La disfatta dei dieselisti nei numeri di Transport&Envirnonmente (T&E): 30 euro in più a pieno e ai camion 236 euro in più a settimana.
La disfatta dei dieselisti: 3o euro in più a pieno

L’Europa, con Gemania e Italia in testa, è particolarmente esposta al caro diesel, essendo la regione del mondo che più dipende da questo carburante. 4 auto su 10 nella UE sono diesel. El 30% di queste ha più di 15 anni La stragrande maggioranza dei consumi di gasolio è legata al trasporto su strada. E una quota significativa serve alla movimentazione delle merci. Per gli autotrasportatori, questo si traduce oggi in oltre 236 euro di costi aggiuntivi a settimana. Non va meglio agli automobilisti: ogni pieno costa oggi 30 euro in più, secondo uno studio di T&E. A beneficiarne sono i signori del petrolio, in particolare le raffinerie, con profitti record. Nei primi sei mesi del 2026, 8 grandi compagnie hanno realizzato nella sola UE 7,5 miliardi di euro di extraprofitti, a spese dei consumatori.
Un tracollo per i trasportatori (e per i consumatori)

Con la crisi geopolitica ancora lontana da una soluzione, T&E chiede all’Europa di accelerare subito sull’elettrico. Attraverso incentivi alla rottamazione e regole più severe sulle emissioni, per ridurre la dipendenza dal gasolio. E proteggere automobilisti e imprese da un lungo periodo di prezzi elevati. Spiega Andrea Boraschi, Direttore T&E Italia: “La scelta, portata avanti per decenni, di puntare tutto sul diesel, oggi si ritorce contro l’Europa. I prezzi alla pompa mettono in difficoltà i consumatori. Mentre il costo crescente dei trasporti ha ricadute immediate sul costo di molti altri beni e servizi. È una beffa crudele che gli Stati Uniti, all’origine di questa crisi, siano il paese meno colpito, mentre l’economia europea ne paga ancora una volta le conseguenze. La soluzione è chiara: ogni auto diesel che sostituiamo con un’elettrica significa mille litri di petrolio risparmiati l’anno.”
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In Italia la situazione è quella che prima deve arrivare la tempesta, poi ci si lamenta che è arrivata.
Passare all’elettrico non è obbligatorio ” Ci mancherebbe” sarà ovvio, necessario e quelli che continuano a combustibili fossili si accorgeranno quando andranno in concessionaria e non avranno nemmeno il rimborso per la demolizione.
Ovviamente parlo per chi può, ma quanti ci sono che possono ma per pigrizia o paura non fanno questo passo ? Le statistiche le avrete voi sarebbe bello vederle.
Personalmente ho molto amato il motore Diesel fin da fine anni ’80 (in cui veniva denigrato come adatto solo all’autotrasporto o ai trattori) perché ho sempre preferito motori con grande coppia disponibile (visto che mi nuovevo tanto tra colline e montagne) più che sull’economicità di rifornimento. Ne ho seguito per decenni l’evoluzione lavorando in concessionaria (tra l’altro del marchio che inventò il F.A.P., poi adottato in forme diverse da tutti i costruttori).
L’ amore si è interrotto quando è stato palese (prima fra tecnici, poi a livello globale.. in particolare dopo il “Diesel gate”) che oltre un certo livello era impossibile mantenere le pericolosissime emissioni di NOx e PMx con dispositivi adottabili su tutte le motorizzazioni (infatti sparirono subito quelle piccole per auto seg. A/B) se non a costi (e quindi margini) inaccettabili per i produttori.
L’Europa è in buona compagnia per i trasporti merci / passeggeri (tra TIR , Navi e Treni ! ) visto che pure nel resto del pianeta ciò che non è alimentato da centrali elettriche (nucleari/carbone/gas/FER etc) viaggia col gasolio… E da questo deriva l’impennata planetaria dei prezzi visto che le raffinerie che lo lavorano son pochissime ed ultimamente oggetto di attacchi militari ogni giorno, riducendone per diversi mesi / anni la disponibilità attuale e futura, visto che le riserve mondiali sono di alcune settimane.
In tante nazioni le aziende più forti stanno investendo in flotte elettrificate (comprate direttamente o noleggiate tramite intermediari ) per non farsi bloccare tra pochi mesi se le attuali guerre in atto continuano. Alcune grandi società di autotrasporto hanno ordinato varie migliaia di TIR a batterie da dispiegare su rotte attrezzate (son percorsi ricorrenti, se non quotidiani, quindi facile mettere terminali di ricarica adeguati, scambi batterie per i mezzi dotati di swap, e se serve predisporre adeguati parchi di ricarica intermedi sulle rotte più lunghe (si faceva anche ai tempi dei trasporti a cavallo e dei pony-express… nulla di nuovo).
Spero solo che si sia molto veloci anche noi in Italia a puntare su carburanti alternativi (HVO ?? ) ma soprattutto su elettrificare (o almeno ibridare con E-REV/REEV) i trasporti pesanti in modo da abbassare gran parte della domanda di gasolio (così ne cala il prezzo per tutti gli altri ).
Piccoli imprenditori con furgoni medio piccoli potranno così avere la possibilità di mantenere il vecchio furgone (se porteranno a prezzi comparabili, magari senza accise in fase di lancio, l’ HVO e l’ E85 (per i motori adattabili senza rischi), il GPL… E chi potrà (per modalità di spostamento e finanze disponibili) passare ai motori elettrificati.. visto che in futuro diventerà più possibile partecipare a impianti F.E.R. +BESS condivisi (tramite C,E.R. o raggruppamenti di impresa ) quando non realizzabili in proprio.
Angelorso e cristiano sono in coda?
Stamane ero in Toyota per sostituzione parabrezza. Chiaccherando con lo staff, cominciano a storcere il naso per prendere i diesel in permuta col nuovo. Parlo per la provincia di Cuneo.