Jarv-E, la moto elettrica da enduro sviluppata dalla leggenda Graham Jarvis

Jarv-E è la moto sviluppata da Graham Jarvis

Jarv-E è una hard-enduro sviluppata da Graham Jarvis. Un po’ come se Valentino Rossi costruisse una moto elettrica da strada. Un attestato di stima dal singolo modello s’irradia all’intera tecnologia.

Non capita tutti giorni che uno dei più grandi piloti di moto off-road abbracci la tecnologia elettrica e decida di partecipare allo sviluppo di una moto. E anche di più: di dargli il suo nome. Si chiama Jarv-E la moto che Graham Jarvis e l’ingegnere David Freidinger. Anche Freidinger è un nome conosciuto nel settore, ha infatti contribuito a sviluppare i motori elettrici di KTM. 

Insieme hanno dato alla luce una moto pensata per l’hard enduro con 50 kW di potenza, peso contenuto e ciclistica da gara per affrontare i percorsi più tecnici. È una vera e propria moto pensata per le competizioni e  progettata da zero per l’off-road estremo, senza derivare da piattaforme già esistenti. È una moto radicale, leggera, potente, con soluzioni tecniche pensate per la guida sui terreni più impegnativi.

La Jarv-E è una moto elettrica sviluppata da Graham Jarvis

Il motore eroga una potenza massima di  67 CV la moto pesa circa 95 kg, con un rapporto peso/potenza invidiabile. Il telaio in acciaio Chromoly è massimizza la rigidità e la leggerezza, mentre il forcellone in alluminio garantisce una trazione ottimale in condizioni estreme.

Le sospensioni Sirris F43 High Performance sono state testate su percorsi reali da Jarvis stesso, e le ruote da 21″/18″ montano pneumatici specialistici per il fuoristrada tecnico. Tutti i componenti sono stati selezionati per garantire robustezza e prestazioni da competizione, con una geometria che privilegia il controllo anche nei passaggi più lenti e trialistici.

Autonomia, cambio batteria e controllo elettronico

La Jarv‑E monta una batteria da 5,6 kWh che garantisce un’autonomia variabile: fino a 5 ore in modalità Eco, 3-4 ore in modalità Enduro e circa 1,5-2 ore in assetto gara. Ma il vero vantaggio è il sistema di sostituzione rapida della batteria, che permette un cambio in soli 30 secondi, soluzione ideale per chi affronta competizioni a tappe.

La Jarv-E è una moto elettrica sviluppata da Graham Jarvis

L’elettronica di bordo include una app dedicata, tramite la quale è possibile regolare l’acceleratore elettronico, la risposta del motore, il freno rigenerativo e persino simulare una frizione. Sono disponibili diverse mappature sviluppate con Jarvis, per adattare la moto a stili di guida differenti e ai vari livelli di esperienza del pilota.

Produzione limitata e apertura al mercato europeo

La Jarv‑E non è per tutti e non solo per le capacità del pilota. Infatti sarà prodotta in soli 100 esemplari numerati, costruiti a mano in Austria. Al momento non è prevista l’omologazione stradale, ma l’azienda non esclude sviluppi futuri. In Europa la Jarv-E è già pre-ordinabile, mentre per gli Stati Uniti manca la certificazione necessaria.

La Jarv-E è una moto elettrica sviluppata da Graham Jarvis

Non si conosce il prezzo, ma la filosofia del progetto è chiara: una moto senza compromessi, pensata per chi cerca il massimo nelle competizioni enduro elettriche. In Europa, dove la mobilità elettrica è sempre più diffusa anche nel fuoristrada, Jarv‑E potrebbe trovare un suo spazio in un segmento di nicchia ma in espansione. Modelli come la Stark Varg stanno già dimostrando il potenziale delle due ruote a batteria in off-road. Ma la Jarv‑E vuole distinguersi per la purezza progettuale e l’orientamento alla performance estrema. Non è una moto per tutti, ma per chi cerca una piattaforma da competizione, con geometrie da hard enduro vero e libertà di personalizzazione, potrebbe rappresentare una rivoluzione.

Visualizza commenti (1)
  1. Alessandro D.

    Promossa!!!
    Interessantissima la geometria del forcellone, col perno così avanzato rispetto alle pedane… Una cosa a cui penso da anni per allungare il forcellone senza allungare l’interasse…
    E che si può fare solo con le moto elettriche in pratica…
    Poi doppio giro di catena per fare la riduzione, un po’ brutale ma efficace…
    bella bella!

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