Home Moto & Scooter Karmic OSLO, l’ibrido a due ruote da ritorno al futuro

Karmic OSLO, l’ibrido a due ruote da ritorno al futuro

0
CONDIVIDI

Karmic OSLO. Ovvero, il più originale scooter elettrico mai visto sul mercato. (leggi)  Sembra disegnato da un bambino e realizzato in Moplen. Oppure, potrebbe uscire da un film di animazione. O da “Ritorno al futuro”.

Invece è (quasi) realtà. Se la campagna di crowdfunding appena lanciata su Kickstarter avrà successo, e dai primi passi pare proprio di si, il fondatore e presidente Hong Quan potrà dire di aver prodotto e messo in commercio un oggetto rivoluzionario. Almeno nell’aspetto.
Ma anche la tecnica costruttiva e il progetto sono degni di nota. La struttura del telaio è di alluminio idroformato, ricoperto interamente di pannelli termoplastici. Il peso è di appena 20 chili. E’ fornito con i pedali, ma anche con un acceleratore al manubrio e più raggiungere una valocità massima di 32 km/h che per le normative americane lo classifica come una biciletta di classe 2.
La batteria amovibile da 480 Wh assicura un’autonomia di 20 miglia se utilizzato con la sola spinta del motore. Un piccolo motore da 250 W. Che nel prossimo modello, per ora solo disegnato sulla carta, potrebbe essere rimpiazzato da uno di doppia potenza. Già nella versione odierna Karmic OSLO è equipaggato con ruote e pneumatici larghi, cerchioni neri pieni (il che la fa somigliare molto a un monopattino) luci a LED anteriorice posteriori, freni idraulici a disco. Insomma, non manca un’attenzione in più per la sicurezza. La sella comoda ma isolata dal resto del telaio e l’ampio spazio tra essa e il manubrio danno a Karmic OSLO una particolare accessibilità e comodità d’uso.

Chi fosse interessato può prenotarla sulla piattaforma Kickstarter, al prezzo di 1.499 dollari. L’obiettivo è raccogliere 200 mila dollari per avviare la produzione industriale. Finora ne sono stati raccolti poco più di 17 mila. Ma ottenere in spedizione lo scooter non significa poterlo usare. L’azienda, infatti, non si fa carico dell’omologazione in Europa. L’azienda avverte poi i sottoscrittori che la filiera dei fornitori è in parte nuova e tempi e qualità della produzione non sono ancora del tutto garantiti.