Bene gli incentivi per i veicoli commerciali leggeri, ma il mercato è in pieno stallo. È il messaggio di Unrae, che sollecita il Governo a intervenire rapidamente. A giugno è stato pubblicato il decreto automotive con le risorse dedicate ai mezzi commerciali, ma senza la piattaforma operativa le aziende restano in attesa del sostegno e le vendite si bloccano. È il classico effetto annuncio, un fenomeno che in Italia si ripete spesso perché gli aiuti non sono strutturali. Nel decreto c’è però un elemento positivo: il 40% delle risorse (in totale sono 180 milioni) è riservato esclusivamente ai veicoli elettrici o a idrogeno. Una scelta che garantisce che una quota significativa sia destinata solo alle emissioni zero. In altri bandi più “ecumenici”, aperti anche a ibridi e termici, la quota effettivamente prenotata per i mezzi a batteria si è fermata attorno al 10%, con un impatto molto limitato sulla qualità dell’aria. Resta il fatto che, per accelerare davvero la transizione, sarebbe preferibile destinare il 100% delle risorse ai veicoli a batteria, gli unici in grado di garantire emissioni zero.
A giugno il mercato si è bloccato, una lieve ripresa per i veicoli elettrici
Unrae basa la sua richiesta sui dati in flessione. «Il mercato italiano dei veicoli commerciali leggeri subisce a giugno una decisa battuta d’arresto, evidenziando una flessione a doppia cifra. Le immatricolazioni si posizionano infatti a 17.108 unità, registrando un calo del 12,1% rispetto alle 19.453 dello stesso mese del 2025». L’andamento negativo del mese impatta sul bilancio del primo semestre del 2026, che archivia una flessione del 4,3% e un totale di 94.759 unità immatricolate, contro le 99.026 del gennaio-giugno dello scorso anno.

In controtendenza (relativa) i veicoli elettrici: «con una quota del 3,9%, mostrano un lieve recupero rispetto al 3,5% del mese precedente, ma il dato è più che dimezzato nel confronto col 7,4% di giugno 2025 – un picco all’epoca favorito dal lancio commerciale di uno specifico nuovo modello».
La notizia positiva? Il 40% degli incentivi (72 milioni) solo agli elettrici
Il decreto si è fatto aspettare come sottolineano da Unrae, «dopo una lunga attesa, il 26 giugno è stato pubblicato», e le risorse sono importanti. In totale 180 milioni di incentivi per l’acquisto di veicoli commerciali nuovi delle categorie N1 e N2, fino a 7,2 tonnellate di peso.
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Il piano articolato in tranche da 40 milioni l’anno fino al 2029, con una quota finale di 20 milioni destinata al 2030.

I contributi sono rivolti alle PMI attive nel trasporto merci, sia in conto proprio sia in conto terzi. È soprattutto è previsto un perimetro riservato del 40% annuo esclusivamente ai veicoli a zero emissioni (BEV e FCEV). In questo modo, come spesso succede, si evita di finanziare soprattutto veicoli ibridi e termici.
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Roberto Pietrantonio, presidente di Unrae chiede di fare presto: «Confidiamo che la misura venga resa pienamente operativa nel più breve tempo possibile. Come abbiamo sottolineato a più riprese, è cruciale scongiurare che il perdurare dell’effetto annuncio continui a deprimere un mercato che versa da otto mesi in una situazione di stallo».
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L’Associazione sottolinea che «i soli incentivi all’acquisto non siano sufficienti», qui la lista degli interventi necessari
- Sviluppo pianificato delle infrastrutture di ricarica dedicate anche ai veicoli commerciali leggeri, in analogia con quanto previsto per i mezzi pesanti.
- Interventi per contenere gli elevati costi dell’energia, oggi uno dei principali ostacoli all’adozione dei veicoli a zero emissioni.
- Introduzione di un credito d’imposta al 50% per gli investimenti privati in infrastrutture di ricarica fast oltre i 70 kW, valido per il triennio 2026‑2028.
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