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Inverno e lockdown: come pesano sull’auto elettrica?

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Inverno e lockdown, come pesano sull’auto elettrica? Ci sono accorgimenti da prendere per proteggere l’auto da basse temperature e lunghe soste forzate?

È da marzo che siamo alle prese con ripetuti lockdown e misure che limitano fortemente la circolazione. Molti ci hanno chiesto: che cosa succede all’auto elettrica in caso di lunghe soste forzate? Tanto più che è arrivato l’inverno e si teme che il freddo intenso danneggi le batterie al litio. Ci sono accorgimenti utili in periodi doppiamente complicati come questo? Per semplificare abbiamo riunito i dubbi in 10domande e 10 risposte.

inverno e lockdown

Inverno e lockdown 1 – Il freddo fa male all’auto ferma?

I produttori stessi sono intervenuti negli anni dotando molte auto di nuova generazione di un sistema di climatizzazione delle batterie. Questo consente di mitigare il problema, ma ovviamente anche per riscaldare le batterie si utilizza dell’energia. Quindi, anche in presenza di batterie climatizzate, le performance in termini di autonomia dell’auto non sono mai le stesse che avremmo con temperature più miti. Quello che potremmo fare, quando possibile, è anzitutto parcheggiare l’auto d’inverno al coperto, dove la temperatura è meno rigida.

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Inverno e lockdown 2 – E la batteria accessoria?

Chi ha l’auto elettrica non deve dimenticare che, oltre al pacco batterie di trazione, ogni EV dispone anche della tradizionale  batteria da 12 volt accessoria. Anch’essa bisognosa di cure. La batteria da 12 volt fa funzionare altri componenti elettrici, come tergicristalli, luci e infotainment, ma anche e soprattutto il sistema di gestione della batteria di trazione. Se vene a mancare quella per il prolungato inutilizzo, l’auto elettrica si pianta completamente. Ciò significa che anche la batteria accessoria deve essere mantenuta efficiente, collegandola ogni tanto a uno specifico caricabatterie.

Inverno e lockdown 3 – Posso lasciarla scarica?

Le celle agli ioni di litio che compongono la batteria nella stragrande maggioranza dei casi, si scaricano lentamente. Perdono circa il 2% al mese. Un pò di più se gli elementi di raffreddamento o di riscaldamento sono attivi. Quindi potrebbero perdere fino a 15 km di carica per giorno. Tuttavia i pacchi-batteria EV non gradiscono di essere tenuti né al 100% della carica, né in prossimità dello zero: aumenterebbe lo stress sui materiali catodici. In particolare, una batteria lasciata a lungo scarica potrebbe danneggiarsi in modo irreparabile.

LEGGI ANCHE: Le regole d’oro per dar lunga vita alle batterie.

Inverno e lockdown 4- A che livello va mantenuta?

Quindi, andrebbe mantenuta ad un livello di carica costante compreso fra il 50 e l’80% della capacità. Alcuni veicoli elettrici possono avere una modalità di downtime speciale per lunghi periodi di inattività. In sostanza: l’auto in sosta forzata andrebbe comunque messa in carica una volta alla settimana per riportarla attorno all’80%. Una volta raggiunto quel livello, la sessione andrebbe comunque interrotta.

5 – Le “dritte” dei costruttori, come Tesla e Nissan

inverno e lockdownAlcuni costruttori di auto elettriche, per esempio Tesla, consigliano di mantenere l’auto collegata in modo da alimentare costantemente il sistema di raffreddamento o riscaldamento delle batteria. In questo periodo e alle nostre latitudini non parrebbe necessario poiché le temperature esterne raramente toccano livelli tali da attivare il sistema di climatizzazione delle batterie. Ma può essere indispensabile per chi vive in alta montagna. o lo sarà più avanti se il lock down dovesse proseguire anche in estate. Nissan invece consiglia ai proprietari di tenere scollegato la Leaf che dispone di una modalità sleep dedicata. Alcuni veicoli elettrici hanno funzionalità predittive che determinano quando e con quale frequenza vengono utilizzati. Questi dovrebbero essere scollegati se l’EV deve restare in sosta per un lungo periodo di tempo.

6 – Controlli più frequenti, ogni 4-5 settimane

Che cosa si intende per lungo tempo? Un veicolo relativamente nuovo può reggere senza danni quattro-cinque settimane. Per un veicolo più datato, con batterie molto sfruttate, il rischio di un danno è più elevato. Perciò l’atteggiamento del proprietario dovrà essere   proattivo, con controlli più frequenti sullo stato di carica e eventuali interventi per riportarlo nela range 50-80%.

7– Occhio anche alle gomme ferme troppo a lungo

inverno e lockdownQualsiasi auto, elettrica o termica che sia, necessita poi  di ulteriori attenzioni. Tutte sono progettate per essere utilizzate di frequente e potrebbero soffrire l’immobilità. Gli pneumatici fermi nella stessa posizione, per esempio, potrebbero subire un appiattimento. Per un’auto elettrica, generalmente più pesante, questo è ancor più vero. Buona regola: spostare l’auto di 30-40 centimetri ogni due o tre settimane.

8– Parte dell’energia se ne va per tenerci caldi

Prova inverno
Un test invernale svolto dalla Volkswagen con la ID.3, nel quadro di una prova di durata.

Una grande quantità di energia, quando è molto freddo, si utilizza per scaldare l’abitacolo. Nelle auto termiche, per scaldare l’abitacolo, si utilizza il calore generato in ogni caso dal motore. In un’auto elettrica il powertrain elettrico non genera calore sufficiente a scaldare l’intero abitacolo. Quindi è necessario utilizzare una parte dell’energia della batteria per riscaldarlo attraverso un sistema a resistenza. Quando le temperature sono molto basse, la quantità di energia necessaria a scaldare l’abitacolo può diventare davvero molto elevata. Questo è vero soprattutto nei primi km dalla partenza, quando l’auto è molto fredda.

9 – Serve la pompa di calore o è una spesa inutile?

prova inverno
Test sulla neve per la Mercedes EQA, in arrivo nel 2021: le prove invernali sono le più impegnative.

I produttori sono intervenuti in molti casi dotando le auto di un sistema di riscaldamento con pompa di calore, molto meno dispendioso in termini energetici. Come spiegato in precedenza però, quando la pompa di calore è un optional a pagamento, va valutata con attenzione l’opportunità di acquistarla. E questo va fatto sulla base delle proprie necessità specifiche. Non sempre conviene.

10 – O possiamo limitarci al riscaldamento dei sedili?

Quello che possiamo fare noi, quando possibile, è riscaldare l’auto (anche da remoto via app), prima di scollegarla dalla ricarica. In questo modo minimizziamo poi il consumo per il clima. Che sarà solo per il mantenimento della temperatura già acquisita. Altra cosa che possiamo fare è preferire l’utilizzo del riscaldamento dei sedili a quello del clima. Molte auto elettriche, anche di categoria inferiore hanno questa possibilità. Se sfruttata bene, questa caratteristica rende il viaggio comunque confortevole e non penalizza così tanto i consumi.

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