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Joby Aviation, show del volo elettrico a Wall Street

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L'aereo elettrico di Joby in mostra fuori dalla Borsa di New York prima dell'apertura della campana l'11 agosto. Will Guisbond Photo

Joby Aviation dà spettacolo a Wall Street nel giorno del suo debutto in Borsa. La società ameicana che sviluppa eVTOL (velivoli elettrici a decollo verticare) ha infatti esposto al pubblico  la sua creazione proprio di fronte alla sede del New York Stock Excange (Nyse), a pochi passi dalla mitica effige bronzea del Toro.

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L’aereo elettrico di Joby in mostra fuori dalla Borsa di Wall Street prima dell’apertura della campana l’11 agosto. (Will Guisbond Photo)

Il prototipo del velivolo, che nelle intenzioni di Joby Aviation dovrà servire da aerotaxi, ha mandato in visibilio una folla di curiosi assiepati di fronte alla Borsa di New York. Quello esposto è il secondo prototipo costruito, mentre il primo sta continuando i suoi test in California, dove ha sede l’azienda.

L’aerotaxi Joby vola per 150 miglia

Qui di seguito il video che documenta il volo di oltre 150 miglia in un’ora e 17 minuti del prototipo di Joby Aviation.

Il debutto a listino, mercoledì, è avvenuto grazie alla fusione con la società veicolo (Spac) Reinvent Technology Partners.  Joby Aviation è il primo grande costruttore di eVTOL ad essere quotato in Borsa attraverso una Spac. Altre operazioni sono in programma per i concorrenti Archer, Lilium e Vertical Aerospace, ma sono ancora in sospeso.

Il concorrente EHang sotto attacco

E’ quotata al Nasdaq dal 2019, invece, la società cinese EHang che ha già fatto volare i suoi aerotaxi in Cina durante la Pandemia e ora sta conducendo test in Europa autorizzati dai regolatori del volo, in vista delle omologazioni. Le quotazioni di EHang erano letteralmente esplose all’inizio dell’anno salendo in poche settimane da 20 a 130. Ma il 16 febbraio la società è stata attaccata dal fondo speculativo Wolfpack Research nel report “EHang, un titolo destinato a schiantarsi e bruciare“. Le quotazioni sono precipitate e ora il titolo si è nuovamente assestato attorno ai 25 dollari.

Joby e Wall Street, il flirt non decolla

Anche per Joby Aviation le cose sono andate peggio delle attese. Quando Joby annunciò l’intenzione di quotarsi fondendosi con RTP, in febbraio, l’entusiasmo per le Spac era ancora alto e la società prevedeva di incamerare la maggior parte dei 690 milioni di dollari nelle casse di RTP e di raccoglierne altri 835 dal mercato.

Da allora, anche a seguito della vicenda EHang le aspettative  degli investitori per le nuove tecnologie del volo elettrico si sono molto affievolite. Il risparmiatori hanno ritirato 63% del denaro nella casse di RPT e non sarà più a disposizione di Joby.

Tuttavia, il fondatore e CEO di Joby JoeBen Bevirt è ottimista ed è convinto che l’operazione fornirà alla società abbastanza soldi per certificare e commercializzare il suo aerotaxi a cinque posti. Non bisogna dimenticare che Joby Aviation aveva già raccolto circa 400 milioni di dollari da investitori privati. Aggiunti a quelli che resteranno in cassa a fine quotazione si calcola che nella disponibilità della società ci siano oltre 1,5 miliardi di dollari.

“Omologazione entro il 2024”

I fondi, ha detto Bevirt «ci consentiranno di accelerare su un paio di fronti diversi, incluso lo scale-up della nostra produzione e la costruzione della nostra infrastruttura, la nostra rete di skyport».

Agli investitori sono stati promessi traguardi ambiziosi. Primo fra tutti la certificazione del suo nuovo velivolo entro il 2024.

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