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Kymco raddoppia: arriva RevoNex (e sarà Made in Italy)

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Kymco RevoNex, la supermoto elettrica del gruppo taiwanese, è pronta per il mercato e sarà prodotta in Italia. Con il marchio Made in Italy per tutta la rete di vendita globale.  La clamorosa notizia è stata anticipata ieri dal sito americano Electrek (qui l’articolo). Dove, ci si chiede oggi? Kymco non ha stabilimenti nel Bel Paese, quindi dovrà realizzarne uno (e questa sarebbe una grande opportunità per il sistema Italia) oppure appoggiarsi  a un costruttore locale, quanto meno per l’assemblaggio e la parte meccanica. 

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RevoNex fu presentata l’anno scorso a Eicma di Milano (qui l’articolo) dal capo assoluto dell’azienda Allen Ko. Lasciò tutti a bocca aperta per le caratteristiche tecniche e le prestazioni, come il cambio manuale a sei marce, l’accelerazione da 0-100 in 3 secondi, il suono elettronico che aiuterà il pilota a “sentire” il motore per decidere le cambiate.  Ma quello era un prototipo, anzi un concept, tant’è vero che l’azienda non disse se sarebbe mai entrato in produzione. Nel luglio scorso, però, alcune indiscrezioni davano per certa l’imminente uscita sul mercato.

Avrà le stesse caratteristiche del prototipo svelatio l’anno scorso? E’ presto per dirlo. Le poche informazioni in merito le ha date il presidente del gruppo Gwangyang, Ke Shengfeng a cui Kymco appartiene.

Un particolare del Kymco RevoNex

Parlando con un ristretto gruppo di interlocutori a margine della conferenza stampa di presentazione del primo scooter elettrico del gruppo, il Kymco F9, ha affermato: «RevoNEX ha attirato l’attenzione di tutto il mondo sin dal suo lancio. Quindi sono molto lieto di annunciare che la produzione in serie di RevoNEX sarà effettuata per la prima volta in un’unità pianificata in Europa, rendendolo il primo prodotto elettrico ad essere prodotto per il mercato con il marchio taiwanese ‘Made in Italy’».

Il manager ha poi aggiunto che l’innovazione e la tecnologia sviluppata per RevoNex  sarà utilizzta «come base per una nuova generazione di motociclette elettriche progettate per le esigenze dei consumatori». Questo fa pensare a una gamma di e-moto prestazionali, ma non esasperate come le superbike elettriche di Energica, Lightning o Sarolea. Potrebbero far concorrenza invece alle Zero o alla LiveWire di Harley Davidson. Prima di RevoNex, Kymco aveva presentato il concept SuperNEX , molto più avveniristica.

Per RevoNex versione commericale si parla comunque di una velocità massima di 205 km/h, 0-100 km/h in 3,9 secondi e 100-200 km/h  in 8,7 secondi. Altra particolarità dovrebbe essere la trasmissione a catena anzichè a cinghia come le altre moto elettriche. Questo per sopportare gli strappi nelle cambiate.

La soluzione del cambio è adottata anche dall’ e-scooter Kymco F9,; ma lì si tratta di un cambio automatico a due sole marce. Hanno il cambio, ma a 5 marce, anche le moto Tacita del costruttore piemontese Pierpaolo Rigo.

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3 COMMENTI

  1. Kymco è una gran bella realtà che sa coniugare prestazioni / qualità / prezzo. Io spero che continui a muoversi da sola e con le sue gambe perché sa fare e sa lavorare bene con margini bassi.

    Questa moto è estremamente interessante: il look è quello giusto e non il look da odiatore delle 2 ruote (la moto grazie a Dio non sembra un iphone), bene la scelta del cambio, bene la scelta della catena, bene la scelta del sound. Stanno dando al consumatore il prodotto che vuole (se le specifiche del prototipo sono confermate): iperprestazionale, sportivo, con le cose a cui è affezionato e che esaltano le sue doti di motociclista. Ora dovranno scegliere solo il prezzo giusto e la giusta autonomia: se il prezzo sarà inferiore a 5000 potrebbe essere interessante.

    La moto elettrica resta però molto problematica: io col mio 125 percorrevo, sia all’andata che al ritorno, oltre 150 km in moto (che poi sono un paio d’orette di viaggio fatte ad andatura media). Con questa moto non starei sereno, perché 300 km di autonomia non ce li ho. Quando arrivo a meta dovrei disperatamente trovare una colonnina e così anziché arrivare con la moto dritto sul lungomare dovrei lasciarla chissà dove a ricaricarla, col rischio pure che se la freghino e con la sveglia che mi obbliga ad andare a spostarla a ricarica completata. Una vitaccia, non sarebbe più una passeggiata spensierata ma un accumulo di stress.

    • Servirebbe una versione depotenziata o cmq monografia per patente B/A1 in modo che con la stessa batteria si possa ottenere maggiore autonomia con un calo del prezzo di acquisto.

  2. Kymco vuole entrare nel ghota motociclistico internazionale proiettandosi verso futuro elettrico naturalmente.

    In Italia abbiamo due realtà di tutto rispetto:
    Energica Motor Company, la Ducati elettrica mi verrebbe da scrivere, per le similitudini tecniche del telaio a traliccio in tubi d’acciaio e per l’impressione figurativa generale.
    La Ducati vera e propria, quella DOC di Borgo Panigale, in scorporo dal gruppo Volkswagen per ordine di Herr Diess insieme al toro scatenato Sant’Agata bolognese.

    Lo scorporo di Ducati presuppone la possibilità per Kymco di acquisire una quota azionaria soddisfacente per aiutare la capitalizzazione di Borgo Panigale e produrre un’elettrica sportiva da primato come la RevoNex.

    Ducati o Energica, Mr. Allen Ko?

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