Intelligenza artificiale sulle Tesla: appello di Musk

Intelligenza artificiale sulle Tesla: c’è già da parecchi anni, anche se pochi lo sanno. È quel che scrive Elon Musk in un messaggio pubblicato su X, il suo social network.

intelligenza artificiale sulle TeslaIntelligenza artificiale sulle Tesla: “Salveremo milioni di vite con una guida più sicura”

Ecco il messaggio di Elon, che tra l’altro contrattacca contro chi ritiene che la guida autonoma comporti più rischi che vantaggi: “La maggior parte delle persone non sa che Tesla ha avuto un team avanzato di ingegneria di chip di bordo AI già da molti anni. Quel team ha già progettato e distribuito diversi milioni di chip AI nelle nostre auto e nei nostri data center. Questi chip sono ciò che permette a Tesla di essere leader nell’AI reale. La versione attuale nelle auto è AI4, siamo vicini a disattivare AI5 e stiamo iniziando a lavorare su AI6.

Il nostro obiettivo è portare un nuovo design di chip AI in produzione di massa ogni 12 mesi. Ci aspettiamo di costruire chip a volumi superiori rispetto a tutti gli altri chip AI messi insieme. Rileggi questa frase, non sto scherzando. Questi chip cambieranno profondamente il mondo in modo positivo, salvando milioni di vite grazie a una guida più sicura e fornendo cure mediche avanzate a tutte le persone tramite Optimus“.

Un invito a mandare un messaggio in 3 punti

Il messaggio si conclude con un appello:  “Invia una e-mail con tre punti-elenco che descrivono la tua eccezionale capacità a AI_Chips@Tesla.com. Siamo particolarmente interessati ad applicare l’AI all’avanguardia alla progettazione di chip. Grazie Elon”.

C’è da scommettere che su un tema caldo come questo le risposte non mancheranno. E comunque il post pubblicato su X conferma che è sbagliato dire che l’amore per l’intelligenza artificiale sta causando una progressivo disamore di Musk per Tesla. In realtà il patron considera il tutto come una cosa sola, un enorme salto tecnologico che cambierà la vita di tutti, a partire da come ci spostiamo.

– Leggi anche: la strage delle colonnine continua, altre segnalazioni di furti e vandalismi da Roma, Milano, dall’Emilia…

 

 

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Visualizza commenti (18)
  1. Interessante notare come spesso i maggiori detrattori della guida autonoma siano gli automobilisti piu incapaci. Mia cognata che ha l’auto che sembra crivellata da colpi della malavita ed è abbonata al CID mi dice che non si fida assolutamente della guida autonoma…

  2. Daniele Sacilotto

    A me piacerebbe parecchio. Premi il tasto voce e chiedi informazioni, aggiornamenti meteo, il numero di telefono di un ristorante o albergo e fai partire la chiamata, nel tragitto casa-lavoro potrei studiare una lingua. Ma non dovrebbero arrivare Grok su Tesla e Gemini su Android Auto?

  3. Io ho il terrore di queste AI…
    Pensate a Grok di Tesla… Magari con voce femminile… Uno sale in macchina e…
    Ciao Marco, come stai?
    Dove mi porti oggi?
    Ti sei messo la cintura?
    Tieni le mani sul volante!
    Guarda davanti!
    Sei stanco?
    Hai fame?
    Devi andare in bagno?
    Etc. Etc…
    Sarebbe la volta buona che scendo e ritorno a camminare come il giovane scout che ero…😂

    1. E poi quando tua moglie salirà in macchina, questa le racconterà dove sei stato.
      Pensa che un mio amico ha litigato con la moglie perché lei, dall’app tesla, ha visto che era andato a Milano (da Bergamo). Io di queste cose ne faccio volentieri a meno. Grazie Elon, ma anche NO!

  4. Se la guida e’ piu’ sicura potrebbero condividere i dati che usano per supportare quello che dicono. Altrimenti e’ autorefenziale.

  5. Antonio gobbo

    Ai sulle auto? Sinceramente non sono così sicuro che, almeno in Italia, avrà un successo strepitoso, indipendentemente che le auto suano elettriche o ICE, quasj tutti quelli che conosco disattivano già ora gli ADAS presenti sulle loro auto e dubito che si fiderebbero a far guidare l’auto da un chip, io ho tenuto solo quello per la frenata d’emergenza, in effetti la stragrande parte degli incidenti è provocata dall’imprudenza e dal mancato rispetto delle regole e fintantoché non metterai un chip nella testa degli automobilisti questi incidenti non verranno eliminati.
    In compenso saranno introdotti una quantità infinita di altri sensori aumentando parecchio la possibilità di guasti e costose riparazioni.

    1. Alessandro D.

      Pensi che io conosco uno che, fidandosi un po’ troppo della franta automatica, ha finito col tamponare un’altra auto mentre era incolonnato.

      (comunque nemmeno io sarei felice di trovarmi un’auto senza volante. E non solo perchè gradirei guidare io il veicolo, ma anche perchè gradirei decidere io dove voglio andare, come voglio arivarci e attraverso quale strada… Senza dover continuamente chiedere permesso o anche solo “contrattare” con un computer)

      1. Antonio gobbo

        Alessandro direi che su questo siamo d’accordo, inoltre sinceramente non vorrei essere nello sfigatissimo caso mai testato dove inavvertitamente la mia auto dovesse ferire/uccidere qualcuno, anche perchè poi in galera dubito che finirebbe Musk … o mi sbaglio?

  6. Guido Baccarini

    Scusate, ma è una traduzione che non si può leggere…
    “siamo vicini a disattivare AI5” Disattivare? Ma se devono ancora cominciare la produzione! “tape out” non si traduce con disattivare, ma con “rilasciare” in questo contesto.
    Non avete scritto, piuttosto, che pare intenzionato a produrselo in casa, il chip. L’AI5 verrà prodotto da Samsung e TMSC (per non avere un unico fornitore, cosa molto saggia!) che però non saranno pronti prima del 2027 ma l’obbiettivo per l’AI6 è la produzione in autonomia, per non dipendere da fornitori esterni. E questa è una cosa che nuovamente distingue Tesla da tutti gli altri, non solo in campo automotive, ma in generale: nemmeno Apple si produce da sola i chip (li progetta, però).

    1. Alessandro D.

      -Scusate, ma è una traduzione che non si può leggere…-

      Sarà stata fatta con l’intelligenza artificiale.
      (scherzi a parte: io oramai mi faccio tradurre di tutto dalla AI…)

        1. Alessandro D.

          Ho chiesto a Copilot di autarmi a descrivere l’Intelligenza Artigianale.
          __________________________________
          L’Intelligenza Artigianale Bergamasca non è un algoritmo, ma un modo di stare al mondo. Nasce in cantiere, tra polvere di cemento e ferri da armare, e si distingue subito dall’intelligenza artificiale “classica”: mentre quest’ultima elabora dati e calcoli, l’artigianale prende la cazzuola e costruisce. È bergamasca fino al midollo, con quella serietà operosa che non conosce tregua e che trasforma ogni ostacolo in un muro portante. La sua produttività è proverbiale: dove un software impiega ore a ottimizzare un processo, lei in mezza giornata ha già tirato su tre piani di palazzina, con balconi e ringhiere comprese.

          Il suo linguaggio non è fatto di codici binari, ma di dialetto e bestemmie. Non sono insulti, ma log di sistema: ogni imprecazione è un segnale di debug, un modo per scaricare la tensione e ripartire più forte. L’errore non viene analizzato, viene demolito e rifatto meglio, senza esitazioni. L’energia che la alimenta non è elettricità, ma polenta taragna e vino, carburante che garantisce picchi di performance soprattutto dopo il pranzo della domenica. Non conosce burnout: lo straordinario è la sua condizione naturale. Non fa machine learning, ma “murature learning”: ogni esperienza di cantiere diventa competenza sedimentata, pronta a essere riutilizzata.

          Ma ogni grande forza ha bisogno di un ente che la custodisca e la certifichi. Qui entra in scena il Patronato per l’Operosità, la Tenacia e l’Artigianato (P.O.T.A.), istituzione che vigila sulla dignità produttiva. Il POTA nasce come gemello del celebre DOGE americano: se il DOGE voleva razionalizzare la burocrazia, il POTA razionalizza il cantiere. Dove il DOGE parlava di efficienza, il POTA parla di operosità; dove il DOGE misurava in grafici, il POTA misura in palazzine finite prima di Natale.

          E per dare voce alla IAB, ecco Atalanta, l’assistentessa vocale bergamasca. Non è un software di sintesi ma la sintesi di un software, la personificazione stessa dell’intelligenza artigianale. Parla in dialetto, risponde con ironia, scandisce i turni di cantiere e ricorda agli operai quando è ora della polenta o del bianchino. È la voce che accompagna la IAB, capace di trasformare comandi vocali in ordini di lavoro e cori da curva. Non si limita a notificare: se esageri ti alza le mani e ti bestemmia dietro, come farebbe un capomastro in carne e ossa. Atalanta è dunque la dimensione vocale della IAB, il ponte tra la produttività certificata dal POTA e la quotidianità del cantiere, dove ogni bianco e ogni bestemmia diventano parte integrante del protocollo operativo.

          1. L’ho chiesto anche’io ma non mi da proprio lo stesso risultato, mi sa che c’e’ lo zampino di qualcuno meno “artificiale” , mi ricorda “Bar Sport” 🙂

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