La Cina affossa Volkswagen: vendite -6%, maxi-tagli in arrivo


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La Cina affossa Volkswagen. Le vendite nel Paese asiatico crollano del 26%, portando in rosso il saldo globale: -6,3% a 4,13 milioni di veicoli, nel primo semestre. Ma ancora peggiore è il saldo degli ultimi tre mesi: -8,6%, con la Cina a -36,6%. 

La Cina affossa Volkswagen: ora un Piano che riduce le fabbriche

La Cina affossa Volkswagen
Vendite VW Group nel 1° semestre: 4,13 milioni di veicoli, di cui 413 mila elettriche, poco più del 10%

Per anni la Cina è stata l’eldorado del colosso tedesco: vendite in ascesa e margini sempre più generosi. Poi questa realtà da sogno si è trasformata in un incubo. Non solo i cinesi hanno smesso di comprare Audi e Volkswagen. Hanno anche iniziato ad esportare le loro auto in Europa, con risultati sempre più eclatanti. E ora la Germania trema davanti a un inevitabile processo di ristrutturazione che sta già creando un durissimo scontro. Con il potente sindacato interno e la politica da una parte e il più importante socio privato, la famiglia Porsche, dall’altra. In mezzo, a dover cavare le castagne dal fuoco, c’è il consiglio d’amministrazione, che fatica a trovare una quadra sul come rendere il grupp “più resiliente, efficiente e competitivo”. Per riportare il gruppo a un margine operativo del 9%, il triplo di quello attuale.

Troppe versioni dei modelli: saranno ridotte del 50%

La Cina affossa Volkswagen

Ancora non si sa con precisione quante fabbriche saranno chiuse (o convertite a produzioni belliche?). E quanti dipendenti verranno tagliati, rispetto ai 625 mila che il gruppo conta attualmente. Di cui 258 mila lavorano nelle fabbriche tedesche. Quel che è certo, annunciato dal consiglio,  è che:

  • La gamma di modelli sarà concentrata sui segmenti di mercato più attrattivi. Con semplificazione dell’offerta e riduzione fino al 50% delle varianti di prodotto.
  • Armonizzazione delle tecnologie strategiche e valorizzazione sistematica delle sinergie tra i marchi, con eliminazione di strutture organizzative ridondanti.
  • Le capacità produttive saranno adeguate all’evoluzione dei mercati globali e della concorrenza, con obiettivo di 9 milioni di veicoli all’anno.
  • Il business automotive rimane al centro della strategia del Gruppo: partecipazioni al di fuori dell’auto saranno eliminati o ceduti (anch Ducati)?e

Male anche le elettriche: -6% a quota 438 mila

Andamento lento anche nelle auto elettriche, in controtendenza rispetto alla ripresa di Tesla. Con 438.500 BEV consegnate ai clienti a livello mondiale nel semestre (-6% rispetto all’anno precedente). Anche se in Europa rimane leader di con vendite in crescita dell’ 8% e una quota di mercato salita dal 20 al 21%. Male anche qui la Cina, con “un calo significativo, nel secondo trimestre”. Anche se l’azienda parla di “primi segnali di una dinamica positiva grazie ai nuovi modelli elettrici sviluppati localmente”. E malissimo gli Stati Uniti, con un -69% legato ai dazi e ai tagli degli incentivi voluti da Donald Trump.Ora Volkswagen punta forte sulla gamma di auto elettriche urbane appena lanciata: VW ID. Polo, Škoda Epiq e Cupra Raval. Con oltre 54.000 ordini. E, quel che più conta, le prenotazioni di elettriche a superare il 30% del totale.

  • La Cina affossa Volkswagen
    SEDIA BOLLENTE – Oliver Blume, n.1 del Gruppo Volkswagen.

    SECONDO NOI La crisi Volkswagen (e a ruota degli altri costruttori europei) non è legata all’avvento dell’elettrico. È la Cina a scuotere dalle fondamenta un sistema che non regge più. Che ha visto le vendite crollare nel grande Paese asiatico, che a sua volta conquista ogni giorno nuovi clienti nel Vecchio Continente. Uno tsunami epocale, che costringe a vendere o riconvertire fabbriche e a semplificare sistemi produttivi complicati che si reggevano su prezzi troppo alti. Una prova durissima non solo per i costruttori, ma anche per la UE, chiamata a mettere in campo soluzioni per salvare un sistema produttivo fondamentale.   

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