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Isole nella corrente: Astypalea, paradiso delle VW elettriche

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Consegna delle chiavi della prima ID.3 a un privato, Thanos (al centro).

Isole nella corrente: prosegue l’elettrificazione di Astypalea, dove il Gruppo Volkswagen sta realizzando un progetto-pilota con mezzi a emissioni zero.

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Una VW ID.4 viene imbarcata nel porto del Pireo, destinazione Astypalea

Isole nella corrente: prime consegne di EV a privati

Le autorità locali utilizzano veicoli elettrici VW già dallo scorso anno. Ora la Casa tedesca ha consegnato le prime EV a clienti privati. Una ID.3 Pure è stata ritirata dal nuovo proprietario in un luogo evocativo come i mulini a vento di Chora, il capoluogo di Astypalea. Altre consegne hanno riguardato la ID.4 e la e-Up, oltre a due ruote come il Seat MÓ eScooter 125.  Tutto rientra nel progetto Smart & Sustainable Island, iniziativa  di Volkswagen e della Repubblica Ellenica. Nei prossimi anni Astypalea sarà convertita in un’isola dove la mobilità sarà smart e sostenibile e il sistema energetico completamente rinnovabile. Thanos Papagiannis, primo cliente, privato, ha sostituito con la ID.3 una vecchia Golf 3: “L’elettrico è perfetto per Astypalea. Le distanze sono brevi, il consumo di energia è basso e la rete di ricarica è ora ben sviluppata. Spero di ispirare altri a seguire questa strada“.

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Primo rifornimento per Thanos Papagiannis, primo proprietario di una VW ID.3 sull’isola.

In estate via allo sharing per i turisti

Il prossimo passo del progetto arriverà in estate: VW  lancerà servizi di mobilità elettrica insieme alle aziende locali. Il ride sharing e il vehicle sharing, in particolare, sono progettati per ridurre il numero di veicoli sull’isola. E convincere i turisti a non arrivare con la propria auto. Di recente, poi, l’importatore Volkswagen per la Grecia, Kosmocar, e il Comune di Chora  hanno lanciato un’iniziativa di riciclaggio con per liberare l’isola dai veicoli di scarto. Moto, auto e camion rotti vengono spesso abbandonati. La campagna di riciclaggio ha lo scopo di eliminare l’impatto ambientale e allo stesso tempo rendere l’isola ancora più bella. I veicoli, raccolti da volontari, vengono portati in nave ad Atene e qui riciclati professionalmente.

isole nella correnteSECONDO NOI. Rilanciamo la domanda che già ponemmo due anni fa, quando il progetto fu annunciato: perché non in un’isola italiana? Esperienze di questo tipo stanno nascendo in Spagna, Portogallo, Grecia…Da noi tutta l’attenzione è sul gas, con un ministro della Transizione ecologica che non vuol sentir parlare d’altro. Mah…

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10 COMMENTI

  1. ritornando alle isole ma perché Sardegna e Sicilia non sono più isole?????
    in più avrebbero facile accessibilità l’energia eolica ma ….basta che non sia nel mio giardino

  2. Se lo facessero in italia sono pronto a scommettere che i “Nostri” sceglierebbero una delle isole Borromee. ☝️😂

  3. In Italia ma dove? Mi viene in mente solo Malta che per età media non è proprio l’ideale come scelta del progetto pilota… A meno che si punti anche sul dimostrare che è per tutti anche chi non pensa di “non avere più l’età per imparare qualcosa del genere”
    Ahimè tradizionalmente siano i più lenti ad accettare le nuove tecnologie, anche se poi quando partiamo superiamo tutti gli altri.
    L’idea però mi piace, anche io vorrei qualcosa del genere in Italia, serve creare esperienze di questo tipo per evolvere in modo intelligente la gestione a livello nazionale, evidenziare criticità impensate e magari togliere dubbi su altre questioni

    • Dove? In qualsiasi isola italiana, dall’Elba in giù. Rinnovabili+mobilità elettrica disponibile a tutti a prezzi accessibili, in sharing: zero emissioni, zero rumore…Sole e vento non dovrebbero mancare e neppure i fondi per finanziare progetti così.

      • Si non so perché ho scritto Malta ma intendevo l’isola delba (Malta nemmeno è Italia lol) come anagraficamente difficoltosa.
        Magari sbaglio non le ho girate tutte, ma le altre credo siano fin troppo piccoline per avere qualcosa di strutturato come progetto pilota,(non che si debba per forza fare su un’isola) se poi ci si mette che qualsiasi progetto appena cambia il partito in voga viene lasciato a se stesso fino a morire per poter dire che gli altri han fallito.. Uff ma un fulmine che becca tutti i burocrati meschini e anziché trasformarli in flash li trasforma in persone oneste e piene di senso di responsabilità… Marvel aiutaci tu!

      • Concordo. Proprio le isole sono perfette per la transizione all’elettrico, non c’è il rischio lunghe percorrenze, inoltre nelle isole la percentuale di villette e posti auto condominiali è più elevata che nelle grandi città per cui la possibilità di ricaricare a casa è importante. Le velocità medie poi sono basse e il clima mediamente temperato, entrambi i fattori “garantiscono” autonomie che possono anche superare quelle del ciclo WLTP, il che va incontro anche alle esigenze di chi non può ricaricare a casa. Auto come twingo o 500 elettrica sarebbero perfetti in questi ambienti (ma anche Spring e Zoe visto che comunque le basse velocità non richiedono per forza 5 stelle ai test Euro’NCap). Anche il noleggio / car sharing per i turisti (magari pensando anche alla ID.3 o ID.4) sarebbe una modalità alternativa ed intelligente ai famosi traghetti pieni di auto. Ha assolutamente senso una proposta in questa direzione.

  4. L’Italia è famosa in tutto il mondo (oltre che per la moda, il vino, la pizza ecc.) anche per aver esportato varie forme di malcostume nelle quali siamo maestri ed alcuni (stranieri) dicono che ce l’abbiamo nel dna.

  5. Occorrerebbe ribattezzare il suo dicastero, non ho visto un’azione concreta verso la conversione elettrica, non una. Sto rimpiangendo il vecchio governo. Se si impegnassero come si stanno impegnando per avere nuove forniture di gas saremmo fuori dalla dipendenza russa nel giro di due anni e parlo solo di quella Russo, che per la soddisfazione del fabbisogno pesa solo per il 18%. C’è enorme confusione quando si parla del 40% di dipendenza, ormai si confonde con la totalità della produzione e non solo sull’importazione del gas, che fornisce, purtroppo, ancora il 40% dell’energia. Perché non intervistate ancora il professor Armaroli per fare un po’ di chiarezza?

    • Ho visto l’intervista del 24 febbraio, ma vista l’accelerazioni degli eventi sarebbe interessante una nuova intervista e introdurrei un nuovo argomento, che non si è mai affrontato abbastanza e pochissimo in ambito pubblico, il risparmio, ovvero il bacino di energia da cui possiamo attingere a piene mani. Sono un architetto, ma è noto a tutti che abbiamo un universo immobiliare vecchio ed energivoro, efficientarlo ridurrebbe significativamente il fabbisogno, ma di questo se ne parla pochissimo e le trappole che vengono messe continuamente nel superbonus, che andrebbe ulteriormente incentivato, sono in controtendenza con l’obiettivo di riduzione del fabbisogno. A Modena si sta approvando il PUG uno strumento innovativo e premiale, che induce i modi perchè la maggiore densificazione edilizia per ridurre il consumo di suolo, premi anche e di più la produzione di energia da fotovoltaico.

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