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InfluenceMap e Greenpeace vs BMW e VW per le emissioni

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Lo spot BMW con lo slogan "There is no planet B": solo marketing?

InfluenceMap e Greenpeace contro BMW e Volkswagen per la lotta ai cambiamenti climatici. Dopo la COP 26, le sigle ambientaliste alzano il tiro.

InfluenceMap e Greenpeace all’attacco: idee diverse

InfluenceMap e Greenpeace
La pagella di InfluenceMap per l’impegno dei gruppi tedeschi dell’auto nella protezione del clima. Sotto esame anche l’ACEA e la VDA, le associazioni di settore a livello europeo e tedesco, a cui è demandato il lavoro di lobby. Come si può vedere, voti discreti per Volkswagen-Audi, così così per Mercedes, pessimi per BMW, ACEA e VDA.

I toni sono diversi: InfluenceMap ha messo nel mirino in particolare BMW, dando atto invece a Volkswsagen di un impegno maggiore. Mentre Greenpeace continua a incalzare proprio VW, anche con una nuova denuncia depositata il 9 novembre presso il tribunale di Braunschweig. Partiamo da InfluenceMap. Nel suo ultimo rapporto l’associazione ambientalista tedesca indica la BMW come principale oppositore della politica climatica in Germania e in Europa. InfuenceMap sostiene di avere esaminato un’ampia mole di documentazione, che copre sostanzialmente gli ultimi tre anni. Ricavandone un punteggio per i tre big dell’auto tedesca, Volkswagen-Audi, Mercedes e BMW. Ne emergerebbe che quest’ultima si è comportata in modo ambiguo. Da una parte lanciando campagne pubblicitarie all’insegna della sostenibilità, per auto elettriche come la iX e i4. E sponsorizzando il“tour a emissioni zero”dei Coldplay. Dall’altro facendo lobby con la Confindustria dell’auto tedesca, VDA, per  indebolire e ritardare le normative “climatiche”.

Influencemap e Greenpeace
Martin Kaiser di Greenpeace Germania.

Altra causa contro la Volkswagen

Di tutt’altro parere sul ruolo di Volkswagen è Greenpeace Germania, che ha intentato  una nuova causa contro VW. L’accusa: non aver decarbonizzato l’azienda in linea con l’obiettivo di 1,5°C concordato a Parigi. A fine di ottobre, la Volkswagen aveva respinto un’ingiunzione di Greenpeace a ridurre più rapidamente  emissioni di CO2 ed eliminare gradualmente i veicoli a combustione interna entro il 2030. Martin Kaiser, direttore esecutivo di Greenpeace Germania, spiega: “I negoziati alla COP26 di Glasgow indicano che l’obiettivo di 1,5 gradi è in gioco e può essere raggiunto solo con un audace cambio di rotta in politica e affari. Ma mentre le persone soffrono di inondazioni e siccità innescate dalla crisi climatica, le emissioni di CO2 dei trasporti continuano ad aumentare. Le aziende  come Volkswagen devono assumersi la responsabilità e agire molto più rapidamente“. Greenpeace si è mossa sulla scia della sentenza di un tribunale olandese che, in una causa contro Shell, ha stabilito che le grandi società hanno una propria responsabilità climatica. Ordinando all’azienda di fare di più per proteggere il clima.

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21 COMMENTI

  1. Alla fine i nodi sono venuti al pettine, quello che vogliono farci credere BMW e VW è ben diverso dalla realtà dei fatti…
    Per questi costruttori produrre veicoli elettrici non è un obbiettivo futuro ma solo una diversificazione dell’offerta per poter fare profitto, le belle intenzioni più volte espresse sono solo una grossa presa in giro…
    Mah, staremo a vedere quando Tesla si deciderà a lanciare sul mercato qualche modello più piccolo per le grandi masse, sono proprio curioso di vedere come andranno giù le loro vendite..

    • Guarderei prima ai marchi cinesi e a come le vendite dei marchi europei laggiù stanno andando già ora.
      La Cina è già al 15% di EV sul nuovo e in forte crescita.
      I marchi locali sfornano auto parecchio buone, avendo appreso le tecniche di costruzione grazie alle joint venture cui gli oem europei sono stati obbligati, pur di vendere laggiù.
      Ormai Geely, Byd e compagnia hanno una qualità simile (se non superiore) a prezzi contenuti.

  2. A questo punto appare chiaro che non c’è nessun Robin Hood nel mondo dell’auto. Diciamo che era stato un po’ ingenui crederlo. Quel che conta da ora in poi sono i fatti e non le parole. Volkswagen e Mercedes stanno proponendo elettriche a tutto spiano. BMW un po’ meno decisa. In generale chi vuole comprare elettrico non ha più grandi scuse.

  3. Intanto Volkswagen ha intrapreso un percorso e al momento come risulta dalla pagella dell’articolo è quella che si sta impegnando di più e con i migliori risultati ; firmare dei documenti si fa in fretta (non so se conosci la differenza tra il dire e il fare) , sono i fatti che fanno la differenza non firmette a casaccio di qui e di là.
    Un vero ambientalista non compera ne id ne tesla ne mustang, compera e-up, citigo e iv , spring, al massimo Zoe … qualunque auto al di sopra dei 30000 euro è un inutile spreco!

    • E siccome bisogna andare al massimo a 100 orari, io rilancio con la dacia spring, altro che twingo elettrica da radical chic! (Fuori dallo scherzo, non hai per nulla torto. E la dacia spring, dico sul serio, secondo me è una vettura intelligentissima, forse l’elettrica più intelligente del mercato)

      • Ale, dì la verità, se fossi costretto a scegliere tra Twingo e Spring sceglieresti la Spring … Io non ho dubbi al riguardo, io sceglierei la Twingo

        • Figa la spring mi attizza di brutto, hai ragione… ahahah… va a toccare delle corde mie personali, è il niente che però funziona, il grado zero della mobilità, un po’ come il 2 tempi, la 2 cavalli e il morini 3 /12, meno di così pedali, eppure va in avanti… il nulla che però si ostina a rotolare e perchè no va pure bene, l’elogio alla brutale semplicità… ahah… touchè.

    • Condivido appieno. I veicoli più grandi non hanno un grande senso nelle città, molto meglio auto piccole e leggere.
      In realtà il vero ambientalista gira con la bici a pedalata assistita: quando può il motore è lui (tra l’altro aiuta ad abbattere il colesterolo e la gilicemia …) e quando non può si fa aiutare dal motore elettrico

    • Ripeto, già da vecchi tempi io non mi fido di questi tedeschi, e non per il dieselgate. E-Up tolta dal mercato quando sono stati messi gli incentivi, ricompare con il 10% di aumento ma con il 10% di sconto. Citigo-e fuori produzione e più rimessa. ID-3 subito messa (da loro, non da me) in confronto e con la pretesa di annientare Tesla M3, messa sul mercato con prezzo interessantissimo ma…motore posteriore e nessun bagagliaio davanti, freni a tamburo dietro, più corta ma più pesante, pompa di calore, caricatore a 11kW e tante altre cose in optional. Ma E-Up è quella che mi ha fatto girare di più i cabasisi, volevano annullare Twingo…

  4. In altri tempi mostrai perplessità sul comportamento dei Tedeschi, vedi l’unico commento a:
    https://www.vaielettrico.it/ionity-cresce-in-italia-ed-e-gia-da-museo/#comments
    Sembra che ti vogliano dire: “L’elettrico ce l’ho anch’io, ma vedi, non ti conviene”.
    Tipiche sono le auto diesel plug in (Mercedes) che facendo i conti tra kWh batteria e autonomia, risulta che il costo chilometrico tra diesel e elettrico è poco diverso e non si caricano in una notte con un carichino!

  5. Ricordiamo che VW ha rifiutato di firmare la proposta per la messa al bando delle ICE per il 2035. A che gioco sta giocando?

    Hanno firmato a favore del bando Ford e General Motors, Volvo, Mercedes-Benz, BYD, Jaguar Land Rover e Leaseplan. Tutti gli altri no. Chissà come mai …

    Un vero ambientalista (io non lo sono) dovrebbe comprare una Ford Mustang elettrica, non una Volkswagen ID…

      • Ma, sai, se BMW ritratta ci sta e se lo aspettano tutti, ma VW perché non ha firmato? Mi sembra parecchio grave … Inoltre VW continua a produrre auto belle pepate, esattamente un anno fa ha presentato la Golf R da 320 cv e 420 nm di coppia (credo la più performante della storia delle Golf), quest’anno è la volta del Tuareg V6 3000 ibrido con potenze che arrivano fino a 462 cv. La versione “base” ha un motore termico da “appena” 340 cv che abbinato all’elettrico arriva a 381 cv con consumi dichiarati di 33 km/l e mi sorge il dubbio: non sarà questo il piano B di VW? Quando tutti quelli convertibili all’elettrico saranno convertiti (la metà della popolazione circa, ovvero chi può ricaricare a casa o a lavoro senza problemi), l’altra metà del cielo che non vorrà passare la notte a caccia della colonnina libera vorrà auto “ecologiche” (più che altro imposte dallo stato) ma anche “potenti” come le cugine EV e visto che già oggi le ibride plugin in Italia vendono più delle elettriche pure (almeno il dato annuale è quello), mi chiedo: non è che VW sta pensando di tenersi buono il mercato delle plugin, dove le cinesi non riescono ancora ad entrare?

    • Premesso che per il raggiungimento degli obiettivi non è sufficiente la svolta sull’auto elettrica, “la palla” comunque è in mano agli acquirenti.
      Se le auto termiche verranno snobbate le Case faranno presto a cambiare rotta.

      • Il trend del mercato sembra iniziare ad esserci. Mercato in generale calo, vuoi per mancanza di chip, vuoi perché chi può aspetta e vuol capire se le elettriche prenderanno piede o magari ragionano sulle ibride plug in.
        Le ICE pure stanno in calo e le diesel colano a picco.
        Osborne effect

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