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La Germania apre ai monopattini elettrici. Ritocchi al decreto in Italia?

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In Germania la Camera alta del Parlamento ha approvato ieri la legge che consente di circolare ai veicoli elettrici leggeri, dai monopattini agli hoverboard. Fra i grandi paesi europei l’Italia resta così l’ultimo a non aver ancora dato il via libera a questo nuova tipologia di mobilità urbana.

Tre modifiche alla bozza tricolore?

Tuttavia il decreto attuativo sulla micro mobilità leggera dovrebbe essere all’ordine del giorno del prossimo Consiglio dei ministri, in calendario lunedì prossimo. Non sono escluse alcune modifiche dell’ultim’ora alla bozza circolata e da noi riportata.

Per esempio, la cancellazione dell’obbligo di indossare giubbotti rifrangenti per la guida nelle ore notturne, l’obbligo per i Comuni di installare una cartellonistica specifica verticale e orizzontale per indicare le aree consentite e infine quello di predisporre aree specifiche per la sosta e il parcheggio, oltre a quelle già riservate per bici, moto e scooter. Le richieste di modifica sono arrivate sia dagli operatori di servizi di noleggio e sharing, sia dall’Anci e dai Comuni già pronti per la sperimentazione entro inizio estate. Tra queste ricordiamo Milano, Torino e Roma e, appena un passo più indietro, anche Bologna, Firenze, Pesaro e Rimini.

Un monopattino elettrico prodotto dalla Kawasaki

Il braccio di ferro tedesco

Tornando alla Germania, la votazione di ieri è arrivata al termine di un lungo e acceso dibattito che ha spaziato dalla sicurezza alla sostenibilità. Il ministro dei Trasporti ha dovuto fronteggiare una fiera opposizione di automobilisti, pedoni e ciclisti convinti che gli e-rollers, come vengono definiti in Germania, provochino caos e incidenti nelle città tedesche. A questi non è mancato un velato appoggio  della potente lobby dell’industria automobilistica tedesca.

I sostenitori invece esibiscono i risultati di prove tecniche su diversi percorsi cittadini tedeschi e ricordano che in Germania circolano circa 40 milioni di automobili utilizzate per percorsi di appena 3 km. Un inutile spreco di carburante e di spazio nelle strade.

Le società candidate a fornire servizi di mobilità leggera elettrica chiedono l’appoggio dei ciclisti per “una comune battaglia sulla vivibilità dei centri urbani, la sostenibilità e una circolazione più sicura nelle strade”. La Germania, hanno sostenuto, rischia di perdere terreno rispetto a un trend ormai consolidato in America e in oltre 70 città di 10 Paesi europei dove la micro mobilità è ammessa ed è in fortissimo sviluppo.

Polemiche in tutta Europa

Ma anche dove i nuovi mezzi circolano ormai da tempo una serie di incidenti con conseguenti polemiche ha già innescato qualche ripensamento. A Parigi dove i monopattini a batteria circolanti sono oltre 15mila e potrebbero diventare 40mila entro la fine dell’anno, la sindaca  Anne Hidalgo è corsa ai ripari, sostenendo che la diffusione è eccessiva e le regole troppo permissive. Da settembre si potranno percorrere solo strade o piste ciclabili dedicate. Chiunque verrà sorpreso nelle zone pedonali su un monopattino sarà multato di 135 euro. “In questo modo i pedoni non rischiano più di rimanere schiacciati contro i muri per evitarli”, ha sostenuto il ministro dei trasporti francese Elisabeth Borne.  Barcellona li ha messi fuori legge, e a Madrid, dove sono autorizzati a circolare, potrebbero arrivare limitazioni. Limiti e divieti sono stati introdotti anche in Svizzera.

Tanti incidenti, ma per colpa di chi?

Negli Usa, primo mercato mondiale con un valore di 15 miliardi di dollari, l’anno scorso si sono verificati un migliaio di incidenti che hanno coinvolto veicoli elettrici sui marciapiedi. Si discute perciò di regolamentarli più rigidamente, come è già successo con gli skateboard. A Vienna dall’introduzione dei veicoli leggeri elettrici si sono registrati circa 200 incidenti. A Barcellona è morta una novantenne investita da un monopattino u un marciapiede e a Parigi è successo lo stesso con un uom di 81 anni. Anziani e bambini sarebbero quelli più esposti al rischio. Il 65% degli incidenti registrati nel mondo hanno coinvolto utenti alle prime armi. Per questo la Tier di Berlino, pronta a mettere in strada 10 mila mezzi entro giugno, raccomanda agli utenti di indossare il casco e seguire il suo corso tutorial introduttivo. Di qui alcuni spunti per la sperimentazione italiana in procinto di partire.

2 COMMENTI

    • Grazie per la citazione. Purtroppo, però, il Cdm di lunedì scorso è passato senza novità; e siamo ancora in attesa…

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