatto il 110, sarebbe convenuto si l’accumulo. Probabilmente chi ha capito tutto sei tu.

  3. Quanto fotovoltaico ed eolico avremmo installato solo con i maggiori costi degli aumenti energetici?
    E quanti ne avremmo risparmiati?
    Politica miope, incapace o collusa?

    • Siamo stati 20 anni in Iraq e Afganistan , con spese militari folli ..
      pensa se invece di perdere vite e soldi
      li avessimo investiti in rinnovabili !
      sono sicuro che se avessimo fatto un piano tipo quello della Merkel in Germania;
      partito proprio 20 anni fa ..
      Sono sicuro che a noi sarebbe riuscito molto meglio , alla nostra latitudine i kW di radiazione solare di picco sono il 10% maggiori del resto d’Europa 1,1 kW mq ,Spagna e Portogallo a parte
      e poi i pannelli non soffrono il caldo etremo dell’equatore

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