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La Ego Corsa promossa alla prova-caduta

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Cadere in moto elettrica a 200 e passa all’ora? Ecco cosa succede. Ce lo mostra Energica Motors che ha ripreso il suo collaudatore ufficiale Alessandro Brannetti in una “sfortunata” staccata durante i test di una Ego Corsa GP ricostruita dopo il rogo di Jerez. Qualcuno aveva avanzato perplessità sui livelli di sicurezza di un bolide da 270 kg. In realtà la moto, come si vede, si è comportata come tutte le altre, strisciando e ruzzolando per un centinaio di metri, ben lontana dal pilota. E il danno riportato è irrilevante.

Mancano solo dieci giorni al test ufficiale della FIM Enel MotoE World Cup a Valencia (dal 17 al 19 giugno) e tutte le Ego Corsa sono pronte per essere consegnate ai team. L’apertura della stagione sarà poi il 5-7 luglio al Sachsenring.

Il dipartimento racing dell’azienda modenese ha trascorso diverse giornate in pista per provare ogni singola moto ricostruita dopo Jerez.

Otto giorni di prove, con 80 giri completati in ciascuna sessione per un totale di ben 2208 km coperti. I risultati, fa sapere l’azienda, hanno confermato che tutte le Ego Corsa sono  identiche a livello di prestazioni, un fattore chiave per la competizione monomarca MotoE. Alcuni aggiornamenti sono stati fatti a livello di setting di elettronica, con l’obiettivo di migliorare i già elevati standard di sicurezza delle moto.

La caduta di Brannetti ripresa nel filmato qui sopra è avvenuta sul Circuito di Cremona. La moto è rimbalzata diverse volte prima di arrestarsi nella ghiaia.

La Ego Corsa di Branetti dopo la caduta

L’esito della disavventura e i pochissimi danni riportati, sostiene l’azienda modenese,  confermano la solidità e la sicurezza della Ego Corsa così come di qualsiasi prodotto Energica.

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