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Italia a tutto gas: ecco il piano Cingolani-Giorgetti

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A TUTTO GAS / I ministri della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, e dell'Industria, Giancarlo Giorgetti.

Italia a tutto gas: per alleviare il caro bollette, arriva anche il piano Cingolani-Giorgetti. Punta al  raddoppio dell’estrazione di gas entro un paio di anni.

italia a tutto gasItalia a tutto gas: si punta al raddoppio delle estrazioni

Un raddoppio a cui, secondo i due ministri, si può arrivare senza fare fare nulla. Ma semplicemente investendo nella manutenzione e nello sfruttamento di giacimenti già attivi. Ne sono convinti il responsabile della Transizione ecologica Roberto Cingolani, e quello dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti. Vogliono rimuovere gli ostacoli burocratici, politici ed economici che bloccano gli investimenti delle compagnie petrolifere. Si parla di 1-1,15 miliardi di investimenti che potrebbero portare al raddoppio dell’estrazione di gas dagli attuali 3,5 a 7-8 miliardi di metri cubi. Di questi, 4 miliardi sarebbero garantiti da semplici attività di manutenzione ed il resto da attività di potenziamento di pozzi già attivi. Attualmente, l’Italia consuma circa 70 miliardi di metri cubi l’anno ed una maggior produzione nell’ordine di 7-8 miliardi potrebbe garantire almeno un 10% degli approvvigionamenti. Senza aumentare le esportazioni.

italia a tutto gas
Michele Marsiglia di Federpetroli (da Facebook).

Esulta Federpetroli: “Accolti i nostri appelli, il metano c’è “

Il piano piace alle compagnie petrolifere, che sui dicono pronte a fare la loro parte e sollecitano la definizione di una Strategia Energetica Nazionale (SEN). “Iniziamo a vedere un’apertura sulle immense possibilità di sfruttamento delle risorse energetiche italiane ed i nostri appelli diventano concretezza. Siamo ben felici che la politica abbia considerato le nostre proposte“, commenta il presidente di FederPetroli Italia, Michele Marsiglia. La nostra politica industriale non è di inquinare o di essere contro le energie alternative. Anzi, l’obiettivo è una Transizione Energetica chiara e definita che possa essere fonte di un mix in Italia composto da tutte le energie disponibili. L’Italia è ricca di pozzi ad olio e gas già perforati che attendono le autorizzazioni (Onshore ed Offshore) per essere messi in produzione. Abbiamo disponibilità notevoli di metano ed olio nei nostri mari. Lo stallo autorizzativo è un suicidio per famiglie e aziende, considerati i forti rincari dell’energia che il mercato internazionale sta generando“.

SECONDO NOI. Tutta l’Europa, Germania in testa, punta con decisione sulle rinnovabili, l’Italia ha in testa solo gas e petrolio. Non a caso il ministro Cingolani è stato premiato come Uomo dell’anno dalla Staffetta Quotidiana, da sempre vicina ai petrolieri. E fa una certa impressione leggere che c’è una maggiore attenzione alle fonti alternative da parte del presidente di Federpetroli che dei due ministri “competenti”…

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143 COMMENTI

  1. Sono d’accordo in tutto e per tutto con Giorgio e Ignazio La Sfera: inutile spendere dei soldi per quella fuffa delle rinnovabili, senza fossili moriremo subito. E bisogna svincolarci dal metano. Investiamo sulle fonti fossili: carbone, abbiamo la Sardegna con Sulcis Iglesiente, potenziamola. Foriamo la pianura padana che c’è il petrolio e potenziamo quelle esistenti. Dobbiamo finanziare la ricerca su turbocaldaie a pellet. E per infine…il nucleare…

  2. Che dire oggi mi è arrivata la bolletta ero ansioso ma dopo averla letta sono molto contento il costo al kW è passato da 0,18 a 0,15 sempre tenendo conto prezzo totale bolletta kWh consumati, quindi c’è dentro tutto tranne il canone TV

  3. Il gas ha raggiunto prezzi incredibili, e la ragione è che non sono stati fatti investimenti in questi anni. La domanda dopo il Covid ha fatto un rimbalzo importante, ma non c’è la materia prima gas, e anche nel 2022 la domanda supererà l’offerta. Tale scenario è un problema per l’Europa che importa quasi tutta l’energia e non ha sufficienti scorte: e dovrà porsi il problema non solo in termini di prezzi, ma di volumi.
    Nell’immediato non c’e’ nessuna alternativa NULLA, questo dovete capire e non fare gli struzzi. Se da domani spegniamo il fossile il mondo si blocca, torniamo all’età della pietra. Qui non c’e’ scelta per il momento.

    • Basta, Ignazio, per favore. Abbiamo scritto decine di articoli sulle potenzialità della rinnovabili, soprattutto in Italia, e lei continua a ripetere le solite bufale, come un disco rotto. E per giunta con la maiuscola. Non ci costringa a bannarla

      • L’indice puntato a chi pensa con un suo libero pensiero a scacciare, a bannare, di chi non ti riconosce il diritto unico di parlare.
        Sei poco disponibile al dialogo e appari cinico. Il tuo approccio ha un nome antico: ostracismo. Non è solo una tattica. È qualcosa di più. È una cultura. È un atteggiamento, un sentimento, figlio della debolezza e dell’arroganza.
        L’ostracismo era una sanzione contro chi veniva considerato un pericolo per la città. Gli ateniesi scrivevano il nome su una tavoletta di terracotta, ostrakon. Non era un processo, ma una sorta di referendum contro l’individuo. La maggioranza poteva condannare all’esilio di dieci anni l’indesiderato e se provava a rimettere piede nei confini della città pagava con la vita. Messa così sembra uno strumento di difesa della democrazia, nella realtà veniva spesso utilizzato per eliminare gli avversari scomodi.
        Ora incarnl lo spirito, non ti preoccupa neppure di avere la maggioranza. Ti appelli invece al «diritto» di una presunta minoranza illuminata di scegliere chi è degno di scrivere. Organizzi una campagna d’opinione per il bando, l’espulsione, di un personaggio che non rispetta l’etichetta. Adesso indichi il nome su una tavoletta di pixel.

        • Caro Ignazio, grazie per la lezioncina che abbiamo imparato studiando greco al liceo classico pre ’68. Ma è del tutto fuori luogo, in questo caso. E ti spiego perchè:
          1) Questa non è Atene e non è “res publica” romana. E’ il nostro sito, curato quotidianamente col sudore della fronte da un gruppo di volenterosi. Insomma è casa nostra dove tutti possono accedere e sono graditi ospiti, a condizione che ci rispettino e rispettino le regole.
          2) un conto sono le opinioni, un altro le balle. E tra le regole della casa c’è quella di impedire che le balle circolino liberamente nei commenti. Le smentiamo una, due, tre volte poi ci stufiamo.

      • Però deve rispondere al signor Ignazio. Se dal 1 febbraio 2022 lasciassimo il fossile nel sottosuolo cosa succederebbe ? Età della pietra stile Flintstones ? Può rispondere con calma rifletta bene. Serve un modello matematico non per acclamazione generale….

        • Che domande sono? I modelli matematici non si applicano alle ipotesi tipo “se mia nonna avesse le ruote cosa sarebbe”?

          • Bravo complimenti. Le simulazioni si effettuano con modelli matematici, la battute da bar servono a ben poco.

        • Perché il sig. “La Sfera” straparla.
          Nessuno ha detto che da domani non si deve più usare il gas, infatti si chiama TRANSIZIONE.
          Certo, perché si possa fare questa transizione, si devono fare certi tipi di investimenti, tipo installare impianti di energie rinnovabili.
          Non pensare ancora al nucleare o che so io.
          Purtroppo, però, vedo ancora tanti, troppi tetti spogli di pannelli FV che potrebbero produrre energia senza rubare spazi all’agricoltura.

    • “There is no alternative”

      disse quella leader UK negli anni ’80.
      evidentemente si era leggermente sbagliata.

      Signor Ignazio
      magari non c’è alternativa per lei (ma l’ha cercata?)
      perchè parecchia gente che scrive qui
      le ha già detto e ribadito che l’alternativa c’è eccome,
      richiede impegno e studio come qualunque cambiamento
      richiede un po’ di rischio iniziale
      ma l’alternativa c’è eccome!
      magari non è una alternativa valida per tutti, ognuno adatta le scelte in base al proprio ambiente e possibilità
      ma dire che non c’è alternativa a me sembra un atteggiamento parecchio autoconsolatorio
      che le permette di dare la colpa a questo e quello e quell’altro
      e non prendersi le proprie responsabilità.

      L’Europa importa tutta l’energia?
      ma dove l’ha sentita questa? perchè spara queste stupidaggini smentibili agevolmente, fonti Euostat, IEA e via dicendo?
      sicuramente vale per l’Italia, per le fonti fossili: e dove sarebbe la novità? lo sappiamo da decenni!
      Perchè poi il suo ragionamento è meraviglioso:
      siccome l’Italia (non l’Europa, ma l’Italia) non ha fonti fossili e dipende totalmente dalle importazioni
      allora bisogna darsi una mossa e non fare gli struzzi
      cioè…importare più gas e fare il nucleare, per il quale l’uranio sarebbe altrettanto da importare.

      ma ci è o ci fa?

      • La verità porta dolore …credo molto nelle rinnovabili ma dobbiamo convivere ancora per molto tempo con le fossili. Gli investimenti devono andare anche in quella direzione altrimenti il gas arriva a 10 euro mc trainando al rialzo il costo dell’energia.

    • Il gas ha raggiunto prezzi alti per manovre politiche, non di approvvigionamento.
      E finché dipenderemo dal metano, chi lo produce potrà fare ciò che vuole, perché ha in mano il rubinetto che lascia l’Europa al freddo ed al buio.
      Investiamo in rinnovabili e diminuiamo la dipendenza dalle fonti fossili. Così che chi gestisce i rubinetti ci faccia meno paura.

  4. Forse non sapete che oltre la metà della produzione elettrica nazionale proviene dal gas naturale.. Inoltre proprio a causa della scarsa produzione delle rinnovabili( affidabili no?) dello scorso anno i prezzi in (e)uropa erano già aumentati alla fine dell’estate e causa dell’inverno rigido (greta?), l’economia cinese in ripresa (si sono accapparati le scorte mentre l’europa sognava ?) e le tensioni con la russia…Bè tutto questo ha prodotto quello che vediamo..
    Ecco che la mia bolletta rispetto al bimestre di novembre-dicembre 2020 è aumentata dal 100% sulla componente materia prima (da 17 cen al kw/h a 34 , gennaio 2022 è previso a 38), ed è andata bene che lo stato ha tolto gli oneri di sistema (debito che poi dovremo pagare tutti)…
    Quandi o si fa un piano serio per avere energia abasso costo (senza gas e senza nucleare ce lo scordiamo) o con i pannelli e l’eolico al massimo facciamo funzionare metà del apparecchi e nel periodo più buono.. L’idroelttrico è la fonte rinnovabile che più impatta nella produzione, nonostante sia un progetto degli anni 30′, significa che le cose le prevedevano meglio, ma dopo il Vajont (1963) si è tutto fermato ..
    Quindi provate voi a far funzionare una casa con pompa di calore per riscaldamento, lavatrice, lavastovigli e pure ricarica dell’amata auto a batteria con i soli pannelli, in questo periodo dell’anno poi.. e fatemi sapere se ce la fate.. Ci riuscite? Ecco queste sono le rinnnovabili attuali..

    • Mettiamo i puntini sulle i. Il gas copre il 46% della produzione elettrica. L’inverno rigido se lo inventa lei. I prezzi aumentano per l’aumento della domanda di gas in Cina e per il braccio di ferro politico fra Russia e Occidente. Se avessimo avuto una quota maggiore di rinnovabili i prezzi sarebbero aumentati molto meno. Rinnovabili e sistemi di stoccaggio sono perfettamente in grado di soddisfare il fabbisogno elettrico italiano, come abbiamo scritto infinite volte Terna guarda al 2050: ecco i conti dell’Italia green (e in auto elettrica)

      • Dopo aver letto i punti sulle i mi sono fatto una risata…
        Ad ogni modo :
        https://www.confartigianato.it/2021/12/studi-deraglia-il-prezzo-del-gas-europeo-492-in-12-mesi-lanalisi-del-caos-commodities-energetiche/

        Cit dallo stesso articolo : “Numerosi concause stanno contribuendo all’’onda anomala’ dei prezzi delle commodities energetiche. Condizioni metereologiche quali un inverno più rigido, una estate più calda e una velocità del vento insolitamente bassa che ha ridotto la produzione di elettricità da eolico”

        La teoria del se avessimo più rinnovabili ci sarebbero stati meno aumenti è tutta sua, quanto si produce in questo periodo con le rinnovabili? Molto poco, inoltre lo stoccaggio…

        Ad ogni modo l’italia non ha un piano energetico ed è in balia dei 4 venti da ormai 40 anni, e per fortuna qualcuno è riuscito a far completare la TAP! Certi personaggi vorrebbero chiudere tutto, perchè loro vivono con grossi stipendi garantiti..
        Comunque l’effetto è che si sono spesi miliardi per il fotovoltaico negli ultimi 20 anni per avere una produzione ridicola ed intermittente (ricordo che tutti la pagano nella bolletta alla voce fonti rinnovabili), con le stesse cifre facevano sa quante centrali centrali nucleari di ultima generazione…

        Mah qui si guarda al dito e non la Luna..

        • Quindi il gas raddoppia il prezzo per Greta, l’inverno rigido e per lo scarso vento? Ma lei è contento di credere simili baggianate? Su, un po’ di amor proprio !

        • Finalmente un po’ di chiarezza. Adesso vogliono gli incentivi per EV, come il fiume di soldi bruciati per le rinnovabili. Fortunatamente abbiamo al governo ministri competenti, sicuramente fanno le scelte giuste.

      • Beh anche il presidente dell’ENEL oggi ha affermato che se non ci fosse stato il contributo delle rinnovabili l’energia elettrica sarebbe costata un 10-15% in piu’.
        Poi se lo volete considerare l’opinione come inattendibile (viste le Vs considerazioni di sopra) direi che un bel esame di coscienza ci potrebbe anche stare….

        • Guardi che io ho detto esattamente la stessa cosa, rispondendo a un letto che che incolpava le rinnovabili dell’aumento del prezzo dell’energia

    • “ma dopo il Vajont (1963) si è tutto fermato ..” mi domando perchè uno debba sempre sentire il bisogno di scivere cose a vanvera,
      La più grande centrale idroelettrica d’Italia si trova in Piemonte, in provincia di Cuneo, nel comune di Entracque. E proprio lì, tra le montagne, è stata costruita negli anni Settanta la centrale idroelettrica Luigi Einaudi. Nello specifico, i lavori per la sua costruzione iniziarono nel 1969. Solo nel 1982, però, lo stabilimento riuscì a entrare in funzione.

      • Quante altre grandi centrali idroelettriche sono state costruite negli ultimi 40 anni?
        Sa quante dighe e centrali sono state costruite tra gli anni 40 e 60? Ovvero prima del Vajont
        Mi chiedo perchè LEI debba spararla grossa, quando dimostra proprio con quanto detto che a parte 1 caso già in progetto, poi non si è fatto più nulla..
        Come si sul dire il prosciutto negli occhi!

        • Forse Giorgio (ammesso e non concesso) hanno smesso di puntare all’idroelettrico perchè A) ci vogliono pendenze forti accoppiate con corsi d’acqua di portata regolare (le fiumare appenniniche non servono a molto) B) perchè per un certo periodo si sono buttati soldi nella genialata del nucleare. C) perchè “stranamente” dal 1940 ad oggi c’è stato il progresso… pannelli solari, pale eoliche, pompe di calore, cappotti termici (perchè l’energia possiamo anche risparmiarla oltre che produrla). Hai presente almeno qualcuna di queste cose o aspetti la riattivazione della centrale de Vajont ?

        • io mi attengo a cio che uno scrive e mi risulta che lei abbia scritto “dopo il Vajont nulla”, smentita puntualmente insiste nel replicare, e mi permetto di farle notare che abbiamo un’altra eccezione : centrale di Osiglia 2012 e poi un’altra ancora …. che lascio a lei trovare e ancora …. (buona ricerca) – riassunto era meglio stare zitti e lasciare solo il sospetto ….. piuttosto che continuare a scrivere e dare conferma del sospetto …

    • L idroelettrico di un tempo usava il pompaggio. In pratica la notte mandavano l’acqua in salita con delle pompe alimentate da corrente fatta a basso costo (nucleare) e importata dalla Francia..
      Lo so per certo, raccontato dal direttore di una centrale Idroelettrica che ho visitato in provincia di Cuneo.

  5. Massimo Degli Esposti 11 Gennaio 2022
    Grazie Massimo è quello che temevo, rese non adeguate, però resta il fatto che nei mesi migliori l’esubero energetico è esponenziale, quindi a mio modesto parere la strada dello stoccaggio a lungo termine non sarebbe una strada scorretta, ora è da vedere i nostri cervelloni cosa riescono ad inventarsi nel breve termine in modo da cominciare a tamponare il problema, lo so io non sono nessuno soprattutto perché il mio lavoro è software e robotica industriale, che in questo frangente serve come il due di picche a briscola.
    Ma spero tanto nei colleghi dedicati in ricerca e sviluppo.

  6. Criticate tutto e tutti. Oggi, è ancora per molto tempo non possiamo fare a meno dei combustibili fossili in particolar modo del gas metano.
    Il gas naturale può svolgere un ruolo essenziale per gestire i volumi sempre crescenti di energia ottenuta da fonti rinnovabili. L’elettricità in eccedenza prodotta da centrali solari o eoliche, può essere infatti convertita in idrogeno con un processo di elettrolisi e, successivamente arricchito di CO2, che permette di ottenere un syngas da immettere nella rete. Si eviterebbero così i costi di investimento in nuove infrastrutture per la trasmissione, la distribuzione e lo stoccaggio di energia elettrica.
    In Italia si è distribuito nelle città senza problemi particolari il cosiddetto “gas di città”, costituito da miscele con una percentuale di idrogeno del 50%. L’Europa è molto attenta alla nuova tecnologia che è già stata inclusa nel programma nazionale energetico tedesco.
    Per il riscadamento domestico non è possibile utilizzare pompe di calore pure senza sostituire il sistema irradiante (funziona bene a pavimento).
    Il gas naturale combinato al principio di funzionamento di una pompa di calore. Grazie allo sfruttamento del calore ambiente, rinnovabile e gratuito, è infatti possibile migliorare ulteriormente il rendimento rispetto alle normali caldaie a gas a condensazione.
    Il rendimento indica l’energia utile prodotta a partire dall’energia del gas utilizzata. Quello già ottimo di una caldaia a condensazione pari a circa il 110%, con le pompe di calore a gas può arrivare fino al 170%.

    • cosa c’è di così complicato nel fare crescere la quota di rinnovabili RAPIDAMENTE ;
      rispetto ad AUMENTARE la quota di idrocarburi FOSSILI a breve o la quota di supercazzole nucleari fuse o scisse o le supercazzole idrogenate grigie e azzurre sul LUNGO periodo ?

      secondo me , in questo paese , c’è da lavorare SOLO con le rinnovabili per almeno 20 anni
      senza pensare ad altro !!
      e dovevamo aver già cominciato da un pezzo !!

      la possibilità di fare idrogeno verde come accumulo o da mischiare al metano
      è stato discusso più volte su questa testata da persone autorevoli come il prof. Armaroli
      che la rete del gas è un colabrodo già di suo, l’idrogeno ha bisogno di condutture speciali perchè è uno degli atomi più piccoli , a quel punto meglio trasformarlo in metano per sicurezza e trasportabilità ..

      prima di arrivare al surplus energetico da rinnovabile per produrlo VERDE, è di una banalità e di un rendimento enormemente più elevato ,
      usare le auto elettriche come accumulo e stabilizzazione della rete V2G
      io in alternativa al V2G auspico delle “powerwallbox” e/o colonnine di ricarica da 15 kWh in su , che semplificherebbero la vita ai gestori di rete , perchè non dovrebbero mettere daccordo tutti i produttori di automobili per uno standard
      ma basterebbe definire lo standard di un powerwall intelligente che dialoga con la rete
      o un sistema integrato powerwall wallbox intelligente
      che non toccherebbe mai l’energia nell’auto , ma solo nel “buffer” domestico o della colonnina

      tra le rinnovabili
      le aziende che si occupano di idrocarburi, invece di estrarli dal sottosuolo ,
      dovrebbero occuparsi di impianti medi per il trattamente delle acque reflue delle città
      per il trattamento dei rifiuti umidi urbani ,
      gli avanzi degli allevamenti intensivi ,
      scarti dell’industria alimentare ,
      del mantenimento del verde urbano
      ecc.. ecc.. ecc..
      si chiama BIOGAS o BIOMETANO e liberato nell’atmosfera è peggio della CO2 , tantovale usarlo
      per coogeneratori e quant’altro
      questo tipo di idrocarburi insieme alle biomasse , sono gli unici GREEN perchè sono neutri ,
      finiscono comunque in atmosfera tutti i giorni e sono DANNOSI oltre che energia SPRECATA !

      mancano all’appello
      il geotermico , che nei paessi scandinavi sta raggiungendo quote significative

      per l’eolico oramai è sotto gli occhi di tutti che è il modo di produrre energia insieme all’idrolettrico più economico al mondo

      Il paese , dovrebbe cominciare ,con un piano energetico ZERO emissioni , dalle zone svantaggiate dove il costo dei fossili è significativamente più alto ,anche per un costo elevato di approvvigionamento
      LE ISOLE
      per replicare poi su tutto il territorio nazionale

      i Margini delle Autostrade e delle Ferrovie sono i luoghi ideali per costruire campi fotovoltaici e eolici
      con problemi di impatto:
      paesaggistico
      faunistico
      agricolo
      costi di logistica e costruzione

      MOLTO LIMITATI

      poi vabbè , se uno è tossico ,
      e non vuole entrare in terapia ,
      può pure continuarsi a bucare di idrocarburi fossili finchè crepa

      ma non dica che non era stato avvertito , quando le cose si metteranno malissimo

      P.S.
      è vero che le pompe di calore funzionano bene con il riscaldamento a pavimento
      ed è costosto adottarla ,perchè richiede interventi murari importanti
      ma c’è un’altra possibilità , io sto per adottarla nel mio ufficio
      la stessa tecnologia per gli impianti di riscaldamento a pavimento si può usare A PARETE
      senza “sfasciare” tutto , serve una o più pareti nel centro dell’appartamento , che possono fare anche da accumulo termico
      ovviamente queste pareti non devono essere coperte da mobili
      io nel mio ufficio di 70mq ho trovato la soluzione , penso che valga anche per molti appartamenti di pari mq

      i miei due centesimi di cambio di rotta , finchè si è in tempo

      • Io lo sto mettendo a soffitto anziché pavimento o pareti. È meno impattante e non devo demolire nulla, il risultato è che ha la reattività simile ad un radiatore ma la temperatura non supera i 30° nel periodo più freddo, mentre le resto del periodo invernale si attesta sui 23/26 ° un bel risparmio energetico.
        Comunque sia la strada è abbassare il fabbisogno energetico delle abitazioni in modo da aver meno necessità di energia, di conseguenza meno vincoli con l’acquisto soprattutto estero.

        • il calore tende a salire , un sistema radiante a pavimento messo a soffito ,
          mi da l’idea di scaldare il piano di sopra ,
          e poi in caso di guasto ?
          che il tubo contenga glicole o acqua , la vedo brutta in caso di perdita ,
          non che a pavimento o parete sia molto diverso intendiamoci ;
          una perdita è una perdita
          ma a parete fino a 1,5 metri di altezza , non si rischia molto nemmeno mettendo chiodi per i quadri , si crea un mega termosifone di parecchi metri quadri su entrambi i lati e via ..

          • Conosco poche aziende hanno installato il riscaldamento a parete. Al primo quadro che appendi alla pareti ti allaghi !!!.

          • Ecco ti do il concetto di base del funzionamento, poi decidi tu se la tecnica ti può essere d’aiuto, in pieno gennaio o febbraio a -10 ti metti al sole senti tranquillamente il suo calore e sai bene, il concerto è lo stesso, è per irraggiamento non per trasmissione, di solito si è abituati a sentire i radiatori che scottano, io son anni che sono tiepidi, cerco di tenerli a 45° anziché 70° e la differenza è nulla in casa ho tranquillamente 21° ma in compenso ho un consumo molto basso perché i gradi da alzare cerco di tenerli al minimo, di conseguenza ho bisogno di ripristinare ciò che la casa perde e niente di più.

          • Ogni soluzione ha i suoi pregi e le sue limitazioni, per il raffrescamento, molto importante per gli uffici dove si sta nelle ore più calde, è meglio la climatizzazione a soffitto. Per la casa è da favorire il riscaldamento invernale ed è preferibile l’impianto a pavimento. Dove non si vuole spaccare tutto e dove non c’è spazio (il mio caso, altezza originaria di 2,7-2,8m) c’è l’impianto a parete. In alternativa, ci sono anche i termoconvettori che adesso sono molto silenziosi e pure belli, certo che la temperatura dell’acqua non va ai 27-30°C ma almeno a 32-37°C, però enormemente meglio dei termosifoni.

        • si lo so che è un falso problema , la maggior parte del calore non si trasmette per convezione , aria a contatto della superfice , ma per irraggiamento
          ho visto un video su youtube , dove un utente i pannelli radianti a soffitto li ha installati , con buoni risultati
          in Liguria
          Qui nel Lazio , per fortuna abbiamo meno esigenze almeno a poche centinaia di metri di altitudine
          per un ufficio di 70mq 18 mq di parete radiante , dovrebbe essere più che sufficente al limite predisporrò una eventuale espansione con qualche ventil convettore

      • Senta mentre le rinnovabili crescono rapidamente nei prossimi 8 anni o giù di lì, mi riscalda lei la casa? In alternativa mi potrebbe pagare anche solo i rincari del gas!
        P. S. Anche fare tutti i lavori per cambiare un efficiente riscaldamento a termosifone con un più efficiente riscaldamento a pavimento non so quanto costi in termini di co2.e quanti anni ci vorrano per guadagnarci. Bisognerebbe fsre bene i conti….

        • Perché, se investissimo nel nucleare cosa farebbe per i prossimi 15 anni, in attesa che le centrali entrino in funzione?
          Io, invece di lamentarmi, mi sono rimboccato le maniche ed il risultato è stato eliminare il gas dalla casa.
          Grazie ad un impianto FV, genero tutta l’energia che mi serve.
          Da gennaio a dicembre 2021, ho prodotto 600kWh in più di quelli che ho consumato.

        • He he Luca faccia come molti di noi e acceda al superbonus 110% efficienta casa togliere il gas e alla fine risparmia più del 70% non vedo dove sia il problema lo stato ha rifinanziato tutto il comparto, perché serve per ottimizzare le case che non sono più sostenibili.

    • Signor “la sfera”, veramente le caldaie a condensazione hanno rendimenti del 110%?
      Notevole!
      Però le sfugge che le PdC hanno un COP minimo di 3, vuol dire che consumando 1kWh di energia elettrica restituiscono 3kWh di energia termica.
      Vuol dire avere un guadagno del 200% nelle condizioni meno favorevoli.
      In quelle più favorevoli, arrivano a 4,5 – 5, vuol dire un guadagno del 350 – 400%
      Senza problemi monossido di carbonio, fughe di gas, etc etc.
      Il metano è battuto, su tutta la linea.

      • Athos,
        Io possiedo un FV da 12 KW, in un anno l’impianto produce circa 15.000 KWH. L’autoconsumo è di circa il 43%, l’immobile è dotato di impianto di climatizzazione a pdc, caldaia a condensazione, caldaia a pellet. Il problema non esiste quando c’e’ il sole: dal produttore al consumatore. Nella stagione invernale, per molti giorni consecutivi la produzione è scarsissima (pochi kwh). In queste condizioni, se fa molto freddo (max fino a 4/5°), le pompe consumano tantissimo e senza autoproduzione sono mazzate. La condensazione è veloce, ma con il costo attuale del GAS non è praticabile. Da poco ho fatto installare una caldaia a pellet che attualmente la soluzione piu’ economica.
        Quando non c’è produzione dal FV la corrente che consumo da chi viene prodotta ? Dalle centrali fossili.
        Ciao Ciao

        • Perché ha sbagliato contratto per quanto riguarda il più che le serve, io ho un contratto green e tale rimane quindi acquisto energia pulita 🤷
          E per uno che ha FV dovrebbe essere naturale un uso extra green

          • Homo sapiens ( dal latino «uomo sapiente») cosa ho sbagliato ? Finitela con la storiella dell’energia green, gli elettroni che entrano a casa tua sono gli stessi di quelli che entrano a casa mia.

        • Se lo dice lei ci crediamo tutti, peccato che un contratto è un contratto, se prevede green lo deve essere, poi faccia lei ma non dia dati errati.

        • signor Ignazio
          tutte bello il discorso
          ma dimentica di dirci di quanti mq calpestabili parliamo
          perchè un conto è scaldare 90 mq, un conto è scaldare 300 mq su 3 piani con pareti coibentate alla maniera degli anni ’70.

          Con 12 kW di potenza fotovoltaica installata
          e senza auto elettrica da ricaricare (presumo…)
          utilizzare solo il 43% significa aver fatto un dimensionamento per fare cassa con i conti energia, oppure peggio, manco per quello.
          di sicuro con 15MWh prodotti in un anno
          dovrebbe coprire INTEGRALMENTE il consumo per il riscaldamento e raffrescamento, spannometricamente pari a 20MWh per 120 mq.

          Ora i casi sono due:
          o non ce la conta giusta, e ha una villa da 300 mq su 3 piani coibentata con il pongo, e allora di cosa si lamenta
          oppure ha fatto/ha fatto fare un dimensionamento ad minchiam, peraltro senza batteria di accumulo (presumo), e allora di cosa si lamenta, si usi il suo pellet e il suo gas e viva contento, che le sue scelte sono più costose per la comunità che investe in innovazione di quanto l’innovazione costi a lei!

          peraltro:
          ha una pompa di calore ma poi si compra la stufa a pellet?
          ma dice sul serio?
          ma si rende conto della figura di pauta che fa scrivendo questo?
          si preservi, per diana!

          quanto le è costata la stufa a pellet? e quanto spende in un anno di pellet?
          perchè, a occhio, con 7000 euro comprava una batteria di accumulo e del pellet probabilmente poteva fare a meno, e recuperava la differenza in 2-3 anni (a occhio: mi mancano troppi dati per dare certezze).
          Ha fatto questi conti?

          • Prima di tutto si calmi. Non è una stufa ma una caldaia e spero che conosca la differenza. L’impianto FV è stato installato senza nessuna agevolazione o incentivi a carico della collettività ma con i miei soldini. La cubatura da riscaldare è oltre 1000 MC. Per evitare il prelievo di energia elettrica serviva un accumulo con almeno 2 giorni di autonomia, per alimentare l’impianto nelle peggiori climatica: 70 kWh. Ho avuto molti preventivi: il costo, nonostante lo sconto in fattura ,era gigantesco. Con 5000 euro ho installato una caldaia a pellet con un serbatoio di 100kg. Con un sacco e mezzo di pellet, al costo di 6 euro, riscaldo casa per un giorno. Soluzione green al 100%. Se utilizzassi l’energia elettrica occorrerebbero 18 euro. Sono dati reali non chiacchiere. Non stiamo al supermercato che scegli la carne bio.Terna fornisce la stessa energia a tutti. Se poi ti illudi di contribuire allo spirito green 💚 nessun problema….

          • I contratti per la fornitura di elettricità green comportano la compensazione certificata delle emissioni di CO2 per la quota del mix fossile.. Quindi sono un finanziamento aggiuntivo per lo sviluppo delle rinnovabili. Perciò è falso (tanto per cambiare) quello che dice, quando sostiene che siano uguali a quelli tradizionali.

          • Salve Ignazio, mi permetta di puntualizzare su alcune affermazioni:
            Il pellet non è affatto green al 100%. Può darsi che lo sia dal punto di vista della CO2 ma per quanto riguarda altri inquinanti, particolato e altri prodotti della combustione è un vero disastro, se non ha presente questo fatto si sta illudendo di grosso.
            Sulla questione del mix energetico ha parzialmente ragione, il mix al punto di prelievo non cambia, quello che cambia è che dietro un contratto 100% c’è sempre la produzione di energia green, questo significa che il mix che consuma chi ha il contratto verde non è al 100% verde, d’altra parte il mix che consuma un’utente non 100% green sarà più verde rispetto a quanto prodotto dal suo fornitore non green. Il gioco non è a somma zero.
            Sul discorso costi non discuto ma non è neppure corretto dire che lei ha fatto la scelta più ecologica, soltanto la più economica dal suo punto di vista.
            Aggiungo anche che spesso c’è un fraintendimento di base sul dimensionamento dell’accumulo, ovvero normalmente è assolutamente inutile e non conveniente avere un accumulo di giorni che verrà utilizzato pochissimo, normalmente è sufficiente abbastanza da differire la produzione dei pannelli a copertura dei consumi notturni.

          • in risposta al sig. Ignazio La Sfera:

            “prima di tutto si calmi” …magari rilegga i suoi messaggi, diciamo che anche lei qui su questo spazio di commenti è un ospite ma si presenta come un “so ben io come si vive” e pretende di insegnarlo agli altri senza nemmeno conoscerli, con frasi tipo “Non stiamo al supermercato che scegli la carne bio” e “Se poi ti illudi di contribuire allo spirito green 💚 nessun problema”. Inoltre non siamo mai andati a cena e nemmeno abbiamo mai preso un caffè insieme, continuerei a usare una forma personale più formale, il “lei”.

            detto questo, ed entrando nel merito di quel che scrive:
            0. “Non è una stufa ma una caldaia e spero che conosca la differenza”: non posso sapere che lei parla di caldaia finchè non ce lo scrive, ma tranquillo, conosco la differenza con il lavoro che faccio, grazie della premura

            1. “L’impianto FV è stato installato senza nessuna agevolazione o incentivi a carico della collettività ma con i miei soldini.” Mi spiace per lei, perchè se non ha usufruito di incentivi per il fotovoltaico ne usufruisce ampiamente per tutte le fonti fossili che usa, per le quali pago anche io i miei soldini, e se non ha usufruito di incentivi penso ricada in una di queste sotto categorie:
            a. ignoranza (non credo)
            b. non le conveniva (e allora di cosa si lamenta con l’espressione “i miei soldini”)
            c. è un benefattore delle casse dello Stato (e allora la ringrazio sentitamente)

            2. “la cubatura da riscaldare è oltre 1000 metri cubi”, che sono circa 350 metri quadrati calpestabili: però! un alloggetto discreto e senza pretese allora 🙂 ! beato lei che può!

            3. se invece di una autonomia di due giorni si accontentava di una autonomia di un giorno la batteria costava la metà, in certe giornate invernali avrebbe prelevato dalla rete ma forse il gioco valeva la candela: non affermo che lei si sia sbagliato, dico che era bene prendere in considerazione anche questa possibilità, che non è detto sarebbe stata economicamente migliore, per poterlo dire tocca fare i conti con i costi fissi dell’elettricità. l’utente Athos l’ha fatto è ha mollato il distributore dell’energia elettrica in toto, e ha un’auto elettrica, segno che si può fare, ma ogni caso fa storia a sè: per questo sta emergendo la figura dell’energy manager

            4. “sono dati reali non chiacchiere”: curioso, nessuno la accusa del contrario, accusa forse lei il sito e i suoi tenutari di fare chiacchiere? strano, di solito forniscono tutti i dati, e per questo li apprezzo, e danno spazio, e tanto, anche alle voci dissenzienti…

            5. “…un sacco e mezzo di pellet, al costo di 6 euro, riscaldo casa per un giorno. Soluzione green al 100%…” mi spiace ma qui si sbaglia. Non è una soluzione green perchè emette CO2, e parecchia pure, e peggio ancora emette PM10 e PM2.5. Non so dove viva ma nella zona in cui abito io, Nord Italia occidentale, si comincia ad annusare l’aria di quel che accadrà alle stufe e caldaie a pellet, che con quelle emissioni finiscono per appestare l’aria e far uscire l’intera regione (insieme ad altre cause) dai parametri di legge: questione di tempo e vedrà che il pellet verrà pesantemente limitato per arginare i danni che fa

            6. “Terna fornisce la stessa energia a tutti”: sì, gli elettroni sono gli stessi. E’ la causa che mette in moto gli elettroni che è diversa, e radicalmente diversa! se la lattuga che mi arriva nel piatto è circa tutta uguale, ma una ha fatto il giro del globo in camion e l’altra l’ho comprata sotto casa, non è la stessa cosa a livello ambientale!

            Chiudo: con un casa da riscaldare da 350 metri quadrati calpestabili
            è evidente che batterie e impianti costeranno una fucilata. La questione posta in termini di costi assoluti però è un po’ ignorante, andrebbe posta in termini di rientro del capitale investito e tempo di ritorno. Su questo attendo sue considerazioni che avrà fatto a suo tempo.

          • 𝐈𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐢 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥 𝐧𝐞𝐭𝐰𝐨𝐫𝐤: 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐫𝐢𝐯𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐞𝐭 𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐚𝐠𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐦𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢𝐮𝐭𝐢. 𝐋𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐮𝐢 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐝𝐞 𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐢𝐭𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐢𝐧𝐜𝐢𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐮𝐢 𝐦𝐨𝐝𝐢 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐬𝐢 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐟𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐢𝐬𝐬𝐢 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞. 𝐒𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨, 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐚 𝐥𝐞 𝐦𝐨𝐝𝐚𝐥𝐢𝐭à 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐭𝐨, 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐠𝐮𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐬𝐢 𝐡𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐢𝐭𝐮𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐜𝐮𝐥𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐜𝐚𝐫𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐚𝐬𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐟𝐢𝐬𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐥𝐨𝐜𝐮𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐞 𝐩𝐮𝐨’ 𝐫𝐢𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐚𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐬𝐢𝐧𝐠𝐨𝐥𝐨 𝐨 𝐩𝐢ù 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐥𝐨𝐜𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢, 𝐭𝐚𝐥𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢𝐮𝐭𝐢. 𝐋’𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭à 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 è 𝐚𝐧𝐨𝐧𝐢𝐦𝐚 𝐞 𝐢 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐫𝐢𝐥𝐞𝐭𝐭𝐢, 𝐜𝐨𝐩𝐢𝐚𝐭𝐢, 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐢, 𝐜𝐢𝐨𝐧𝐨𝐧𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐞𝐦𝐛𝐫𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐧𝐝𝐚 𝐩𝐢ù 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚, 𝐝𝐢𝐬𝐢𝐧𝐢𝐛𝐢𝐭𝐚, 𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐚𝐝𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐞𝐬𝐢𝐛𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚. 𝐒𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐢ù 𝐫𝐚𝐩𝐢𝐝𝐚 𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐢ò 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐫𝐢𝐠𝐢𝐝𝐚, 𝐝𝐞𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐚 𝐞 𝐩𝐢ù 𝐬𝐩𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐞𝐚. 𝐏𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐚 𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 è 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐦𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐮𝐬 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐥𝐨𝐜𝐮𝐭𝐨𝐫𝐞, 𝐢𝐥 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐢𝐭à 𝐧𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐭𝐫𝐚 𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐮𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐬𝐬𝐮𝐦𝐨𝐧𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐩𝐢ù 𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐨𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞, 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐠𝐞𝐫𝐚𝐫𝐜𝐡𝐢𝐜𝐚, 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 «𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐨𝐯𝐮𝐭𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐮𝐭𝐞𝐫 𝐟𝐚 𝐬ì 𝐜𝐡𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐮𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐢𝐧𝐨 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐢𝐧𝐢𝐛𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐬𝐩𝐫𝐢𝐦𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐞 𝐨𝐩𝐢𝐧𝐢𝐨𝐧𝐢» 𝐓𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐦𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐭𝐢 𝐟𝐢𝐧𝐨𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐢𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐥 𝐦𝐮𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐢𝐧𝐬𝐭𝐚𝐮𝐫𝐚𝐭𝐢 𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐩𝐞𝐭𝐮𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐢 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥, 𝐦𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐞 𝐥𝐢𝐧𝐠𝐮𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥𝐥𝐮𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐝𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐧𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢. 𝐈𝐧𝐝𝐮𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐚𝐬𝐬𝐢𝐬𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐞𝐦𝐞𝐫𝐠𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐧𝐝𝐚𝐫𝐝 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨: 𝐥𝐞 𝐜𝐚𝐫𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐮𝐦, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐢𝐧𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐥𝐨𝐜𝐢𝐭à 𝐝𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢 𝐞 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐚𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐢𝐭à, 𝐫𝐞𝐧𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚 𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐭𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐞. 𝐋𝐚 𝐥𝐢𝐧𝐠𝐮𝐚 𝐮𝐬𝐚𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐮𝐧 «𝐟𝐫𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐢𝐛𝐫𝐢𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐭𝐫𝐚 𝐨𝐫𝐚𝐥𝐢𝐭à 𝐞 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚» 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐛𝐢𝐧𝐚 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐞 𝐯𝐚𝐫𝐢𝐞𝐭à 𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐧𝐠𝐮𝐚 𝐢𝐧 𝐮𝐧 𝐬𝐢𝐧𝐠𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨. 𝐋𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐚𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐧𝐨𝐭𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐭𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐮𝐭𝐞𝐫 è 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐚𝐥 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐢𝐬𝐬𝐢 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞, 𝐨𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐞𝐬𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐨 𝐥’𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭à 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨. 𝐆𝐥𝐢 𝐬𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢 𝐬𝐮𝐥 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥, 𝐝𝐮𝐧𝐪𝐮𝐞, 𝐝𝐞𝐯𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚 𝐮𝐧 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐞 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐫𝐭𝐞𝐬𝐢𝐚, 𝐦𝐚, 𝐧𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨, 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐞𝐬𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨. 𝐈𝐧 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐮𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐯𝐨𝐥𝐠𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐚𝐝 𝐮𝐧 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞: 𝐥𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐞 𝐥𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐫𝐭𝐞𝐬𝐢𝐚. 𝐋𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐭𝐚 𝐮𝐬𝐚𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐚𝐦𝐢𝐜𝐢, 𝐩𝐚𝐫𝐞𝐧𝐭𝐢, 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐠𝐡𝐢 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨, 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐥𝐚𝐬𝐬𝐞 𝐞 𝐢𝐧 𝐫𝐞𝐭𝐞. 𝐋𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐫𝐭𝐞𝐬𝐢𝐚 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐮𝐬𝐚𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐢 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐫𝐢, 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐢𝐧 𝐫𝐢𝐬𝐭𝐨𝐫𝐚𝐧𝐭𝐢, 𝐜𝐚𝐟𝐟è, 𝐜𝐨𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐠𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐨, 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐧𝐞. 𝐈𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐚𝐥 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐝’𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐢, 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐟𝐫𝐚 𝐥𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥, 𝐭𝐞𝐧𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐝 𝐮𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢. 𝐋𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐢𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐞 𝐡𝐚 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐢, 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢, 𝐞𝐝 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 (𝐢𝐥 𝐋𝐞𝐢 𝐯𝐞𝐧𝐢𝐯𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐛𝐨𝐫𝐠𝐡𝐞𝐬𝐞, 𝐢𝐥 𝐕𝐨𝐢 𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐞 𝐢𝐥 𝐭𝐮 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚). 𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐥𝐚 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐚 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐚 𝐜𝐢ò 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚𝐧𝐨 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢 𝐞 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐨𝐩𝐢𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐮𝐧 𝐚𝐭𝐭𝐚𝐜𝐜𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐭𝐞, 𝐜𝐫𝐞𝐢 𝐮𝐧 𝐦𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐚 𝐭𝐞 : “𝐌𝐢 𝐝𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐋𝐞𝐢” 𝐜𝐢𝐨è 𝐦𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐢 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐫𝐭𝐞𝐬𝐢𝐚.

          • Signore Massimo degli esposti, Ignazio La Sfera non dice il falso bensì la verità. La corrente che entra a casa mia ha la stessa identica fonte di quella fornita al mio vicino, nonostante il bollino green. La certificazione che lei scrive è solo una ristoro economico per l’azienda che la produce.

          • Un ristoro a chi la produce, però rinnovabile. Quindi, come appunto dicevo, un incentivo ad investire per produrne di più. L’altra tipologia di compensazione è la riforestazione, che sequestra CO2.

          • per Ignazio La Sfera:

            non è molto elegante copia-incollare un testo quale quello che ha riportato, relativo all’uso dei pronomi e delle forme personali:
            il lessico e lo stile non è il suo, mi pare
            quindi pubblicare anche solo come commento
            un testo non proprio ma a proprio nome e senza citare la fonte
            in teoria è pure illegale.

            poi veda lei…

          • @Ignazio La Sfera: “…L’impianto FV è stato installato senza nessuna agevolazione o incentivi a carico della collettività ma con i miei soldini…”
            ma non ci credo neanche se vedo le fatture. Uno che fa i conti di 18€/giorno sull’energia elettrica contro i 6€/giorno col pellet non ha aderito ai vari Conto Energia 1 2 3 4 5??? Che non avevano detrazioni ma che hanno degli incentivi di produzione, autoconsumo e scambio sul posto (non il 5° che è il mio). Ha fatto l’impianto prima del 2005? Nel 2003 comprai per la scuola 2 pannelli FV da 12V 10W…110€ l’uno!
            Mio ex collega fece col conto 2 un impianto da 3kW a 24.000€.
            E se è stato fatto di recente, l’ha fatto con lo scambio sul posto e ha avuto la detrazione del 50%.

  7. Eolico in norvegia: visto un servizio/documentario che mostrava 600 pale eoliche nel mare del nord costantemente monitorate perché costruite non tenendo conto delle enormi sollecitazioni laterali ma solo di quelle verticali. Ogni giorno tecnici devono andare in loco a verificare la situazione e nel caso cominciare la “riparazione”.
    Anche in norvegia ci saranno costruttori italiani evidentemente..
    Rimane il fatto, come giustamente ribadito da allessandro, che si deve pensare all’immediato e tracciare anche una rotta per il futuro.
    La Germania penso abbia pure di nuovo pensato al carbone, ma non ho certezza

    • -Anche in norvegia ci saranno costruttori italiani evidentemente-

      Mi sa che in Norvegia ci sono costruttori norvegesi.
      Le posso assicurare, per esperienza diretta, che quando non ci sono di mezzo paste, pastette, appalti, appaltini, aummaumma, triccheballacche, pùtost che niènt l’è mej pùtost, amici, amichetti e quant’altro… In pratica: quando si può lavorare normalmente e in maniera corretta noialtri se proprio vogliamo dire che non siamo i migliori ma come minimo siamo sul podio a livello mondiale. Seriamente.

  8. W Cingolani e Giorgetti. Puro buon senso, il resto è ideologia. Enzo nel suo articolato commento ha già spiegato bene perché. Un’altra cosa che non capisco in chi si scandalizza e si oppone a tutto ciò è perché sarebbe meglio e magari anche più etico comprare gas e petrolio (che piaccia o no, ci serviranno ancora per un bel po’) all’estero, spesso in Paesi con standard ambientali e sociali vergognosi…ma chissenefrega del Terzo Mondo e dei diritti dei lavoratori, noi siamo green

    • grazie al cambiamento climatico e la desertificazione galoppante (ma tanto chi se ne frega..mica viviamo in Africa noi), masse di disperati lasciano le loro terre e si trasformano in profughi senza meta

  9. Questi due, messi insieme, sono peggio di Don Chisciotte e Sancio Panza! Mentre tutti i paesi europei sono protesi in avanti con investimenti spaventosi, facendo in modo da potersi accomodare sugli scranni più alti, dove inizieranno a raccogliere i primi frutti dell’innovazione tecnologica che “È” il futuro economico dei paesi europei, “loro due,” che fanno?! …si fanno venire delle idee così strampalate che fanno accapponare la pelle, anche ai capponi!
    C’è chi li stima, neanche se fossero due scenziati, ma l’impressione che danno, è come se avessero preso la laurea all’università de “gli gnorantelli!” 🤢🤮

  10. L’affermazione “Tutta l’Europa, Germania in testa, punta con decisione sulle rinnovabili, l’Italia ha in testa solo gas e petrolio” mi sembra frutto di pregiudizio. La Germania, oltre a puntare sulle rinnovabili ha ben pensato di assicurarsi cospicue forniture di gas russo per i prossimi anni con il Nordstream 2. Ciò premesso, il passaggio alle rinnovabili è lungo e non indolore, economicamente parlando, e nel frattempo da dove prendiamo l’energia elettrica? D’accordo sugli investimenti per le rinnovabili, ma i tempi sono lunghi, anche se iniziassimo subito con massicci investimenti, che sono mancati negli ultimi anni. Nel frattempo non potremo fare a meno di altre fonti, gas in primis. Fra l’altro, anche la civilissima Svizzera ricava dalle rinnovabili, grazie anche ud una struttura geografica favorevole che assicura ampie possibilità, ben superiori alle nostre, per l’idroelettrico, il 75% del proprio consumo, senza quindi arrivare al 100%. Per il nucleare, il ministro Cingolani sostiene semplicemente che non bisogna escluderlo a priori se dovessero emergere nuove soluzioni tecniche, nei limiti del possibile sicure e vantaggiose, evitando di restare al palo nella ricerca tecnica e scientifica al riguardo.

    • Non ho capito il riferimento alla Svizzera per quanto riguarda le rinnovabili. Se è arrivata al 75% con l’idroelettrico è perché magari non ne ha altro da sfruttare, ipotizzo eh! Altrimenti come giustificheresti che in Norvegia la produzione è per il 96% da idroelettrico e, comunque per il 99% da rinnovabili?

      • Citavo la Svizzera per indicare che un modello 100% rinnovabili (l’idroelettrico entra nelle rinnovabili) non è ipotizzabile probabilmente neppure in condizioni geografiche estremamente favorevoli come appunto quelle svizzere (o anche austriache), anche per motivi di continuità nella rete: in Italia poi non abbiamo simili risorse in campo idroelettrico, e neppure il vento che ha il Portogallo. Anche investendo al massimo sulle rinnovabili, dovremo sempre ricavare una quota di energia elettrica da altre fonti

  11. Le riserve di metano in Italia sono ridicole, basterebbero solo per coprire i consumi italiani per tre anni circa, poi basta… metano finito.

    Anche se si estraesse più metano italiano, non credo che ce lo venderanno a prezzo inferiore rispetto al metano che arriva dagli USA con le metaniere … ce lo venderanno al prezzo di mercato e il consumatore non avrà alcun vantaggio: la bolletta resterà uguale.

    Indipendentemente dai problemi energetici e ambientali, a mio parere, il pochissimo metano che abbiamo nel sottosuolo è meglio non toccarlo e usarlo non quando il suo prezzo di mercato è alto, ma in un possibile futuro, se, … quando ne avremo bisogno… gli altri per un motivo o per l’altro non ce lo venderanno più.

    Se proprio vogliamo usare il metano, qualcuno ha calcolato che in Italia si può arrivare a produrre fino a 7-8 miliardi di mc di biometano.

    • Io non sono esperto in materia, quindi se lo dici tu ti credo. Puoi postare qualche link?

      Cercando in giro comunque le cose pare stiano diversamente: https://www.ilsole24ore.com/art/trivellazioni-adriatico-ferme-ma-gas-italiano-costa-decimo-AEgbV0u

      Mi limito al titolo: “Trivellazioni in Adriatico ferme ma il gas italiano costa un decimo
      Sotto i mari italiani le riserve di oltre 90 miliardi di metri cubi di metano a basso costo. L’estrazione a 5 centesimi al metro cubo, importazione al costo di 50-70 centesimi.”

      Sicuramente tu sei più esperto e puoi fornirci le cifre reali.

      • Il prezzo lo fa il mercato (e non certamente la produzione italiana), come detto giustamente da marcus non avrebbe senso per i produttori svenderlo…ergo nessun vantaggio per i consumatori ma solo soldi nelle tasche dei produttori (e poche indirettamente in quelle dello Stato).

      • Ministero dello sviluppo economico: riserve nazionali di idrocarburi:

        https://unmig.mise.gov.it/index.php/it/dati/ricerca-e-coltivazione-di-idrocarburi/riserve-nazionali-di-idrocarburi.

        l’articolo del sole24ore citato scrive: “…L’Italia brucia circa 70-75 miliardi di metri cubi di gas l’anno …” Allora potremmo essere messi ancora peggio: l’Italia consumando 70 miliardi di mc di metano all’anno ha riserve non per tre ma per soli due anni.

        Si stanno fregando le mani i signori che hanno le piattaforme di estrazione; lo stesso articolo scrive: “… estrarre circa 10 miliardi di metri cubi l’anno per dieci anni…”, fanno 100 miliardi di mc … poi, ripeto: basta, metano finito.

        Se estraggono il metano a 5 centesimi al mc e il prezzo di mercato è 60 centesimi al mc la differenza se la intasca chi estrae e in bolletta ce lo vendono a prezzo pieno. Su questo non ho riferimenti, ma dubito che in un’economia di mercato succeda diversamente.

  12. Ho criticato Cingolani e Giorgetti quando non andavano oltre le analisi. Adesso arriva la proposta e personalmente mi piace. Provo a spiegare perché.

    1. il gas è stato riconosciuto non da Cingolani ma dalla UE una fonte “verde” insieme col nucleare (non possiamo prendere i pareri dei tecnici UE solo quando ci piace e quando non ci piace sono dei venduti, corrotti, ignoranti …)

    2. il gas serve soprattutto per i nostri riscaldamenti! Abbiamo avuto un esborso pazzesco nelle bollette che ci costa da solo più della tredicesima, di fatto quest’anno pagheremo una tassa in più di oltre 2300 euro! Cito: “Le nuove tariffe porteranno a una spesa per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole (tra il primo aprile 2021 e il 31 marzo 2022) di oltre 2.300 euro: circa 823 euro per la bolletta elettrica (+68% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente), spiega l’Arera, e circa 1.560 euro per il gas (+64%)” [ fonte: https://tg24.sky.it/economia/2022/01/02/rincari-2022#05 ]. Voi li volete spendere 2300 euro in più ogni anno della vostra vita? Io no, grazie, quindi se anziché farci venire il gas liquefatto dagli USA usiamo quello in casa il problema non si pone

    3. se anche il governo puntasse il 100% sulle “rinnovabili”, poi ci sarebbe il problema del riscaldamento (che da solo, ricordo, vale una spesa di 1560 euro in più ogni anno rispetto agli anni precedenti). Tutti gli italiani dovrebbero sostituire le caldaie con le pompe di calore il che ha un costo notevole ed inoltre prevede che vi sia l’aumento di tutti i contatori degli italiani (diversamente appena la pompa parte e c’è la lavatrice accesa salta la corrente). Le pompe di calore arrivano ad assorbire da sole anche 2 kwh nella prima ora di funzionamento (cito: “Quando viene accesa la pompa di calore, incamera una quantità di energia elettrica più elevata per poter pervenire velocemente alla temperatura voluta, arrivando a consumare anche 2 kWh solo nella prima ora”) [ fonte: https://www.ariston.com/it-it/the-comfort-way/guida-al-risparmio/consumi-pompa-di-calore ]

    4. non c’è differenza, a livello ambientale, tra usare il gas russo o quello italiano (che è, anzi, a “km 0” – è una battuta … -), quindi non si sta immettendo in circolo più co2, si evita solo di pagare il gas il triplo e di dare i nostri soldi ad una potenza straniera

    5. vorrei conoscere quale stato voi prendete a modello. Fino a ieri ho sentito sempre e solo elogi alla Norvegia che per l’energia elettrica si affida quasi esclusivamente a fonti rinnovabili. Ma qual è il più grande produttore di petrolio e gas naturale dell’Europa occidentale che copre circa il 22% del consumo annuo dell’Unione europea? L’Italia di Cingolani? No, è la Norvegia [ fonte: https://euractiv.it/section/energia/news/norvegia-lenorme-giacimento-di-gas-troll-avvia-terza-fase-produzione/ ]. Quindi i norvegesi sono i principali produttori di petrolio e gas naturale, buono a sapersi

    6. Perché tutto il mondo parla di mix energetico non posso spiegarvelo in 2 righe. Ma andiamo al punto che interessa maggiormente molti di voi: cosa sta facendo Cingolani ANCHE sul fronte delle energie rinnovabili, ovvero eolico e fotovoltaico? Ecco cosa: l’Italia si doterà, entro il 2030, di 60 gigawatt di nuova potenza installata (di cui almeno 43 GW da fotovoltaico e 12 GW dall’eolico) (fonte: https://www.ilsole24ore.com/art/energie-rinnovabili-pronto-piano-la-transizione-ecologica-AEZQhAt ). Se vi sembra poco, traduco in numeri: considerato che a fine 2019 la potenza installata per il fotovoltaico ammontava a 21 GW, si tratta di triplicare la potenza installata solo per il fotovoltaico (per l’eolico l’incremento è percentualmente minore, visto che a fine 2019 c’erano 90 GW di installato).

    • Se sei un petroliere…potresti anche avvantaggiarti dall’estrarre gas nostrano….ma se sei un cliente…mi sembra scontato che non avrai alcun vantaggio.
      Se le tue fonti sono il sole 24 ore, dove spesso e volentieri appare Tabarelli….vabbè allora Gesù è morto di sonno!

    • “1. il gas è stato riconosciuto non da Cingolani ma dalla UE una fonte “verde” insieme col nucleare (non possiamo prendere i pareri dei tecnici UE solo quando ci piace e quando non ci piace sono dei venduti, corrotti, ignoranti …)”
      ____________________________

      Sembra che in questo “freddo inverno” il problema del riscaldamento globale sia sparito.

      Le quantità variano secondo il combustibile. A seconda del combustibile bruciato nel motore, però, l’entità delle emissioni cambia, come si vede nella tabella seguente.

      Emissioni di CO2
      2.380 g per litro di benzina consumato
      1.610 g per litro di Gpl consumato
      2.750 g per kg di metano consumato
      2.650 g per litro di gasolio consumato

  13. Bene sono riusciti ad ottenere ciò che volevano, ma di fatti con un governo pagliaccio cosa si poteva pretendere, vent’anni di non fare nulla ora non è cambiato nulla, diciamo che piuttosto di ripartire con il nucleare meglio in gas, ma a mio avviso è l’ennesima sconfitta per tutti noi 🤦🤦

    • alla fine l’Italia va avanti ,DA SOLA, da decenni MALGRADO la politica ..
      io la prima cosa che farò ,entro 5 anni, staccherò l’allaccio al metano

      CingolEni , Federpetroli ,Renzi e Giorgetti lo usino pure per fare l’aerosol anticovid se gli piace tanto ..

      Il biometano è un’altra cosa .. Certamente !
      https://www.youtube.com/watch?v=epHxdWoiqLY

      una risata vi seppellirà

      • Io è da più di un anno che sto seguendo il superbonus 110% spero a breve di partire con i lavori, purtroppo la burocrazia è un dinosauro con tempi biblici assurdi, chiuso le pratiche di sanatoria questa settimana da marzo 🤦🤷
        Ora è solo questione organizzativa con i vari fornitori, poi il gas già lo usavo poco poi darò finalmente disdetta.
        E sono un affittuario, di fatti non capisco i proprietari di casa che nulla fanno 🤷 tranne che lamentarsi per i continui aumenti.

        • Io la casa di proprietà ce l’avrei,
          solo che il comodato d’uso finchè è viva , è di mia madre ottantenne ,
          il problema è che lei non si fida dello stato ,
          gli immobili sono stati vessati per troppi anni
          e lei a 80 anni non vuole prendere l’ennesima fregatura
          ho sentito molte altre persone nella mia stessa condizione
          GLI ANZIANI ,NON SI FIDANO DEL 110%

          come biasimarli gli anziani ,dopo le fregature che hanno preso per 50 anni ?
          come minimo si aspettano una patrimoniale a fine lavori ..
          che ti obbliga a prendere un mutuo per pagare le tasse ..
          no grazie ,ti dicono , dopo che siamo morti ..
          fai come ti pare ..
          come dargli torto ?

          • I proprietari di casa mia hanno dai 75 agli 86 anni, loro mi hanno delegato, sono qui da oltre trent’anni sanno che sono molto scrupolo e non mi fido di nessuno, quindi la fiducia che mi hanno concesso non ha prezzo, ed io nei loro confronti mi sto muovendo con i piedi di piombo, è un avventura infinita ore infinite , imparare cosa serve e cosa no è stata la cosa più stremante, ho uno studio che mi segue e che conosco da oltre una vita, mi ha dato carta bianca per trovare aziende e prodotti, poi ovviamente lui fa tutta la parte burocratica, ma il difficile è trovare chi fa cosa e come lo fa, e soprattutto tutte aziende della zona con anni alle spalle, in modo che tutti siano vicini in modo che se ci sono problemi possa avere tutto vicino, poi ovviamente ho fatto un assicurazione specifica per il superbonus in modo che mi tutelo nel prossimo decennio, o anche subito se dovesse andar storto qualcosa.
            Quindi ora è solo da partire, se tu o i tuoi non si fidano nulla si può fare, ma vedo vicini anche condomini aver già realizzato i lavori, quindi perché io no 🤷

  14. Temo sia obbligato in questa fase per minimizzare dipendenze import e in assenza poi di supporto del nucleare.
    Non significa derubricare il rinnovabile, gli investimenti DOVRANNO essere per forza di cose giganteschi anche solo per intravedere gli obiettivi 2030.
    Solo per energia elettrica ci sono 163 TWh ( al 2019) dai combustibili fossili che dovremmo abbattere.
    Impresa titanica anche in relazione al fatto che non esiste una soluzione per storage di cui necessitano le rinnovabili.
    Supponiamo che siano sufficienti “solo” 30 TWh di accumulo e di volerlo gestire con batterie.
    Supponiamo che un costo (molto ottimistico) ad oggi sia 100 euro/kWh.
    “Solo per queste batterie sono 3000 miliardi di euro e più di 14 volte il valore del Recovery Fund che arriverà all’Italia. ”
    Così giusto per dare una dimensione della sfida in atto e del necessario realismo che serve se vogliamo prendere con la serietà minimamente necessaria il contrasto ai cambiamenti climatici.
    Dovremmo rifletterci e piantarla di fare informazione da stadio su rinnovabili, ev, nucleare, carbon capture.
    Sono tutti validi aiuti, ciascuno con le proprie criticità, e nessuno di essi da solo è sufficiente, tutti hanno un potenziale su cui è scientificamente sensato investire.
    Io capisco ovviamente il senso di promuovere solo rinnovabili, ev ( figuriamoci ho due macchine elettriche , pannelli, batterie di casa ).
    Lo capisco poco quando si sopravvalutano troppo e va a scapito di altre soluzioni che possono/devono essere parte della sfida che non è spalmata in un futuro lontano ma urgentemente adesso.
    Adesso è già molto tardi.

    • Perdona ma questo tono da “voi delle rinnovabili siete dei sognatori mentre noi del nucleare e del gas siamo i pragmatici” fa un po’ scappare da ridere. L’energia nucleare in Italia se partissimo oggi ce l’avremmo tra 15 anni se tutto va bene. Mentre per quanto riguarda il gas, in Italia, ne disponiamo di pochissimo e potrebbe coprire al massimo il 10% del fabbisogno nazionale. Invece di sole e vento ne abbiamo a bizzeffe molto di più del nostro fabbisogno e il loro sfruttamento sarebbe la cosa più veloce che potremmo mettere in campo. In Portogallo, per esempio, le rinnovabili sono al 65% contro il 45% nostro. In Svezia il 60%. Ma loro in effetti non hanno Cingolani come super-ministro della transizione.

      • Nucleare? Due referendum lo hanno abolito. L’assurdità di questa strada è più folle del combustibile, perché perché uno scarto che per smaltirlo ci vogliono migliaia di anni. Non ha nessun senso logico, se non arricchire i soliti e chi gli e lo permette.
        Abbiamo detto no due volte, dobbiamo distruggere per fare capire cosa significa no? 😠😠😡😡

      • Ridi quanto vuoi. A me non viene da ridere a pensare dove saremo al 2030.

        Certo in Italia il discorso nucleare mi sembra senza sbocchi, ci vorrebbe un accettazione sociale/politica che non esiste neanche lontanamente. Si riaprirà in futuro forse con i nuovi reattori SMR, costi e tempi di installazione ridotti che si spera siano visti in modo diverso.

        La fai così semplice, c’è tanto sole e vento e allora è fatta.
        Non è così ovviamente. Lo vediamo come è messa la Germania dopo imponentissimi investimenti su rinnovabili e dismissione del nucleare.
        Con le rinnovabili arrivi al 100% solo se hai risorse idroelettriche imponenti ( che non abbiamo ), diversamente dal 60% in su i costi aumentano a dismisura per guadagnare percentuali a causa dell’intermittenza delle stesse e senza una tecnologia di stoccaggio a costi ragionevoli. Non a caso è la stessa Germania che ha spinto per far accettare il gas tra gli investimenti green. Curioso no?
        Troveremo forse una soluzione allo stoccaggio su larga scala in un futuro non lontanissimo. Ci sono diverse tecnologia in fase pilota, bisogna incredibilmente ottimisti ( o folli ) a pensare che siano disponibili nell’ordine di centinaia o migliaia di TWh in dieci anni. Neppure Il LDES ( Long Duration Energy Storga Council ) è così ottimista, e stima scommettendo forte una crescita del 400x di tali tecnologie da qui al 2040.
        La scommessa con le rinnovabili è che avvenga letteralmente un MIRACOLO su quel fronte.
        Speriamo nel miracolo, cosa devo dire.
        Io spero che altri paesi ci sperino meno e abbiano il coraggio di fare prevalere la voce della scienza alle fobie ingiustificate sul nucleare, e usarla per quanto può essere utile e spingere anche nella ricerca di IV gen e SMR.
        E sta avvenendo, anche se tardivamente rispetto a quando sarebbe servito.

        p.s. Sul nucleare ho cambiato idea solo pochi mesi fa, non biasimo chi ne ha sfiducia, solo concedetevi la possibilità, il dubbio che ciò che ritenete vero sul nucleare sia in parte sbagliato.
        In molte condizioni è forse preferibile altra tecnologia, certamente, tuttavia le paranoie su pericolosità, esplosioni, mutazioni, scorie ingestibili, abomini a Fukushima sono narrazioni fantasiose utili solo a vendere notizie e probabilmente ad affossare un concorrente reale di gas e carbone.

        • Leggiti quanto è costato e quanto ci hanno messo a costruire il reattore di Olkiluoto, in Finlandia.
          Poi mi spieghi quanto costerà la dismissione di detta centrale.
          Poi mi spieghi dove stoccheremo le scorie prodotte ed a che costo.
          Poi cambierai nuovamente idea.

          • Nonostante i 15 anni e il costo capitale di 10 miliardi di euro, Olkiluoto produrrà energia elettrica ad un costo di 40 euro/MWh, comprensivi dei costi di gestione delle scorie e del decommissioning futuro.
            Che avverrà come minimo tra 60anni ( più probabilmente tra un secolo ), durante quel periodo avrà evitato di immettere nell’ambiente 600 milioni di tonnellate di CO2 ( quanto le emissioni di un anno della Germania ).
            No, non ho ricambiato idea.
            Ti segnalo che l’hanno cambiata gli attivisti di FridayForFuture Finlandese.

            https://www.fridaysforfuturefinland.fi/2021/12/22/ydinvoiman-puolesta-fossiilikaasua-vastaan/

          • Alessandro, qualche doverosa precisazione. I lavori della centrale di Olkiluoto iniziarono nel 2005 e hanno richiesto 16 anni, contro i 4 previsti. A questi vanno aggiunti altri cinque anni fra progettazione e procedure autorizzative. In tutto circa 20 anni. Lei pensa che in Italia potemmo metterci di meno? L’articolo che lei cita non parla di un via libera degli ambientalisti, ma di una valutazione della tassonomia del nucleare rispetto al gas. Dice in sostanza che Fridays for future ammette che il nucleare può essere considerato a emissioni zero, pur mantenendo criticità rispetto alle scorie e all’alimentazione, mentre il gas naturale non lo è sotto nessun profilo. Un conto però è accettare e mantenere in funzione ciò che già c’è, un altro partire da zero a fronte di benefici attesi fra vent’anni e oltre, cioè fuori tempo massimo per centrare gli obiettivi di sostenibilità climatica. In vent’anni di lavoro serio sulle rinnovabili non potremmo ottenere risultati analoghi e superiori, via via crescenti ma a partire da oggi?

          • Grazie Massimo per risposta,
            tuttavia concorderà con me che non si può prendere il caso isolato con costi e tempi maggiori e definirlo come standard per nucleare?
            Perché allora portiamo esempi nefasti su altre rinnovabili e arriviamo a conclusioni sbagliate.
            Ad ogni modo in Italia non vedo uno spazio significativo per ora, troppo bassa accettabilità sociale e volubile quella politica.
            Vorrei però che fosse chiara l’enormità della sfida che abbiamo davanti e i limiti di ciascuna tecnologia.
            Vorrei non dover sperare solo in miracoli tecnologici che non si vedono.
            Si vede altro, e dovrebbe fare molta paura

          • Athos dimentichi una cosa: dove la costruiamo la centrale nucleare?
            Vicino a casa di qualcun altro, non certo vicino casa mia !
            Vero italianoti ?
            Cacciamo crollare ponti e funivie, in Calabria non finiamo un’autostrada in 40 anni, ma quale centrale nucleare volete fare…ma x favore…

          • @Massimo Degli Esposti
            Ok, va bene non voglio contestare Starace e Armaroli. Diciamo che hanno ragione, almeno per quanto riguarda Italia, anche se dal report JRC emerge un quadro diverso.
            Solo guardiamo le emissioni attuali della Francia e quelle dell’Italia o Germania e altri.
            Pensiamo dove siamo ora e dove saremmo se tutti avessero scelto quella strada imperfetta ma praticabile.
            Forse siamo stati distratti troppo da un problema quando un infinitamente più grande si approcciava.
            Forse ci siamo fatti illudere che una soluzione più semplice, “bella” potesse toglierci dagli impicci.
            Forse il velo di negazionismo in chi parlava di nucleare non ha proprio aiutato. Per niente ( per dire me li ricordo i discorsi di Chicco Testa che ora fa lo splendido ).
            Forse abbiamo sopravvalutato questo potenziale e il tempo a nostra disposizione.
            Onestamente, non so se si potesse fare più di quanto ha fatto la Germania al riguardo ( gli va dato atto sulle rinnovabili ).
            Eppure i dati sono li da vedere.
            E quei dati mostrano che al 2030 la Germania deve fare non uno ma due miracoli per arrivare al livello di emissioni attuale della Francia. E lo stesso vale per l’Italia.
            Ora io ci spero ma è chiaro che questo necessario miracolo ci pone nella condizione di mitigare i costi sociali che comporta ( si nota molto questo approccio in Cingolani ).
            Ancora peggio ci pone a dover scegliere tra i costi sociali della nostra generazione e quelle successive.
            In ogni caso non vorrei essere nei panni di chi deve deciderlo.
            Non saremmo dovuti arrivare a doverlo decidere.

        • Io so che potrei non esserci nel 2030 ma figli cugini e nipoti si , quindi decidere su un male così no assolutamente no, il nucleare conviene solo a chi fa le centrali, e se qualcosa va storto non c’è rimedio, e non ditemi che tutto andrà bene perché di danni ne son stati fatti e tutt’ora ci son problemi, al posto di bla bla bla bisogna fare e non aspettare, noi puntiamo il dito verso le nuove generazioni, secondo me le nuove generazioni dovrebbero odiarci alla morte per quello che continuiamo a non fare o fare male.

          • Sì, ci odieranno.
            Perché abbiamo perso tempo per mancanza di volontà e perché lo abbiamo perso rincorrendo fantasie e paure immaginarie. Cecità in entrambi i sensi.
            Se c’è un business rognoso, ostico, burocratico in cui entrare è quello delle centrali nucleari ( altissimo costo capitale, tempi lunghi, altissimi standard sicurezza, altissima tecnologia, necessaria accettazione sociale e politica che può venire meno come abbiamo visto ).
            Ed è esattamente il motivo per cui per anni è stato semplice marginalizzarlo. Non che ci avrebbe risolto ogni problema, ma saremmo certamente più avanti. Spero non sia in discussione che Francia ( con il suo schifosissimo nucleare ) sia nettamente più avanti sul fronte emissioni,no?
            Eccoti una valutazione poco contestabile su sicurezza ed emissioni delle varie fonti di energia.
            https://ourworldindata.org/safest-sources-of-energy?country=

          • Fabio_M
            Ad ogni modo trovo inutile creare fazioni quando obiettivo è comune.
            Peggio ancora attribuire responsabilità ad un parte, poi da me, che ho cambiato idea su nucleare da pochi mesi è stupido. Se anche avessi ragione come minimo faccio parte di quel problema.

            Quindi in ogni caso mi scuso.
            Solo rendiamoci conto di quanto difficile sia la sfida e di quanto sia un miraggio “vincerla” con una sola tecnologia : possiamo solo limitare danni.

          • Alessandro ti rispondo qui perché sotto al tu commento non lascia
            Alessandro 11 Gennaio 2022 at 11:36
            Le fazioni sono già create da anni, gli obiettivi comuni li sappiamo fa decenni e non abbiamo fatto nulla né noi né la politica, basterebbe poco un impegno sociale atto a migliorare la qualità di vita a tutti, ma chissà perché bla bla bla e non si fa nulla comunque, perché c’è sempre il Dio denaro che pochi devono avere ed amministrare, io resto della mia idea così non si può continuare o si continuiamo ci estinguiamo e il pianeta risorgerà, c’era prima di noi e ci sarà anche dopo, se questo semplice concetto non lo capiamo non andremmo da nessuna parte, poi c’è da dire che noi abbiamo la fortuna di essere su una buona zona climatica, ma molti popoli no e stanno migrando, e anche lì gli interessi prevalgono sui diritti di una vita degna.
            Ma tanto tocca a loro non a noi 🤦🤦😠😠

    • ‘Solo per energia elettrica ci sono 163 TWh ( al 2019) dai combustibili fossili che dovremmo abbattere.
      Impresa titanica anche in relazione al fatto che non esiste una soluzione per storage di cui necessitano le rinnovabili.
      Supponiamo che siano sufficienti “solo” 30 TWh di accumulo e di volerlo gestire con batterie.’

      c’è veramente da chiedersi il motivo per cui lei che non sa un tubo né capisce un tubo in materia si sente di dover intervenire
      lei parla di un dato ANNUALE citando i 163 TWh e poi aggettiva con un ‘solo’ 30 TWh di accumulo GIORNALIERO
      mi scusi, non so neanche perché intervengo a perdere tempo con uno come lei

      • Allora grazie per la pazienza.
        Diciamo che indicazione di accumulo a batterie è fuorviante, lo ammetto, era stato preso come riferimento per ipotesi di un costo dell’accumulo.
        I 30 TWh arrivano da ipotesi di portare il fotovoltaico dagli attuali 24TWh a 164TWh e dalla stagionalità della produzione elettrica.

        Detto questo, possiamo pure ipotizzare un fabbisogno di gran lunga inferiore di accumulo ( i cui costi rimarrebbero proibitivi con attuale tecnologia), aumentando però enormemente la produzione annuale di rinnovabili, necessario visto il basso capacity factor che hanno.
        Ora, se riesci a mettere assieme qualche stima di costo che non sia deprimente di ringrazio ulteriormente e credo ti ringrazi il mondo intero.

        • Alessandro, se vuoi fare un conto molto spannometrico puoi considerare il costo delle batterie diviso il numero di cicli della batteria.
          Ad esempio se 1 kWh di batteria costa 150€ e può fare 3000 cicli, nell’arco della sua vita utile potrà accumulare in totale 3000 kWh. A quel punto puoi calcolare quanto è il costo aggiuntivo per ogni kWh che avrai accumulato, in questo caso 150/3000=0,05 €/kWh.
          Se ipotizzi di dover accumulare la metà dell’energia prodotta mentre l’altra metà la consumi senza accumularla viene un sovrapprezzo totale di 0,025 €/kWh.
          Sono conti molto spannometrici che non tengono conto di tanti altri fattori, ma almeno rende l’idea di cosa puoi aspettarti come extracosto sul prezzo finale dell’energia.
          Il mio parere è che le batterie al litio sono un po’ sprecate per accumulo stazionario, ma evidentemente sono il trend del momento e si va in quella direzione per rapidità di sviluppo. Poi magari mi sbaglio e nel giro di pochi anni i prezzi arriveranno a 80€/kWh per 5-6000 cicli e allora sei a valori sotto il centesimo di € per kWh…

          • Grazie per i chiarimenti, mi pare un approccio molto sensato per una valutazione dei costi al kWh

          • In realtà ci sono altri tipi di accumulo informandomi sul superbonus ho scoperto che per uno stoccaggio fisso sarebbe molto conveniente, convertire il surplus energetico in idrogeno verde, dopo di che nei mesi di scarsa produzione energetica, si riconverte idrogeno in elettricità, è un bel pacco di accumulo che ha il vantaggio di essere duraturo nel tempo, diciamo che in questo frangente sarebbe la buona soluzione a livello nazionale e a livello di riscariche auto, non so perché certi progetti vengano castrati sul nascere.

          • Il progetto non ha senso finchè non avremo, se mai succederà, enormi eccedenze di produzione elettrica rinnovabile. Perchè nel doppio passaggio elettricità-idrogeno-elettricità si perde l’80% dell’energia.

      • Segnalo che mi è stato rimosso il link in cui erano presenti i dettagli dell’ipotesi che ti ho fornito. Trascrivo qui qualche dettaglio se volessi.

        I 30 TWh arrivano da ipotesi di portare il fotovoltaico dagli attuali 24TWh a 164TWh e dalla stagionalità della produzione elettrica.
        “il fotovoltaico dovrà produrre nei prossimi anni l’80% di 175 TWh, cioè 140 TWh, che sommati agli attuali 24 TWh fanno 164 TWh
        il fotovoltaico in Italia, guardando i dati forniti da Terna, produce il 70% dell’energia annuale nei sei mesi più soleggiati, cioè dal 21 di Marzo fino al 21 di Settembre, mentre invece nei restanti sei mesi dell’anno, dal 21 Settembre al 21 Marzo, produce solo il 30% dell’energia annuale. La richiesta di energia elettrica italiana invece non cambia tra i mesi caldi e i mesi freddi. È vero che generalmente i consumi d’estate aumentano, ma l’aumento è compensato dai ridottissimi consumi di Agosto, mese in cui, a causa delle vacanze, moltissime aziende sono chiuse e di conseguenza anche i consumi sono bassi. Sempre guardando i dati di Terna si vede come la richiesta di energia elettrica italiana sia sostanzialmente divisa a metà, cioè 50% nei sei mesi caldi e 50% nei sei mesi freddi.
        Quindi, se il fotovoltaico produce il 70% dell’energia annuale solo in sei mesi, risulta evidente che è necessario fare un accumulo di energia stagionale che permetta di accumulare almeno un 20% di energia in più, per poi poterlo utilizzare nei mesi in cui il fotovoltaico produce di meno. Occorre dunque disporre di sistemi di accumulo in grado di poter immagazzinare circa 32,8 TWh di energia.
        […] supponiamo (con tanta fantasia) che non ci siano perdite durante l’accumulo, cioè ipotizziamo un rendimento dei sistemi di accumulo del 100%.
        Oggi, in Italia, l’accumulo di energia con sistemi di pompaggio di acqua ad alta quota si assesta intorno ai 2,5 TWh; di conseguenza, servirebbero 30 TWh circa di accumulo aggiuntivi.” ( Fulvio Buzzi )

        • Alessandro, quella che proponi è soltanto una delle soluzioni. Una possibilità al vaglio è quella di sovradimensionare la produzione anziché imbarcarsi in costoso immagazzinamento a lungo termine. La produzione estiva in eccesso potrebbe essere utilizzata da attività energivore che potrebbero approfittare dei costi bassi dell’energia in estate. Lo stoccaggio sarà dimensionato per consentire i consumi notturni in estate, quindi 6-8 ore potrebbero essere più che sufficienti.
          In inverno la maggior produzione eolica compensa parzialmente la minore produzione solare

          • ‘Una possibilità al vaglio è quella di sovradimensionare la produzione anziché imbarcarsi in costoso immagazzinamento a lungo termine. ‘

            complimenti Leonardo
            è quanto sostiene tra i tanti anche il team di rethinkx, ai valori attuali considerano come optimum una combinazione rinnovabili/storage che comporti una disponibilità di energia elettrica pari a 4 volte il totale dell’energia (quindi non solo quella elettrica, ogni tipo di energia) consumata in un anno, la combinazione è ovviamente diversa latitudine longitudine ma comunque fortemente sbilanciata lato produzione energia con limitato stoccaggio, tanti fattori da tenere in considerazione, tra i tanti quello che la notte la gente dorme e non consuma 🙂

            l’idroelettrico italiano è parecchio, la potenza è pari ad 1/3 del picco di potenza (tipicamente luglio)

            signor Massimo, le farneticazioni enel (700 TWh consumo italiano nel 2050) non so lei, io le classifico folklore

            produzione e stoccaggio dipendono dalle politiche che si intraprendono, fare in modo di aver bisogno di meno energia e sprecarne meno è sempre la politica migliore, noi italiani ogni anno sprechiamo il 7% dei nostri consumi totali di energia elettrica (circa 20 TWh) in perdite di rete, gia solo sostituendo gran parte della produzione di energia centralizzata con produzione distribuita almeno la metà di questo spreco si potrebbe eliminare facilmente, dai pannelli sul tetto di casa mia al mio frigorifero quanta energia posso sprecare ?
            🙂

          • Legga più attentamente: i dati sono di Terna, non di Enel. E forse scoprirà anche che non sono nemmeno farneticazioni.

          • @luca Non conoscevo RethinkX grazie per segnalazione!
            Mi pare aleggi un po’ troppo innovazionismo in stile Silicon Valley, in 3 pagine lette avrò letto disruptive 10 volte! Eddai.
            Ad ogni modo interessante.
            p.s. Anche la trattazione su “Food e Agricolture” merita almeno per coraggio nella visione , è in linea con quello che penso : da due anni me ne interesso e conseguentemente magio solo cibo di origine vegetale ( a dire vegano suona ancora male 😀 ) spinto inizialmente solo da queste motivazioni.

          • @Luca chiaro che quando l’energia è disponibile è decisamente meglio utilizzarla senza sprechi nel trasmetterla per centinaia di km dalle centrali. Alle volte però l’energia è disponibile lontano dal posto in cui è necessaria per cui è inevitabile trasportarla anche per diverse centinaia di km.
            Giusto ieri sono incappato in un thread che mostrava come le produzioni di eolico e solare a livello europeo si compensano su scala stagionale. Questo fa ben sperare, potenziando le interconnessioni, per tenere l’immagazzinamento più basso possibile, evitando la proliferazione inutile di batterie e della loro produzione.
            E sì, facevo proprio riferimento a RethinkX che mostra come solare+eolico+batterie sono tecnologie disruptive per il mercato energetico, e questo spiega da solo il perché siano così fortemente ostacolate dagli incumbent (scusate le parole inglesi sto scrivendo di fretta e non mi vengono in mente le parole corrette da usare in Italiano 🙂

          • Leonardo, in un mondo ipoteticamente condiviso di storage ne servirebbe ben poco, linee uhvdc come fanno i cinesi e chi sta sovraproducendo cede a chi ha necessità, qualunque momento e qualsiasi direzione di flusso. per il futuro c’è il V2X, anche le auto elettriche parteciperanno alle necessità della rete, non serve tanto storage stazionario (in ogni caso più semplice e duraturo gravimetrico che chimico, si può fare ovunque con risorse locali, anche i ‘rifiuti’ o uqlasiasi materiale di scarto sono risorse per un accumulo gravimetrico) 🙂

            si, terna e non enel, mi scuso per la svista, sempre farneticazioni sono, siamo poco oltre i 300 TWh di consumo annuo, popolazione in calo, efficienza in aumento, nell’articolo si sottolinea il piccolo impatto della sostituzione totale di ogni auto esistente in Italia ipotizzando correttamente un consumo annuo di MASSIMO 2 MWh ad auto, sostituzione di tutte le 40 milioni di auto esistenti in Italia che MAI succederà con l’avvento dei servizi di mobilità, anche aggiungendo tutti i mezzi pesanti o meno che si muovo sulle nostre strade si resta sotto i 100 TWh annui … e qualcuno informi il capo di terna che esistono anche le case passive e che più si va avanti più la tecnologia progredisce e riduce i consumi di qualsiasi cosa , passare da 320 TWh a 700 esiste solo nei suoi sogni
            🙂

          • La informo io di una cosa: dovremo rimpiazzare quell’80% di energia primaria oggi di fonte fossile. E in più, avere un surplus sufficiente a produrre idrogeno verde da elettrolisi rimpiazzando quello sporco oggi prodotto per il 96% da reforming di metano e carbone e indispensabile in una serie di processi chimici (in primis la sintesi dell’ammoniaca). Il dato di 700 TWh annui, insomma, non è affatto campato in aria.

          • Degli Esposti, si parla di 2050 e di terna ossia di un gestore di rete, non del totale dei consumi di energia primaria (anche perché ad oggi i nostri governanti prevedono che le rinnovabili nel 2050 copriranno appena la metà del totale di energia primaria), i 700 TWh sono quanto prevede di gestire terna, come ho scritto si procede verso la generazione distribuita con terna per forza di cose residuale, lo scorso anno energia primaria penso circa 1900 TWh totali ma eliminando le fossili in favore di elettrico per tanti sarebbe sorprendente la conversione mtep-TWh (entrano in ballo discorsi di efficienza, criteri seguiti nei conteggi, eccetera), in sostanza sostituendo con elettricità da rinnovabili energia da fossili si vedrà che per ogni singolo mtep rinnovabile aggiunto spariscono 4 mtep fossili … discorso troppo lungo
            l’energia primaria fossile lo scorso anno era il 72% del totale, l’80% dell’ammoniaca che cita va in fertilizzanti che tanto per dire nelle vertical farm o in permacultura non si usano, e il rimanente è soprattutto plastica (ma le bioplastiche ne usano zero), i 200 TWh per idrogeno verde stimati da terna nel 2050 … quanti fertilizzanti e quanta plastica non bio lei prevede per il 2050 ? più di zero ?

            eccetera

          • Massimo, io leggo
            ‘Così Terna raddoppierà la sua rete’

            quindi da quello che mi dice terna immagina per l’Italia un crollo dei consumi primari dai circa 1900 TWh attuali ai 700 TWh del 2050 (facilitato sicuramente dalla fine dei fossili nel panorama energia) ?
            e per quale motivo secondo lei prevede di raddoppiare la sua rete ? immagina di essere ancora centrale tra 30 anni ? io tra 30 anni vedo case passive, auto solari, nuovi materiali con estinzione di aziende energivore, eccetera eccetera

          • Come disse Galbraith riguardo alle previsioni a lungo termine, “l’unica certezza è che saremo tutti morti”. Quindi non discuto le sue previsioni, ma non ho elementi per dire che quelle di Terna siano “farneticanti”, come scrive lei.

          • va bene Massimo, è evidente che abbiamo opinioni opposte, lei considera validi e sensati i progetti terna al 2050, il ‘raddoppio’ di terna, l’esistenza di un gestore unico per una rete nazionale con tante centrali , io l’opposto, per me tra 30 anni esisteranno quasi esclusivamente comunità energetiche locali e una rete nazionale efficientata e condita da roba tipo il Tiyrrhenian Link da 3,7 miliardi di euro saranno per la quasi totalità solo stranded assets, lei capisce di economia e sa cosa significa

          • @luca “…per me tra 30 anni esisteranno quasi esclusivamente comunità energetiche locali e una rete nazionale efficientata e condita da roba tipo il Tiyrrhenian Link”

            Francamente mi sembra puro futurismo per un libro dei sogni, e io sono un sognatore …il che è tutto dire. Futurismo per modo di dire poi, dovremmo arrivare a questo in 30 anni! Dai su. Per me assurdo anche solo pensare che la politica possa mettere in campo su larga scala una cosa del genere. Ancora più assurdo se consideriamo che più passa tempo più ci sarà urgenza, spinta su soluzioni che diano risultati importanti e governabili in tempi sempre più stretti.

            Non posso fare a meno di pensare che non ci renda davvero conto dell’ imminenza e gravità dei cambiamenti climatici teorizzando quanto sopra.
            Una strada, se la troveremo, passerà attraverso soluzioni sostenibili e centralizzate dove possibile, che sia nucleare IV GEN/SMR, che sia accumulo su larga scala sostenibile economicamente per sbloccare potenziale rinnovabili ( vedi LDES Council ) , che sia CCS cui IPCC da un ruolo importante in ogni scenario. Tutte queste insieme, tutte con un buon potenziale.
            Se anche fosse concreta e praticabile la soluzione futurista proposta nel tempo per arrivarci ci servirebbero comunque le tecnologie sopra.

            La mia opinione è che non dobbiamo fermare lo sviluppo di nessuna di queste soluzioni perché siamo innamorati di un idea e basta, per quanto ci sembri bella.

    • Il più grande storage in futuro saranno le auto elettriche collegate alle colonnine di ricarica V2G. E’ per questo che bisogna incentivare l’acquisto dell’auto elettrica, spingendo però sull’obbligatorietà di un caricatore bidirezionale.
      A quel punto sarà anche più conveniente investire in impianti ad energia rinnovabile.
      Auto elettrica, colonnine di ricarica ed impianti rinnovabili devono crescere in parallelo altrimenti si fanno più danni che benefici.
      Oggi non sento nessuno parlare di questo come di una necessità urgente.

      • Perché in realtà non lo è, impianto fotovoltaico, accumulo dedicato, con pacco batterie litio ferro 25 anni di garanzia, le litio ferro però hanno di contro l’enorme peso, che per lo stoccaggio fisso non importa, per auto sicuramente si, quindi in questo frangente, l’auto la prendo ottimizzata per il mio utilizzo, niente sprechi niente esuberi assurdi, in queste condizioni cosa mi serve che sia collegata a casa come riserva di energia, a nulla, ipotesi due eccesso di autonomia auto ok la collego a casa uso una batteria con tecnologia meno performante perché max è garantita 8/10 anni e la sfrutto per la casa 🤔🤔 per me non è sensato un investimento così, poi ognuno è libero di vederla in modo differente, ma se un progetto deve essere ottimizzato nei costi e nella resa il V2G è solo uno specchietto per le allodole.

  15. Che i ministri della lega pensassero in tal senso é cosa nota.
    Alla lega dell’ambiente non interessa nulla. Ma questo si sa bene.
    La cosa più patetica è che il M5S che si definiva un tempo ambientalista, incassa senza proferire parola ogni uscita a favore del GAS e del petrolio.

    Importante é arrivare al 2023….

  16. dico solo questo Portogallo dicembre 2021 66% di energia da rinnovabile
    base annuale 59% da rinnovabile
    2022 forti investimenti in fotovoltaico che secondo loro è “indietro”

    Spagna 47% rinnovabili 2021 , eolico supera nucleare

    Italia …
    disgusto e fastidio

    • In Portogallo sono 10 milioni di abitanti contro i 60 italiani, hanno l oceano (e quindi il vento) e il sole da nord a Sud tutto l anno…
      Altrimenti prendiamo a esempio l Uruguay, sei milioni di abitanti (meno della sola Roma) e 100% da rinnovabili…

      • Le percentuali SONO percentuali ,
        che sia per un paese grande come una regione Italiana
        sia per uno stato che è una frazione degli USA

        comunque l’iItalia galleggia da troppi decenni con l’idroelettrico
        siamo intorno al 40% di rinnovabili
        la SPAGNA ha fatto il 47% di rinnovabili nel 2021 ,almeno 5% in più di NOI ..
        e spigerà ancora più fortemente sull’eolico nel 2022

        noi a parte le supercazzole cingolananesi :
        fusione si fusione no
        idrogenono si idirogeno no
        nucleare si nucleare no

        cosa abbiamo fatto nel 2021 nella terra dei cachi ?
        cosa faremo nel 2022?
        un po di buchi a madre terra per avvelenarci un pò ..

    • Roscini, non dai una informazione completa, fai credere che i portoghese con tutte le rinnovabili che hanno installato pagano poco l’energia elettrica: non è cosi.
      Il Portogallo ha fatto enormi passi verso metodi verdi di produzione di energia, parchi solari e eolici costruiti ovunque. Ricordo che ci sono i costi del capitale di queste installazioni, ma il sole e vento sono gratis, e una volta che gli impianti sono operativi, hanno costi di manutenzione estremamente bassi.
      L’elettricità ha un prezzo di €/MWh, il costo per il distributore, pensatelo come il prezzo all’ingrosso. L’energia più costosa della UE, leggete bene si trova in Portogallo segue la Spagna. La Grecia è circa un terzo più economica, strano, è lo stesso sole che funziona più o meno con la stessa forza.
      Se guardiamo i vari modi di generare elettricità, una cosa deve essere chiara a tutti. Se si tratta di generatori a carbone (che il Portogallo non ha più) bisogna tenere conto del costo dell’estrazione del carbone, che richiede molta manodopera. A questo si aggiunge il trasporto all’impianto del generatore. L’energia nucleare necessità di un molto capitale e ha un’enorme costo di manodopera e manutenzione. Il sole e il vento sono gratuiti e richiedono poca manutenzione rispetto ai metodi di generazione alternativi.
      Il Portogallo sta sicuramente beneficiando dei suoi forti investimenti nella generazione di energia solare ed eolica. Quello che è chiaro è che il consumatore non sta beneficiando dell’energia verde, molto meno costosa. Dove vanno questi tutti questi giganteschi EXTRA PROFITTI ? I Governi dei paesi EU lì devono intervenire.

      • è ENEL che dice che le rinnovabili hanno OGGI un prezzo molto vantaggioso , non io
        i record di produzione delle pale eoliche vengono battuti più volte l’anno
        da un decennio , nel 2021
        16MW sedicici megawatt con una sola turbina , made in cina
        ha battuto l’americana della general electric

        per chi è curioso , invece di ascoltare le solite cazzBeep ,pardon le solite voci dei MASSMEDIA
        italioti
        guardatevi le interviste di Montemagno su youtube a :

        Salvatore Bernabei , Responsabile impianti di produzione ENEL

        Alberto de Paoli , CFO ENEL

        che non credo che siano degli sprovveduti in fatto di produzione e distribuzione dell’energia elettrica in Italia

        -_-

          • ENEL dice che con le rinnovabili l’energia costa meno , almeno in produzione

            il prezzo al pubblico , è stabilito da organi regolatori dello STATO
            che può mettere un sovrapprezzo , per lo sviluppo della tecnologia ;
            come i primi conti energia in Italia ad esempio
            oppure prendersi una bella fetta per la fiscalità generale

            secondo ME , il parametro più importante è il costo dell’energia alla produzione

            le rinnovabili oramai sono più competitive dei fossi e del nucleare
            punto
            P.S.
            le interviste ai due dirigenti ENEL che ho nominato
            sono molto più chiare di me

  17. Mi viene in mente la famosa frase “Non puoi risolvere un problema utilizzando lo stesso modo di pensare che l’ha creato”.
    Loro sono così, come l’oste che ha il vino che sa di aceto, ma che te lo consiglia per accompagnare degnamente il piatto che hai appena ordinato.

    D’altra parte business is business.

  18. opps… ho messo m2 piuttosto di m3 … scusate…
    Cingolani già si sapeva che si era fatto lobotomizzare ma Giorgetto!!! mi manda fuori di testa sto leghista.

  19. ECCOLI QUA RAGAZZI… APPLAUSI.
    Due nomi e due facce da copertina!!
    Uno che sfodera figure da tortellino in televisione e uno che si tiene dietro le quinte salvo poi dichiarare che lui non c’era e se c’era l’hanno fatto a sua insaputa.
    Ma dai… un 6.42% in più (nella migliore delle ipotesi) non cambia il costo dell’operazione in cui il valore del metano è schizzato al +300%.
    Ma poi.. ragazzi.. questi vanno a raccontare che forniranno gas a 0.17 m2 piuttosto che triplicare il prezzo come prevede il mercato in questo momento?
    Sarebbe stupido anche perché l’estrazione della materia prima non significa che la stessa vada a beneficio di tutta la popolazione.
    Comunque lasciamoli lì che si cucinino a fuoco lento.
    Intanto hanno cominciato ad arrivare le bollette di fine anno eeeeeeeeee…. aspettiamo quelle che arrivano a febbraio marzo così … tanto per vedere quanta gente alzerà il telefono per chiamare questi due simpatici umoristi.
    Così gli sconti irpef diventano una caramella e gli aumenti inflazionistici hanno già cominciato a ruggire (quelli dei normali consumatori si intende).
    Fosse per questa gente in Italia girerebbero le biciclette diesel euro 6d temp incentivate.
    Le rinnovabili si fanno autorizzando nuovi impianti!!!!

    • Stavo scrivendo le tue identiche cose e mi sono accorto che lo avevi già fatto tu. Condivido però nello stesso tempo quello che ha affermato Alesandro D., cosa possiamo fare nell’immediato?
      Non sono un esperto del settore e quindi non voglio criticare l’una o l’altra soluzione ma per tutti quelli che dichiarano che non ci sia alternativa al nucleare sarebbe meglio se leggessero l’articolo a questo indirizzo https://grafici.altervista.org/sfatiamo-un-po-di-miti-positivi-sul-nucleare/ e solo dopo averlo letto, e sapendo cove vanno in genere (per fortuna non sempre) le cose in Italia, sostenere pure che il nucleare lo vorrebbero nel proprio giardino. L’articolo è di parte? Non lo so, ma mi ha fatto un po’ riflettere. Potrebbe essere una soluzione parziale? Non so neppure questo, ma questa decisione non dovrebbero prenderla gli ultra cinquantenni ma i loro figli e ancora di più i loro nipoti perché in qualsiasi caso la patata bollente resterebbe in mano a loro.

  20. Sono d’accordissimo con il commento della redazione, ma veramente d’accordo. Poi però c’è la triste realtà. Qual’è l’alternativa per il “subito”? “Subito” nel senso di quello che teoricamente si può fare domani mattina, per l’orizzonte dei prossimi 24 mesi tanto per dire. Poi chiaro che sarei entusiasta di vedere parchi eolici offshore e tetti ricoperti di fotovoltaico, chiarissimo che tutto ciò sarebbe stato da farsi negli anni passati, ma di qui ad allora (quando dovessimo avere tutto ciò, o anche solo in parte) con il kw oggi a 40 centesimi non si può non valutare anche il “meno peggio”? Oggi, subito, l’alternativa al gas quale sarebbe? il carbone? il pellet? l’olio pesante? Dare ancora più soldi ai francesi per comprare energia nucleare? preferiamo stare al freddo o pagare la corrente per far andare le automobili quasi più cara del gasolio? Mi raccomando, senza volontà di far polemica, ma il dicorso secondo me va visto anche in questi termini. Fermo restando, ripeto, che sono d’accordo con il commento della redazione.

  21. Nell’immediato è l’unica strada, a causa della miopia dei precedenti governi ci troviamo senza una politica energetica definita. Il nucleare? Senza entrare nel merito se pur si decidesse di partire ora, ci vorrebbero decine di anni per costruire una centrale… Sempre più convinto che siamo governati da incapaci

    • Il nucleare non c’è per via di 2 referendum… Ciò significa che la politica energetica non può essere lasciata in mano a chi non capisce di cosa di parla da una parte dall’altra ci vorrebbe l’onestà intellettuale di dire : gente ad oggi abbiamo questo ci sono dei rischi ma cerchiamo di affrontarli seriamente altrimenti per avere gli stessi servizi ogni anno dovrete pagare dal 10 al 15% in più per sempre.. Decidete voi se il nucleare continua a non piacervi..

      • A queste condizioni pago più che volentieri un 20% in più se questo serve a tenere farma la follia del nucleare, l’assurdità è di continua a puntare su questo, le scorie Ve le mettete in cantina , le generazioni future non devono pagare per i nostri errori lo stiamo già facendo noi verso i nostri genitori e nonni è ora di finirla.
        E poi anche se partissero ora prima di trent’anni non si vedrà nulla quindi investimenti assurdi, e non ditemi che siamo veloci qui la pedemontana doveva essere finita nel 2010 siamo ancora in alto mare oltre aver sforato tutti i pronostici di spesa. 😱😱😱

  22. CingolENI e Giorgiettino due ministri One Step Haed!

    Andate a zappare, con tutto il rispetto per chi già lo fa, che almeno li non fate danni.

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