La Cina scommette sul V2G: le EV come “mega-batteria” nazionale

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La Cina vuole trasformare la sua enorme flotta di auto elettriche – oltre 40 milioni di veicoli – in una gigantesca rete di accumulo distribuito. L’obiettivo è ambizioso: diffondere il Vehicle-to-Grid (V2G), cioè la capacità delle EV di restituire energia alla rete quando serve, e farne una componente strutturale del sistema elettrico entro il 2030.

Al momento sono operative circa 30 stazioni bidirezionali V2G in 9 città, da Pechino a Shanghai, ma il piano governativo punta molto più in alto: 5.000 stazioni entro il 2027 e piena adozione della tecnologia entro fine decennio.

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Auto in ricarica in Cina

Un potenziale da 1 miliardo di kW

I calcoli del governo cinese sono semplici: con un parco circolante previsto di 100 milioni di EV al 2030, anche un utilizzo parziale della capacità delle batterie fornirebbe fino a 1 miliardo di kW di potenza modulabile. Tutto questo partendo da un dato spesso citato dagli esperti: le auto restano ferme il 95% del tempo.

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Il V2G servirebbe a: stabilizzare la rete nei picchi di domanda, immagazzinare l’energia rinnovabile prodotta di notte o a basso costo, ridurre l’uso di centrali a carbone nei picchi (ancora oggi oltre il 50% dell’elettricità cinese).

Incentivi molto generosi… per ora

I primi progetti pilota mostrano numeri sorprendenti: fino a 200 dollari al mese di crediti energetici cedendo energia nelle ore di picco. Pare che un automobilista di Shenzhen abbia guadagnato l’equivalente di 197 dollari in due giorni, abbastanza per coprire un anno intero di ricariche.

Ma per ora si tratta di tariffe promozionali, in progetti dove utility, costruttori e governi locali “testano” il modello. Non è detto che questi incentivi possano essere mantenuti in futuro.

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Una stazione di ricarica bidirezionale in Cina

V2G, bello ma quanti ostacoli…

Il V2G è una tecnologia potenzialmente rivoluzionaria ma ancora stenta a decollare in Europa, USA e Giappone. E anche la Cina, sempre un passo avanti in termini di tecnologia, non è immune dal dover affrontare le stesse criticità. Vale a dire, riassumendo:

– Pochi veicoli compatibili: solo alcuni modelli BYD, Nio e GAC Aion supportano la ricarica bidirezionale. La compatibilità hardware e software è ancora limitata.
– Costo delle infrastrutture: una colonnina V2G costa 2-3 volte una normale. Scalare il sistema richiede forti sussidi.
– Prezzi dell’elettricità troppo rigidi: la rete cinese è ancora dominata da tariffe statali poco variabili, al contrario dell’Europa dove il prezzo dell’energia cambia continuamente in base alla domanda. Senza differenze di prezzo reali, il V2G non è economicamente sostenibile.
– Ansia da degrado batteria: molti automobilisti temono che cicli extra di carica/scarica accorcino la vita della batteria.
I test indicano che con algoritmi di controllo avanzati l’impatto è minimo, ma la percezione resta un ostacolo serio.
– Regole di connessione alla rete ancora frammentate: è un problema visto anche in Occidente: autorizzazioni lente, standard non uniformi, processi diversi regione per regione.

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… però la Cina potrebbe farcela?

Alla luce di questo quadro, nonostante le ambizioni governative, gli esperti rimangono quindi prudenti. Ma concordano su un punto: se c’è un Paese che può scalare il V2G, questo è proprio la Cina.

Le basi ci sono: volontà politica e investimenti su larga scala; integrazione stretta tra costruttori auto, utility statali e governi locali; approccio sperimentale: prima si costruisce, poi si ottimizza.

Senza dimenticare, poi, che la Cina ha già percorso questa strada. L’auto elettrica non era “commercialmente sostenibile” fino a pochi anni fa, oggi il Paese è leader mondiale grazie a dieci anni di incentivi e standard tecnici.

  • LEGGI anche “Octopus Energy porterà in Italia la ricarica flessibile” e guarda il VIDEO

Visualizza commenti (3)
  1. Sarà molto molto interessante vedere tra qualche anno chi riesce a dare più supporto alla rete tra il V2G e il battery swap (vedere esempio qua https://cnevpost.com/2025/11/11/nio-swap-stations-sweden-join-grid-frequency-regulation/)
    Io la vedo più facile col battery swap dato che hai tante batterie sempre “nativamente” collegate alla rete, senza la necessità di una colonnina per ogni auto, ma anche il v2g ha grandi potenzialità.
    I cinesi ultimamente sono maestri ad esplorare tutte le possibili soluzioni in campo energetico…poi ci sarà un momento in cui dovranno scegliere quelle su cui puntare ma nel frattempo stanno accumulando esperienza che qui in europa ci sogniamo. Ed ovviamente è sempre molto difficile recuperare informazion precise sui loro esperimenti tecnologici

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