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Ibride o elettriche? In Emilia-Romagna stessi incentivi

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Il presidente della Regione Emilia-Romanga Stefano Bonaccini riceve in comodato d'uso una Lexus GS Hibrid dal numero uno di Toyota in Italia Andrea Carlucci

Cos’è mobilità sostenibile? Per la Giunta regionale dell’ Emilia-Romagna il concetto è vasto e spazia dall’ibrido all’elettrico, senza distinzione.

Infatti il presidente Stefano Bonaccini e l’assessore alla mobilità Raffaele Donini hanno annunciato incentivi sostanzialmente identici per entrambe e riassumibili nell’azzeramento della tassa di circolazione. Misura che costerà circa un milione di euro all’anno alle casse regionali. Per i veicoli elettrici, si sà, l’esenzione è totale, vale cinque anni dall’immatricolazione, ed è prevista dalla normativa nazionale. Per le ibride, tanto quelle classiche quanto le molto meno inquinanti “plug in”, viceversa, gli automobilisti emiliano-romagnoli  potranno beneficiare di un rimborso equivalente alla tassa di circolazione pagata, fino a un massimo di 191 euro.

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Il rimborso del bollo arriva on line

A partire dal prossimo aprile l’incentivo, su presentazione di una domanda on line, sarà riconosciuto per tre anni a tutti coloro che, residenti in regione, hanno acquistato o acquisteranno  un’ibrida di prima immatricolazione. Da luglio in poi si potrà chiedere il rimborso anche per le auto immatricolate nel 2017, rimaste scoperte in seguito ad un “incidente” di percorso che ha determinato la decadenza della precedente legge regionale che esentava dal pagamento le auto ibride dei residenti immatricolate nel triennio 2015-2017. In vigore nei primi due anni, l’incentivo era poi stato ritirato a causa di una legge nazionale del 2016 che vieta discriminazioni tra residenti e non. Pasticcio legislativo a parte, le vendite di auto ibride in regione hanno avuto un vero e proprio boom. Furono 2.776 nel 2015, 4.369 nel 2016 (+57%) e 7.056 (+61%) l’anno scorso.

Per le Ev la palla passa ai Comuni

Non è dato sapere invece a quanto siano ammontate le vendite di auto elettriche. La Regione ne ha acquistate 103 per la Pubblica  amministrazione, investendo 2,4 milioni di euro. Sta poi stringendo accordi con i Comuni per uniformare le regole di accesso privilegiato ai centri storici e garantire alle auto elettriche il parcheggio gratuito. Le colonnine di ricarica in Emilia-Romagna sono 150, altre 30 sono in corso di installazione, 5 delle quali parte del programma di infrastrutturazione dell’Enel.

Stefano Bonaccini

«Sappiamo che l’auto elettrica è meno inquinante dell’ibrida, ma abbiamo deciso di sostenere tutto quello che è migliorativo rispetto alla situazione attuale. E l’ibrido, oggi è un compromesso accettabile per avviare il processo di sostituzione del parco auto diesel» ha detto Bonaccini. In seguito ad un recente accordo fra il governo e le quattro Regioni del bacino padano dal prossimo anno saranno raddoppiati i fondi a loro disposizione per la sostituzione dei veicoli inquinanti. Alla Regione Emilia-Romagna dovrebbero toccare 4 milioni in tutto che potrebbero essere indirizzati prioritariamente ad incentivare lo sviluppo della rete di ricarica.

5 COMMENTI

  1. Ibrido inquina quanto un endotermico, incentivate le EV seguite quanto fa la Norvegia per la salute dei nostri. FIGLI e NIPOTI abolire il motore a scoppio al più presto è fondamentale. Siamo vicini al punto di non ritorno

    • Caro Giuliano, siamo perfettamente d’accordo con lei. Quantomeno avremmo preferito che l’amministrazione regionale avesse distinto fra ibride tradizionali e ibride “plug in”, queste ultime in grado di viaggiare solo con motore elettrico nei percorsi urbani.

  2. Ho acquistato una Zoe e per sicurezza mi sono recato all’Aci per informazioni sulla tassa di circolazione. Mi è stato risposto con quanto è scritto nell’articolo per le auto ibride per cui ritengo che l’operatore mi abbia fornito un’informazione errata. Vorrei una conferma sul fatto che non devo neanche dotarmi di nessun documento “sostitutivo”.
    Grazie

    • Il bollettino della Regione Emilia Romagna dice che le auto elettriche sono esentate dal bollo “per 5 anni dalla data del collaudo”. Non occorre documentare nulla, si è esenti e basta. Diverso è il discorso relativo all’accesso alle ZTL, come quella di Bologna: in quel caso occorre registrarsi in Comune e ritirare un attestato.

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