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Italiani ancora timorosi: ora l’ibrido-plug-in, domani…

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La Jeep Compass, l'ibrida plug-in più venduta in Italia nel 2021. Nei primi 7 mesi dell'anno si sono immatricolate 35.484 elettriche e 44.218 ibride plug-in.

Italiani ancora timorosi, puntano più sulle auto ibride plug-in che sulle elettriche puro. A dirlo è il report annuale Automotive Customer Study di Quintegia. 

Italiani ancora timorosi: l’ansia da autonomia…

italiani ancora timorosi
A un campione di 3.700 automobilisti italiani è stato chiesto che intenzioni hanno per la prossima vettura.

L’ansia da autonomia condiziona ancora le scelte e per 6 italiani su 10 la prossima auto potrebbe essere ibrida plug-in. Lo studio di Quintegia vede la classifica per motorizzazioni occupata in tre delle prime quattro posizioni dalle nuove alimentazioni. Con la benzina a fare da baluardo sul secondo gradino per le tradizionali, seguita dalle ibride non a ricarica elettrica e dalle full electric. I dati sono nella survey della società di ricerca e consulenza trevigiana, che ha coinvolto quasi 3700 automobilisti italiani. Lo studio sarà presentata nel corso della 19^ edizione di Automotive Dealer Day (Veronafiere , 14-15-16 settembre). Un intervistato su due prende ancora in considerazione la benzina, mentre rappresentano il 46% coloro che acquisterebbero una ibrida non plug-in. Alimentazione questa che già si dimostra la seconda soluzione più scelta dagli italiani nei primi 8 mesi 2021, con una quota di mercato del 28%. A un gradino dal podio l’elettrico, che rappresenta una possibilità per il 43% degli italiani, in crescita sul 37% del 2020.

italiani ancora timorosi
Tommaso Bartolomiol, partner di Quintegia.

Per ora l’elettrico prevale solo come seconda auto di casa

Stiamo vivendo una fase di evoluzione del mercato che vede i consumatori avvicinarsi alle nuove tecnologie con un approccio pragmatico e sperimentale”, spiega Tommaso Bortolomiol, partner e vicepresidente Corporate & Industry Relations di Quintegia.  “In questo contesto, l’ibrido, che in apparenza può sembrare una non scelta, in realtà si presenta come la più naturale ed accessibile formula transitoria verso l’elettrico. Un salto nel futuro ancorato al salvagente delle alimentazioni tradizionali”. Non è un caso, infatti, che la quota degli interessati alle full electric salga al 70% tra coloro che già guidano un’auto ibrida. A testimoniare la gradualità del processo di conquista della fiducia del consumatore, la survey rileva la tendenza attuale a considerare l’elettrica come seconda auto. Il 65% dei possessori di un’e-car dichiara infatti che non avrebbe effettuato l’acquisto se fosse stata l’unica auto del parco familiare.

—   Leggi anche: Il successo delle ibride plug-in, un pericolo fraintendimento. Di Paolo Mariano  

 

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36 COMMENTI

  1. Scusate se mi intrometto, volevo solo dire che, da persona aperta e valutativa sul discorso full EV, non è comunque bello leggere commenti del tipo “se non sei convinto delle elettriche allora perché stai qui a scrivere su vaielettrico.it”! A mio parere bisogna saper valutare, su entrambi i fronti, la validità delle posizioni. Un conto è giustamente far notare la sostanziale inconsistenza delle convinzioni legate, chessò, al mix energetico (già sufficiente a garantire un risparmio ecologico e comunque in progressivo miglioramento, poi esistono già fotovoltaico e possibilità di stipulare contratti con fornitori che garantiscono il 100% di energia venduta prodotta da fonti rinnovabili), all’inutilità dei veicoli mild-hybrid, al fatto che se puoi ricaricare a casa ed hai un’auto che usi solo per casa-lavoro probabilmente già oggi una full EV è la soluzione ideale. Un conto però è anche ignorare ostacoli oggettivi che alcune persone possono trovarsi davanti. A Torino città ad esempio moltissime persone devono parcheggiare in strada, perché non hanno box, quindi non potranno mai usare una full EV, almeno nelle condizioni attuali. Non è realistico pensare di affidarsi alle colonne elettriche oggi, in una situazione di questo tipo. Un mio amico che vive in questa situazione ha dovuto persino optare per una full hynrid al posto di un’ibrida plugin, perché anche quest’ultima quando avrebbe avuto occasione di ricaricarla, se non ogni tanto alle colonnine? Non ha senso, oggettivamente, non lo si può negare.
    Io fortunatamente potrei ricaricare a casa. Sono tuttavia ancora titubante sul discorso dei viaggi lunghi, e quando la meta è comunque un posto dove non puoi ricaricare tranquillamente come faresti a casa (esempio, parcheggerai fuori o in un box senza presa di corrente). Non perché mi spaventi la pianificazione del viaggio o le soste (figuriamoci, da anni vado a metano, per cui la pianificazione per me è persino divertente e non mi spaventa dover allungare un po’ la durata delle soste, avendo poi dei bambini di cui uno che soffre la macchina 😁), ma perché se sfiga vuole che in una zona non ci siano colonnine o siano guaste occcupate, che faccio? Lascio la famiglia a piedi? Non è pensabile. Col metano ho lo stesso problema, ma nel caso peggiore ho sempre la riserva di benzina che mi permette di “tirare avanti” ed eventualmente fare rifornimento alla prossima tappa: con la full EV non avrei questa possibilità.
    Se dovessi cambiare auto oggi onestamente non saprei proprio che fare. O meglio: sulla seconda auto usata per tratte brevi cittadine una EV sarebbe già l’ideale (posto che ho il problema che ho 1 posto nel box, quindi dovrei tenere l’auto piccola in garage e la primaria fuori, mentre preferirei viceversa come oggi), ma sulla prima ho seria difficoltà. Probabilmente un noleggio a lungo termine su un’auto “di transizione” per vedere come evolverà la situazione tra qualche anno è ancora la soluzione più safe (costi del noleggio permettendo, devo fare i conti, perché io sono uno che l’auto la tieni per anni e anni, finché va…), quindi una ibrida plug-in o, meglio ancora, un’altra auto a metano, che purtroppo soffre di una sorta di boicottaggio anche a livello politico, ma che, soprattutto se alimentata a biometano, rappresenta ancora un’ottima soluzione sia dal punto di vista ambientale che di economia per l’utilizzatore. Restando però la Tesla Model 3 un “sogno nel cassetto”…

    Ah, altro problema oggettivo in Italia, che mi viene in mente ora: discorso potenza del contatore. Io sono già a 5 kW “tirati” per alimentare una casa 100% elettrica (pompa di calore, piano ad induzione… + soliti elettrodomestici quali forno, lavastoviglie, lavatrice, asciugatrice ecc.), avrei anche al massimo un ulteriore kW disponibile e comunque dovrei installare un sistema di ripartizione “intelligente” dei carichi per non rischiare che la ricarica dell’auto elettrica mi faccia saltare il contatore. Altro problema dunque, da tenere in considerazione. Andare oltre i 6 kW infatti non è fattibile, sia perché probabilmente richiederebbe una revisione dell’impianto (forse non nel mio caso, che è nuovo, ma nel caso medio) ma soprattutto perché richiede la progettazione da parte di un professionista abilitato e non sono neppure sicuro che tutti gli elettricisti lo siano… e comunque penso se lo facciano pagare bene…

    • Mauro, riguardo alla questione che sollevi, concordo che non sia bello leggere certi commenti, come il mio sotto. Ma non è neppure bello presentarsi a casa d’altri dicendo che è tutto sbagliato, per di più argomentando con dati sbagliati. E, dopo aver mostrato i dati corretti, rispondere con un laconico “ho comunque ragione io”. In pratica abbiamo fatto una discussione inutile.
      È come se io andassi sul forum Toyota dicendo che le auto elettriche sono il futuro e le ibride non le comprerei mai. A che servirebbe se non a creare scompiglio? Eppure esiste un tipo di persone che provano soddisfazione a contraddire gli altri.
      Seconda questione. Casualmente vivo a Torino e casualmente non dispongo di box (in realtà l’avrei ma lo usa mio papà). Ho la fortuna,. certamente, di vivere in pieno centro, zona che ha.visto l’installazione di molte colonnine, e carico l’unica auto di famiglia ogni 7-10 giorni alle colonnine pubbliche, perché fatti i conti dovrei aggiungere un contatore dedicato con dei costi fissi e alla fine non caricherei alla stessa velocità delle colonnine. Visto che dovrei farmi lasciare il box libero da mio papà o deciso che la soluzione delle colonnine pubbliche è migliore. Se avessi avuto una ibrida plug-in avrei dovuto fare molte più ricariche per poter viaggiare in solo elettrico, e nei viaggi più lunghi sarei stato costretto a usare la benzina anziché l’elettricità perché fermarsi ogni 50 km non è proponibile, al contrario farlo ogni 250 km è abbastanza in linea con la normale fisiologia di tutta la famiglia.
      Terza questione. Non posso farle i conti in casa e soprattutto complimenti per la pompa di calore. Ritengo però che con una colonnina intelligente e al limite aggiungendo un altro kW di potenza (con 6 kW arriverebbe a 6,6 kW effettivi) potrebbe tranquillamente caricare l’auto quando gli altri carichi non sono connessi. Ricordiamo che la batteria dell’auto non è un serbatoio come quello della benzina e non è necessario che la ricarica avvenga sempre alla massima velocità.

      • Gentile Leonardo. Non si tratta di voler imporre la propria opinione a tutti i costi, e neanche di effetto dunning Kruger ( che credo sia problema generale del web….), quanto l’aver preso spunto dal titolo dell’ articolo che stiamo commentando, e coerentemente ad esso, aver espresso i miei dubbi. Ho anche sottolineato l essere consapevole della rivoluzione che stiamo vivendo, ma , come ben sintetizzato da Mauro, ancora con tanti problemi da risolvere. Non frequento vaielettrico con l’intento di denigrare (non ne avrei ne tempo ne voglia), quanto piuttosto di capire e cercare di orientarmi.
        Se ho dubbi sulla capacità di espansione dell’ auto elettrica in breve tempo, non ne ho alcuno sulla necessità di cambiare rapidamente la rotta. Nel mio piccolo provo a fare scelte che vanno in questa direzione (pannelli solari nella seconda casa, barca a vela anziché ferro da stiro a motore, scelta di fornitura energetica green ecc.) ma purtroppo, almeno allo stato attuale, l’auto elettrica, tra costi di acquisto, indisponibilità di rete di ricarica (soprattutto al sud) e altri dubbi, ancora non si adatta alle mie possibilità. Ciò non toglie che l’ argomento mi interessa e perciò seguo questo sito. Mi dispiace solo vedere che anche qui ci siano toni da pasdaran e una certa tendenza ad aggredire chi non è schierato.
        Cordialmente

        • Roberto, grazie per la risposta che condivido in pieno. È perfettamente lecito, anzi direi assolutamente salutare avere dubbi, soltanto non sono riuscito a comprendere perché non si sia fatto una ragione del mix energetico italiano e del fatto che già oggi un’auto elettrica emette meno CO2, oltre che tanti altri inquinanti dannosi per la salute, rispetto ad un’auto a combustione.
          E non lo dico io, ma chi ha studiato l’argomento con i dovuti criteri (e Vaielettrico ha pubblicato anche degli articoli in merito).
          Personalmente sono molto più ottimista di lei sulla velocità della transizione, per svariate ragioni: in questo momento siamo al crocevia di una trasformazione epocale dovuta all’urgenza di ridurre le emissioni climalteranti e varie tecnologie (solare, eolico e batterie) stanno raggiungendo i prezzi critici sotto i quali si instaurano effetti a valanga dei quali solo le auto elettriche si potranno avvantaggiare. Sarà tutto molto più veloce di quanto siamo disposti a credere, nonostante forti pressioni lobbistiche si stiano giocando il tutto per tutto per rallentare il più possibile i cambiamenti in atto. Ad un certo punto, vedrà, saranno costretti a capitolare.
          Un saluto

  2. Sono assolutamente consapevole che siamo di fronte ad una svolta nel campo dell’ automotive, ma credo che i tempi saranno ancora lunghi. In particolare temo che la attivazione della rete di ricarica con capillarità paragonabile agli attuali distributori di benzina e gli innegabili problemi dovuti all autonomia ed ai tempi di ricarica, per non parlare dei costi praticamente doppi rispetto all equivalente termico che rendono i tempi di ammortamento dell’ auto molto lunghi giustifichino in larga parte gli attuali dubbi. Mi permetto inoltre i dissentire sulla percentuale di elettricità derivata da combustibili fossili. In Italia siamo ancora almeno al 70% se non di più e nonostante la crescita delle centrali a fonti rinnovabili, purtroppo abbiamo ancora fin troppe centrali a carbone addirittura. Aggiungo di aver cambiato auto a gennaio e proprio il concessionario (Nissan) mi ha sconsigliato l acquisto di una elettrica..percorro almeno 80 km al giorno di strada veloce per andare in ospedale e visti i ritmi del mio lavoro non posso permettermi di attendere almeno 40 minuti per ricaricare. E abitando in condominio in piena città non saprei proprio come caricare la notte. Infine, ma questo è un parere personale, le attuali auto elettriche sono davvero brutte

    • Ripeto per la centesima volta quello che peraltro ognuno può constatre sulla bolletta. Cito a memoria: la quota di rinnovabii è al 41 e rotti per cento. Il gas naturale poco sotto il 50%, il resto è da centrali a carbone (in dismissione dal 2025, o importata (dal nucleare francese e svizzero)

      • Per la precisione, in attesa dei dati ufficiali 2020:

        Composizione del mix iniziale nazionale utilizzato per la produzione dell’energia elettrica immessa nel sistema elettrico italiano nel 2019
        Fonti primarie utilizzate %
        – Fonti rinnovabili 41,51%
        – Carbone 8,52%
        – Gas naturale 42,86%
        – Prodotti pretoliferi 0,51%
        – Nucleare 3,50%
        – Altre fonti 3,10%

        https://www.gse.it/servizi-per-te/news/fuel-mix-determinazione-del-mix-energetico-per-gli-anni-2018-2019

      • Appunto….. Fonti non rinnovabili 59 % e oltre 10 %da carbone. In dismissione a partire dal 2025!
        E di cosa stiamo parlando allora?

        • Appunto cosa? Lei ha sparato cifre sballate, sia nel precedente post sia in questo. Ringrazio Leonardo che ha avuto la pazienza di cercare i dati precisi. Se li legga bene e li mandi a memoria

          • Innanzitutto non capisco la sua inutile aggressività. Cosa c’è di inesatto? Le fonti rinnovabili sono il 41 e qualcosa. Il resto è fossile o peggio nucleare. E il carbone se non 10 pesa 8,5! Quindi nel 58 e oltre la , energia per la sua auto elettrica la prende da fonti non rinnovabili. O a casa ha i pannelli o il mulino e la prende solo da la? Detto questo, resto dell’ idea che è una discussione inutile. Si tenga il suo elettrico con tutti i suoi bei vantaggi. Per le mie esigenze non serve e i tempi in cui riuscirà ad essere accessibile e conveniente credo siano ancora parecchio distanti.
            Con questo credo sia tutto

          • Caro Roberto, si faccia dare un consiglio, lasci fare i conti agli studiosi che hanno verificato con dati alla mano l’intero ciclo di vita (LCA) che le auto elettriche inquinano meno anche con l’attuale mix. Potrei provare a spiegarle che di mezzo c’è l’enorme efficienza del motore elettrico e delle batterie, ma temo che non mi darebbe comunque ascolto.
            Solo non riesco a capire, visto che ha già deciso tutto a priori, cosa la spinge a commentare su Vaielettrico, patria della trazione elettrica per antonomasia, per raccontare le sue convinzioni anziché accettare più umilmente i risultati di chi la materia la studia seriamente?

            Non si lasci sopraffare dall’effetto Dunning-Kruger

        • No Roberto, non ci siamo ancora… se va a vedere i dati del 2018 il carbone era oltre il 12%, nel 2019 8,5%, ovvero quasi 4 punti percentuali persi in un solo anno, con l’obiettivo di dismissione totale al 2025.
          Inoltre consideri che la gran parte delle centrali a gas italiane sono a ciclo combinato quindi in grado di raggiungere efficienze di conversione ben superiori a quelle dei motori a combustione delle auto che, lavorando a regimi variabili, hanno un’efficienza media molto più bassa.
          Inoltre, sommando le quote di rinnovabili, gas e nucleare (importato) si arriva al 87,8% di produzione a basso impatto ambientale.
          Infine, la quota di rinnovabili dovrà ulteriormente salire per raggiungere gli obiettivi previsti dagli accordi sul clima.

  3. Faccio parte dei nuovi possessori di auto plug-in .
    C’è un motivo , dovendo cambiare auto , volevo acquistare la enyaq che ho provato ma la condizione era l’incentivo ISEE che non è mai arrivato.
    Il budget a disposizione non era grande , la necessità di un auto alta come posizione di guida mi ha portato al compromesso , BMW 225xe usata di 2 anni .
    Avendo il fotovoltaico a casa e producendo 1500kwh in più del consumo volevo abbandonare i benzinai.
    Le auto elettriche usate con posizione di guida alta non ci sono .

    Prossima auto , sicuramente una elettrica .

    • Ciao
      Anche io ho una plug in da un anno e su circa 20000 km ne ho fatti almeno 12000 in ev, la. Benzina la ho usata sempre e solo nei viaggi. Il motivo è semplice: credo molto nell’auto elettrica, meno allo stato attuale nell,’infrastruttura e, ahimé, nei miei compatrioti e nelle regolamentazioni. Mi spiego. Perché prenda davvero piede l’elettrico deve presentarsi semplice come il benzina e rispettato e non creare complicazioni alla gente. In realtà non è cosi: poche colonnine, a volte maltenute e non funzionanti (a. Me personalmente è successo più volte, considerando che Ricarico sempre a casa di sera ne ho poco bisogno, in proporzione almeno 1/3 delle volte) stalli spesso occupati da auto endotermiche (avete provato a farlo notare? Io si ma meglio se non riporto la. Risposta per civiltà, vi dico solo che non ho ricaricato…) e complicazioni alla. Italiana tipo avere 5 o 6 app diverse per ricaricare (ho chiesto proprio a vaielettrico perché non si possa fare come per la benzina col bancomat e mi hanno risoposto in modo molto completo ed esaustio ma il succo era per motivi normativi) o dover stare attenti a spostare la macchina appena ricaricato se no guai… Insomma lo sappiamo, a noi italiani non piace complicarci la vita, ed è giusto, quindi secondo me o cambia l’approccio, le regole e le infrastrutture o siamo fermi. Prima di prendere la plug in ero puntato su una ev, poi ho approfondito i vari punti e constatato la estrema difficoltà nel gestirsi su tratte lunghe e ho desistito.

      • Se con una plugin-hybrid hai bisogno di caricare fuori casa 1 volta su 3, secondo me con una full electric non lo faresti praticamente quasi mai. Per andare in elettrico sei nella peggiore situazione possibile: batteria piccolissima, autonomia ridicola e consumi assurdi per doverti portare dietro tutta la parte termica. È molto più un problema mentale che reale…

  4. Buongiorno. Questa estate ho fatto la mia prima esperienza con una ibrida. Una panda per l’esattezza, con cui ho percorso circa mille km in Sardegna. Ho potuto fare il confronto con la panda che usiamo al lavoro. Ebbene l ‘esperienza è stata semplicemente disastrosa. Un ‘auto pesantissima, priva di ripresa e spunto. E i cui consumi finali si sono rivelati forse anche peggiori di quella benzina che pure è ben più usata. Se questo è il futuro dell’ auto penso sia davvero triste. Penso inoltre che resta il problema dello smaltimento delle batterie. Le auto tradizionali ormai sono in larga parte riciclabili. Le batterie no. Senza parlare del fatto che l’eventuale corrente elettrica proviene ancora in larga parte da centrali a combustibile fossile. Mi sembra davvero tutto un grande imbroglio del mercato. Da anni esistono altre soluzioni a basso impatto, come ad es i motori ad idrogeno, ma nessuno ha voluto investirci su…

    • Buon giorno Roberto,
      mi perdoni. Ma lei ha provato una Panda Hybrid e si interroga sul fatto che questo possa essere il futuro dell’auto? Cosa ha a che spartire una Panda Hybrid con un’auto full electric?
      Chi le ha detto che le batterie non sono riciclabili? Prima ancora di essere riciclabili (al momento i prodotti migliori possono essere riciclati per circa il 97%), sono riutilizzabili (come stoccaggio di energia). Chi le ha detto che l’energia viene ancora in larga parte da fonti fossili? Non è così. 🙂

      • Mi permetto di aggiungere che la Panda Hybrid è una “compliance car”, termine inglese utilizzato per indicare auto che vengono prodotte per rientrare in normative o ottenere incentivi utilizzando delle “scorciatoie”.
        Sul motore a idrogeno se n’è discusso ampiamente in altre discussioni: pesano tanti fattori tra cui la scarsa efficienza rispetto alle batterie e il nodo irrisolto della sua produzione da fonti rinnovabili, infatti se oggi circa il 40-45% dell’energia elettrica è ancora prodotta a partire da fonti fossili (soprattutto metano) per l’idrogeno siamo a circa il 97%, tramite reforming sempre partendo dal gas metano. Utilizzare motori ad idrogeno è quindi meno sostenibile rispetto alle batterie e non è banale convertire la produzione di idrogeno attuale e futura in modo che abbia basso impatto ambientale, ovvero è più complesso che convertire la produzione di energia elettrica dal fossile al rinnovabile

        • Compliance car per ottenere incentivi e, in molte città, entrare nei centri storici liberamente, come fossero auto a emissioni zero.

    • Tralascio altre osservazioni, ma ce ne sarebbero molte. Però mi dica: i gas di scarico della sua Panda termica dove verrebbero riciclatati se non nei nostri polmoni? Lo sa che nel corso della sua vita utile un’auto termica brucia carburante per l’equivalente di sette volte il suo peso? Ci ha mai pensato?

    • La Panda Hybrid non solo non è una vera elettrica ovviamente ma, essendo un Mild Hybrid, non è neanche una vera ibrida (come ad esempio una Toyota Full Hybrid).
      È una presa in giro pensata in epoca Marchionne da un costruttore che non aveva nessuna intenzione di produrre auto elettriche e che quindi aveva anche tutto l’interesse a screditarle.

  5. L’85% delle automobili, oggi, percorre meno di 50 km al giorno. Una Twingo elettrica (la più piccola elettrica del mercato) ha tranquillamente 180 km di autonomia, a guidarla male. Ma di cosa stiamo parlando? Imparate a fare di conto e non fatevi fregare dalle case automobilistiche che hanno inventato l’ibrido per gabbarvi (così avete 2 sistemi di propulsione che si possono rompere).

    • Il problema è che quella.volta che serve una maggiore. Duttilità o si ha fretta o devi fare un certo percorso e hai poco tempo non ci riesci. Non si può pensare all’eletrrico come ad una religione, è giusto cambiare mentalità ma non si può pretendere che la gente si adegui alle macchine di punto in bianco soprattutto con tutte le restrizioni comportamentali che ancora portano. Per decollare non deve creare un problema, ma risolverlo. Tante volte ho letto di gente che sosteneva che mentre fai le tue cose l’auto si ricarica… Vero… In teoria, in pratica come è? Primo serve la colonnina a portata possibilmente funzionante e non occupata da una endotermica, poi se stai facendo una cosa è hai tanta gente davanti o ci sono problemi e ci perdi 1h dovresti uscire a spostarla se ha caricato… Questo non è accettabile. Deve decollare l’elettrico, non è una opinione è un dovere, penso, ma non può farlo così.

  6. Purtroppo molti a casa non possono caricare, vedi quante palazzine sono prive di box, tutte quelle persone sono tagliate fuori, e auto con autonomie da viaggi lunghi sono fuori prezzo per la maggioranza, colonnine basta guardare la disposizione attualmente il nord Est è in vetta per quantità, ma alla fine anche qui da noi ci sono aree anche turistiche senza nessun servizio vedi Asiago in provincia di Vicenza, che ha turismo tutto l’anno, tanto per fare un esempio, ma di esempi così ce ne sono a bizzeffe, forse noi siamo fortunati perché carichiamo a casa, e i km per andare al lavoro ci stanno più che comodi, per ricarica a colonnina ho fatto delle prove, e sinceramente o si è su un posto da visitare se no la vedo molto dura, perché per un misero 20% ci vogliono 55 minuti con una carica da 11kwh, non oso immaginare caricare il 100% di una batteria da 21kwk.

    • Ma che c’entra? Auto e cavalli sono mezzi di trasporto totalmente differenti, non si assomigliano in niente. Auto termiche e BEV differiscono solo per motorizzazione ed alimentazione. A mio avviso, la maggior apertura verso le auto PHEV piuttosto che BEV non è dovuta al non capire la tecnologia ed i vantaggi delle elettriche.

      • secondo me invece ci si fida di più delle ibride perchè ancora si crede che non ci siano colonnine, che ci si metta ore a ricaricare in strada, che le elettriche vadano poco, che l’autonomia sia di 100km. Parlando con colleghi e conoscenti, tanti di questi pregiudizi emergono ancora palesemente e una ibrida che comunque posso rifornire di benzina è vista come un buon compromesso, specie per chi vuol coprire anche lunghe distanze senza pensieri.

        • Non direi che si tratta di pregiudizi.
          Prego indicare sempre la città alla quale si fa riferimento e il contesto di utilizzo della vettura elettrica.
          L’auto elettrica è unicamente utilizzabile da chi ha risorse disponibili per la ricarica. Chi non ne ha e non può averne, è fuori. E non è un fatto di pareri. È banale realtà.
          Ci sono tantissimi contesti in cui l’elettrico puro è assolutamente inutilizzabile. Non è un pregiudizio.
          È più che ovvio che si preferisca una ibrida ad una full…
          Se la storia è vista da città più o meno ben organizzate, se ne può parlare. Altrimenti è solo un bell’argomento di discussione.
          Poi è vero comunque, che ci si mette ore a caricare in strada… e comunque nulla di comparabile alla veloce “ricarica” delle termiche.

          • Lei Luca continua a criticare l’auto elettrica dicendo che i suoi non sono pregiudizi. Allora ci dica se ne ha mai provata una, intendo per qualche giorno. Lo chiedo perchè dà proprio l’idea di non sapere come si guidano, come si gestiscono e come si ricaricano. Tenga presente che chi le usa abitualmente non è nato ieri, quindi è stato automobilista termico per gran parte della sua vita. E i confronti li fa a ragion veduta.

          • Condivido la sua considerazione io abito in condominio il box è piccolo e la macchina non ci starebbe quindi se per caso decidessi di prendere una di queste elettriche dovrei fermarmi e lasciarla alla colonna di ricarica più vicina circa 20 minuti a piedi quando ha finito andarla a prendere e portarla a casa.. ma di cosa stiamo parlando…!?

            In più ho provato diverse elettriche e onestamente a parte la marcia silenziosa e l’ottima ripresa sensazione di guida inesistente.
            E le autonomie dichiarate dalle case sono con il vento a favore e guida da pensionato.

      • Ciao Edo, non auto e cavalli, ma auto e carrozze.

        La maggioranza delle persone non si è ancora resa conto di cosa sta capitando al mercato automotive: la trasformazione in atto è molto più profonda di quello che appare ad una prima analisi, e il tutto non si limita a un semplice cambio di motorizzazione ma ad una convegenza tecnologica tra sistemi di trasporto, sistemi di produzione di energia e intelligenza artificiale. Non è casuale che Tesla sia integrata su questi tre settori. 😀

        • Esatto, Leonardo.
          È un cambiamento equiparabile a quando dalla trazione animale siamo passati ai motori a combustione. È vero che la EV ha sempre 4 ruote e un volante come le ICE, ma anche la carrozza aveva 4 ruote, un “volante” (redini) e trasportava cose e persone.
          È anche compito nostro…early users delle EV…aiutare la gente a capire…o chiarire i loro dubbi…soprattutto a gente di una certa età dato che non sono i più pratici di internet e sono I meno informati. Praticamente quasi ovunque io sia andato con la mia Tesla c’è stata gente che mi ha fatto domande anche solo x semplice curiosità…e ben volentieri mi sono sempre fermato a fare due chiacchiere e rispondere ai loro quesiti. È sicuramente una rivoluzione…e la gente va accompagnata ad essa. 😉

          • Concordo, sono sempre disponibile a chiarire i dubbi di chi è genuinamente interessato.
            Aggiungo però che è inutile discutere con chi provoca e non vuol capire. Il mio consiglio è di non sprecare il vostro tempo prezioso e le vostre energie con questi.

          • Ottimo consiglio Stx, in effetti ultimamente rispondo soltanto se vedo domande genuine, argomenti particolarmente interessanti o castronerie che non stanno né in cielo né in terra.
            I soliti argomenti triti e ritriti su autonomia e prezzi di acquisto tendo a ignorarli ché sono una noia mortale.

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