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La diffida fa effetto: spariti da Milano tutti i monopattini in sharing

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A tre giorni appena dalla lettera di diffida dell’Amministrazione comunale milanese,  sono svaniti tutti i 1.500 monopattini elettrici messi in strada dalle “sette sorelle” dello sharing.

1.500 veicoli volatilizzati

Ai milanesi ha fatto un certo effetto rivedere la città come appariva fino al settembre dello scorso anno, con i marciapiedi liberi dagli esili veicoli che li ingombravano fino alla vigilia di Ferragosto. Fra i  turisti e i più giovani, entusiasti pionieri dei nuovi veicoli di micro mobilità, la scomparsa del servizio ha provocato anche qualche protesta.  

Ma le società di noleggio hanno rispettato la diffida del Comune. Ora si ripartirà daccapo, seguendo alla lettera le regole per la sperimentazione: segnaletica per indicare le aree di circolazione, norme di sicurezza stringenti, un bando a regola d’arte per selezionare gli operatori abilitati al servizio e indicare quanti monopattini potranno essere piazzati a disposizione degli utenti. Insomma, prima di ottobre non si rivedranno monopattini a noleggio per le vie del centro milanese.

Se ne riparla ad ottobre

La società Dott ha guidato la ritirata, disattivando per prima e riportando in magazzino i suoi 150 veicoli. Poi è stata la volta di Circ, di GoVolt, di Tier e Helbiz (la veterana, sul campo dall’ottobre corso). Bird era svanita ancor prima della diffida comunale, essendo coinvolta nelle indagini della Procura per un incidente di alcune settimane fa. Lime, infine, aveva in città solo una piccola flottiglia di monopattini per un test che è stato subito interrotto.

Queste, intanto, le reazioni di chi ha deciso di metterci la faccia.

Dott obbedisce e chiede regole 

Dott, in un comunicato, dichiara: «In linea con quanto chiesto dal Comune di Milano abbiamo sospeso il servizio di sharing dei nostri monopattini a Milano. Continueremo a lavorare a stretto contatto con l’Amministrazione per poter riportare a Milano la mobilità elettrica nel rispetto delle regole Ministeriali».

«Serve al più presto un sistema di regole chiare a cui l’Assessore sta già lavorando _ continua il documento _, per garantire ai monopattini la dignità di veri e propri mezzi di trasporto e fugando il rischio di vederli utilizzabili solo come un gioco in zone limitate, compromettendo la reale utilità del servizio».

 Dott rinnova comunque la sua posizione e si dichiara «pronta per la nuova apertura non appena il Comune avrà preparato il bando. Noi puntiamo su Milano sin dall’inizio; non a caso abbiamo già investito in personale e infrastruttura da mesi».

 «Per quanto riguarda il nostro hardware _ precisa _, abbiamo un veicolo sviluppato apposta per lo sharing quindi più durevole e sicuro, atto a garantire un utilizzo giornaliero da una moltitudine di utenti. Abbiamo inoltre operations interne (non ci affidiamo a lavoratori della GIG economy), questo aumenta l’affidabilità ed il controllo della flotta (ordine cittadino)». 

E conclude: «Durante il mese e mezzo di test a Milano abbiamo raccolto conferme che il nostro approccio di gestire internamente le operations e di avere un veicolo appositamente sviluppato per lo sharing sono il modo giusto per offrire il miglior servizio possibile agli utenti. Non vediamo l’ora di poter offrire il nostro servizio ai cittadini Milanesi».

Circ applaude alla diffida

Per Circ la diffida del Comune è «positiva». È importante infatti che «ci sia un quadro chiaro e condiviso». «Abbiamo iniziato un primissimo test con un numero limitato di e-scooter non appena la regolamentazione nazionale era chiara e attenendoci alle regole indicate (es. limitazione velocità) _ prosegue_. Abbiamo terminato positivamente questa fase di test ad inizio mese. Da quel momento non abbiamo quindi già più avuto e-scooter instrada. Ora siamo concentrati nel mantenere un dialogo positivo con il Comune per promuovere un uso degli e-scooter a Milano responsabile e rispettoso delle regole».

Helbiz si sposta in Riviera

 Helbiz ha risposto con un messaggio che compare sulla App e dice laconicamente: «A partire da oggi il servizio è temporaneamente sospeso. Attendiamo le linee guida per le regole di utilizzo nel Comune di Milano. Ci scusiamo per il disagio e confidiamo che Milano possa presto diventare una delle città modello per la micro mobilità in Europa». Nel frattempo sta ricollocando tutti i mezzi sulla Riviera, fra Cattolica, Gabicce e Riccione di fatto creando la più estesa geofans esistente in Europa.

E GoVolt fa polemica

Unica nota polemica quella del fondatore di GoVolt Giuliano Blei che in una dichiarazione al Corriere ha definito la diffida «retrograda e contro gli interessi della città». GoVolt è l’unica società ad offrire anche l’opzione dello scooter sharing che garantirà «una base di fatturato» fino alla riapertura verso i monopattini. Il cui blocco è «un peccato: ieri abbiamo fatto il record di corse». 

5 COMMENTI

  1. Ma i monopattini dei privati, possono circolare in Milano, rispettando il codice della strada?

    • Le consigliamo di aspettare il 30 agosto, quando la Giunta comunale approverà il nuovo regolamento, recependo (e chiarendo, si spera) la normativa-quadro approvata dal ministro Toninelli.

  2. Pec inviata al sindaco, vicesindaco e assessore.

    All’attenzione:
    Sindaco Sala.
    Vicesindaco Scavuzzo
    Assessore Granelli

    Con riferimento alla comunicazione intercorsa e accessibile
    all’indirizzo
    https://www.comune.milano.it/-/mobilità.-in-aggiornamento-l-avviso-pubblico-per-la-micromobilità-elettrica-in-sharing
    il comune non dà risposte concrete alle esigenze dei cittadini in ottica
    di mobilità ecologica alternativa rispetto all’uso delle biciclette
    tradizionali. Fermo restando la questione della sicurezza che
    indubbiamente riveste un’importanza primaria, da quanto comunicatoci
    possiamo fare le seguenti constatazioni ed assunzioni:

    1) Il comune di Milano non colma il gap normativo in essere tra le
    biciclette e i mezzi a micromobilità elettrica
    2) Il comune di Milano, stante la comunicazione intercorsa, ritiene le
    biciclette meno pericolose rispetto ad un monopattino elettrico senza
    considerare il fatto che entrambi i mezzi raggiungono in grandi linee la
    stessa velocità di crociera.
    3) Il comune di Milano introduce delle forte limitazioni delle aree
    nelle quali i mezzi elettrici possono circolare nonostante la
    sostanziale equiparazione di cui al punto 2.
    4) Il comune di Milano non risulta abbia dato disposizione agli organi
    di vigilanza locale di multare i proprietari delle biciclette che
    allegramente circolano sui marciapiedi o in zone vietate nonostante il
    punto 2 sopra indicato.
    5) Il comune di Milano che è particolarmente sensibile rispetto a temi
    di inquinamento ambientale considera i mezzi elettrici in questione
    sostanzialmente dei giocattoli da utilizzare alla domenica in zone
    pedonali o nel tempo libero.
    6) Il comune di Milano non dà risposte ai cittadini rispetto
    all’esigenza di percorrere CELERMENTE attraverso questi mezzi elettrici
    tragitti misti, con e senza piste ciclabili.
    7) Il comune di Milano non fornisce soluzioni sostanziali ai cittadini
    che tengano conto del progresso tecnologico in essere, degli aspetti
    ecologici di cui il comune si vanta impropriamente e dell’esigenza di
    utilizzo non solo per motivi ludici.
    8) Il comune di Milano è distante anni luce rispetto ad altre capitali
    europee in termini di micro mobilità elettrica. Vedasi le immagini in
    allegato che fanno riferimento alla disponibilità di mezzi elettrici in
    Francia, Parigi.

    L’elenco è infinito.
    Relativamente al tema della sicurezza un’opzione potrebbe consistere
    nell’introduzione dell’obligatorietà di un’assicurazione a copertura di
    eventuali danni RC ma nulla di tutto ciò si intravede nella vostra
    comunicazione.

    In sostanza e in conclusione questa amministrazione non fornisce
    risposte concrete ai cittadini rispetto ad un’esigenza di mobilità
    alternativa.
    Saluti

    • D’accordo sul fatto che, se c’è severità nei confronti della micro-mobilità, ci dev’essere anche sulle bici che sfrecciano sul marciapiede. La soluzione ci sarebbe: più ciclabili e men spazio alle auto. Solo una domanda, Daniel: lei è un utilizzatore o un operatore del settore?

  3. Io sono stato a Berlino, e in altre città europee e la mobilità elettrica e avanti anni luce in confronto a Milano….

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