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Inghilterra, punti di ricarica per auto elettriche obbligatori nei nuovi edifici

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In Inghilterra la consultazione pubblica indetta dal governo è aperta dal 15 luglio al 7 ottobre. In caso di successo, renderà obbligatoria l’installazione di strutture per la ricarica di auto elettriche nelle nuove costruzioni a uso residenziale e non residenziale.

Un provvedimento che guarda al futuro

L’iniziativa fa parte del programma d’investimento da 1,5 miliardi di sterline denominato “Road To Zero Strategy“, con l’intento di raggiungere zero emissioni nel trasporto su strada entro il 2040. Questo proposito rientra in un piano strategico più ampio, in base al quale l’economia inglese non emetterà gas serra a partire dal 2050. L’auspicio è portare il Regno Unito ad essere tra i paesi con la miglior infrastruttura di ricarica elettrica al mondo. La consultazione si affianca a un pacchetto di provvedimenti per supportare gli utilizzatori di EV e agevolare il pieno d’energia.

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Punto di ricarica per EV (fonte: Wikipedia – Nick Birse).

Un obiettivo primario in quest’operazione risiede soprattutto nella creazione degli impianti per la ricarica domestica. Il testo pubblicato dal Dipartimento dei Trasporti riporta: “oggi la maggioranza (circa l’80%) delle ricariche di tutti i veicoli elettrici avviene a casa, dunque ci aspettiamo che ricopra un ruolo centrale nel futuro ecosistema di rifornimento“. Il governo ha già preso provvedimenti affinché le costruzioni esistenti possano accogliere le automobili a zero emissioni. Sul costo d’installazione di una colonnina a domicilio applica fino a 500 sterline di sconto. Al momento sono quasi 100.000 le unità per la ricarica collocate presso le abitazioni grazie alle sovvenzioni statali, cifra destinata quasi sicuramente a salire.

In azione dal 2020 con tecnologia intelligente

La facilità e la convenienza d’uso della ricarica per gli utenti sono al centro di questo progetto politico. Lo conferma Chris Gayling, ex Segretario di Stato per i Trasporti (sostituito recentemente da Grant Shapps) e promotore della consultazione: “visto che si sono raggiunti livelli record di vendite di veicoli a bassissime emissioni, è evidente che c’è una forte richiesta nei confronti di una mobilità più pulita e sostenibile. Il rifornimento a casa è l’opzione più pratica ed economica per i cittadini. Si può collegare l’automobile alla rete e si fa il pieno d’energia durante la notte come avviene per un cellulare“.

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Traffico Londinese (fonte: Pixabay).

Nella documentazione sono definiti anche i requisiti tecnici per i nuovi punti di ricarica. Tra i più importanti c’è l’adozione di una tecnologiaintelligente per gli impianti domestici. Ciò significa che un EV si potrà ricaricare in diversi momenti della giornata, in base ai segnali ricevuti, come ad esempio le informazioni sulle tariffe dell’energia elettrica. In questo modo, s’incoraggerebbe il rifornimento al di fuori delle ore di punta, mantenendo costi contenuti per gli utenti. Per quanto riguarda la potenza d’erogazione delle colonnine, invece, “il Governo propone specificamente un minimo di 7 kW per costruzioni residenziali e non residenziali“. L’amministrazione desidera inoltre che le colonnine di ricarica rapida, da poco installate, siano predisposte al pagamento tramite carta di credito o di debito entro la primavera 2020. La parola spetta ora alla cittadinanza.

– leggi anche:  Ti serve la wall box o la colonnina? Ecco il listino facile

 

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