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Jaguar e BMW iNext a BluE, design e sostenibilità in scena a Milano

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L'installazione "The Future Legacy" firmata Jaguar.

In occasione della Milano Design Week, Jaguar e BMW a BluE pongono riflessioni sulla mobilità attuale e di domani. Il messaggio è chiaro: l’elettrificazione è un processo tecnico e culturale che pone al centro il concetto di sostenibilità. Con l’aiuto del design, naturalmente.

L’heritage guarda al futuro

L’installazione del marchio inglese si trova all’interno dell’aristocratico chiostro Nina Vinchi, appartenente al Piccolo Teatro Grassi. Rappresenta il punto d’incontro tra la tradizione e lo spirito innovativo di Jaguar. In effetti, il concept “The Future Legacy“, sviluppato dai designer Ian Callum e Andrea Rosati, esprime lo stile e la cultura progettuale del Giaguaro. Il creativo italiano, design manager colour&materials Jaguar, dichiara che “la struttura rappresenta un esercizio di stile legato al sapere inglese e alla modernità“.

Logotipo speciale per la design week milanese.

Per quanto riguarda la tradizione british, spiccano i particolari logotipi vintage, presenti sul cofano della XE e sul poggiatesta di una delle sedute appartenenti all’allestimento. Non solo, l’amore per il passato si fonde con l’arte nella scultura in ceramica Wedgwood presente nell’esposizione, che unisce il mondo dell’automobile alle arti applicate.

Sartoria industriale e ‘green’

L’aspetto più interessante, però, è dato dai materiali, che esprimono la contemporaneità e la tensione verso il futuro. L’interno diventa un ambiente leggero, confortevole e facile da indossare, strizzando l’occhio al mondo dello sportwear. Ed ecco che le sedute Slim Performance e i pannelli porta diventano piccole materioteche da esplorare. Non mancano però i forti connotati etici e ambientali.

Il pannello porta ‘trasformato’ in materioteca.

Si spazia dal tessuto ottenuto da bottiglie di plastica riciclata (Dinamica by MIKO) alla lana priva di tintura e trattata come un intrecciato knit (Typefibre by Kvadrat). C’è inoltre spazio per i componenti stampati in 3D, come speaker e inserti dei cerchioni, ottimizzando così l’uso delle risorse.
Ultima, ma non meno importante, la scelta dei colori, capaci di esprimere una sensazione premium declinata al maschile e al femminile, in accordo con gli stili di vita attuali.

Design, catalizzatore d’innovazione

Anteprima dello speech su design ed elettricità.

Nell’ambito della conferenza targata BluENuove forme e nuovi colori. La mobilità elettrica incontra il design di prodotto“, importanti esponenti del panorama progettuale internazionale si sono espressi in merito.
Per Riccardo Balbo, direttore IED, l’elettrico costituisce “un importante fattore di trasformazione nel design, portandolo da un linguaggio formale di prodotto a un più complesso codice per progettare sistemi di prodotti“. Tutto ciò, ben inteso, senza snaturare i designer, quali fattori e attori di proposte inedite, in continuo dialogo con l’ambiente e la società in cui vivono.

L’ambiente arcadico della BMW iNext.

Secondo Claudia Geidobler, head of BMW color&trim design, invece, la nuova tecnologia “apre scenari sconosciuti. Non solo si va verso la sostenibilità, ma anche incontro a una nuova idea di creatività applicata all’automobile“. Il concept iNext, lanciato pochi mesi fa, costituisce concretamente una rappresentazione tangibile del mondo elettrico futuro, secondo la casa di Monaco. L’uomo ritorna al centro del progetto grazie alla filosofia “Ultimately Human“. L’interno del veicolo è “un’arcadia da vivere con spontaneità e gesti semplici. Un ambiente emozionale, in cui le sensazioni percettive donate dai materiali intelligenti coniugano mondo naturale e artificiale“.

Cambiare come nuovo fare

Un altro punto di vista arriva da Cesar Mendoza, fondatore del marchio NITO. Il creativo venezuelano vede nel designuno strumento capace di cambiare in meglio la società, se coadiuvato correttamente dalla tecnologia e da un sincero spirito etico“. Dunque l’elettricità può avere successo se il design “diventa capace di motivare i clienti nel selezionare la nuova tecnica“. Effettivamente, la Nito N4 sintetizza perfettamente la visione del proprio creatore.

La NITO N4 in esposizione a EICMA 2018.

Ancora più radicale è Cristina Favini, strategist and manager of Design Logotel. La progettazione della mobilità elettrica non solo “implica nuovi gesti e nuovi comportamenti, ma cambia completamente lo scenario, ponendo quesiti inediti“. Pertanto, la rivoluzione culturale è possibile “se viene compresa. Per raggiungere ciò, progettazione e comunicazione devono lavorare efficacemente, insieme all’organizzazione e alla formazione di persone, aziende ed enti“. La bontà del design, intesa come capacità di previsione e di approccio trasformativo, conclude la progettista italiana, si può comprendere “soltanto se verrà usato concretamente dalle persone“. Quale sarà l’approccio vincente?