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La cuginetta di Sharen’go vale 17.900 euro?

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Ci scrive Giampaolo da Verona chiedendoci che ne pensiamo della Zd2, la macchinetta cinese prodotta dallo stesso gruppo dello Sharen’go: <Leggo di 17.900 euro, vi sembra un prezzo equo? Io ci sto facendo un pensierino…Sono sempre stato diffidente nei confronti delle ‘macchinette’, ma credo che con l’elettrico per le città possano cadere anche queste distinzioni>.

Al momento, non avendo avuto occasione di guidarla, possiamo fare solo un esame a tavolino sulle informazioni disponibili, riservandoci di tornare sull’argomento quando potremo metterci il sedere sopra. Vediamo i temi principali.

CHI LA PRODUCE. I quattrini sono cinesi, della Xindayang di mr. Bao Wenguang, ma c’è anche lo zampino di un gruppo di italiani che ha sede a Livorno, con in testa Emiliano Niccolai. E presto la Zd2 potrebbe essere assemblata nella città toscana, con componenti in arrivo dalla Cina. Diciamo subito che si tratta di un progetto ambizioso, che poggia appunto su due gambe: una è quella del car sharing, che sta avendo un notevole successo anche in Italia con le macchinette gialle della Sharen’go, che sono poi le cuginette un po’ più spartane della Zd2. La strategia ha una sua logica: i clienti di Sharen’go a Roma, Milano, Firenze e Modena sono ormai migliaia e hanno potuto apprezzare le qualità della cinesina, che è omologata non come automobile, ma come quadriciclo che si può guidare a 16 anni con la patente B1. Il costruttore vuol mostrare di essere sicuro del fatto suo e dichiara di garantire le batterie al litio per quattro anni o tremila ricariche, il che vorrebbe dire che se per ogni pieno di energia si facessero 100 chilometri (l’autonomia dichiarata è addirittura di 180) si arriverebbe a 300 mila chilometri di garanzia (!).

La Zd1, usata per Sharen’go

PUO’ BATTERSI CON LA SMART? Prendiamo per buono l’approccio che ci suggerisce Giampaolo nella sua mail e proviamo a paragonare in tutto e per tutto la Zd2 a un’auto che è omologata come tale e che per dimensioni è la più vicina alla cinesina, ovvero la Smart Fortwo Electric Drive: la tedesca è persino più corta della nuova arrivata, misurando 269 cm in lunghezza (contro i 280 della Zd2), ma è un po’ più alta (166 contro 155) e un po’ più larga (155 contro 150). La potenza non è paragonabile: per la Smart vengono dichiarati 81 cavalli, con una velocità massima di 130 all’ora, mentre la cuginetta della Sharen’go si ferma a 25 cavalli e a 85 all’ora. Quanto all’autonomia, la Smart parla di 160 chilometri (dato decisamente ottimistico), mentre la Zd2 promette di arrivare a 180, a patto  che ci si limiti a una velocità costante di 60 all’ora. Ben diverse anche le velocità di punta: 85 all’ora per la cinesina, 130 per la tedesca. Tempi di ricarica, infine: se lo si fa in casa con una normale presa Schuko, la Smart richiede un tempo compreso tra le 6 e le 8 ore, mentre per la Zd2 si parla di sei ore con una presa Mennekes da 2,4 kw. Per la Smart c’è anche l’alternativa delle colonnine di ricarica veloci e della box station domestica fornita dall’Enel al prezzo di 1.100 euro, con la quale  i tempi si accorciano a tre ore e mezza. Ma c’è un’ultima considerazione di cui poco si parla, ma che molto importa: la sicurezza in caso di incidente. Essendo omologata come automobile, la Smart è sottoposta a ai crash test ufficiali EuroNCAP, meritando un punteggio pari a 4 stelle su un massimo di 5, esattamente come la versione a benzina. Non esiste una valutazione di questo genere per la Zd2.

MEGLIO CON LA TAZZARI? Forse un confronto più logico si può fare con altri quadricicli che non sono omologati come automobili. Se si prende per esempio la Tazzari Zero City( leggi anche   https://www.vaielettrico.it/tazzari-ev-100-elettrica-100-italiana/) si vede che prestazioni e dimensioni non sono poi lontanissime: la vettura di Imola è lunga appena 5 millimetri in meno della Zd2, è alta 5 cm in meno e larga un metro e mezzo, esattamente come la cinesina; dichiara poi 25 cavalli di potenza e una velocità massima di 90 all’ora. Il prezzo è di 17 mila 800 euro più Iva, quindi in linea con la Zd2, mentre l’autonomia dichiarata è di ben 200 chilometri, ma a una velocità costante di 50 all’ora. Tutti numeri che, come nel caso della Zd2 del resto, andranno verificati su strada. Lo faremo appena possibile.