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Kymco sfida Energica, Arc Vector la fantascienza

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Super Nex, il prototipo di moto elettrica da competizione con cui Kymco sfida Energica

Energica è avvertita: se il campionato Fim Enel MotoE diventerà un giorno multimarca si troverà a rivaleggiare con la Super Next, una moto elettrica da competizione prodotta…dal colosso taiwanese degli scooter Kymco. 

Un bolide avvolto dal mistero

Super Next è spuntata a sorpresa nello stand della Kymco all’Eicma, sorprendendo lo stesso staff di tecnici europei che gestiscono lo spazio. E’ arrivata direttamente da Taiwan ancora avvolta dal mistero. Si sa soltanto che è un bolide da 260 km/h con un’accelerazione da 0 a 100 in 2,9 secondi: le stesse prestazioni, insomma, della Ego Corsa messa a punto da Energica Motors per equipaggiare i 18 team che l’anno prossimo si sfideranno su 5 circuiti del  Motomondiale nel mini campionato riservato alle moto elettriche. A differenza di Energica, però, non rinuncia al cambio (a 6 marce), e sarà dotata di un “rombo” personalizzato.

Nulla di più si sa, ma il personale Kymco qui a Milano dice che non si parla di produzione di serie, nè di possibile sbarco sul mercato, almeno a breve. Del resto Kymco produce esclusivamente scooter, elettrici e non, per i quali è il terzo costruttore al mondo. In Asia si è fatta le ossa sul tema dell’elettrico, ma certamente qui siamo in un altro pianeta. Tutto quindi fa pensare quindi che sia destinata alle gare.

Tre passi nel futuro a 90 mila sterline

Da notare la forcella anteriore non sterzante e la sospensione orizzontale

Ancor più ambiziosi i piani del team britannico ArcVehicle che ha svelato caratteristiche tecniche e obiettivi futuri dello suo Arc Vector: in estrema sintesi, rivoluzionare le due ruote elettriche costruendo la miglior moto mai realizzata al mondo. Tutto qui. Ma anche la più cara al mondo: costerà 90 mila sterline.

Moto, casco, giubbotto: tutto è connesso

Nel prezzo, però, sono compresi due accessori, casco e giubbotto, che accessori, in questo caso, non sono. Sono invece gli elementi di connessione fra macchina e pilota. Il casco, dotato di una telecamera posteriore, proietterà sulla visiera tutti i dati abitualmente visualizzato sul cruscotto dagli strumenti di bordo, che su Arc Vehicle non ci sono.

In basso a sinistra il casco interatttivo

Il giubbotto è dotato di una rete di sensori che permetteranno una guida istintiva, con tutto il corpo. Riceveranno input e manderanno segnali, per esempio di pericolo, attraverso vibrazioni. Per il resto la moto ha gran parte della struttura portante in fibra di carbonio (cerchioni compresi) il che consente di contenere il peso totale a 220 kg. La batteria sviluppata su base Samsung garantisce un’autonomia reale fra 150 e 200 km (oltre 300 ufficiali) e si ricarica in 30 minuti.

Alimenta un motore da 103 kW che sviluppa una velocità massima di 200 km/h e un’accelerazione da 0 a 60 miglia in 3.1 secondi. Particolarissima la geometria della forcella anteriore con due bracci di supporto fissi, ammortizzati da un ammortizzatore Ohlins posto orizzontalmente sul lato destro della carenatura. La moto è progettata e assemblata a Coventry da un team di una cinquantina di super tecnici provenienti da Ducati, Range Rover, Jaguar e Triumph. Si parte con la Vector, ma l’obiettivo è arrivare fino alle 4 ruote, sempre full electric.

 

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