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Joby Aviation va in Borsa. E il suo aero taxi vale già 6,6 miliardi di dollari

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Joby Aviation sbarca a Wall Street e rilascia il primo video sul suo velivolo completamente elettrico a decollo e atterraggio verticale (eVTOL) in volo. L’ azienda californiana  celebra così un passaggio cruciale nel suo progetto di sviluppo di un servizio di aero taxi. 

Con oltre 1.000 voli di prova completati negli ultimi 10 anni, Joby è pronta a chiedere la certificazione dell’agenzia di controllo sui voli americana, la Federal Aviation Administration (Faa). E successivamente, entro il 2024, lanciare il primo servizio aereo di commuting elettrico commerciale, producendo più di mille velivoli all’anno. L’aereo taxi eVTOL di Joby Aviation è un convertiplano ad ala fissa.

Joby Aviation, 240 km ai 320 all’ora

Può ospitare 4 passeggeri più il pilota per 240 km con una sola carica e alla velocità di 320 km/h. Sono due dati che impressionano, molto migliori di tutti gli altri potenziali competitors sul mercato. Joby Aviation non ha mai svelato come può raggiungere queste prestazioni con un velivolo a batteria, ma dice di utilizzare una batteria di derivazione automobilistica.

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La società ha anche annunciato oggi di aver stipulato un accordo di aggregazione aziendale definitivo con Reinvent Technology Partners,  una SPAC quiotata al New York Stock exchange. Grazie a questa operazione potrà presentarsi in Borsa agli investitori per raccogliere capitale di rischio e autofinanziarsi.

Dalla Borsa arriveranno 1,6 miliardi di dollari

La fusione valuta la società 6,6 miliardi di dollari e genererà incassi per 1,6 miliardi di dollari. Serviranno a finanziare le operazioni commerciali.

«Negli ultimi dieci anni, ci siamo concentrati su un compito: sviluppare la migliore tecnologia possibile per cambiare il modo in cui ci muoviamo e viviamo con tempi di viaggio e pendolarismo accelerati», ha affermato JoeBen Bevirt, fondatore e CEO di Joby Aviation. «La nostra visione a lungo termine _ ha aggiunto _ è sempre stata quella di costruire un servizio passeggeri globale, aiutando un miliardo di persone a risparmiare un’ora ogni giorno, contribuendo al contempo alla protezione del nostro prezioso pianeta».

Paul Sciarra, presidente esecutivo di Joby Aviation prevede che «il ridesharing aereo guiderà un cambio generazionale nel modo in cui viaggiamo in questo secolo, proprio come hanno fatto la ferrovia e gli aerei a reazione nei secoli precedenti».

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In Joby Aviation il fondatore di LinkedIn

Reid Hoffman, co-fondatore di LinkedIn e co-lead director di Reinvent Technology Partners  entrerà a far parte del Consiglio di Amministratori della società combinata. Joby Aviation può contare anche su prestigiose partnership industriali come Toyota e Uber. A anche finanziarie come la Capricorn Investment Group del miliardario Jeff Skoll e la Emerson Collective di Laurene Powell Jobs.

Joby Aviation, fondata nel 2009, impiega più di 700 persone. Ha uffici a Santa Cruz, San Carlos e Marina, in California, oltre a Washington DC e Monaco, in Germania.

Dozzine di startup e giganti come BoeingAirbus e Bell stanno sviluppando prototipi per taxi volanti elettrici. E tutte sono a caccia di finanziamenti per concludere i loto progetti. Una settimana fa anche Archer Aviation, cofinanziata da FCA, aveva annunciato una fusione con una SPAC che porterà nelle sue casse 1,1 miliardi. Altrettanto potrebbero fare la tedesca Lilium e Volocopter.

L’unico competitor di Joby Aviation già quotato in Borsa a  Wall Street è la cinese Ehang Holding che produce l’ aero taxi due posti e a guida autonoma Ehang 216. Debuttò a fine 2019 a 12,90 dollari per azione.

Il taxi volante cinese Ehang 216

Il rivale cinese Ehang, gioie e dolori a Wall Street

Utilizzato in Cina in via sperimentale durante la pandemia e ora impegnato in voli di prova in Europa, venerdì 12 febbraio scorso ha toccato la quotazione di 124,09 dollari.  Il successivo lunedì 16 febbraio, accusato dalla società di ricerca Wolfpack di aver messo in piedi un discutibile sistema di autopromozione del titolo basato su informazioni non veritiere, è crollato fino a 46,30 dollari, assestandosi poi attorno ai 54 dollari. Ciò da un’idea del livello di volatilità di imprese di questo genere.

Ma Joby Aviation è fiduciosa. Bevirt ha dichiarato, nella conference call in cui ha annunciato l’accordo, che Joby conta di lanciare il suo servizio in quattro città nel 2024. Genererà un profitto entro il 2026, con ricavi per 2 miliardi di dollari.  «Il limite _ ha detto _ non sarà dato dalla domanda, ma da quanti velivoli riusciremo a produrre».

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