La giungla della ricarica: anche in Francia prezzi fino a +490%

giungla della ricarica



Anche gli elettromobilisti francesi devono districarsi nella “giungla della ricarica”. E la crescita delle infrastrutture  non basta a rassicurarli se non sanno mai quanto pagheranno. È il messaggio che emerge da una nuova indagine dell’associazione francese dei consumatori Que Choisir Ensemble, che denuncia una vera e propria “giungla tariffaria” nella ricarica pubblica delle auto elettriche. Lo studio evidenzia differenze di prezzo enormi tra operatori diversi che utilizzano la stessa colonnina, con rincari che in alcuni casi arrivano al 490% per una ricarica identica. Un tema che riguarda da vicino anche il mercato italiano, dove interoperabilità e trasparenza dei costi restano questioni aperte.

La rete cresce, ma l’accessibilità reale…

Secondo i dati raccolti dall’associazione, la Francia ha chiuso il 2025 con circa 2,9 milioni di punti di ricarica, di cui oltre 185 mila accessibili al pubblico, in crescita di oltre il 130% rispetto al 2022. Il ritmo attuale consentirebbe di raggiungere l’obiettivo nazionale di 400 mila punti pubblici entro il 2030.

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Ma la disponibilità numerica non coincide necessariamente con l’accessibilità reale. Lo studio evidenzia infatti le difficoltà ancora presenti nelle aree meno servite e soprattutto nei condomìni. Quasi la metà dei francesi vive in appartamento, ma solo una piccola quota degli edifici dotati di parcheggio dispone di infrastrutture di ricarica. Un problema che ricorda da vicino la situazione italiana, dove il tema della ricarica domestica in ambito condominiale continua a rappresentare uno dei principali ostacoli all’elettrificazione.

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Colonnine fuori servizio e costi difficili da prevedere

L’indagine sottolinea anche il tema dell’affidabilità delle infrastrutture. Nel 2025 soltanto il 68,5% delle colonnine risultava disponibile in modo continuativo, mentre circa il 6% è rimasto indisponibile per oltre una settimana consecutiva. Per chi affronta lunghi viaggi, questo può trasformarsi in un problema concreto.

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Ancora più significativo è però il capitolo dedicato ai prezzi. Que Choisir Ensemble ha monitorato 121 punti di ricarica e le offerte di otto operatori di mobilità tra aprile e maggio 2026. Il risultato è che il costo finale può cambiare radicalmente a seconda dell’app o della tessera utilizzata per attivare la stessa colonnina.

giungla della ricarica
Le tariffe esposte con evidenza in un punto di ricarica Lidl in Francia

Il caso simbolo rilevato nello studio riguarda una colonnina AC da 22 kW nella zona di Langres, dove il prezzo varia da 0,30 euro/kWh a 1,78 euro/kWh, una differenza del 490% a seconda dell’operatore scelto. In media gli scostamenti osservati raggiungono il 126% nelle aree urbane, il 99% lungo le strade statali e il 72% in autostrada.

Per una ricarica di 20 kWh, sufficiente a recuperare oltre 100 chilometri di autonomia, il costo medio registrato è di 10,8 euro su una colonnina da 22 kW, ma nei casi peggiori supera i 35 euro. La stessa energia caricata a casa costa circa 3,8 euro.

La situazione è resa ancora più complessa dalla presenza di modelli tariffari differenti: prezzo al kWh, costo al minuto, commissioni di avvio sessione e perfino tariffe di occupazione dello stallo. Una complessità che molti utenti italiani conoscono bene e che spesso rende difficile confrontare le offerte prima di collegare l’auto.

Le richieste dei consumatori: un portale unico delle tariffe

Per uscire da questa situazione, l’associazione francese propone tre misure: obbligo di esposizione chiara dei prezzi, diffusione del pagamento diretto con carta bancaria su tutte le colonnine pubbliche e creazione di un portale pubblico di confronto delle tariffe, sul modello di quanto già avviene per i carburanti tradizionali.

Il tema non riguarda soltanto la Francia. Con l’espansione della mobilità elettrica europea, la qualità dell’esperienza di ricarica diventa un fattore decisivo quanto il numero delle infrastrutture installate. Per il mercato italiano, dove gli investimenti nelle reti continuano a crescere, la vera sfida potrebbe essere passare dalla semplice disponibilità delle colonnine a una trasparenza tariffaria che permetta agli utenti di sapere sempre quanto spenderanno prima di iniziare la ricarica.

  • LEGGI anche: “La palla al piede dell’auto elettrica? Il fisco su ricarica e flotte aziendali” e guarda il VIDEO

 

Visualizza commenti (1)
  1. E poi ci sono i Supercharger Tesla francesi, con prezzi (per quelli che ho visto, parecchi) da 0.43€ a 0.18€…

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