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Due ruote alla spina: il made in Italy ha un grande futuro, ma…

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A che punto siamo con la transizione elettrica della mobilità? Come si sta evolvendo nello specifico il mercato delle due ruote? Quali le opzioni per migliorare gli scenari futuri? Vaielettrico cerca di fare chiarezza con Michele Moretti, responsabile del settore moto e delle relazioni istituzionali di Confindustria ANCMA.

La mobilità elettrica è un fenomeno ormai globale. Un tema caldo nelle agende di quei Paesi che pensano alla sostenibilità come ad una reale scelta per il presente. E non solo ad un’opzione per il futuro.
Il dibattito sulla e-mobility è molto acceso anche in Italia, che come la maggior parte dei Paesi europei sta cercando le soluzioni migliori per intraprendere la strada verso una radicale transizione elettrica degli spostamenti. Una strada lunga e impervia, in cui si intrecciano fattori economici, politici e industriali, che però è già stata tracciata.

La “rivoluzione” elettrica già da tempo sta investendo il mondo automotive, creandosi un proprio spazio, ancora piccolo nei numeri, ma in costante ascesa.
Di presente e futuro della mobilità elettrica, soprattutto quella del settore a due ruote, abbiamo parlato con un esperto, Michele Moretti. È responsabile del segmento moto di  Confindustria ANCMA, l’associazione nazionale che riunisce i produttori del settore due ruote, di cui ne coordina i rapporti istituzionali.
ANCMA è anche l’organizzatore della principale fiera internazionale di settore, l’EICMA di Milano.

Michele Moretti, Confindustria ANCMA

Mercato positivo, crescono gli acquisti dei privati

Un presente che, dati alla mano, conferma un andamento positivo per il mercato delle due ruote a zero emissioni. Il 2021 si è chiuso in sostanziale pareggio nelle vendite rispetto al 2020 e il nuovo anno è iniziato molto bene.
Come accade nei settori di nicchia, e in parte acerbi, come quello elettrico – commenta Moretti – il mercato ha un andamento altalenante, soggetto a sbalzi che dipendono da tanti fattori. Anche se come numeri ci si aspettava forse di più rispetto all’anno precedente, la nostra lettura del 2021 è comunque positiva. In particolare perché sono aumentati gli acquisti di moto elettriche da parte dei privati, mentre nel complesso delle vendite l’incidenza di flotte aziendali e sharing mobility è stata inferiore. Per il futuro questo è un ottimo segnale”.

Un futuro, che come sottolinea Moretti, passerà giocoforza attraverso incognite e variabili, non sempre prevedibili. Anche se la e-mobility sembra stia entrando sempre più nella percezione comune dei cittadini italiani. Motivo per cui ci si aspetta che la crescita del settore sia graduale nei prossimi anni.

Ok gli scooter elettrici, ma per gli appassionati di moto “servirà più tempo

È indubbio che in alcuni specifici settori della mobilità elettrica, come nel caso delle e-bike, la diffusione sia ormai capillare. Poi ci sono invece tipologie di veicoli che fanno più fatica a trovare spazio nei desideri degli italiani: gli scooter elettrici, per esempio, rappresentano ancora una nicchia seppur in evoluzione, mentre per le motociclette c’è ancora tanta strada da fare.

La mobilità leggera è fisiologicamente destinata a crescere nei prossimi anni, perché si presta meglio ad un utilizzo urbano – commenta Michele Moretti – Consideriamo anche che con l’aumento delle limitazioni al traffico nelle città, è probabile che la e-mobility in futuro sarà una delle poche ammesse a circolare. Inoltre, sviluppare motori elettrici efficaci per tragitti cittadini brevi è più semplice; oltretutto le batterie degli scooter sono sempre di più modulari ed estraibili. Quindi il cittadino non deve dipendere da infrastrutture di ricarica pubbliche”.

Per le motociclette, invece, entrano in campo altre variabili. Tra cui una certa diffidenza del centauro appassionato verso questa nuova tipologia di mezzo. Un ostacolo decisivo, a detta di Moretti: “La moto è un mondo a parte: c’è passione, turismo, piacere di guidare, c’è il sound del motore. Passare da un mezzo motorizzato ad uno elettrico in questo settore è un salto notevole. Per le moto elettriche servirà quindi più tempo per formare un pubblico di appassionati”.

due ruote

Moretti: “Sullo sviluppo delle batterie si gioca il futuro delle due ruote elettriche”

Tasto dolente per la totale emancipazione delle moto elettriche è certamente il peso delle batterie, che in sella a motociclette di medie/grandi dimensioni si fa sentire. Sul superamento di questo problema, secondo Moretti, si giocherà il futuro del segmento. Servono batterie con maggiore capacità ma anche con pesi più contenuti, per migliorare la guidabilità dei mezzi.
E in questo contesto ci si chiede quanto l’Europa possa farsi portatrice di nuove tecnologie legate al miglioramento delle performance delle batterie. Per cominciare a colmare un divario ormai netto con le aziende asiatiche.

La produzione di batterie non è business particolarmente diffuso da noi e recuperare il terreno perduto con i produttori asiatici non è facile, né immediato. Ci sono lavori in corso, però – ci ricorda Moretti – Ad esempio il consorzio internazionale, che coinvolge anche KTM e Piaggio, per la promozione in Europa della tecnologia swapping. Un’infrastruttura snella per la sostituzione delle batterie in depositi specifici (modello Gogoro, ndr), che velocizzerebbe le procedure di ricarica degli scooter. Una vera rivoluzione per il settore se il progetto andasse in porto. Certo, i tempi sono lunghi, anche perché bisogna arrivare ad una standardizzazione delle batterie per renderle interscambiabili”.

Il sostegno all’industria: “Strumenti su misura per sostenere il made in Italy”

In generale, il futuro della mobilità elettrica in Europa passa soprattutto dallo sviluppo industriale del settore e dal suo sostegno a livello governativo. Uno dei punti centrali, argomento di ampie discussioni in Italia, è capire se anche da noi sarà possibile mantenere una forte industria delle due ruote nella transizione all’elettrico.

Per Michele Moretti un embrione di industria nazionale in questo campo esiste, ma va tutelato: “Rispetto al mondo dell’auto, in quello delle moto oggi ci sono già aziende, anche italiane, che producono veicoli elettrici e componentistica per questi mezzi. È un piccolo vantaggio, che va però protetto e tutelato dalle istituzioni. Come ANCMA chiediamo quindi che le istituzioni creino strumenti di politica industriale su misura che aiutino lo sviluppo e il mantenimento degli operatori che lavorano nella e-mobility”.

La filiera delle due ruote elettriche made in Italy è fatta di aziende piccole, che avrebbero bisogno di strumenti di politica industriale diversi e mirati.

“Il mercato cresce. Bene l’Ecobonus, ma servono  più risorse”

L’approvazione dei recenti finanziamenti governativi sembrano poter andare in questa direzione. L’Ecobonus per le due ruote elettriche è stato rinnovato, fornendo così quella continuità utile a non destabilizzare il mercato. Come invece accaduto per le auto. Ma basterà?

Il MISE – conclude Moretti – ha investito 150 milioni di euro spalmati nel periodo 2021-2026. E questo ci dà già più respiro. È anche vero che il 2022 è iniziato con il massimo delle aspettative, perché i 20 milioni stanziati per quest’anno si stanno consumando molto più velocemente del previsto. Credo quindi che un’iniezione di liquidità sarà inevitabile nei prossimi anni. Dopotutto, a fronte di un mercato che cresce anche le risorse lo devono fare di pari misura”.

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