Home Auto Italiani e auto elettrica: la propaganda no Watt fa scuola

Italiani e auto elettrica: la propaganda no Watt fa scuola

96
CONDIVIDI
italiani e l'auto elettrica
Ecco cosa pensano gli italiani dell'auto elettrica, secondo l'Osservatorio Findomestic

La propaganda no Watt funziona, non c’è che dire. Per gli italiani, infatti, l’auto elettrica non è poi così ecosostenibile e non è comoda da utilizzare. Lo dice l’Osservatorio di Findomestic in collaborazione con Eumetra. Opinoni che non sono frutto di esperienza diretta, naturalmente, ma  maturate leggendo i vari Del Viscovo, o seguendo in TV le trasmissioni di  Porro o Formigli.

Italiani e auto elettrica: scomoda e poco ecologica

Il risultato è che 4 italiani su 10 pensano che i modelli elettrici ed elettrificati saranno realmente green solo quando saranno alimentati con energia rinnovabile e quando sarà trovata la soluzione per un corretto smaltimento delle batterie.  Per 1 su 4, poi, resta il problema di dove ricaricarla. Dunque il sentiment degli italiani verso l’auto elettrica è distorto dalla propaganda no Watt. Ed è ben diverso dai fatti e da quello di chi l’auto elettrica l’usa tutti i giorni.

italiani auto elettrica

 

Italiani e auto elettrica: incentivi sconosciuti

Il pregiudizio è così radicato che vengono snobbati anche gli incentivi. Il 62% degli intervistati ne ha sentito parlare, ma solo il 5% si dice seriamente intenzionato ad approfittarne, il 19% probabilmente mentre il 38% lo esclude. E, tra chi è al corrente degli incentivi, il 31% non sa nemmeno cosa siano.  In linea generale gli italiani si dividono tra chi considera gli incentivi “poco” o “per niente” utili (48%) per acquistare un’auto nuova e chi li ritiene, invece, “molto” o “abbastanza utili” (52%).

Viva le ibride, ma cosa sono?

Oggi quasi la metà degli italiani (47%, appena due anni fa la percentuale era 10 punti più bassa) pensa che la sua prossima auto sarà ibrida (plug in o senza ricarica). Ma solo il 23% le conosce, il 44% vagamente e il 33% per niente. Il 14% degli italiani dice invece che acquisterà un’auto completamente elettrica. Solo il 24% sceglierà una motorizzazione tradizionale: il 12% opterà per il diesel, un altro 12% la benzina. La stessa percentuale del campione (12%) pensa, invece, al GPL. Quasi nessuno (2%) valuterà un’auto a metano o idrogeno.

 

Le diesel e benzina sono in calo, in termini di preferenze, rispettivamente di 4 e 3 punti percentuali rispetto a due anni fa, mentre il metano, crolla di 11 punti percentuali per effetto del grande aumento dei prezzi al distributore.

Italiani e auto elettrica: il rebus ricarica

Tra chi si è detto propenso ad acquistare come prossima vettura un’auto  “alla spina” quindi ibrida plug-in o completamente elettrica  il 25% userà l’impianto del box senza alcun tipo di installazione aggiuntiva, il 23% è invece disponibile ad apportare modifiche al proprio box come l’installazione di una wallbox e il 18% installerà la wallbox senza modificare l’impianto elettrico. Il 35% pensa di appoggiarsi alle colonnine elettriche pubbliche, un 5%, ricaricherà la propria auto presso la sede di lavoro e, infine, un 8% non sa ancora quale soluzione adottare per la ricarica.

Il concessionario, un consulente a 360 gradi

In un contesto generale di grande incertezza come quello attuale e in un mercato automotive altrettanto incerto in questa fase di transizione all’elettrico, il concessionario, conferma l’Osservatorio Findomestic, assume un ruolo sempre più centrale. E’ percepito come il luogo dove ricevere una consulenza a 360° (leggi) sul tipo di auto da acquistare in funzione delle proprie esigenze (38% delle risposte). Solo in seconda battuta, secondo gli intervistati, il concessionario è il luogo della trattativa economica e del pagamento (32% del totale delle risposte).

Il 28% del campione indica, poi, il concessionario come il luogo in cui provare nuovi modelli. Il 27% lo percepisce come l’interlocutore migliore per vendere o acquistare una vettura usata o per essere accompagnati da personale esperto nella configurazione del modello da acquistare.

Solo il 20% paga in contanti

Tra chi ha intenzione di acquistare un’auto nuova o usata, la soluzione d’acquisto privilegiata rimane quella del finanziamento sul punto vendita (32% delle preferenze) e al secondo posto il prestito personale (27%). Un 20% dei prossimi acquirenti d’auto pagherà in contanti, mentre il 13% utilizzerà formule di noleggio a lungo termine e leasing.

Problema: tempi biblici per la consegna

«Il mercato automotive_ commenta Claudio Bardazzi, Responsabile Osservatorio Findomestic _, è oggi fortemente influenzato da diversi fattori che incidono sulla propensione all’acquisto. Uno dei più rilevanti è il problema dei ritardi nelle consegne: come abbiamo rilevato nell’approfondimento il 43% dei clienti valuterebbe oggi altri modelli disponibili piuttosto che attendere circa 6 mesi per un’auto nuova, il 13% si sposterebbe su un’usata e il 17% rinuncerebbe all’acquisto rinviandolo a tempi migliori. Sarebbe disponibile ad aspettare solo il 27% degli intervistati».

– Iscriviti gratuitamente alla Newsletter e al canale YouTube di Vaielettrico.it –

Apri commenti

96 COMMENTI

  1. come sempre, non pubblicati miei commenti..
    saranno stati pieni di insulti!! 🤦‍♂️

    o forse, come risponde tedeschini a uno, era domenica di agosto e vagliare i commenti (migliaia) suda la fronte..

    • Vede, questo è il classico esempio di un commento che dovrebbe essere cestinato: interessa a lei (mi chiedo perchè) e zero a tutti gli altri, noi compresi

  2. Fa piacere constatare che, la prima e unica conclusione che traete sia quella di dar la colpa alla “propaganda” nowatt, un po come alti Dan la colpa “ai poteri forti”.
    Le elettriche le considereranno a emissioni zero solo quando saranno alimentate al 100% da rinnovabili(e sarebbe meglio dire a zero emissioni dato che ai termovalorizzatori si son aggiunte di recente delle rinnovabili piuttosto inquinanti) … Questo è un dato di fatto, lo si può indorare quanto si vuole dicendo che hai i pannelli e quindi sei a posto, ma o hai un accumulo pari alla tua batteria (e genera emissioni doppie rispetto al solo acquisto dell’auto) o comunque stai usando energia dalla rete, poco importa se hai riversato l’equivalente, quello lo ha usato qualcun’altro di giorno, te assorbirai solo perché c’è una fonte a produrre che emette scorie.
    Solo il 5% del 62(almeno così sembra) è intenzionato a usare gli incentivi, unito alla considerazione finale riguardo al fatto che metà e metà reputano utili o non utili gli incentivi, a me più che alla propaganda fa pensare che chi è intenzionato ad usarli è perché già può permettersi auto da 30k ed è felice perché la paga meno, quelli che non vogliono usarli son tutti vittima di propaganda? O semplicemente non han intenzione ne necessita di cambiarla o gli incentivi non sono sufficienti a renderla acquistabile? Non è poco il 50% che non lo ritiene sufficienti
    Non ho capito ” E, tra chi è al corrente degli incentivi, il 31% non sa nemmeno cosa siano.” cioè ne sono al corrente ma al tempo stesso non sanno cosa siano?

    Tutte queste, per altro utili, statistiche vanno prese e poi ponderate per capirle, una percentuale alta di persone che ignorano differenze tra plugin bev etc etc, stanno per cambiare auto? Perché per tutti è normale ignorare un argomento molto vasto finché non cenè necessità, gli appassionati sono pochi sulla massa, qui a commentare saremo due o trecento utenti (e qualche migliaio di lettori penso) su un parco di 30 milioni di automobilisti siamo una goccia nel mare.
    Il campione quanto era esteso? L’età degli intervistati? Quanto pesa ogni fascia d’età considerata sul totale?
    Tante macro variabili, ignote, e l’interpretazione automatica è “è colpa della propaganda!” un po come salvini che qualunque cosa è colpa della sinistra? O dei migranti nowatt e inquinatoriammazzabambini

    • Io vorrei un’auto elettrica ma non ho più di 20k che sono già tanti x un’auto …con quello che costa in’elettrica ci prendo 4 panda ..gli incentivi sono per i ricchi e per gli evasori fiscali …non vedo come con una RAL sotto i 30k puoi permetterti un’auto da 42k

      • Bisognerebbe vivacizzare il mercato dell’usato BEV per dare la possibilità ad una più vasta platea di acquistare questo tipo di alimentazione, lavorerei su due aspetti:
        1) Obbligo per le case costruttrici di rilasciare un certificato sullo SOH della batteria quando si fa il tagliando dell’auto o a richiesta ad un costo calmierato.
        2) Agevolazioni economiche non solo per chi acquista nuovo, ma anche per chi acquista BEV usate, bonus usufruibile anche in caso di cessione tra privati, tanto per non dover sempre pagare la tangente ai soliti.

        • -Obbligo per le case costruttrici di rilasciare un certificato sullo SOH della batteria quando si fa il tagliando dell’auto o a richiesta ad un costo calmierato.-

          E questa, molto seriamente, sarebbe una “battaglia” da portare avanti ad ogni costo. Incredibile che ad oggi, con rispetto parlando, per avere questa informazione ci si debba rivolgere ad enti terzi, sostenendo comunque spese non trascurabili e comunque dovendo attendere (sia chiaro in maniera incolpevole per tutti) anche 24 ore per avere una risposta.

          • Esatto, anche perchè dovrà poi essere il costruttore a cambiare la batteria se si deteriora eccessivamente entro i termini della garanzia

          • Ma non solo. C’è anche tutto l’immenso e inesplorato mondo dinqiello che può succedere dopo lo scadere della garanzia… Da “tecnico” ne avrei da scrivere di considerazioni per diverse cartelle… di base: stiamo qui a parlare si ecologia ad ampio spettro e poi ci mettiamo in condizione che dopo 8 anni un’automobile è da rottamare perchè commercialmente potrebbe anche valere “zero”? Tutto perchè per farsi fare una diagnosi delle batterie bisogna fare un triplo carpiato e comunque le batterie stesse non sono vincolate da leggi che ne prevedono una facile sostituzione e una riparazione anche parziale a costi umani? Ripeto: da “tecnico”, e quindi penso con cognizione di causa, ma questo mi sembra un buco nero (peraltro evitabilissimo) di cui oggi non ci accorgiamo, ma che via via che scadranno le garanzie ci presenterà un conto salatissimo in termini di valitazione dell’usato. E ripeto: tutto ciò sarebbe facilmente evitabile se il legislatore si sforzasse di fare un banale 2+2.
            Se vuoi approfondire e se ritieni di volermi dar credito 😇, a settembre ti metto giù due righe. Non prima dell’inizio delle scuole però. 😂

            Magari potremmo portare avanti la campagna.😉✊

          • Ok, mi risulta comunque che a Strasburgo sia in discussione una direttiva europea sulle batterie auto. Relatore è la parlamentare italiana Bonafè.

          • Allora, ho letto qualche cosa. la Direttiva si concentra molto sulla questione del riciclo e della provenienza dei materiali. Cosa del tutto legittima sia chiaro. Però le questioni che sollevo io le sfiora e anche piuttosto alla lontana. Da indagare ulteriormente.

          • Rilancio, obbligo di mostrare il dato nel computer di bordo in apposito menu, alla fine quello che fa abpr etc collegandosi alla odb non c’è nessun motivo valido per cui non possa farlo un piccolo sw interno che magari ha anche più informazioni di quelle che passano da odb. Ovviamente fatto per non essere alterato stile conta km tirato indietro hehe

  3. Se parlate di no Watt siete dei totali ignoranti.
    Il Watt è un’unità di misura della potenza, indipendentemente dalla sua natura.
    Si misura in Watt la potenza dei motori a scoppio così come quella dei motori elettrici così come il quella derivata dal calore prodotto dal corpo umano o dalla forza muscolare.
    Siete solo dei pessimi propagandisti.

    • Viene usato anche no-volt ma perde l’assonanza eufonica con no-vax, benché etimologicamente più attinente.
      Sono sicuro che avesse già considerato questi aspetti.
      Oppure non ha utilizzato sufficienti Watt derivati da ATP endoergonica prima di scrivere.

  4. Premetto che ho già un’auto full hybrid, sarei volentieri passato all’elettrico puro, o almeno ad una ibida plug in, ma i costi di acquisto sono assolutamente esagerati per pensare ad un risparmio rispetto all’attuale. Per me il problema maggiore rimane questo!!!

    • Già, cambiare auto tra l’altro è sconveniente, più la tieni e meno spendi. Il prezzo è il tallone d’Achille purtroppo.

  5. E come al solito gli stupidi no-watt arrivano come le mosche nei commenti. Comunque il 40% è meglio di quello che pensavo.

  6. Io parto dal presupposto che non spenderei mai 30k euro per qualsiasi macchina, quindi benzina, diesel, elettriche, per me sono uguali. Massimo 12k euro, come la Kia Rio che presi nel 2013

  7. Non preoccupatevi: ci sta già pensando la realtà a spiegare alle persone che non si può rimandare la transizione da fonti fossili. Bisogna solo avere ancora un po’ pazienza e i vari Porro parleranno d’altro.

    • Altra fandonia:

      AGI: “Dal motore termico all’elettrico, quando il rumore è una protezione. Secondo il New Yorker passeremo dall’età del caos all’era del silenzio, con pericoli evidenti per i pedoni, che perderanno una serie di suoni familiari e regolari, come nel caso dei veicoli a combustione”.

      Guardiamo i dati della Norvegia dove si vendono il 70% di auto elettriche: https://www.ssb.no/en/transport-og-reiseliv/landtransport/statistikk/trafikkulykker-med-personskade

      Dice che nel 2021 ci sono state 80 persone morte in incidenti stradali contro una media di 99 negli ultimi 5 anni. Il sottogruppo “ciclisti e pedoni” passa da 18 a 11. Traete voi le conclusioni.

      • Non mi apre il link, ma se si è passati da una media di 99 a 80 vuol dire che il numero è diminuito… Idem per passare da 18 a 11

  8. Mi sono appena accorto di un nuovo aspetto di quel risultato ovvero che … anche io avrei risposto “è green solo se alimentata con energia rinnovabile”. Ma tutti voi avreste risposto così perché … le altre risposte sono tutte false o inesatte!

    Riguardate il grafico ed esaminiamole tutte:
    – “è green solo se è alimentata con energia rinnovabile”: ok, non sarà lo slogan migliore, ma tutte le ricerche CONCORDANO nel dire che se l’energia è prodotta dal carbone (Polonia e pochi stati statunitensi) le auto elettriche nel ciclo di vita emettono più co2, quindi anche se brutta almeno è corretta come risposta. Potremmo eccepire che non serve che sia 100% rinnovabile ma basta che il mix energetico non sia proprio pessimo (in teoria anche usare centrali a metano la rendono più green delle auto, meglio ancora le nucleari) ma è anche vero che qui si parla in generale di “green” e non di un piccolo risparmio di co2, quindi è corretto dire che l’auto elettrica si può dire davvero green se è alimentata (prevalentemente) con energia rinnovabile e non da centrali a metano

    – “sarà green quando si troverà una soluzione per lo smaltimento delle batterie”: è falso, anche se lo smaltimento è importante, l’auto elettrica è “mediamente più green” anche senza smaltimento (chiaramente è meglio smaltire che non farlo)

    – “non saprei proprio dove ricaricarla”: è falso, basta aprire un’app e lo sai

    – “è un vantaggio per l’ambiente in generale”: è falso, proprio per il discorso della produzione di energia. In pratica se fossi ad un esame universitario e solo una fosse la risposta corretta al test, tra la prima e la quarta sceglierei la prima, proprio per il discorso già fatto, la prima è sempre vera come affermazione, la seconda no

    – “con l’aumento dei costi energetici oggi non conviene acquistarne una”: è falso perché è aumentata sia la corrente che la benzina

    – “anche se costa di più è economica nel mio periodo”: è falso perché per i modelli più economici non è così soprattutto considerando che la stragrande maggioranza degli italiani paga tramite rate/finanziamento e quindi gli interessi impediscono di raggiungere il punto di pareggio. Per chi salda alla consegna e per chi è orientato su modelli più costosi invece è vero che c’è convenienza

    Quindi … l’unica risposta “meno inesatta” è quella che hanno dato gli italiani, cavandosela bene davanti ad un test insidioso. Insomma, non sarà una bella risposta, ma le altre erano tutte peggiori.

    • Il problema forse è fare un sondaggio volendo veicolare la risposta nella direzione auspicata. E si, anche io a quella domanda avrei risposto così perché un conto è dire “è green”, cosa che mi rimanda alla mente l’impatto zero o quasi, altro sarebbe stato chiedere “Inquina sensibilmente meno una EV o una termica secondo lei”, alla quale in molti avrebbero risposto penso diversamente.

      Poi che tutti vorremmo auto a impatto zero, anche per tutto il contorno e il loro post vita, magari pure economiche, è palese. Però ovviamente bisogna scegliere tra il meglio che c’è disponibile, non fare ovviamente confronti con quanto si spera che, fra enne anni, ci sarà.

      PS per il non saprei dove ricaricarla presumo si riferissero a ricarica domestica, magari gente senza garage o con garage in grossi parcheggi condominiali che impediscono installazione

  9. Non capisco perché chiamate propaganda no watt il fatto che le persone sappiano benissimo come l’energia per la ricarica venga prodotta da fonti NON rinnovabili. Si va dal petrolio al gas russo, fino al carbone; le rinnovabili sono una fettina piccola piccola, soprattutto se si vuole ricaricare un parco auto elettrico in crescita. Vogliamo spostare dalle auto alle centrali la produzione dell’inquinamento per fare una bella foglia di fico? Certo che il mercato deve vendere, e le elettriche sono il nuovo gadget per un perfetto green washing delle coscienze.

    • Le fonti rinnovabili sono il 42% della produzione di elettricità. SE domani il governo le aumenta le tasse del 42%, dice che è un aumento piccolo piccolo?

    • Non direi che é una foglia di fico perché, già col mix energetico attuale, il sistema che alimenta le BEV è globalmente più efficiente.
      Semplifichiamo i numeri (ma quelli reali sono vicini a quelli che citeró):
      Efficienza centrali power generation da fossile: 0.4
      Fonti fossili nel mix energetico italiano 0.6
      Fonti rinnovabili nel mix energetico italiano 0.4
      Efficienza motore elettrico: 0.8
      Per cui abbiamo 0.8*(0.4+0.4*0.6)=0.5 che rappresenta l’efficienza complessiva del ciclo di una BEV.
      Mentre l’efficienza di una ICE non supera lo 0.35 o 0.4, nel caso dei migliori diesel.

      • Non si arrovelli troppo con le formule. C’è un interessante studio svizzero, dove peraltro sono allo studio tasse sulle auto elettriche, che evidenzia come l’impronta ecologica dipenda dalla provenienza della energia impiegata per la ricarica, in linea con quanto risposto dagli zotici Italiani… Anche loro No-Watt!?
        Sostanzialmente già passando dalla Svizzera alla Germania, che sicuramente è messa meglio dell’Italia per nucleare e fonti rinnovabili l’impronta non è più così green…
        https://www.tcs.ch/it/test-consigli/consigli/elettromobilita/faq-elettromobilita.php

        • Riporto testualmente quello che dice la sua fonte: “L’impronta di carbonio di un’auto elettrica è migliore tanto quanto in funzione della quantità di elettricità che è generata da fonti di energia rinnovabili. Proprio perché le energie rinnovabili stanno rimpiazzando sempre più i combustibili fossili nella produzione di energia elettrica, il passaggio alle auto elettriche sta dando un contributo sempre maggiore alla protezione del clima. Anche in Germania, dove circa la metà dell’elettricità è ancora prodotta da centrali elettriche a carbone e a gas, un’auto elettrica è più rispettosa del clima di un’auto a benzina. Il vantaggio è però minore rispetto alla Svizzera: invece di 30 tonnellate in Svizzera, la stessa auto elettrica in Germania produce oggi circa 50 tonnellate di emissioni di gas serra. In Europa, il passaggio alle auto elettriche per motivi climatici non è motivato solo in Estonia e in Polonia”. Per sua conoscenza aggiungo che l’Italia non è il Paese con il peggior mix energetico. Può consultare i dati Eurostat qui: https://appsso.eurostat.ec.europa.eu/nui/show.do?dataset=nrg_ind_ren&lang=en

      • Buongiorno, aggiungo una considerazione a riguardo:
        non so perché, ma mentre nell’elettrico si guarda sempre alle emissioni durante l’intero ciclo di vita, per i fossili invece si guarda sempre solo alle emissioni e all’efficienza allo scarico.
        Ma ci sono altre emissioni nel ciclo di vita che nel caso di auto elettriche non ci sarebbero, ad esempio la distribuzione:
        Quante cisterne mosse da tir quotidianamente fanno il giro dell’Italia per riempire i distributori? Quelle non inquinano?
        Sarei curioso di capire l’impatto di entrambe le fonti di energia in modo dettagliato e confrontabile.
        Buona giornata,
        Scootelettrico

        • Più che la distribuzione impattano molto estrazione e raffinazione. E data la riciclabilità pari a zero del petrolio per uso energetico, bisogna continuare a estrarre e raffinare e inquinare.
          È chiaro che la cosa funzionerà sempre peggio dato il gran numero di popolazioni che stanno elevando il proprio stile di vita a quello occidentale.
          Questa è la spada di Damocle che abbiamo sulla testa, chi fa il no watt ignora totalmente i guai che ci aspettano dietro l’angolo, CO2 o non CO2.

    • Una centrale elettrica a gas (dico gas perché sono quelle che attualmente in Italia utilizziamo di più per produrre energia elettrica da combustibile fossile) ha un rendimento infinitamente superiore a quello di qualsiasi motore termico in circolazione e delocalizza le emissioni fuori dai grandi centri urbani, credo che chi viva nelle grandi città ringrazi nel poter respirare aria in po’ più pulita se solo circolassero quasi esclusivamente veicolo a zero emissioni.

      • Mentre chi vive vicino ad una di queste grandi centrali cosa fa? Quindi, se ho capito hene l’importante è inquinare al di fuori dei grandi centri urbani?

    • Indipendentemente di come viene prodotta l’energia in Italia ti vorrei fare riflettere! Attualmente produrre 1 kWh con il mix energetico italiano si ha una produzione di circa 300 grammi di CO2 un auto elettrica in particolare la mia c4 quindi un “SUV” tengo una media di circa 14 kWh per 100 km (Valore calcolato su una media di 10000 km ) quindi per percorrere 100 km la produzione di CO2 si aggira sui 4.2 kg…. Arrotondiamo a 5 kg considerando le perdite di rete e di caricatore… Bruciare 1 litro di gasolio nel proprio motore diesel si produce circa 2.6 kg di CO2 (senza considerare tutti gli altri gas nocivi tra cui NOX monossido di carbonio ecc… Che vengono liberati ad un palmo del naso di un bambino) un auto diesel tipo la mia consuma circa 4.5 litri di gasolio per 100 km ( dato medio di consumo rilevato da 4 ruote) quindi si parla di una produzione di CO2 di 11.7kg di CO2 siamo ben oltre il doppio di emissioni e non si considera minimamente il costo ambientale di estrazione trasporto e raffinazione del greggio che anch’esso ha dei valori tutt’altro che trascurabili! Un altra considerazione da fare è che con l’aumento progressivo nel tempo di fonti rinnovabili un auto elettrica ha la tendenza a produrre meno CO2 per km al contrario di un auto diesel o benzina che per via dell’usura del motore termico aumenterà in minima parte i consumi e i relativi gas di scarico…

    • Ma lei, Lorella Morelli, esiste veramente, oppure è un bot di Putin?

      Si annoiava, in una torrida notte d’agosto, e, non sapendo come ammazzare il tempo, ha deciso di lanciare un sasso nello stagno per poi fuggire, immemore della sua azione?

      Perché non risponde? Lorella!

  10. Comunque dubito che il problema sia la percezione di quanto l’auto elettrica sia realmente green e come la produzione di energia abbia impatti sulla co2 risparmiata (ricordiamo lo studio di Green NCap: -30%, mediamente parlando, se e solo se si realizzerà il piano Fit for 55 e quindi la produzione di energia prevederà una quota importante di rinnovabili).

    Il problema, come più volte esposto da me e da altri utenti di VaiElettrico, è il prezzo di acquisto (che, lo ripeto, si fa a parità di modello, non confrontando mele e pere), secondo il medesimo osservatorio che ne ha già parlato lo scorso mese [ https://www.osservatoriofindomestic.it/osservatorio-consumi/tendenze-di-consumo.html#5BFA8BD2-28E9-92D5-0928-4AFD81DFF9EC ].

    Secondo tale studio, relativo all’acquisto di un qualunque prodotto green, gli “italiani sono pronti a spendere di più per acquistare prodotti green, ma solo 1 su 10 è disposto a sostenere un sovraccosto che vada oltre il 10%” e, guardando il grafico, emerge che SOLAMENTE L’1% DEGLI ITALIANI E’ DISPOSTO A PAGARE OLTRE IL 20% UN PRODOTTO GREEN. Ricordiamo che oggi, almeno nelle fasce di reddito medio-basse, l’elettrico ha un sovrapprezzo del 100% rispetto all’equivalente a benzina (in fase di acquisto: vedere tutta la gamma Stellantis ad esempio, 500e, Opel Corsa, Peugeot 208, etc., ovvero i modelli oggi più venduti, ma anche VW e-Up), somma che solo parzialmente può essere recuperata in base alle abitudini, alle necessità, etc. Anche applicando gli incentivi alla massima potenza, resta un sovraccosto superiore al 20%.

    Proviamo ad aggiungere che questo prodotto green si porta dietro tutta una serie di punti interrogativi: longevità batteria, assistenza tecnica sul territorio, soluzioni “acerbe” dei produttori, rete di ricarica, maggiori costi di riparazione in caso di incidenti o guasti imprevisti, oneri relativi all’installazione della wallbox, valore dell’usato, rischio black out, variazioni prezzo dell’energia elettrica nei prossimi anni e quindi si spiega la reticenza degli italiani.

    Del 3.6% di chi oggi acquista elettrico probabilmente – è una mia ipotesi – la percentuale di coloro che scelgono il saldo alla consegna o altre forme fiscalmente convenienti (leasing, noleggio lungo termine per professionisti, etc.) è maggioritaria e solo pochi super-ecologisti si svenano pur di dare un contributo all’ambiente.

  11. Vogliamo parlare di chi si fa un’opinione guardando un meme ironico? Come quello famoso dell’auto elettrica collegata alla presa di una centrale a carbone?
    Informarsi correttamente costa tempo e fatica, cosa notoriamente odiata dall’italiano medio che se tutto va bene si ferma al titolo delle notizie.
    E mi pare che i dati riportati nei cari commenti qui lo dimostrano

  12. l problema è che la massa segue i consigli di chi le BEV non le mai usate perché sono tanti e non ascolta noi utilizzatori perché siamo in pochi e la nostra voce giunge flebile.
    Poi naturalmente ogni minimo problema con le BEV viene ingigantito sempre dai tanti che non le hanno.
    E’ un po come nei processi medioevali, dove l’accusato non aveva diritto ad una difesa e veniva condannato senza processo solo perche la massa lo richiedeva, poi alla fine era innocente, ma la massa era comunque soddisfatta che la giustizia fosse stata fatta perche si era fatto come si dove fare,come tutti pretendevano, pazienza poi se il vero colpevole era libero.
    Io penso che per l’incentivo statale che abbiamo ricevuto per l’acquisto, siamo in un certo senso investiti anche dell’onore e dell’onere di portare la nostra testimonianza con pazienza. Per i tanti che ancora non ce l’hanno cercate almeno di applicare le regole del giusto processo, esaminate tutte le prove, non credete alle notizie non verificate, valutate l’affidabilità di chi vi da notizie e non sposate idee preconcette, così come fa un investigatore che deve trovare il colpevole.
    Vi dico questo, è molto facile che quando un giorno avrete una BEV, vi sorprendere di come sia meglio di quanto si potesse immaginare.
    Di sicuro e senza ombre di dubbio, tutte le seconde auto parcheggiate in box di proprietà che possono caricare alla serra e con unità immobiliare dotata di impianto fotovoltaico, possono essere tranquillamente delle BEV e solo così parliamo di un possibile parco circolante 10 volte superiore all’attuale.
    Poi le BEV si possono usare anche in contesti più ampi, ma intanto mi accontenterei di far passare questo messaggio.

  13. Solo una constatazione: il tempo trascorre veloce ed il traguardo del 2035 ormai si inizia a vedere da lontano. Ripongo la domanda, vediamo se qualcuno ha le idee più chiare delle mie e lo spero: dove collego la spina di notte se abito in città ed ho un’auto elettrica come tutti quelli che abitano nel mio quartiere o quasi? Per favore risposte serie e non sfottò o risposteirrispettose. Ho solo posto la domanda

    • Ciao Danzio, ci sono diversi elementi che si dovrebbero tenere a mente (tipo quanto si usa l’auto e che aitonomia) ma facciamo un esempio con un’auto da 250km di autonomia che percorre circa 50 km al giorno…secondo me sono trele opzioni (che però premetto non ho mai provato perché ho la possibilità di ricaricare a casa) 1 ricaricare al supermercato (che spesso hanno le colonnine) 2 ricaricare sul posto di lavoro se possibile 3 avere 20-30 minuti una volta a settimana per ricarica fast (oltre alla spesa settimanale)

    • È vero che chi non ha una ricarica nel proprio garage o un posto auto dedicato,oggi, possa esser messo in difficoltà perché non tutti i supermercati hanno la ricarica e non tutti sono disposti a fare km per cercare una colonnina per ricaricare e farne altri per cercare un parcheggio…..
      La macchina che avevo prima (17 anni fa) era GPL e quindi dovevi conoscere i distributori dove erano messi o chiedere alle persone visto che non c’erano app ecc. Con il tempo e la propagazione di auto a GPL sono aumentati anche i distributori e quindi anche la velocità di trovarne uno nelle vicinanze….

      Ora ho una macchina elettrica e quando ho iniziato a usare le app mi sono accorto che le colonnine ci sono e riesco facilmente a trovarle libere quelle volte che ho bisogno di ricarica fuori casa….

      Quindi man mano che il mercato si sposterà sull’elenco anche le colonnine saranno sempre più presenti anche nelle città…

      Per rispondere alla tua domanda quando quasi tutti avranno le auto elettriche… Sotto casa o gira l’angolo della strada che ne troverai una libera….

    • L’installazione di colonnine sta procedendo di pari passo con le vendite di auto. Semplicemente perché ci sono interessi economici enormi, non perché Babbo Natale esiste, sia chiaro. Credo che le cose stiano subendo una ulteriore forte accelerazione proprio a causa delle decisioni europee.

    • Io ricarico, mediamente una volta a settimana, ad una delle colonnine vicino a casa.
      Quando (quasi) tutte le auto saranno elettriche (ben oltre il 2035) verranno installate colonnine nelle città e nei posti residenziali, per semplici ragioni economiche.
      Al contrario nel 2035 potrebbe iniziare ad essere complicato trovare distributori di carburanti in quanto l’investimento o anche soltanto il mantenimento potrebbe diventare economicamente poco sensato.

      • Ci dia dei dati di tempistiche di previsione di installazione divisi per regioni provincie e comuni, così possiamo farci una idea

        • Eh? Ma che domanda è?
          Col 110% sono spuntati ponteggi ovunque e han rifatto tetti e impianti di climatizzazione in quattro e quattrotto figuriamoci cosa ci vuole a mettere delle prese a dei lampioni.

          • Lei è uno di quelli che paragona gli ev all’avvento dei cellulari e alle macchine fotografiche digitali vero?
            Mi faccia indovinare, è un grande appassionato di informatica e il suo passatempo è assemblare pc a cambiarne la ram.
            Continui con il suo hobby ed eviti di fare delle considerazioni fuori luogo

          • @guido se non paragona le auto all’avvento dei cellulari e alle macchine fotografiche digitali (che non sono più un prodotto consumer) ha capito esattamente zero dell’evoluzione del mercato auto, ma va bene lo stesso, non credo che molti maniscalchi avessero chiaro cosa stava avvenendo con l’arrivo di Ford.
            La rassicuro anche con l’assemblaggio dei PC, che è cosa che si faceva anni fa, anche questa appannaggio ormai di pochi, soprattutto gamer, etc. che il grosso del mercato è cambiato.
            Mi resti pure abbarbicato allo scorso secolo, avrà tutto il tempo per ricredersi.
            Un’ultima cosa: le ho fatto una domanda facendole notare che a sua volta ha fatto una domanda decisamente stupida, tipo quella di Mike a Paolo Coniglio con la famosa domanda da un miliardo trecentonovanta milioni ottocentodieci lire in Sogni mostruosamente proibiti https://youtu.be/8PkOFHXAfIg) ma vedo che ha cambiato argomento: non mi pare un buon segno.

          • Il termine “gamer” mi suggerisce che ho ragione mio caro informatico, lasci stare il mercato auto mi creda, è più complicato di quanto si immagina.
            In ogni caso, la prossima volta che vuole interloquire con me, lo faccia solo se munito di dati e fonti, le sue opinioni non sono rilevanti

          • @Guido, lei è severo, ma giusto.
            Ma come dice mio figlio quando vuole farmi sentire vecchio: “Modern problems require modern solutions!”.
            Visto che le mie opinioni sono, come dice correttamente lei, irrilevanti le lascio un bel video di chi certe cose le studia di professione, sono certo che non le basterà ma d’altra parte le sue opinioni hanno lo stesso valore delle mie.

            https://youtu.be/2b3ttqYDwF0

          • La ringrazio per lo spunto, citandomi Tony Seba conferma la mia tesi.
            Le lascio questa ultima pillola, questo speach è del 2017…si affacci dalla finestra, mi dica se vede più cavalli o più automobili.
            Buona riflessione.

          • @Guido da quale finestra? In Norvegia, a Pechino? In Italia nel 1913 avrei visto ben poco, ma non paragonerei l’Italia del 1900 con quella di oggi.

    • Chi abita in città è bene che inizi ad usare i mezzi pubblici. L’auto di proprietà non è un obbligo costituzionale, cambiate mentalità!

  14. Il problema è che la propaganda la fanno soprattutto i politici, con proclami che fanno indignare il 97% dei climatologi mondiali.

    Siamo alle porte del disastro ambientale e ci sono ancora persone che hanno il coraggio di mentire per…………

    Quando ci ammazzeremo per l’acqua ed il cibo ricordiamoci dei detrattori delle elettrico e delle rinnovabili.

  15. Comprare un’auto nuova in contanti non credo si possa … Al più si può saldare con metodi di pagamento tracciabili …

    • In contanti si intende saldare tutto l’importo al momento dell’acquisto senza fare finanziamenti di vario tipo…

    • Il limite per il pagamento in contanti è di 999 euro. Oltre è necessario utilizzare un metodo tracciato. Almeno in Italia.

  16. Il grosso errore,e l’ho già scritto in passato è il fatto che l’incentivo non possa essere sfruttato anche sulle vetture usate.
    Se si cerca un usato elettrico adesso inizia ad esserci una buona scelta

  17. Ciao, sono quel Luca che vi scrisse riguardo le possibili opzioni per passare l’elettrico da una Yaris diesel da 255’000 km comprata a 700 euro e che consuma un litro di gasolio per percorrere 26 chilometri: allo stato attuale, fra costi dell’auto, impossibilità di caricare a casa, costi alla colonnina per le distanze che percorro e generale poca praticità di ricarica, sto ben lontano dalle elettriche. Nel futuro le terrò certamente in considerazione, ma non ho certo intenzione di impoverirmi e causarmi disagi (parcheggiare l’auto a due chilometri da casa) per quella che è, al momento, una battaglia persa in partenza.

    • Be oggi le auto elettriche è vero che non son per tutti, dipende dal tipo di lavoro, se fai il rappresentante in tutta Italia capisco bene che per te il tempo sia denaro…

      Oggi come oggi ti direi di prenderti una full Hybrid benzina o full Hybrid diesel….

      Forse fra 5/10 anni uscirà uno standard per le auto elettriche che oggi stanno esperimentando.. es
      Ricarica wireless
      Batterie da 1000km con ricarica 0-80 in 5 min
      Sostituzione batterie scariche e ti danno quelle cariche
      Sistemi a carica a domicilio (es Milano città e mi sembra Roma)
      Vedi bisogna solo capire quali strategie saranno portate avanti e quelle abbandonate perché non vantaggiose..

  18. Buonasera sono Elvis. Sostengo da parecchio tempo che in Italia non siamo pronti per le elettriche. Partendo dal costo iniziale e poi quello di mantenimento. Voi continuate a dire il contrario, ma portafogli in mano al momento personalmente credo sia svantaggioso. Incentivi compresi una 500e costa oltre 35000€. E cos’hai? Un catorcio. Ogni anno la batteria perde all’incirca 15% della propria capacità. I primi due/tre meno, ma poi sempre di più e sempre meno prestanti. Dovreste finirla di sponsorizzare le mode in nome della ricchezza di pochi. Chi si compra il giocattolo elettrico di certo non lo fa per risparmiare o per l’ambiente, ma bensì per apparire.

    • Lei scrive due righe sulle batterie e spara due boiate pazzesche: le batterie sono garantite 8 anni al 70% della carica, quindi con un degrado massimo consentito del 3,75% all’anno. E’ noto a tutti che il degrado è maggiore nei primi due anni, poi diminuisce. Se lei “sostiene da parecchio tempo” le sue idee sulla base di queste informazioni è l’esempio vivente degli effetti della propaganda no Watt.

      • @Massini Degli Esposti ho una Corsa -e ma il mio degrado dopo meno di un anno è 5,8 % secondo ABRP e un mese fa pkc mi diceva una perdita del 5,2% e non capisco come mai… Anche se tra settembre e febbraio non ho avuto nessuna perdita così pesante come nell’ultimo periodo….

        • Spero che crolla sotto il 70% da farmela sostituire in garanzia

          Ps al di là della batteria per sempre elettrico

    • Perché scrive dati a casaccio? È evidente che non ha una esperienza diretta, pertanto quanto indica è inattendibile.

    • Sul fatto che la 500e costi molto è vero. La ho appena ordinata ( icon cabrio) e mi è costata 37000 € 3000 di incentivo e circa 2000 di sconto del concessionario.Totale 32000 € …non poco. Però ti garantisco che tutto fuorché un catorcio, va bene ed è rifinita benissimo.

    • La mia Kia e-Niro in 17 mesi e 20mila km ha avuto degrado pari a 0, ho ancora esattamente la stessa capacità di quando l’ho ritirata dal concessionario Kia. Purtroppo in Italia molti passano la loro vita come delle pecore seguendo la massa e i media prendendo per oro colato quello che dicono, nel bene e in questo caso nel male. Forse è meglio ascoltare le opinioni di chi le auto elettriche le utilizzano tutti i giorni e sanno di cosa si sta parlando…

        • Le do una triste notizia, qui si parla di automobili elettriche… e a chi è su questo sito NON per fare polemiche, ma per informarsi, il commento del sig. Simone risulta probabilmente interessante. Magari Guido, cerchi lei di lasciar vivere chi viene qui per sapere di auto elettriche e chiacchierare in pace e tranquillità.

    • Incentivi compresi una 500e costa 35000 euro: falso, circa 10 mila di meno.
      Degrado della batteria del 15% annuo: falso.
      Primi 2 o 3 anni degrado inferiore poi aumenta: falso, è esattamente il contrario.
      Sui costi di mantenimento mi piacerebbe sapere cosa intende visto che io ne possiedo una e conosco ogni centesimo di tali costi e so che sono talmente bassi che non tornerò più al diesel.
      L’unica cosa che si evince dal suo commento è che lei certamente non ha idea di cosa sia un auto elettrica

      • quindi con 25000 euro? con 25000 te la fanno vedere in foto….almeno quella con batteria da 43 kWh e meno che ci siano anche contributi regionali e dai dentro un’auto vecchia;

    • Ho da due anni una Model 3 LR… perdita di capacità della batteria praticamente nulla. Costi di manutenzione zero. Svalutazione dell’usato zero (anzi potrei rivenderla a più di quanto l’ho pagata nuova). Costi per la ricarica pari ad 1/3 di quelli che avevo prima con il gasolio…. con prestazioni nemmeno paragonabili.

      • C’è ancora chi si chiede del perché Tesla abbia successo? Mentre alcuni misurano col calibro la distanza tra la portiera e il resto della carrozzeria, altri badano al sodo.
        Se spendo 60 mila e la rivendo bene, ho bassi costi di mantenimento, quanto l’ho pagata veramente?

      • Confermo in pieno avendo la stessa auto, tra l’altro Tesla non obbliga nemmeno ai tagliandi anche durante il periodo di garanzia.
        Aggiungo che trovo inutile disperdere il valore degli incentivi per auto non elettriche: concentrandoli su queste si avrebbero sicuramente costi inferiori per questa categoria di veicoli, ma capisco che ci sono anche spinte non dettate dalla logico buon senso se si vuole effettivamente che ci sia una transizione. Inoltre non capisco perché per inquinamento si parli solo di CO2 emessa e non anche di tutte le polveri e altri gas tossici generati dalle auto a combustione, solo l’eliminazione di questi sicuramente porta a miglioramenti della salute.

    • 15% ogni anno ? Delirio puro ! C’è gente che va ancora in giro con una C Zero del 2011 che aveva 100 km reali di autonomia. Misurati la febbre amico !

  19. Sono alquanto perplesso riguardo al significato di incentivo.
    Un’auto che dovrebbe valere 28/30.000 , a listino per 45/50K, incentivata con 6/7k… può dirsi incentivata?
    Non va bene così.

    Conseguenze: entro un lustro gli italiani saranno senza auto e senza i lavori legati all’auto termica.
    Complimenti ai no watt.

    • Io invece credo che vedremo grossi cambiamenti in pochissimo: in primo luogo l’arrivo dei cinesi con prezzi più bassi. Seguito probabilmente dalla riduzione dei prezzi dei marchi europei e americani (Ford e ovviamente tesla) grazie anche alle economiche di scala.
      Credo che fra 5 anni il mondo dell’auto sarà davvero molto diverso.
      Infine una considerazione : viviamo un periodo parecchio strano, fra guerra e problemi di fornitura e covid. Non sarà per sempre così.le case auto vorranno rientrare degli investimenti miliardari, l’unione europea uscirà con la normativa euro7.

  20. Confermo che le vari report televisivi fanno il loro lavoro di pro-ICE.
    Mi spiace solo che i disinformati bevano senza porsi domande su quello che vedono in TV ovviamente solo il lato che li rassicura che la vecchia tecnologia inquinante e puzzolente sia ancora la strada giusta, e si un genitore non metterebbe mai i figli in una stanza di fumatori, ma gira tranquillamente in città di fianco a colonne di auto che emanano gas mortali.

    • È triste ma I vari report televisivi non possono che spingere la linea editoriale dei padroni, che sono tutti legati a Confindustria. Come la maggior parte della stampa.

      Questo sarebbe un po’ meno un problema se gli industriali nostrani riuscissero a vedere i trend di lungo periodo che ci sono, e a cavalcarli… Invece di cercare di vivere di rendita e ribaltare le perdite sui lavoratori e sullo stato.

  21. Sui dati sugli incentivi pero’ il dato va un po’ interpretato…

    non mi pare che il “5% pronto ad approfittarne” sia un numero tanto sbagliato… Se le auto restano in circolazione 20 anni… il 5% di media verra’ sostituito ogni anno.

    Se si guarda anche “forse ne faro’ ricorso” arriviamo a un 24% di persone che potrebbero usarli.

    Con un incentivo, magari si puo’ pensare che aumenti un po’ la propensione al cambio vettura, ma siamo anche in un periodo di forte incertezza.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome