L’India prepara un maxi programma di incentivi da oltre 1 miliardo di dollari per spingere la diffusione di autobus e camion elettrici. Il piano, ancora in fase di definizione, punta soprattutto al trasporto privato e potrebbe sostenere fino a 50 mila veicoli commerciali a batteria nei prossimi anni.
Secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg, il governo di Nuova Delhi starebbe lavorando a un programma decennale focalizzato in particolare sui bus interurbani e sui camion elettrici, segmenti oggi ancora dominati quasi totalmente dal diesel.
L’obiettivo è doppio: ridurre la dipendenza dalle importazioni petrolifere e affrontare l’emergenza smog che colpisce molte città indiane.

Incentivi alle aziende per abbattere i costi
Uno dei principali ostacoli all’elettrificazione del trasporto pesante in India resta il costo iniziale dei mezzi. Per questo il nuovo schema prevederebbe forme di sostegno economico dedicate soprattutto alle piccole aziende di trasporto, spesso caratterizzate da margini limitati e difficoltà di accesso al credito.
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Tra le misure allo studio ci sarebbero sussidi sugli interessi dei finanziamenti fino a 1,5 milioni di rupie per veicolo (circa 13.500 euro), oltre a garanzie pubbliche parziali sui prestiti destinati all’acquisto di camion e autobus elettrici.
Il governo potrebbe inizialmente sostenere l’introduzione di circa 10 mila autobus elettrici, per poi allargare progressivamente il programma fino a coinvolgere tra 40 e 50 mila mezzi commerciali elettrici.
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Il nodo infrastrutture
Ovviamente, la sola disponibilità di incentivi economici non basta. Le associazioni industriali indiane chiedono infatti interventi paralleli per accelerare la creazione di un ecosistema favorevole al trasporto elettrico pesante.
Tra le proposte avanzate figurano la realizzazione di hub di ricarica dedicati ai mezzi commerciali, riduzioni del costo dell’elettricità, esenzioni da pedaggi autostradali e sgravi fiscali.
Un aspetto particolarmente importante in un Paese dalle dimensioni continentali, dove le percorrenze medie dei mezzi pesanti sono elevate e la rete infrastrutturale presenta ancora forti disomogeneità territoriali.

Questione di sicurezza energetica
Dietro il piano non c’è soltanto la questione ambientale. L’India importa quasi il 90% del petrolio necessario ai propri consumi e la volatilità dei mercati energetici internazionali pesa fortemente sulla bilancia commerciale del Paese.
Negli ultimi mesi, anche la svalutazione della rupia ha aumentato la pressione sul governo, spingendo Nuova Delhi a cercare soluzioni per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati.
In questo quadro, quindi, l’elettrificazione del trasporto commerciale viene vista come una leva strategica sia sul piano economico sia su quello geopolitico.
La sfida titanica… al diesel
I numeri spiegano bene la portata della sfida. In India circolano oltre due milioni di autobus e soltanto il 5% circa appartiene a operatori pubblici. Nel trasporto merci, invece, la proprietà dei camion è quasi completamente privata e il diesel resta largamente dominante.
Il Paese dispone già di un programma di incentivi chiamato PM E-Drive, attivo dal 2024 al 2028, ma con una portata più limitata rispetto alle ambizioni del nuovo piano. Attualmente il programma sostiene 5.643 camion elettrici e poco più di 14 mila autobus elettrici, concentrandosi soprattutto sul trasporto pubblico.
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