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Ioniq, Volvo, Aiways…novità in arrivo

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La Ioniq 6: dopo il Suv (la 5), la Hyundai ha pronto il modello sportivo, in arrivo nel 2023.

Ioniq 6, Volvo EX 90, Aiways U6 e Renault 5 Turbo: altre novità elettriche in arrivo, tra prototipi e modelli già pronti per la produzione in serie. 4 flash.

ioniq 6Ioniq 6: si punta su design e aerodinamica (e 610 km di autonomia)

Dopo il successo della Ioniq 5, la Hyundai prepara il terreno all’arrivo (nel luglio prossimo) della Ioniq 6. Per ora con un evento a Milano dedicato al design della vettura, dotata di uni coefficiente di resistenza aerodinamica bassissimo, 0,21. Dopo il Suv, ecco dunque il modello sportivo, basato sempre sulla nuova base tecnica Electric Global Modular Platform. E in grado, come la Ioniq 5, di ricaricare in tempi brevissimi, fino a 800V di potenza, offrendo un’autonomia di 610 km, con batteria da 77,4 kWh. Ma per ora si parla di aerodinamicaContribuiscono ulteriormente alla distintiva attitudine aerodinamica di Ioniq 6 lo spoiler ispirato a un’ala ellittica con appendice aerodinamica, la leggera struttura posteriore che richiama la coda di una barca. E le prese d’aria laterali integrate nel paraurti posteriore”, spiega la Hyundai.

ioniq 6

Sarà super-sicura la EX90, ammiraglia EV della Volvo

L’ammiraglia elettrica Volvo verrà svelata il 9 novembre e si chiamerà EX90. Prenderà il posto della XC90 nella gamma della Casa svedese e non avrà versioni a benzina o gasolio. Per ora la Volvo non anticipa i contenuti tecnici, soffermandosi solo sulle dotazioni di sicurezza .  L’EX90 avrà un’unità Lidar per i suoi sistemi di assistenza alla guida. “Può vedere piccoli oggetti centinaia di metri più avanti, creando più tempo per informare, agire ed evitare”, spiega il CEO Jim Rowan,  “All’interno, il nostro invisibile scudo di sicurezza si prende cura del guidatore. Sensori e telecamere speciali, alimentati da algoritmi sviluppati internamente, misurano la concentrazione dello sguardo dell’occhio. Consentendo all’EX90 di vedere quando sei distratto o stanco, al di là di quanto è stato possibile in un’auto Volvo fino ad oggi“.

ioniq 6 Fase finale dei collaudi per il Suv cinese Aiways U6

Seppur parzialmente camuffati, alcuni prototipi del SUV coupé Aiways U6 sono entrati nell’ultima fase di prove su strada prima del lancio in Europa. I collaudi finali, nel rispetto del programma di sviluppo e test eseguito in Cina, includono anche la guida in autostrada ad alta velocità. Ovvero la sollecitazione più severa, sul piano dei consumi, per un veicolo elettrico. Nelle prossime settimane l’Aiways U6  sarà sottoposto ai test di ciclo di guida ed omologazione per i diversi mercati. Durante la fase finale delle prove, informa la Casa cinese, “non solo vengono analizzati i tanti gigabyte di dati rilevati da un’ampia gamma di sensori. Viene anche effettuato l’allineamento con i test realizzati in un ambiente virtuale. Nel caso della Aiways U6 sono stati 8 i prototipi guidati ogni giorno per oltre 8 mesi nello Yancheng Zhongqi Research Automobile Proving Ground, per un totale di 400.000 km“.

Ioniq, Volvo, Aiways e…la R5 Turbo 3E

Qui non parliamo invece di un’auto destinata alla produzione, ma di una showcar 100% elettrica, ideale per il drifting, la R5 Turbo 3E. Nata per rendere omaggio al 50° anniversario della Renault 5 e alle sue versioni sportive Turbo e Turbo 2. Ma anche per tener viva l’attesa della nuova R 5, in vendita dal 2024. Una rivisitazione che “unisce esuberanza e prestazioni di alto livello, orientata al divertimento e al gaming”. Ma anche pensata per il mondo digitale con gli NFT (Non Fungible Token). Secondo la Renault, vanta una potenza di 280 kW (380 cv) e una coppia di 700 Nm, subito disponibile. È in grado di accelerare da 0 a 100 in soli 3,5 secondi (3,9 in modalità Drift), raggiungendo una velocità di punta di 200 km/h. La batteria, da 42 kWh, “permette di lanciarsi senza problemi in una sessione di più giri di drifting oppure in un’infuriata gimkana“. La R5 TURBO 3E sarà presentata al concorso di eleganza Chantilly Arts et Élégance, il 25 settembre, per poi essere esposta dal 17 ottobre al Salone di Parigi.

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14 COMMENTI

  1. -qui però si evita la tenzone (semantica) –

    Se parliamo di auto sportive la semantica conta solo a posteriori. Dopo cioè che si sono raggiunti dei risultati sportivi. O che, come minimo, si è riusciti ad emozionare la gente. Fai la Overvolt, falla correre alla Pikes Peak, fai in modo che dia un quarto d’ora a tutti nella classifica generale e poi vedi cosa succede. 😉 ma fino ad allora, per quanto azzeccatissimo, sarà un nome che non dice nulla a nessuno. E da questo meccanismo piaccia o no, non ci si può schiodare. E quindi, siccome vogliono vincere facile, vai di bonciboncibobobom e Renault Turbo sia.

    • Fermi. Fermi tutti. Un, due, tre, stella: nessuno si muova, nessuno fiati.

      L’ho letto altrove, ma quando l’ho letto stavo per svenire: la (bruttissima) Ioniq 6 RN22e ha … udite, udite (è il caso di dirlo) … il sound artificiale e le marce simulate.

      Ma andiamo con ordine: il suono è affidato all’ N Sound Plus che simula il suono di un’auto a benzina, super realistico, con un leggero tocco hi-tech (che, per carità, mi sta benissimo).

      Ma soprattutto, c’è l’N-Shift: ovvero la simulazione delle cambiate di una trasmissione automatica tradizionale, addirittura con effetti sulla coppia (quindi se si sale di 2 marce troppo presto, ad esempio, l’auto ha meno coppia). In pratica, anche il software è da perfezionare, è esattamente quello che io avevo ipotizzato da tantissimo tempo.

      Personalmente mission conclusa, ovvero tutte quelle che erano gli aspetti che non mi piacevano dell’elettrico e che volevo noto con estrema soddisfazione che stanno finalmente arrivano: il sound orgasmico di un motore a combustione, il piacere di guida dato dal cambio marcia, la possibilità di driftare disattivando i controlli di trazione, autonomie stratosferiche, velocità massime elevate, tempi di ricarica uguali a quelli di un benzina. Quando ne parlavo beccavo solo spernacchiate. Oggi tutte queste tecnologie sono state presentate e sono disponibili o lo saranno prestissimo. Ovviamente col contagocce, ma la strada è tracciata: vince l’automobilista “nostalgico” che non vuole adattarsi e cambiare le sue abitudini ma che vuole tenersi strette quelle che ha perché è felice così.

      Inciso: la tecnologia della RN22e sarà disponibile anche per la più bella Ioniq 5 N che, a questo punto, diventa un modello mooolto interessante. Ioniq 5 N e Daytona SRT saranno presto le regine dell’elettrico in quanto a tecnologia, sarà tutta una sfida a suon di decibel, calci alla schiena, ruote fumanti e tanta ignoranza …

      • Enzo, con Guido stavamo parlando di semantica e di semiotica e tu arrivi a fare le sgommate e suoni il claxon. Sei veramente un bambinone. 🤭🤭🤭🤭🤭🌹🌹🌹🌹

      • Comunque, poichè resisto a tutto tranne che alle tentazioni, aggiungo solamente che tutto il popò di robe che racconti circa la Ioniq 6 RN22 io preferirei vederle sulla n vision 74… Magari senza quell’alettone da tamarro delle case popolari però. Dai… 😉

        • L’alettone va bene optional. Una N Vision 74 a te senza alettone e una a me con l’alettone altrimenti poi quando parcheggio per strada non riconosco la mia 74 da tutte quelle parcheggiate. Comunque battute a parte ci stanno arrivando, queste divisioni sport production pullulano di gente con la passione nelle vene e se comincia una poi gli altri risponderanno in massa. Ovvero mi aspetto che poi anche Alpine, Abarth, etc si saranno una svegliata.

          E noi siamo testimoni della storia: quando Dodge e Hyundai salvarono la passione degli automobilisti rimettendo sui binari giusti il mondo dell’auto elettrica, mentre BMW serie M, AMG, Jaguar, Porsche, Rimac e tutti gli altri brand sportivi erano sul punto di distruggere tutto …

  2. E la dodge ha presentato la Daytona srt elettrica che dovrebbe essere immessa nel mercato nel 23/24 e con un bellissimo sound dato da un sistema brevettato da loro per sparare un urlo fino a 129 db ed un cambio simulato a 3 marce
    toccherà far il solito giro dalla Germania per portarne a casa una 🙁

  3. “permette di lanciarsi senza problemi in una sessione di più giri di drifting oppure in un’infuriata gimkana“ …. con una batteria da 42kWh e una potenza di 280kW, teoricamente dopo 9 minuti è completamente scarica…
    Un commento invece semantico: ma perchè chiamarla “Turbo”? Chiamatela “Overvolt”

    • Perché purtroppo la Porsche ha chiamato la sua Taycan Turbo. La R5 Turbo 3E è bellissima, anche più della nuova R5 elettrica e della Cupra UrbanRebel. Dovrebbero solo metterci una batteria da 100 kWh, il climatizzatore, un sound artificiale e una targa, lasciando tutto così com’è, ma non lo faranno mai, sono troppo stupidini per farlo davvero.

      Ormai comunque il Drift è stato sdoganato, quasi tutti i brand propongono auto immatricolate drift-ready. La Mustang (col V8 benzina) ha anche il freno a mano idraulico (ed è solo l’ultimo modello che si aggiunge alla lista). Qui le elettriche potrebbero fare benissimo grazie alla coppia elevata, ma finora si vedono a listino solo elettriche supercontrollate (ad eccezione di Model 3 Performance).

    • direi perché riprende in pieno le linee della vecchia, iconica 5 turbo (o maxiturbo che dir si voglia), bomba dei tempi che furono col suo 1.4 da 160 cv posteriore/centrale.
      quel TURBO rimane evocativo..

    • -con una batteria da 42kWh e una potenza di 280kW, teoricamente dopo 9 minuti è completamente scarica…-

      Non che una manche di drifting duri così tanto… 😉

      -Un commento invece semantico: ma perchè chiamarla “Turbo”? Chiamatela “Overvolt”-

      Domanda intelligente.
      Un bel po’ di semantica (e anche di semiotica…) l’ho fatta all’universita, questo non fa di me uno specialista… Ma credo di saperne abbastanza er poterti dire con ragionevole certezza che a livello semantico/semiotico l’elettrico è ancora troppo “debole” nell’immaginario collettivo per evocare qualcosa di “profondo” e (vivaddio) monetizzabile.

      In mancanza di una solida “mitologia” in merito al paradigma in oggetto, in questo caso l’elettrico, il “ritorno” a linee, nomi e stilemi del passato è una mossa quasi “scolastica” ma spesso rappresenta anche un gol a porta vuota. Nel senso che ha risultati positivi.

      Il passato, specie quando NON lo si è vissuto in prima persona, è sempre “rassicurante”. Si finisce con il ricordare le cose positive ed emozionanti (in questo caso la “mitologia” della R5 Turbo 2) relegando ad un angolino dei ricordi il fatto che questa vettura era inguidabile da mani non esperte e come tutte le turbo della sua epoca rognosa da mettere a punto e “complicata” da tenere in efficienza. Ma la storia dei mezzi a motore è fatta un po’ così, a posteriori si riesce a parlar bene anche delle moto giapponesi degli anni 70. Che di buono (anzi, ottimo) avevano solo il motore.

      Il nome Overvolt oggi non avrebbe nulla da dire a un appassionato.
      In che campionato corre? Ha mai “vinto” qualcosa?

      Una Zoe “overvolt” da 460 cavalli l’hanno anche fatta
      (Renault Zoe e-Sport – https://img2.stcrm.it/images/9847491/800x/renault-zoe-e-sport-concept-16-e1488951723453-630×335.jpg )
      Forse manco la conoscevi. E la verità è che non se l’è cacata nessuno a netto del fatto che fosse di per se interessantissima.

      Perchè non ha storia, non ha vinto niente, non ha dato spettacolo e non ha “combattuto”. Non fa parte di nessuna leggenda, non entra nell’immaginario, non fa sognare. Quantomeno per adesso.

      Siccome il presente del mondo dei motori si prospetta abbastanza “arido” in fatto di creazione di leggende, ecco che tutti si buttano a capofitto con prodotti anche nuovi, ma che si rifanno a più o meno precisate “età dell’oro”.
      La Yamaha fa un’enduro e la chiama Ténéré, Honda ripropone l’Africa Twin, Suzuki riesuma la Katana, Kawasaki ti rifà la “Z” anni 70…
      E Renault fa parlare di sè con la “TURBO-E”.

      Overvolt è un nome azzeccatissimo, ma i gradi deve ancora guadagnarseli sul campo.

      Chiaro che in un mondo dove la competizione è un po’ vista come un’espressione di maschilismo tossico, le gare sono idealmente relegate a inutile e rischioso spreco di risorse per divertire maschi bianchi occidentali e il concetto stesso di vettura sportiva è associato ad una mentalità reazionaria ed anche un po’ egoista… Hai voglia a creare il “mito”.

      E quindi, in mancanza del nuovo, andremo avanti con il vecchio e continueremo a beccarci semanticamente i vari “turbo” e semioticamente le citazioni d’antan (specie nelle carrozzerie) tutte quelle volte che si vorrà anche solo solleticare un certo tipo di discorso.

      • Non ho purtroppo tempo (non è vero: non ho argomenti e capacità) per rispondere in maniera tanto articolata, tutto chiaro, però ribatto con due punti:
        – i gradi deve ancora guadagnarseli sul campo, qui però si evita la tenzone (semantica) e si “scimmiotta” il passato, mi ricorda la sonorizzazione artificiale con il rumore di un V8…
        – Overvolt è azzeccatissimo? Allora perchè non dargli la dignità di un “petaloso” ? Scriverò personalmente all’Accademia Della Crusca!

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