La batteria infinita di una Ford Mustang: Massimo chiede notizie di un’auto che sarebbe ancora al 90% di autonomia dopo oltre 480 mila km.
La batteria infinita di una Mustang Mach-e: possibile che abbia perso così poco?
“Ho letto in una duscussione su Linkedin l’accenno a una notizia che mi sembra poco credibile. Un automobilista americano avrebbe raggiunto il traguardo delle 300 mila miglia percorse con una Ford Mustang Mach-e. E la batteria, udite udite, avrebbe ancora il 90%. Questo significa, se i miei calcoli a spanne non sono sbagliati, che la batteria avrebbe perso solo il 10% di percorrenza dopo la bellezza di 482 mila km. Spesso su Vaielettrico riportate statstiche sull’usura delle batterie, decisamente più rapida di quella attribuita a questo tizio con la Ford. È possibile saperne qualcosa di più? Se la notizia fosse vera, questo signore dopo un chilometraggio del genere potrebbe ancora rivendere l’auto a un buon prezzo...Grazie per i chiarimenti e per il lavoro che fate“. Massimo Coletti
Dati ancora migliori, che sorprendono anche la Ford
Risposta. Possiamo dire quel che riportano i media americani. Il tizio in questione si chiama David Blenkle (foto sopra) e ha acquistato la Mustang Mach-e nel giugno 2022. I dati che vengono riportati sono ancora migliori: a 300.000 miglia (sì, sono 482 mila km) la batteria sarebbe ancora non al 90, ma al 92%. Il che significherebbe che l’autonomia è scesa dai 520 km iniziali agli attuali 482 mila. Ma c’è di più: un ulteriore check a 316 mila miglia, avrebbe confermato il 92% di batteria. La cosa ha sorpreso la stessa Ford, che si sente di garantire quella capacità residua a 100 mila miglia, non 3o0 mila. Mister Blenke non è uno che tratti l’auto con i guanti: la usa per lavoro in maniera super-intensiva: fa ben più di 100 mila km all’anno. E, come unica cautela, cerca in genere di non ricaricare mai più del 90% (anche per una questione di tempi) e di non scendere mai sotto il 20%. Per spiegare la cosa, i siti americani citano un’indagine di Recurrent secondo la quale il degrado sarebbe molto più lento dopo le prima 100 mila miglia. Circa un 1% ogni 50 mila. Per la cronaca la Ford di Blenkle viene data oggi a 510 mila km con batteria ancora in salute.
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Un’altra volta, invece, mio cuggino mi ha detto che un asino, dopo aver volato per 1 milione di km, aveva ancora le ali efficienti al 150%!!!
Parlane con i ministri Urso, Lollobrigida, Fratin, cioè la nostra punta di diamante in strategie politiche-energetiche-tecnologiche; penso che se gli parli di asini volanti, e purchè siano molto costosi, ti finanziano subito un progetto in base al principio della neutralità tecnologica
una volta ho letto un articolo (non ricordo più la testata) che riportava uno studio cinese: le batterie nell’uso reale stanno meglio rispetto alle procedure standard di test perché carica e scarica avvengono con ritmi molto più discontinui (come lo è la guida nel traffico o in montagna) ; sempre lo scorso anno o poco prima avevo pure letto che ricercatori cinesi avevano verificato che stressando con ricariche al massimo della potenza le batterie in fase di test all’uscita della produzione riuscivano a stabilizzarle (una specie di “tempra” in fondo) in modo che negli anni successivi sarebbero calate molto meno rispetto alla capacità di quelle che non han subito lo stesso stress termico…
Ancora una volta le consiglio un articolo e un video pubblicati da Vaielettrico: Batterie a stato solido: da Donut Lab un segnale di speranza per l’Europa e https://youtu.be/xXjqza3uywM dove la professoressa Silvia Bodoardo spiega perchè le batterie su strada performano meglio delle stima di laboratorio.
grazie Massimo, ho “ripassato” l’articolo e la video intervista…
aspetto fiducioso gli aggiornamenti di maggio 😁👍🏼