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Gli ingegneri tedeschi fanno…a pezzi il Model 3

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Uno studio di ingegneri tedeschi è passato dalle parole ai fatti. Stanchi delle tante parole che si fanno attorno alla Tesla, hanno fato arrivare dalla California l’ultima nata della Casa Californiana, il Model 3. E l’hanno fatta…a pezzi.

Smontata come fece la Volkswagen con la Fiat 128

Non è una pratica inusuale per l’industria automobilistica. Soprattutto in Germania. Giorgetto Giugiaro racconta che quando fu chiamato a Wolfsburg dalla Volkswagen per creare la Golf, si ritrovò in un grande stanzone in cui era stata smontata in mille pezzi la Fiat 128. All’epoca era la macchina italiana il riferimento a cui la concorrenza guardava con ammirazione. Oggi il made in Germany segue con grande curiosità a quel che sta facendo Elon Musk nel mondo delle auto premium, quello che ha dato alle varie Mercedes, BMW e Audi fatturati e guadagni miliardari. Ed è molto probabile che lo studio di ingegneria di cui parla in un ampio servizio il settimanale WirtschaftsWoche (guarda)abbia lavorato su commissione di uno dei big dell’industria tedesca. I risultati dell’accurata ispezione sono comunque molto interessanti. E confermerebbero quando Musk va dicendo da mesi. Ovvero che il Model 3 può essere un’auto molto profittevole per Tesla. A patto che, naturalmente, vengano superati i colli di bottiglia in fabbrica. Che finora ne hanno fortemente limitato la produzione e le consegne.

Costruire un Model 3 costa circa 28 mila dollari

Prima conclusione I materiali e le varie forniture hanno un costo complessivo che non supera i 18 mila dollari. Se a questi aggiungiamo circa 10 mila dollari di spese di produzione, arriviamo a 28 mila dollari. Considerando che il listino del Model S parte in teoria da 35 mila dollari, ma che in realtà l’auto viene venduta a un prezzo molto più alto (si arriva a 78 mila), la conclusione degli ingegneri tedeschi è che spazio per guadagnare la Tesla ne ha parecchio. Anche considerando i costi di distribuzione. Soprattutto se si arrivasse al target di 10 mila unità a settimana, contro una media attuale che oscilla tra le 2 e le 4 mila macchine.

Seconda conclusioneLe indagini di laboratorio effettuate sulle batterie dagli ingegneri tedeschi confermano che Tesla e Panasonic sono riuscite in un obiettivo importante. Ovvero ridurre il contenuto di cobalto nelle 2170 celle del Model 3 al 2,8%. Il cobalto, si sa, è costoso e difficile da reperire. E l’industria dell’automotive in genere considera una percentuale dell’8% indispensabile per un buon funzionamento delle batterie. L’esame confermerebbe anche un’altra affermazione di Musk. Ovvero che il Model 3 avrebbe “la più alta densità di energia mai raggiunta da un’auto elettrica“. Risultato ottenuto da Panasonic riducendo il cobalto e aumentando il contenuto di nickel, “a parità di stabilità termica superiore” (guarda il file di Tesla).

—-Quanto costerà in Italia il Tesla Model 3? Iva compresa, si prevede un prezzo di circa 50 mila euro—