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Incidente fatale, l’Autopilot Tesla criticato dalle autorità Usa

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Come appariva la Tesla Model 3 dopo lo schianto fatale di Delray Beach, in Florida.

Incidente fatale con l’Autopilot Tesla inserito: arrivano le critiche del National Transportation Safety Board (NTSB), l’Ente federale che vigila sulla sicurezza.

Incidente fatale: la colpa era del camionista, però…

Il crash risale al primo marzo 2019 ed è accaduto vicino a Delray Beach, nella Palm Beach County, in Florida. L’auto, un Model 3, viaggiava con il pilota automatico inserito, quando all’improvviso ha colpito la fiancata di un rimorchio che procedeva accanto, attraversando l’autostrada. Il conducente della Tesla è morto (qui il nostro articolo). I tecnici dell’NTSB hanno lavorato per mesi analizzando la telemetria del Model 3 e anche la telcamera presente sul veicolo, che ha filmato gli ultimi istanti prima dell’urto. Le ultime immagini, riportate qui sotto, sono impressionanti.

Gli ultimi 3 secondi prima del crash dalla camera di bordo 

Incidente fatale
Questi 3 frammenti mostrano le immagini riprese dalla camera di bordo della Tesl negli ultimi 3 secondi prima dell’impatto. Le istantanee, pubblicate dal NSTB, mostrano l’auto avvicinarsi al camion fermo in mezzo alla strada.

“Un eccesso di fiducia nel pilota automatico”

incidente fatale
La fiancata del camion dopo l’incidente, con indicato il punto in cui si è schiantata la Tesla.

Nel rapporto finale si legge che la responsabilità principale è da addebitare all’autista del camion, ma non si risparmiano critiche all’Autopilot:

L’NTSB ha stabilito che la probabile causa dell’incidente fatale va ascritta alla mancata precedenza da parte dell’autista del camion, omettendo di occupare la corsia giusta. Combinata con la disattenzione del guidatore dell’auto, dovuto a un eccesso di fiducia nella guida automatica, che ha causato l’incapacità di reagire alla presenza del camion. Al crash ha contribuito anche l’operation design del sistema di guida semi-automatica di Tesla, che permette il disinserimento da parte del guidatore. E l’incapacità da parte dell’azienda di limitare il sistema alle condizioni per il quale era sta progettato. All’incidente ha contribuito anche il mancato sviluppo da parte della National Highway Traffic Safety Administration di un metodo per verificare che i costruttori inseriscano adeguati sistemi di sicurezza con la Guida automatica di Livello 2“.

“È il terzo caso esaminato di disastri con l’Autopilot”

Il presidente del National Transportation Safety Board, Robert Sumwalt, ha poi aggiunto che il suo ente si è già dovuto occupare di altri due casi analoghi riguardanti Tesla:

L’indagine su Delray Beach costituisce il terzo caso che abbiamo esaminato in cui l’eccesso di confidenza nell’Autopilot Tesla e il suo operational design hanno portato a tragiche conseguenze. Nel caso precedente di Mountain View, questo eccesso di confidenza era unito a una distrazione ugualmente fatale. Dimostrando la natura insidiosa di questo pericolo e l’assenza di una policy e di una tecnologia per eliminarlo“.

Lo schianto di Mountain View, con una Tesla Model X, costato la vita a un ingegnere della Apple.

Il precedente a cui fa riferimento il presidente Sumwalt risale al 23 marzo 2018. A Mountain View, vicino alla sede della Apple, rimase ucciso un ingegnere 38enne che lavorava come sviluppatore di software proprio per la Casa della Mela. Si chiamava Wei Huang, era alla guida di una Tesla Model X con l’Autopilot inserito: l’auto si è schiantata contro il new-jersey che separa le corsie della famosa Statale 101. I risultati finali di quell’indagine sono stati pubblicati il mese scorso  (qui il resoconto di Electrek).

 

 

 

 

2 COMMENTI

  1. A che velocità andavano queste Tesla?
    A nessuno viene mai in mende che TUTTE le auto dovrebbero aveve un LIMITE SENSATO alla massima potenza, per ragioni di sicurezza e ecologiche?
    100CV non dovrebbero bastare?

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